Nanna's Garage e la straordinaria storia di Giovanna, giovane restauratrice di auto d'epoca!

Aggiornato il: feb 16



Navigando tra i vari canali YouTube, recentemente l’algoritmo mi ha proposto un interessantissimo canale denominato Nanna’s Garage. Incuriosito dal consiglio di YouTube, ho aperto la sezione e, uno dopo l’altro, ho visionato con estremo interesse il restauro di una Fiat 500 F condotto da una giovanissima e simpaticissima ragazza che si chiama Giovanna.


https://www.youtube.com/channel/UCSHKVrrIN1nv_ynDuwjJgAA


Devo ammettere che ad ogni video proposto, che vedevo con estremo piacere, mi tornavano in mente ricordi del mio lavoro e del mio passato all’interno della Ferrari, ma soprattutto delle mille avventure che con i miei collaboratori abbiamo dovuto affrontare. Inoltre pochi sanno che molti di noi, nel nostro tempo libero, riversiamo all’interno dei nostri garage per revisionare moto o auto d’epoca, e che alcuni dei miei ex colleghi revisionano proprio le Fiat 500 modello F.


Questo parallelismo tra il nostro lavoro da professionisti, e quanto visto fare da questa simpatica ragazza nel suo tempo libero, mi ha spinto a contattarla per chiederle se avesse avuto piacere di rilasciarmi un’intervista.


Trovato l’accordo, ho avuto l’onore e l’immenso piacere di conoscere Giovanna attraverso una lunga chiacchierata telefonica, e disperso l’iniziale imbarazzo ho scoperto una donna con un carattere eccezionale, solare e determinata a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. Chiaramente la prima domanda che ho voluto porre a Giovanna è, seppur scontata, il motivo per cui si è affezionata alla Fiat 500, e in particolar modo al modello F.


La risposta è stata tutto fuorché scontata:


Il mio primo approccio con la Fiat 500 modello F avviene tra la fine del primo anno di università e il secondo. Un giorno, parlando al telefono con un’amica per organizzare un’uscita-aperitivo, quest’ultima mi disse che non sapeva se c’era posto anche per me nella sua nuova Fiat 500 appena regalata dai genitori. Io non capivo come mai non potesse esserci posto all’interno dell’auto, dato che ipotizzai che i suoi genitori gli avessero regalato una Fiat 500 moderna. Fatto sta che l’incontro fu fissato, quindi questa mia amica passò a prendermi sotto casa con la sua Fiat 500 modello F restaurata. È in questo momento che conosco per la prima volta questa auto e me ne innamoro a prima vista! E del modello F in particolare, date le sue caratteristiche speciali come ad esempio il cruscotto, anche se a colpirmi furono tanti dettagli come gli interni dell’auto, eccetera”.


Tornata a casa mi sono informata sui prezzi ma erano troppo alti per le mie tasche ma la voglia di possederne una era troppo alta. Quando tornai a casa e cercai quasi di abbozzare l’idea a mia madre, la risposta non arrivò verbalmente, ma fulminea attraverso il suo sguardo. Era un messaggio chiaro per me: non ci provare nemmeno a pensare di chiedere di averne una anche te! Quindi dovetti inventarmi qualcosa di alternativo per riuscire a possedere la mia prima Fiat 500 modello F”.


Iniziai dunque a cercare su internet, e dopo un mese di estenuanti ricerche trovai il modello che faceva per me, seppur non marciante e senza freni. Ma aveva due caratteristiche che cercavo e alla quale non avrei mai rinunciato: targata Roma, con targhe originali, e di colore bianco. Per acquistarla vendetti una moto Ktm 125 che in precedenza i miei genitori mi avevano regalato, e che, fino a quel momento, rappresentava il mio unico mezzo di trasporto”.


Tuttavia l’auto era in condizioni davvero pessime: essendo stata ferma per tantissimo tempo, molte parti erano danneggiate o consumate, come ad esempio l’impianto elettrico che era stato rosicchiato dai topi. Dato che non avevo soldi per farla restaurare da un professionista, decisi che piano piano e andando a tentativi avrei riportato ai vecchi splendori la mia Fiat 500 modello F. Iniziai dunque dall’impianto frenante, che era la parte più danneggiata dall’usura del tempo, ma più andavo avanti e più mi rendevo conto che volevo sistemare sempre più componenti. Infine decisi di smontarla interamente, per poterla restaurare completamente”.


Il restauro dell’auto occupò il poco tempo libero che avevo per un anno intero. Durante il giorno, essendo per altro molto precisa, dedicavo molto tempo agli studi e alla frequentazione obbligatoria dell’università, mentre la sera/notte mi dedicavo al restauro dell'auto”.


Devo ammettere che il restauro dell’auto fu praticamente terapeutico per me, dato che lavorando al bar sotto casa il venerdì, sabato e domenica, recuperando così quei soldi necessari all’acquisto dei componenti di ricambio, e dedicando la mia attenzione sul restauro dell’auto, riuscivo a smaltire la tensione degli esami universitari”.


Da questa prima fase scaturì il primo video che fu caricato su YouTube, nella quale, all’interno della mia camera, montai l’intero motore”.


https://www.youtube.com/watch?v=19xLwfqLFY4


Nel momento in cui mi trovavo in officina per la verifica del perito, il capo officina dapprima mi chiese chi aveva svolto il lavoro, e quando scoprì che ero stata io ad eseguirlo, mediante video caricato su YouTube da pochi giorni, decise di fare vedere il video ad un anziano meccanico, un signore di settant’anni che non volle assolutamente credere che avessi fatto da sola il lavoro! Anzi, vedendo il video volutamente accelerato, si convinse che avessi utilizzato qualche sotterfugio per mostrare qualcosa che secondo lui non avevo realmente fatto”.


Passano dunque due anni dal primo video caricato, e Giovanna si laurea. Quindi al termine del percorso di studi decide di intraprendere il progetto YouTube:


“Se noti, dal primo video a quello di presentazione passano all’incirca due anni. Questo perché mi sono concentrata sull'università. Ma terminato il percorso di studi mi sono chiesta come potevo coltivare ulteriormente questa passione. Così decisi di cercare un luogo dove poter proseguire i lavori di restauro in un nuovo modello di Fiat 500 F”.


Vedendo i video di Giovanna, ci si accorge immediatamente che è altamente professionale sia nell’esporre concetti complessi, sia nella completezza della descrizione del suo lavoro. Dato che Giovanna non proviene da una famiglia di meccanici, ho pensato di chiederle come è riuscita a trovare così tante informazioni così dettagliate. La risposta mi ha lasciato letteralmente senza fiato:


Secondo me il miglior modo per comprendere come restaurare la mia Fiat 500 modello F era quella di provare, sbagliare, e riprovare, smontando e rimontando. Alla fine ho imparato da sola almeno l’80% delle procedure lavorative. Tutto questo, però, mi ha fatto capire che se volevo proseguire il progetto YouTube, una buona idea sarebbe stata quella di spiegare a chi, come me, restaura la Fiat 500 F e non sa come o dove trovare le informazioni necessarie”.


Quindi, incuriosito, ho chiesto a Giovanna se ha mai trovato qualche difficoltà dovuta dal fatto che ha praticamente restaurato un’auto intera con poche informazioni utili:


Certamente. Ad esempio quando acquistai il cablaggio, questo presentava ad ogni terminale delle etichette che indicavano qual’era la loro locazione. Quando lo montai non sapevo che due etichette erano state invertite, pertanto quando provai ad accendere per la prima volta il motore, mi ritrovavo con il faro e la freccia destra che di colpo si accendevano da soli!”.

Poi ci sono stati altri casi in cui non avendo assolutamente nessuna conoscenza specifica, ho dovuto scoprire da sola come realizzare un lavoro, come ad esempio lo smontaggio della manopola degli sportelli, cosa banale se conosci il procedimento, ma non esattamente intuitiva se ti approcci per la prima volta”.


In effetti, avendo visto tutti i video che Giovanna ha pubblicato, ricordo che in particolare questo dettaglio aveva colto la mia attenzione, proprio come se volesse sottolineare qualcosa in particolare: ecco svelato l’arcano.


https://www.youtube.com/watch?v=hHzimPFIhfg&t=153s


Approfitto dunque per farle i complimenti e chiederle se c’era un motivo particolare dietro alla produzione di un video che aveva colto la mia attenzione, molto dettagliato ed espresso con concetti professionali. Il video dove Giovanna spiega il funzionamento dell’impianto d’accensione:


Assolutamente si. Tutto nasce dal fatto che quando portai l’auto in officina per essere valutata dal perito dell’assicurazione, in realtà arrivai a stento, perché l’auto ogni 100 metri spesso si spegneva. Non capivo lì per lì quale dovesse essere il motivo, pertanto appena arrivata chiesi di poter dare un occhiata al motore. Quando scoprimmo che il problema era il condensatore, un minuscolo componente che non avevo sostituito, salì la mia curiosità e decisi di capire com’era possibile che un componente come quello avesse creato così tanti disagi. Dalla ricerca della spiegazione è poi nata l’idea di fare un video dedicato all’argomento, contornato da immagini disegnate che spiegano nel dettaglio tutto il funzionamento dell’impianto di accensione. Pensa che generalmente per produrre i disegni che vedi nei miei video ci metto all’incirca 4-5 giorni”.


https://www.youtube.com/watch?v=anxw38dYjgo&t=30s


In conclusione le ho chiesto anche informazioni su un video che era riuscito a trasmettere molta ilarità, oltre ad essere come sempre altamente professionale. In questo video, Giovanna smonta il motore, ma ad un certo punto si trova in condizioni di difficoltà perché sola a gestire una situazione precaria. Le ho confessato che anche noi in Ferrari qualche volta ci siamo trovati in condizioni simili, e dopo averci riso su, Giovanna mi ha raccontato l’episodio:


Avendo smontato sulla mia prima Fiat 500 il motore, credevo che avendo il cric a portata di mano e una base di legno, sarebbe stato sufficiente estrarre il motore e abbassare il cric per poter appoggiare il motore a terra. Ed effettivamente la prima parte del lavoro è stata eseguita correttamente. Solo che dopo mi sono ritrovata sola con questo motore pesantissimo e mi sono dovuta inventare qualcosa per riuscire ad appoggiarlo a terra!”.


https://www.youtube.com/watch?v=wIpxgOWCk70


Ecco perché, memore della prima esperienza, con la trasmissione mi sono organizzata meglio”.


https://www.youtube.com/watch?v=_JCJWT4irIg


Indubbiamente la simpatia non manca a Giovanna, che trasmette sia attraverso i suoi video, sia nel nostro dialogo telefonico. Approfittando di ciò, le ho chiesto se ha trovato difficoltà o resistenze da parte del genere maschile al suo operato che è da ritenere assolutamente di alto livello per i mezzi che ha disposizione:


In realtà si. Fino ad ora ho rilasciato più di una intervista. l’intervista pubblicata dal giornale Repubblica in particolare… (è stata la prima!). Quando questa fu di dominio pubblico, ricordo che quel pomeriggio il mio telefono scoppiava di messaggi. Sotto il video pubblicato si trovano tutt’ora molti messaggi di incredulità, la maggior parte dei quali indicano che il giornale si era inventato tutta la storia, che io in verità ero stata aiutata da mio padre, e che i miei genitori avrebbero avuto a disposizione un’officina. Tutte cose non vere. Ma avrei avuto il piacere se queste persone avessero realmente indagato, perché avrebbero scoperto che mio padre non è assolutamente un meccanico”.


Certo, fin da subito, quando feci i primi video, sapevo perfettamente che avrei avuto degli haters, alcuni mi danno della bimbetta. Ma io non sono una bimbetta, sono una donna che con tanta passione restaura la propria auto”.


A questo punto Giovanna esprime un concetto direi straordinario, che pochi riescono a cogliere realmente, a dimostrazione non solo che lei non è una bimbetta, ma è soprattutto una donna dotata di un livello di intelligenza molto alto:


Chi accusa ingiustamente, senza proporre una critica costruttiva, sembra che si senta legittimato a fare ciò. Per carità, una critica costruttiva la si accetta ed anzi aiuta a migliorarsi, ma quelle persone che scrivono insultando una persona che vedono in video, non capiscono che dietro a un concetto che può sembrare virtuale (il social) c’è una persona reale, come loro, che ha dei sentimenti e delle emozioni come loro, e che si sta impegnando al massimo per trasmettere un messaggio”.


Invece spesso leggo messaggi legati all’essere una donna che si approccia a questo mondo che generalmente si pensa sia solo maschile. Molti, ad esempio, mi consigliano di andare a cucinare, anziché dedicarmi alla mia passione”.


Ciò che lascia perplessi è il fatto che, oltre che pensare certe cose, si ritiene che si può anche esprimere il concetto pubblicamente, che sia un diritto che non reca nessun problema, e questo non è giusto perché penso che, se ci trovassimo faccia a faccia, molte persone non avrebbero il coraggio di esprimere questo pensiero con la paura di essere giudicati dalla società circostante per le parole espresse. Spesso si pensa che si può commentare liberamente perché protetti da un sistema virtuale, chiusi nelle proprie case. Ci si sente inattaccabili. Ma non è così. In realtà internet e le persone che si decide di attaccare sono reali, quindi questo mezzo informatico è in realtà veicolato sulla vita privata delle persone che si vedono attraverso uno schermo”.


Certo, il pregiudizio è radicato nella nostra società, e non solo nel genere maschile, ma anche in quello femminile. Da bambina, ad esempio, non avrei mai pensato di restaurare un’auto.


Approfittando della nostra chiacchierata e della gentilezza di Giovanna, essendo lei diventata un’ottima restauratrice, ho chiesto a lei un parere riguardo al fatto che in Italia ancora non c’è un’apertura mentale tale da garantire l’ingresso del genere femminile in questo settore, cosa che invece in molti paesi dell’Europa sta avvenendo:


Sinceramente, penso che per cambiare questo pensiero sociale del settore delle auro bisognerebbe intraprendere una forte azione di marketing. Ma soprattutto bisognerebbe iniziare a scindere l’immagine della donna come oggetto a fianco del mezzo. Penso che finché proponiamo la donna a fianco del mezzo sotto forma di oggetto, questo pregiudizio e questa trasformazione della nostra società non potrà avere inizio”.


In conclusione, ho chiesto a Giovanna cosa si sente di consigliare alle giovani donne che, come lei, vogliono entrare nel mondo dei motori e sviluppare la loro passione per questo settore:


Ciò che consiglio è di non nascondersi, di non avere esse stesse dei pregiudizi, ma di dimostrare di valere come persone, indipendentemente dal fatto che siano donne o uomini”.


È stato per me un vero piacere e un enorme onore intervistare Giovanna, e l’augurio che le ho rivolto è quello di poter continuare a coltivare questa sua passione e di migliorarsi ogni giorno. Mentre ciò che consiglio ai lettori interessati di auto d’epoca e di restauro, è di iscriversi al canale di Giovanna, e di seguirla nel suo percorso, condividendo con lei la passione per le auto.


Fulvio Conti

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