Tre stagioni in rosso e una tragica fine, questa è la storia di Luigi Musso

Aggiornato il: mag 30



Dopo una nuova settimana di pausa, dopo aver raccontato la breve esperienza in rosso di Peter Whitehead, eccoci di nuovo qui con una nuova storia. Per questa occasione ho deciso di rimanere negli anni '50, anni in cui la Formula Uno si trovava solo agli inizi.


Inoltre, per oggi ho scelto di tornare a parlare di un pilota italiano. Qualcuno di voi si ricorda di Luigi Musso? Se sì, continuate ugualmente a leggere!


Musso si mise alla guida della Ferrari nel 1956. Il suo compagno di squadra non era l'ultimo arrivato, perché rispondeva al nome di Juan Manuel Fangio, e per giunta il primo appuntamento della stagione era a casa sua, in Argentina. Ciò nonostante, la sua vettura vinse il gran premio, segnando la prima vittoria in carriera per l'italiano. Luigi scese in pista in altre tre occasioni durante quell'anno, ma non ebbe neanche lontanamente le fortune che ebbe nella gara d'apertura. Fu al volante il weekend successivo a Montecarlo, per poi ripresentarsi nei due appuntamenti conclusivi, in Germania e Italia.


Il risultato, però, fu sempre lo stesso: ritiro. Venne riconfermato per la stagione successiva ed ebbe nuovamente la possibilità di correre il Gran Premio d'Argentina, ma senza ripetere il risultato del 1956. Quella domenica fu costretto al ritiro per la quarta volta consecutiva. Tornò in pista in Francia per il quarto appuntamento dell'anno, dove riuscì a salire sul podio ottenendo un'ottima seconda posizione. Inoltre, riuscì a ripetersi nel weekend successivo, in Inghilterra, per poi doversi accontentare di una quarta posizione finale nel Gran Premio di Germania. Le ultime due gare non gli portarono gli stessi risultati. A Pescara fu costretto al ritiro e a Monza non andò oltre l'ottavo posto.


Fu la migliore stagione di Musso in rosso, premiata anche dal podio nella classifica generale. Il 1958 iniziò nel verso giusto per l'italiano, che ottenne due seconde posizioni consecutive in Argentina e a Montecarlo. Quel periodo buono terminò immediatamente, poiché Luigi non andò oltre la settima posizione in Olanda, per poi dover concludere anzitempo il Gran Premio del Belgio a causa dell'ennesimo ritiro. Anche a Reims ebbe l'occasione di essere al volante della Rossa.


Al giro 10 si trovava all'inseguimento del compagno di squadra Mike Hawthorn, che guidava la corsa, ma si rese protagonista di un bruttissimo incidente alla curva Gueux, nota anche come Curva del Calvaire. La sua Ferrari finì nel fossato all'esterno e si capottò. Il pilota fu trasportato d'urgenza in ospedale con gravi ferite alla testa, ma spirò poche ore più tardi. Hwathorn si laureò poi campione del mondo 1958.


Una carriera breve quella di Musso in Formula Uno, che riuscì a regalargli una vittoria e un terzo posto nella classifica generale di un campionato del mondo. Fu il primo pilota Ferrari a perdere la vita durante un gran premio.


Alessandro Cappelli

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