Rudolf Fischer, uno sconosciuto pilota svizzero a bordo della Ferrari



Ci sono piloti che hanno corso per la Ferrari, e sono molto conosciuti, come Lauda, Villeneuve, Schumacher. Ma nella storia del costruttore di Maranello, ci sono anche esperienze meno conosciute, ma altrettanto affascinanti.


Rudolf Fischer è uno di questi.


Nonostante sia nato a Stoccarda il 19 Aprile 1912, il pilota svizzero corre con licenza svizzera, e come si sia avvicinato al mondo dei motori rimane tutt'oggi un mistero, con annesse leggende riguardanti la sua precedente occupazione.


Alcuni sostengono fosse un imprenditore nel campo della ristorazione, altri che lavorasse nel settore dell’elettricità. Quando il pilota svizzero compare fra gli iscritti del Gran Premio di Ginevra 1948, fino a questo momento nessuno ne aveva sentito parlare, e per tutti gli addetti ai lavori rappresenta una sconosciuta incognita.


Dopo questa gara, Rudolf ipotizza la creazione di un team chiamato Ecurie Espadon, composto principalmente da elvetici di cui sarà il leader, con l’obiettivo di partecipare alle gare europee. Così nel 1949, alla guida di una Gordini ottiene il primo piazzamento, chiudendo al quindicesimo posto nel Gran Premio di Svizzera.


L’anno successivo Fischer decide di mettersi alla prova in un circuito diverso da quello di Berna, partecipando al Gran Premio di Sanremo, con la Società Valdostana Automobili che gli mette a disposizione una Fiat. Scattato dall’ultima posizione, Fischer al via supera numerosi avversari, ma già durante il primo giro, a causa di un problema al tubo dell’olio, si ritira.


Il binomio con la scuderia italiana finisce subito, dato che Fischer decide di non prendere parte al Gran Premio di casa, in Svizzera, e non disputerà più corse per tutto il 1950.


Fischer tornerà a correre solo per il proprio team durante la stagione, ed acquisterà una Ferrari 212 con cui debutterà nella prima gara del mondiale sul circuito di Bremagarten. In questa circostanza il pilota svizzero troverà subito un buon feeling con la vettura della Scuderia di Maranello, ottenendo il decimo tempo in qualifica vicino all’altra Ferrari 212 privata di Whitehead, e a otto secondi da Taruffi sesto, e Ascari settimo.


Il giorno dopo, pur correndo in un circuito tutt'altro che semplice, Rudolf taglia il traguardo in undicesima posizione, staccato di tre giri dal vincitore Fangio e da Taruffi.


Rudolf torna in pista in Germania, dove migliora le prestazioni sia nelle prove ufficiali che in gara. Al Nurburgring, al termine degli allenamenti è ottavo, il giorno dopo in un Gran Premio dominato dalla Ferrari, lo svizzero sfiora la zona punti ed è sesto, dietro ai compagni di squadra Taruffi, Villoresi e Gonzalez che completa il podio, assieme al vincitore che è Ascari.


Se la stagione 1951 Fischer la chiude con zero punti, nella stagione successiva parte subito forte.


Dopo aver acquistato una Ferrari 500 F2 direttamente dal costruttore modenese, davanti ai suoi tifosi in Svizzera, nell'edizione 1952 Fischer fa un altro passo in avanti sul giro secco e scatta dalla terza fila, in quinta posizione, accanto all’altra Ferrari di Simon, ed alle spalle di Manzon, Taruffi, ed al poleman Farina.


In gara, sfruttando il ritiro di Farina e Simon, lo svizzero conquista il primo podio e i primi punti in Formula Uno, chiudendo al secondo posto a due minuti e trentasette secondi da Taruffi, completando la doppietta della Ferrari.


Dopo non essere stato schierato in Belgio, Fisher non riesce a ripetersi in Francia. Sul circuito di Rouen, in qualifica è soltanto diciassettesimo. In gara, insieme al connazionale Hirt recupera sei posizioni ma finisce fuori dalla top ten, ad undici giri dal vincitore Ascari.


Brutta prestazione anche a Silverstone, dove termina le prove ufficiali soltanto in quindicesima posizioni, e in gara è tredicesimo ed ultima Ferrari al traguardo, mentre Ascari e Taruffi fanno ottenere un'altra doppietta alla Scuderia di Maranello.


Lo svizzero si riscatta in Germania, riuscendo a ritrovare il feeling con la Ferrari 500. Al termine degli allenamenti, in un'altra giornata che vede il Cavallino Rampante piazzare nelle prime due file quattro macchine, Rudolf è sesto.


Stesso copione si sviluppa in gara, dove Ascari conquista la quarta vittoria consecutiva davanti a Farina, mentre Fischer è terzo, grazie alla rottura della sospensione di Taruffi, e sale per la seconda volta sul podio.


Dopo aver saltato il Gran Premio del Belgio, Fischer punta a chiudere il campionato con un altro bel risultato a Monza, ma si ritroverà a dover affrontare alcune difficoltà, come in Francia e Gran Bretagna, che lo relegano in qualifica al quattordicesimo posto, lontano dai compagni di squadra.


In gara, il suo tentativo di rimonta finisce al sedicesimo giro, quando il motore della Ferrari lo costringe a ritirarsi e a chiudere il mondiale al quarto posto, con dieci punti nella classifica piloti. Nonostante l'ottima stagione disputata, a sorpresa Fischer decide di ritirarsi e abbandonare la Formula Uno, così come c’era arrivato, in silenzio.


Fischer lascia le corse, con sette Gran Premi all’attivo e due podi, totalizzando 10 punti.


Massimiliano Amato

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