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Era minuto e delicato, quel giovane canadese sconosciuto che era salito in fretta e furia su un volo per l'Italia. Aveva pensato a uno scherzo, quando gli avevano detto che Enzo Ferrari lo aveva convocato a Maranello, per proporgli di sostituire Niki Lauda, il campionissimo che se n'era andato sbattendo la porta. Cominciò così, per scommessa e quasi per caso, la leggenda di Gilles Villeneuve, che aveva un volto da poeta e quasi spariva all'interno dell'abitacolo. Paolo Marcacci la racconta in pagine dense di passione e di eroismo, dove tra mostruose accelerazioni e spaventose carambole trova spazio una serie di riflessioni poetiche ed esistenziali: il destino e la solitudine dei predestinati; le amicizie tradite, come quella di Noodles in "C'era una volta in America"; il folle volo di Ulisse. Dagli esordi sulle motoslitte al giro fatale di Zolder. Sullo sfondo, la bella e dannata Formula Uno a cavallo fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, dove la meccanica ancora non aveva ceduto il predominio all'elettronica e un manipolo di assoluti fuoriclasse dava vita a epici duelli sui circuiti di tutto il mondo. In mezzo a loro, d'improvviso, dal nulla sterminato delle nevi canadesi faceva capolino il sorriso malinconico di Villeneuve, veloce fra i veloci: spostando l'asticella del rischio un po' più in alto, per scrivere una storia che già era leggenda, tra il frastuono dei pistoni e i battiti di un cuore nato per l'asfalto.

Le opere presenti in questa pagina sono state create dal professor Paolo Marcacci, pertanto sono soggette al copyright ©.

 

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Niki Lauda, la faccia della Formula Uno, di ieri e di oggi. Un nome e un cognome che, da soli, bastano a evocare l'età dell'oro dell'automobilismo, quella in cui una meccanica che distillava potenze mostruose non era ancora domata dall'elettronica, ma dal talento di una generazione irripetibile di piloti. In mezzo a loro. Lauda seppe essere il paradigma del rischio, della gestione di esso e di un coraggio lucido, che lo fece 'resuscitare' alle corse soltanto 42 giorni dopo l'incidente del quale ha scelto di portare per sempre i segni sul volto. Questo libro racconta Lauda in pagine dense di pathos e ricche di particolari inediti, dagli esordi osteggiati dalla famiglia fino al terzo titolo mondiale, vinto per mezzo punto su Alain Prost. È la storia di un uomo irripetibile, del suo talento e della sua forza di volontà, acciaio temprato al fuoco di una passione smisurata, la cui personalità ha saputo prevalere su tutti i giudizi e i luoghi comuni che ancora oggi lo circondano; insegnandoci, in modo forse irriverente, che "una macchina si guida innanzitutto col culo" e che per essere amati non bisogna per forza essere simpatici.

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Il dualismo: è l'archetipo della cultura occidentale, da cui derivano il duello e l'antagonismo. La contrapposizione tra Ettore e Achille, la scelta di campo, l'immedesimazione in uno dei due protagonisti sono essi stessi un modo di essere. Nell'era moderna, soltanto lo sport, nutrendosi di contrapposizioni epocali, ha saputo di volta in volta incarnare e rinverdire questo schema classico. Non fa eccezione, in questo senso, l'automobilismo, che sul filo degli istanti sottratti all'avversario e con la mano invisibile del rischio costante poggiata sulla spalla, si alimenta di confronti memorabili, come quello che dalla metà degli anni ottanta fino al 1993 ingaggiarono Alain Prost e Ayrton Senna. Personalità differenti, manifesta ostilità che celava un profondo rispetto reciproco, classe immensa esibita dall'uno come dall'altro. Questo libro racconta con tono intenso e struggente la loro rivalità, scandita da tappe indimenticabili per gli appassionati di Formula Uno, fino al tragico epilogo dell'1 maggio 1994 a Imola, quando il rapporto tra i due si era rasserenato.

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