Williams FW19, la vettura campione del mondo con Jacques Villeneuve



Il 1997 è un anno che di fatto chiude un’era per la Williams: a fine stagione, infatti, dopo ben nove anni di sodalizio, la scuderia inglese smetterà di usufruire della potentissima motorizzazione Renault, che forniva il costruttore dal 1989. L’imperativo dunque è chiudere in bellezza portando a casa ancora il titolo piloti e quello costruttori dopo la trionfale stagione 1996, che portò entrambi i titoli con gli alfieri Damon Hill e Jaques Villeneuve.


INVESTITURA PER JACQUES


Esattamente come era successo già nel 1992 e nel 1993, dopo la vittoria del titolo in Williams il campione in carica saluta la scuderia: troppe le richieste economiche di Damon Hill nei confronti di Frank Williams, che preferisce puntare tutto sul talento del figlio d’arte canadese. Il figlio di Gilles Villeneuve, infatti, sebbene battuto dal compagno, aveva mostrato una grande competitività già nell’anno precedente dell’esordio assoluto, contendendo il titolo al ben più esperto compagno di squadra fino all’ultima gara.


Al posto del britannico viene ingaggiato il tedesco Heinz-Harald Frentzen, dopo due anni di apprendistato alla Sauber. Hill passa invece alla Arrows-Yamaha, al fianco del brasiliano Pedro Diniz.


LE NOVITA’ REGOLAMENTARI


Il 1997 non è un anno di grandi cambiamenti regolamentari dal punto di vista tecnico, e ancora meno dal punto di vista sportivo. La principale novità tecnica è l’introduzione della scatola nera: si trattava di un dispositivo elettronico di registrazione dei dati (già molto utilizzato in campo aeronautico) che ha lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. I dati raccolti infatti vengono preservati in questo dispositivo per essere analizzati, e risalire a cause e dinamiche esatte di ogni incidente. Si tratta di uno dei tanti accorgimenti che la Federazione sta di anno in anno inserendo sulle monoposto per migliorare sempre più la sicurezza delle auto di Formula 1.


Le nuove disposizioni per gli pneumatici mettono a disposizione per l’intero week-end ben trentasei treni di gomme da asciutto, e ventotto da bagnato. Di questi poi sono i piloti a scegliere le gomme con specifiche da bagnato per le sessioni di qualifica, warm-up e gara.



La Federazione impone inoltre un ulteriore potenziamento della scocca, che dev'essere in grado di assorbire ancora meglio urti laterali senza subire pericolosi danneggiamenti nei pressi dell’abitacolo.


Infine sull’alettone anteriore viene eliminato ogni tipo di superficie spigolosa nei pressi delle ruote anteriore, poiché con danneggiamenti anche minimi potrebbero portare a pericolose forature per sé e per le vetture avversarie.


LA WILLIAMS RENAULT, L’ULTIMO GRAFFIO DI UN BINOMIO VINCENTE


Come anticipato, è l’ultimo anno del binomio Williams-Renault, quindi un’auto da non sbagliare per non bruciarsi l’opportunità di aggiudicarsi ancora il titolo. La dominante Williams FW18 rappresenta quindi la logica base su cui costruire quella del 1997, anno in cui non ci sono importanti modifiche nel regolamento tecnico.


La Williams FW19 viene presentata alla stampa a Grove, il 31 Gennaio 1997.


Anche quest’anno i progettisti sono Patrick Head e Adrian Newey, con quest’ultimo che, ultimato il progetto della FW19, già nell’anno corrente abbandona la scuderia per approdare in McLaren-Mercedes alla corte di Ron Dennis.


Le principali modifiche rispetto all’auto precedente riguardano ancora una volta l’aerodinamica: la più evidente è il distacco della presa d’aria superiore della vettura, che stavolta presenta un leggero scavo tra essa ed il poggiatesta. Gli specchietti, per funzione aerodinamica, vengono abbassati fino ad essere quasi fissati direttamente sul telaio. Vengono eliminati infine i due cascade upper (flap a cascata) presenti sulla FW18, che avevano la funzione di incanalare meglio i flussi sulla parte terminale dell’auto appena prima dell’alettone posteriore, rendendo il retrotreno complessivamente più scarico.


La vettura monta un motore aspirato Renault RS9, V10 a 71° da 3000 cm³, che eroga una potenza massima di 750 cavalli, supervisionato dal motorista francese Jean-Jacques His. Il cambio Williams/Komatsu è semiautomatico sequenziale a sei rapporti più la retromarcia, e l’auto si equipaggia di pneumatici Goodyear.


LA STAGIONE


Prima dell’inizio della stagione la Williams si presenta come la favorita assoluta, e si fa fatica ad individuare una scuderia avversaria diretta. Questa si rivelerà essere la Ferrari, che grazie al grosso rinnovamento dell’anno precedente, con l’arrivo del bicampione del Mondo Michael Schumacher ha sfruttato al massimo l’anno di transizione 1996, per presentarsi finalmente con le carte in regola per giocarsi il titolo mondiale come non accadeva dal 1990.


Nella gara d’esordio in Australia la Williams si piazza in prima fila con Villeneuve davanti a Frentzen, ma in partenza il canadese resta coinvolto in una carambola innescata dalla Ferrari di Eddie Irvine, che lo costringe al ritiro. La gara viene vinta dalla McLaren di David Coulthard davanti a Schumacher, ma l’episodio fa subito diventare rovente il clima tra i due sfidanti al titolo, con Jacques che da qui in poi non risparmierà mai frecciatine alla rivale rossa.


In Brasile la pole va ancora a Villeneuve, ma stavolta il canadese non sbaglia e porta a casa la vittoria, rilanciandosi per il titolo. Lo stesso copione avviene nel Gran Premio di Argentina, dove Schumacher viene coinvolto in un incidente con Barrichello al primo giro, ritirandosi. Dopo tre gare Villeneuve è in testa con venti punti, con Schumacher che insegue lontano ad otto punti. Nel mezzo, gli ottimi piloti McLaren Hakkinen e Coulthard con dieci punto ciascuno.



Nel Gran Premio di San Marino arriva un’altra vittoria per la Williams, ma stavolta con il tedesco Frentzen, che regola Schumacher fino al traguardo proteggendo la leadership del compagno nel campionato. Villeneuve si ritira per problemi di affidabilità.


La classifica vede ora Villeneuve in testa con venti punti, e Schumacher a seguire con quattordici.


Il Gran Premio di Monaco è da dimenticare per il team britannico: le condizioni di pioggia variabile sul tracciato premiano le squadre che hanno scelto le intermedie, mentre le due Williams con gomme da asciutto chiudono entrambe la gara contro le barriere del principato. La vittoria di Schumacher e il conseguente dieci a zero porta il tedesco per la prima volta in testa al campionato con ventiquattro punti contro i soli venti del canadese.


Il riscatto arriva invece in Spagna, con il terzo successo di Villeneuve che si riprende la testa del mondiale. Schumacher è solo quarto. Il vantaggio di Jacques su Michael viene portato a tre lunghezze.


Il Gran Premio di casa è amaro e riserva un altro ritiro per incidente a Jacques Villeneuve, mentre Schumacher vince partendo dalla pole position. Ancora il tedesco si ripete a Magny-Course nel Gran Premio di Francia, con Villeneuve quarto. Ora Schumacher, per la prima volta, ha un consistente vantaggio di quarantasette a trentatré nei confronti dell’alfiere della Williams.


Il Gran Premio di Gran Bretagna rimette tutto in discussione: Villeneuve vince partendo dalla pole, mentre Schumacher si ritira per la rottura di un cuscinetto. Quarantasette a quarantatré, un testa a testa che non accenna a prendere una direzione precisa.



La Benetton di Gerhard Berger domina il Gran Premio di Germania, dove arriva il quinto ritiro stagionale di Villeneuve e il secondo doppio ritiro stagionale per la Williams, mentre Schumacher raccoglie sei punti preziosi con il secondo posto, portando a dieci i suoi punti di vantaggio nel campionato.


L’alternanza dei due nei rispettivi acuti è appassionante: vittoria di Villeneuve in Ungheria, con Schumacher quarto; vittoria di Schumacher in Belgio, con Villeneuve quinto. Solo a Monza, per la quarta volta nella stagione, viene lasciata la vittoria ad un altro pilota: David Coulthard su McLaren. I due sfidanti raccolgono quinto e sesto posto e la classifica, a quattro gare dal termine, dice Schumacher sessantasette e Villeneuve cinquantasette.


Il canadese dà lo strappo decisivo: due vittorie consecutive in Austria e al Nurburgring, nel Gran Premio del Lussemburgo, mentre il tedesco raccoglie solo un sesto posto ed un ritiro nei boschi dell’Eifel. Il salto in classifica è notevole, e Villeneuve si porta ora davanti per settantasette a sessantotto.


Nel gran premio del Giappone al figlio di Gilles potrebbe bastare finire davanti a Schumacher, purché in zona punti, per assicurarsi il titolo. Invece Villeneuve si mette nei guai durante le prove libere del sabato mattina, poiché non rallenta in regime di bandiera gialla e, trattandosi della terza infrazione dell’anno, viene squalificato. E qindi inutile il quinto posto ottenuto la domenica, mentre Schumacher vince la sua quinta gara stagionale e si porta in vantaggio di un punto nel mondiale: settantotto a settantasette.


Suzuka porta però comunque un regalo alla Williams: grazie al secondo posto di Frentzen, infatti, il team inglese si conferma Campione del Mondo costruttori per la nona volta nella sua storia.


Per il mondiale piloti i calcoli da fare prima del Gran Premio di Europa a Jerez de la Frontera sono molto semplici: chi arriva davanti vince il titolo, ma Schumacher dovrebbe guadagnare almeno due punti per non essere battuto per il minor numero di successi.


Ciò che succede in qualifica ha dell’incredibile: non due, ma ben tre piloti ottengono lo stesso identico tempo: Villeneuve, Schumacher e Frenztzen fermano il cronometro, in quest’ordine, in 1'21"072.


La pole va al canadese perché primo ad ottenerlo, e la gara si preannuncia rovente.


In partenza il canadese ha un’incertezza, e i due tedeschi lo sfilano. Per buona parte della gara fra Villeneuve e Schumacher è un continuo elastico, con il pilota della Ferrari che però sembra avere meno ritmo. Al quarantasettesimo giro il fattaccio: alla curva Dry Sac Villeneuve infila Schumacher che sperona il canadese, insabbiandosi irrimediabilmente nella via di fuga. L’urto danneggia in modo lieve Villeneuve, che all’ultimo giro, senza correre rischi, lascia sfilare le due McLaren di Hakkinen e Coulthard, conquistando il terzo posto e il suo primo ed unico Campionato del Mondo piloti.



La Williams FW19 chiude la stagione con otto vittorie (sette di Villeneuve, una di Frentzen), undici pole position (dieci di Villeneuve, una di Frentzen), nove giri veloci ed entrambi i titoli piloti e costruttori, finendo nel migliore dei modi l’era targata Williams-Renault.


Simone Silvestro

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