#Monaco Alain&Ayrton: Dove la storia ha inizio



Il 6 Giugno 1984 è previsto l'appuntamento mondano del Gran Premio di Monaco.


All'appuntamento, il team McLaren arriva dopo aver rischiato seriamente di non potervi partecipare. Infatti, da Stoccarda, il 22 Maggio 1984 si era appreso che lo sciopero dei metalmeccanici tedeschi che stava paralizzando l'industria automobilistica avrebbe potuto mettere in difficoltà Lauda e Prost nella prossima gara mondiale di Montecarlo, dato che anche Porsche, che fornisce i motori alla McLaren, era stata investita dagli scioperi, e quindi si presupponeva che sarebbe stato difficile preparare i motori e avere i pezzi di ricambio. Disse infatti Hans Metzger, il progettista del motore Porsche:


"Le nostre difficoltà si aggraveranno ulteriormente per il Gran Premio del Canada di metà giugno".


Ma alla fine, il problema si risolve in tempo, quindi le attenzioni del pubblico per il Gran Premio di Monaco ovviamente sono tutte rivolte ai due contendenti al titolo, nonché compagni di squadra in McLaren: Niki Lauda e Alain Prost.


Il 1984 è anche la stagione di debutto per Senna, in quel periodo solo uno dei tanti giovani di prospettiva che durante l’inverno è stato vicino a McLaren, Williams e Brabham, ma che alla fine ha firmato con la meno rinomata Toleman. Le prime cinque gare sono state sempre corse sull’asciutto, dunque nessuno può immaginare quanto il brasiliano possa essere veloce se messo in condizione. La sua vettura è di rango medio-basso, e al momento solo una gara pazza può fare al caso suo.


L’outsider della domenica sarà lui.


Ma andiamo con ordine.


Nella prima giornata di prove, al giovedì, il più rapido è Michele Alboreto, che precede Derek Warwick e Prost. Il pilota della Ferrari utilizza una particolare strategia con gli pneumatici: prima utilizzando tre gomme morbide e una dura al posteriore sinistro, poi sostituendo solo le gomme di sinistra, e, infine con altre due non utilizzate, invertendo le due gomme consumate. Con questa conformazione ottiene il tempo da primo posto. La gomma posteriore sinistra è la più sollecitata, per questa ragione la Ferrari sceglie di utilizzare la mescola più dura, per garantire un maggior numero di giri.



Terminate le qualifiche, Michele Alboreto è estremamente fiducioso e convinto che su questi circuito può vincere:


"Questo è un circuito adatto a noi, quindi devo assolutamente vincere. Anche un secondo posto sarebbe un ripiego che non mi sta bene. Per le prove di domani ho paura che la Lotus, soprattutto con Mansell possa fare molto per conquistare la pole position: mi difenderò. Per la corsa ho invece paura delle McLaren. Non sembrano avere alcun problema, e se Lauda o Prost vincono anche qui, il mondiale si mette male per tutti a cominciare da noi: la differenza punti a loro favore rischierebbe di diventare incolmabile".


Anche l'avvocato Gianni Agnelli, entrato all'improvviso sotto il tendone della Ferrari quando nessuno lo attendeva, dopo aver girato a lungo e lentamente attorno alle vetture smontate, dichiara ai giornalisti:


"Ho parlato ieri con Ferrari. Era contento per il tempo di Alboreto. Del resto se c'è un circuito dove siamo naturalmente favoriti è proprio questo. Dopo come andrà? Non lo so".


L'altro ferrarista, René Arnoux, rovina il giro con le tre gomme morbide e la sola dura con un testacoda, trovando poi traffico nel tentativo con quattro gomme morbide.

Sono in gravi difficoltà le due Alfa Romeo, mentre più competitiva è l'Osella, quattordicesima con Piercarlo Ghinzani. Manfred Winkelhock distrugge la sua ATS contro il guardrail. Il tedesco può comunque proseguire, nonostante una lesione ai legamenti della scapola, grazie all'interessamento del fisioterapista di Lauda.


Al sabato la storia cambia completamente: Alain Prost fa sua la pole position, abbassando il tempo dell'anno precedente di due secondi.


Il francese entra in pista a mezz'ora dalla fine delle prove e compie solo i tre giri necessari per far segnare un tempo. E' la prima pole position per una vettura motorizzata TAG-Porsche. Se la McLaren inizia a dominare anche in qualifica, per gli avversari sono guai seri.



La prima fila è completata da Nigel Mansell, mentre le due Ferrari sono relegate in seconda fila, con Arnoux che sopravanza Alboreto di due millesimi, davanti alle due Renault. L'altro McLaren di Niki Lauda è solo ottava:


"Io e Prost abbiamo fatto le prove con due macchine regolate in maniera diversa: Prost aveva meno pressione di me nel turbo ed è andato meglio".


Oltre ai problemi di pressione del turbo, durante le qualifiche Niki viene rallentato da Mauro Baldi nel giro veloce, mentre Alboreto, dopo aver rotto la sospensione alla curva Sainte Dévote, deve cercare il tempo col muletto.


Nelle qualifiche del sabato vi è un altro brutto incidente, che questa volta vede coinvolto Martin Brundle, che finisce contro le barriere alla curva del Tabaccaio. Il pilota inglese, rimasto contuso, non riesce poi a qualificarsi.


Fino a questo momento, sul circuito monegasco non è caduta nemmeno una goccia di pioggia, ma la domenica, fin dalla mattina, si scatena un violento temporale. La partenza viene dunque ritardata prima di venti minuti, poi di quarantacinque minuti, in attesa di un miglioramento del tempo; ma tanta è l'acqua in pista che più tardi i piloti, per bocca di Niki Lauda, dopo aver compiuto il giro di ricognizione, chiedono che il tunnel possa essere bagnato, per evitare troppa differenza con l'asfalto del resto del tracciato.


Dopo tanta attesa, la gara finalmente ha inizio, nonostante la situazione climatica non sia poi migliorata così tanto. Alla prima curva, Prost, partito in pole position, mantiene la posizione senza correre alcun rischio, mentre dietro di lui inizia la carneficina che porta a ben otto ritiri causati da incidenti, senza risparmiare neanche i nomi più illustri della griglia. Le prime vittime arrivano proprio alla prima curva del primo giro, con de Cesaris e le due Renault di Tambay e Warwick immediatamente fuori gioco, con quest’ultimi che escono anche acciaccati dalle loro monoposto, uno zoppicante e l’altro, Tambay, con una perone fratturato. Il pilota francese viene portato all'ospedale, dal quale viene dimesso con la gamba ingessata. Per lui niente Gran Premio del Canada.


L’inizio non è certo dei più incoraggianti.


Lauda, autore di una qualifica deludente conclusa all’ottavo posto, tra ritiri e sorpassi compiuti ai danni di Alboreto e Arnoux, al quarto giro raggiunge la terza posizione, posizionandosi dietro il compagno di squadra Prost e la Lotus di Nigel Mansell.


L’asticella del caos torna ad alzarsi al giro numero undici, quando la Brabham di Corrado Fabi si pianta in prossimità dell’entrata del tunnel, e un commissario prova a spingerlo per rimetterlo in gara. Nella fitta pioggia sopraggiunge il leader della gara Prost, che non non riesce ad evitare del tutto l’uomo e lo colpisce ad una gamba, non causandogli per fortuna gravi infortuni.


Chi ci perde in effetti è proprio il francese, che si fa soffiare la prima posizione da Mansell, bravo a sfruttare l’inconveniente nel migliore dei modi. Il britannico è però meno bravo pochi passaggi dopo.



La sua guida è fin troppo aggressiva, comincia a sbattere da un muro all'altro, finché a metà della salita del Beau Rivage perde il controllo dell'auto, tocca il guardrail e danneggia il suo alettone posteriore. Mansell cerca di continuare con l'alettone piegato, ma alla curva Mirabeau viene ripassato da Prost; il britannico si gira nuovamente, riparte e si ferma pochi metri dopo al Loews.


Sempre al giro undici Senna, già sesto, sale troppo bruscamente su un cordolo presso la chicane du port, danneggiando la sospensione anteriore destra. Il pilota brasiliano, che ha tentato il sorpasso su Rosberg, ritrovandosi tutto ad un tratto la porta chiusa dal pilota finlandese, blocca le ruote e fa scivolare l'auto sopra il cordolo, evitando per miracolo il guardrail. Ayrton riesce poi, in pochi giri, prima a passare la Williams-Honda, poi Arnoux.


Gli outsider di giornata non tardano a farsi notare: nella nube di pioggia innalzata dalle vetture, spicca il casco giallo del rookie brasiliano, partito tredicesimo e già terzo dopo appena diciotto giri, capace di martellare giri veloci in maniera costante, e inavvicinabili per tutti.


Tutti a parte Stefan Bellof e la sua Tyrrell con motore aspirato, partito addirittura ultimo e capace di guadagnare dieci posizioni solo al via. Stili di guida aggressivi, di chi non ha effettivamente nulla da perdere e ha la chance di conquistare un risultato che in condizioni normali sarebbe molto più improbabile. In più, il motore di cui dispone Bellof è decisamente meno potente dei turbo, pertanto in condizioni del genere dove è necessario guidare docilmente, il motore Costworth fa al caso suo.


L'inimitabile capacità sul bagnato del giovane Senna è sotto gli occhi di tutti. Il pilota brasiliano sfrutta il freno motore della sua Toleman, scala le marce in maniera tale da rallentare in automatico l'auto, e buttarla in curva con la necessaria aggressività, ripartendo poi con una marcia in meno. Il sorpasso su un Lauda rinunciatario e ragioniere in vista del Mondiale, è quasi una formalità al giro diciannove.


La prudenza dell’austriaco non porta i frutti sperati, dato che il giro seguente un testacoda e una sospensione distrutta estromettono anche lui dalla gara. Niki esce velocemente dalla sua vettura, quasi sollevato di poter lasciarsi alle spalle quelle condizioni proibitive. Il passo di gara dei piloti di testa infatti, si attesta intorno ai due minuti al giro.


Ayrton è incredibilmente secondo, seguito dal tedesco Bellof, nonostante un curioso incidente stia condizionando la sua guida durante tutta la gara: infatti, già dal giorno precedente Ayrton sente uno strano bruciore ai fianchi. Al sabato, convinto che il problema fosse scaturito dalla maglia, la sostituisce, ma in gara si ripropone lo stesso problema. Si scopre solo al termine della corsa che l'abitacolo è inondato di benzina e che questa ha irritato la pelle del giovane pilota brasiliano.



Nonostante tutto, i sogni di gloria di entrambi i due giovani piloti iniziano a trasformarsi in realtà.


Prost è riuscito in poco tempo a creare un gap che gli consente di stare tranquillo, guida pulito come solo lui sa fare e sembra avere la vittoria in pugno. Deve ricredersi però al ventinovesimo giro, perché il ragazzino che guida la Toleman è una furia, ed ha guadagnato dai tre ai cinque secondi al giro, e ne dista ora solo un paio dalla MP4/2.


Tra l'altro, Alain ha montati sulla sua vettura i dischi dei freni in materiale composito, che fanno fatica a entrare in temperatura e non gli danno il giusto feeling con l'auto, mentre Ayrton, che ha i dischi in acciaio, ha meno problemi a frenare.


Frattanto la pioggia si fa sempre più copiosa, e Alain, un po' per preservare la sua posizione, un po' per questioni di sicurezza, inizia a far gesti sul traguardo per invitare la direzione di gara a fermare la corsa. I due che seguono, probabilmente non l’avrebbero fermata neanche in caso di inondazione della pista; sta di fatto che il giro seguente c’è un nuovo momento di gran confusione, sicuramente non uno dei più professionali ai quali si è potuto mai assistere, per quanto riguarda la direzione gara. Vengono esposte nello stesso momento la bandiera rossa, la bandiera a scacchi e la bandiera nera, la quale invitava i piloti a rientrare ai box.


Prost si accorge della presenza di quella rossa e rallenta, Senna lo supera ed è convinto, al traguardo, di aver centrato la sua prima vittoria in carriera, e inizia ad esultare, cosi come fa Bellof, giunto sul podio dopo essere scattato dall’ultima fila.


Chi ha vinto? La gara è finita? O si riparte?


Ci sono momenti di enorme incertezza, finché non viene stilata la classifica al giro trentuno, ed è Prost ad essere nominato vincitore di questo folle Gran Premio con punteggio dimezzato, non essendo stato coperto il settantacinque per cento dei giri previsti, mentre Senna deve accontentarsi del secondo posto, ad ogni modo il suo primo in carriera; non cambia nulla per Bellof, terzo, che può godersi senza troppe recriminazioni il suo podio. Qualche mese dopo, purtroppo per lui, la Tyrrell sarà squalificata dal Mondiale per vettura irregolare, e il risultato ottenuto dal tedesco sarà di conseguenza cancellato, col terzo posto dato ad Arnoux.


Ai box imperversano i dubbi e le maldicenze:


"Questa di Montecarlo è tutta una mafia, d'altra parte c'è da aspettarselo: pilota francese, sponsor Marlboro, è chiaro che la corsa doveva essere sospesa prima che Prost venisse raggiunto da Senna".


Questo è quanto si vocifera nei box.



Tuttavia, è un podio storico per la Toleman e per Senna, eppure il brasiliano, spinto anche da queste voci, non si dà pace, si vede privato di una vittoria che sembrava certa, e non accetta la decisione presa da Jacky Ickx, direttore di gara del Gran Premio e sostituto di Amèdèe Pavesi:


"Stavo raggiungendo la McLaren e avrei sicuramente vinto. Anzi ero convinto di essere arrivato primo quando ho visto la vettura di Prost ferma da un lato. Poi mi hanno detto che la corsa era finita un giro prima. E' stata una gara molto difficile. Questo secondo posto, però, mi va molto stretto. Sono arrabbiato, avrei quasi sicuramente vinto. Non è giusto chiudere una corsa in quella maniera. Se c'è la pioggia, sono i piloti che devono adeguarsi ad una velocità che sia ai limiti della vettura. Non si può perdere un'occasione così, specialmente a Montecarlo, dove non c'è la garanzia di avere un'altra chance. Sono comunque contento per il team, è la prima volta che la Toleman raggiunge un risultato del genere e vi assicuro che non sarà neppure l'ultima".


L’ex pilota belga ha fermato la gara di spontanea volontà, senza appellarsi ai commissari sportivi, azione che gli costerà una multa di 6.000 dollari e l’opportunità di fare ancora da giudice di gara:


"Fra il ventinovesimo e il trentesimo giro ho deciso di far terminare la corsa in quanto la pioggia era aumentata d'intensità in maniera paurosa. Mi ricordo perfettamente, quando correvo in Formula 1, che arrivai secondo nel 1972 alle spalle di Beltoise. Bisogna provare quali fatiche e quali rischi debbono affrontare i corridori in queste occasioni. Io non dovevo tener conto di nulla, né della situazione in classifica né della bellissima rimonta di Senna. M'interessava solo il lato tecnico e credo che la decisione sia ineccepibile perché era troppo pericoloso andare avanti in quella maniera. Se poi fosse successo qualcosa di più grave, tutti mi avrebbero chiesto perché non avevo interrotto la gara".


Gli strascichi causati dalla sua azione non si placano: nei giorni successivi, la Federazione Automobilistica Brasiliana imputa alla direzione di gara la volontà di concludere il Gran Premio prima della fine del collegamento col satellite televisivo.


Mentre molti, tra cui Mauro Forghieri e sempre la Federazione Automobilistica Brasiliana accusano Ickx di voler chiaramente favorire la vittoria della McLaren, motorizzata dalla Porsche, per la quale lui guida nel campionato Endurance, e con cui si presume abbia un accordo commerciale. Accuse ovviamente fini a sé stesse, poiché la pioggia stava evidentemente aumentando, e quella del belga è senza dubbio la scelta giusta da fare, come detto da Laffitte e dal vincitore Alain Prost:


"Mi sta bene anche di aver preso solo quattro punti e mezzo. Ho incrementato il vantaggio in classifica. Era inutile continuare in questa maniera. Andavamo incontro a rischi sempre maggiori e la visibilità era nulla. Per questo il direttore di corsa ha fatto bene a interrompere".


Il destino beffardo per Alain continua a fare il suo corso. In Francia sarebbe bastato un giro per prendere Rosberg e acciuffare il sesto posto; a Monaco, senza l'interruzione avrebbe concluso secondo, con 6 punti invece dei 4,5 racimolati con questa mezza vittoria. Tutto materiale su cui recriminare con rabbia ad ottobre.


Come preannunciato, una gara pazza, la più breve mai corsa fino a questo momento in Formula Uno, ricca di colpi di scena, piena di polemiche, e di diritto nella storia di questo sport per esser stata la gara che ha mostrato per la prima volta l’immenso talento a disposizione di Ayrton Senna.


Non fosse stato per la bandiera rossa, questo Gran Premio avrebbe anche regalato il preludio della storica battaglia tra Alain e Ayrton a cavallo tra anni '80 e anni '90, una delle più accese rivalità che la Formula Uno possa vantare.


Ma per fortuna lo scontro tra i due è solo ritardato di qualche anno. Intanto Alain deve pensare a Lauda, Ayrton invece deve continuare a farsi notare per avere, l'anno successivo, gli strumenti per poter entrare anche lui nei pensieri fissi del francese.


Davide Scotto di Vetta

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