Richie Ginther, il copilota di Phil Hill che debutta in Formula 1 con la Ferrari



Il 5 Agosto 1930 a Granada Hills, negli Stati Uniti, nasce Paul Richard Ginther. Il giovane Richie, conclusi gli studi, come suo padre viene assunto dall’azienda aeronautica Douglas Aircraft.


In questo periodo Richie conosce un amico del fratello di Phil Hill, e tra i due si instaura subito un grande legame; in particolare nel momento in cui Richie inizia ad occuparsi del parco d’auto del connazionale, che nel frattempo sta iniziando la sua carriera da pilota.


Il rapporto con Hill spinge Ginther a cercare di seguire la stessa strada: e così, il 23 Maggio 1951 disputa la sua prima corsa della carriera nella SCCA Nation Pebble Beach Cup. In questa prima apparizione Richie è trentatreesimo, mentre è terzo nella seconda manche.


Il suo sogno di diventare un pilota professionista va incontro ad uno stop di due anni, in quanto viene chiamato ad assolvere il servizio militare durante la guerra di Corea. Ma anche in questo periodo Richie non riesce a stare lontano dalla sua grande passione, occupandosi dei motori e della meccanica degli aerei.


Tornato a casa, il giovane statunitense riceve subito un’offerta interessante: Hill gli propone di diventare il suo copilota e meccanico nella Carrera Panamericana, e Richie accetta. Il binomio ottiene subito buoni risultati lottando per le prime posizioni della classifica, ma un errore di Hill, che perde il controllo della vettura, li vede protagonisti di un brutto incidente.


La coppia inglese si riscatta l’anno successivo terminando la Carrera al secondo posto, dietro alla Ferrari di Maglioli. Stimolato da quest’esperienza Ginther torna a fare il pilota al volante di una Austin-Healey da lui stesso preparata, ottenendo dei buoni risultati.


Alla SCCA Nation Pebble Beach Cup è quinto, e qualche settimana più tardi taglia il traguardo dodicesimo alla SCCA National Bakersfield. Queste prestazioni vengono notate da John Neumann, che gli dà la possibilità nelle ultime due gare stagionali di correre la 6 Ore di Torrey Pines con la Porsche, chiudendola al nono posto, e la SCCA National Glendale con la Ferrari, classificandosi settimo.


Il 18 Marzo 1956 arriva la prima vittoria della carriera nella 4 Ore di Stoccolma al volante della Porsche 550, e due mesi più tardi si ripete arrivando secondo nella gara di Bakersfield.


Passano i mesi, e Ginther conquista il secondo successo alla SCCA National Eagle Mountain, il 3 Giugno 1956. La stagione lo consacrerà a pilota professionista con il secondo posto alla Buchanan Field il 1° Luglio 1956, e le vittorie a Santa Maria e Paramount Ranch l'8 Luglio e il 19 Luglio 1956.


Dopo il settimo posto Santa Barbara ed il quarto alla 4 Ore della Road America, a Sacramento il 30 Settembre 1956 conquista il secondo posto al voltante della Ferrari 500 Mondial.


Il 4 Novembre 1956, chiude la SCCA National Palm Springs al terzo posto con una Porsche 550, mentre nel finale di stagione torna a guidare una Ferrari nel Governo’s Trophy arrivando sesto, ed alla Nassau Trophy chiusa in trentanovesima posizione.


L’americano inizia bene anche la stagione di corse del 1957: nella prima gara corsa a Pomona, il 20 Gennaio sale subito sul podio arrivando secondo a bordo di una Aston Martin, per poi ripetersi alla Paramouth Ranch tagliando il traguardo in terza posizione.


Il 23 Marzo 1957 Richie debutta alla 12 Ore di Sebring, concludendola al decimo posto al volante della Ferrari 500 TRC, mentre il 7 Aprile si classifica terzo a Palm Springs con un'Aston Martin ed il 19 Maggio ottiene la medesima soddisfazione a Santa Barbara a bordo di una Porsche.


Queste prestazioni spingono l’Equipe Los Amigos ad ingaggiarlo per partecipare ad una delle corse più importanti del mondo, la 24 Ore di Le Mans: in coppia con Picard, durante la tredicesima ora un problema alla pompa dell’acqua della Ferrari 500 TRC numero 29 lo costringe al ritiro.


Al ritorno negli USA, Richie ci mette poco a ristabilire le gerarchie e salire nuovamente sul podio: il 28 Luglio 1957 a Pomona è terzo, poi trionfa alla 6 Ore di Cotati e giunge secondo al traguardo alla Santa Barbara con la Ferrari. L’ottima annata prosegue conquistando un altro successo a Riverside il 22 Settembre 1957, e con le seconde posizioni alla Hourglass Field e nuovamente a Pomona.


Sempre a bordo della Ferrari, dopo essere arrivato sesto alla SCCA National Palm Springs e quinto alla SCCA National Laguna Seca e SCCA National Riverside, Ginther taglia il traguardo in seconda posizione al Nassau Tourist Trophy e nell’ultima corsa dell’anno al Nassau Memorial Trophy.


Anche il 1958 inizia alla grande: Richie, a bordo di una Ferrari 500 TR, il 9 Febbraio trionfa a Pomona, ed un mese più tardi si ripete alla SCCA Regional Phoenix. Dopo aver tentato nuovamente la fortuna alla 12 Ore di Sebring a bordo di una Ferrari 250 TR del team di John von Neumann senza però avere successo, conquista un ulteriore trionfo alla SCCA Regional Palm Spring ed un terzo posto al second Annual International Hawaii Speed Week.


Lo stesso risultato lo ottiene anche a Santa Barbara, mentre alla SCCA Regional Laguna Seca e Riverside, al volante della Ferrari 250, conquista due vittorie consecutive.


Ginther è di nuovo protagonista alla SCCA Regional Minden e alla decima edizione della Santa Barbara Road Races, chiuse rispettivamente al terzo e secondo posto, per poi concludere la stagione con un quinto posto alla Usac Riverside, ed un secondo e terzo posto alla SCCA Regional Laguna Seca e Pomona.


Anche il 1959 inizia alla grande per Ginther, dato che il 1° Febbraio il pilota statunitense vince a Ponoma con una Ferrari 335 Sport, ed il 21 Marzo giunge nono alla 12 Ore di Sebring - in coppia con Hively - a bordo di una Ferrari 250 GT California del team ufficiale.


Richie torna alla vittoria al Lago de Guadalupe, alla Hourglass Field ed alla Usac Riverside, ma nel finale di stagione andrà incontro ad un calo di rendimento.


Ginther sembra poter cancellare questo brutto finale di stagione ad inizio 1960 con il secondo posto alla 1000 chilometri di Buenos Aires, disputata il 31 Gennaio a bordo della Ferrari TR 59 del team ufficiale, ma il 26 Marzo incorre in un'ulteriore insoddisfazione in quanto alla 12 Ore di Sebring è costretto al ritiro con il team NART,


Il pilota statunitense non ha miglior fortuna alla Targa Florio, alla 1000 chilometri del Nurburgring, e nella 24 Ore di Le Mans, nonostante tutte queste siano corse con le vetture ufficiali della Scuderia Ferrari.



Tuttavia, Enzo Ferrari gli concede la possibilità di correre il Gran Premio di Monaco di Formula 1, che si disputa il 29 Maggio 1960: al volante della 246 F1 Richie è nono in qualifica, ma ottiene un ottimo sesto posto in gara, ed il primo punto nella classifica piloti.


Dato l'incoraggiante risultato, Ferrari lo riconferma per il Gran Premio d’Olanda. il 7 Giugno 1960, dopo aver preceduto ancora l'amico Phil Hill nelle prove ufficiali, in gara è di nuovo sesto alle spalle della Ferrari del compagno di squadra di Von Trips.


Dopo queste due esperienze a bordo della Ferrari, Richie corre il Gran Premio di Francia con la Scarab, ma non riuscirà a ripetere le prestazioni ottenute con la vettura del Cavallino Rampante: in qualifica è soltanto ventesimo e non parteciperà alla gara a causa di un problema al motore.


Il 4 Settembre 1960 lo statunitense torna a guidare per la Ferrari, con ben altre soddisfazioni: infatti, Ginther completa la prima fila a fianco di Hill e Mairesse, ed in gara conquista il primo podio in Formula 1 grazie al secondo posto.


Un risultato che gli permette di chiudere il mondiale al nono posto della classifica piloti con otto punti.


Terminati gli impegni nel circus, Richie torna negli Stati Uniti per disputare alcune gare con vetture Sport, ma la stagione si chiuderà con un ritiro alla 200 Miglia di Riverside e alla Usac Laguna Seca.


Ginther si rifarà all'inizio del 1961 sfatando il tabù con la 12 Ore di Sebring: nell'edizione disputata il 25 Marzo 1961 finalmente giunge al traguardo a bordo di una Ferrari 250 TRI del team ufficiale, classificandosi secondo insieme a Baghetti, Mairesse e Von Trips.


E una volta tornato in Europa, in occasione del Gran Premio di Monaco Richie trova subito il feeling con la 156 F1 e segna il secondo tempo in prova, a due decimi dal poleman Moss. In gara è l’unico a tenere testa al pilota della Lotus, ma taglia il traguardo a oltre tre secondi dall’inglese.



In Olanda, sul complesso circuito di Zandvoort, Ginther si qualifica al terzo posto, ma in gara non va oltre la quinta posizione. Dovendo riscattare anche lo sfortunato risultato raccolto alla Targa Florio, il 28 Maggio 1961 lo statunitense coglie un incoraggiante terzo posto alla 1000 chilometri del Nurburgring, dove al volante della Dino 246 SP.


Lo stesso risultato lo otterrà in occasione del Gran Premio del Belgio, il 18 Giugno 1961, sul circuito di Spa, riscattando nuovamente uno sfortunato risultato raccolto nel corso della 24 Ore di Le Mans.


La sfortuna lo colpisce anche in occasione del Gran Premio di Francia, dove domenica 2 Luglio 1961 parte dalla prima fila ma un problema alla pressione dell’olio lo costringe al ritiro. A Silverstone in qualifica Ghinter registra lo stesso tempo di Phil Hill, che però avendolo segnato per primo conquista la pole, ma i due amici verranno beffati da von Trips in gara; per lo statunitense vi è comunque la soddisfazione di poter raccogliere il terzo posto finale.


In Germania è invece protagonista di un week-end negativo, poiché nelle prove ufficiali è soltanto quattordicesimo ed in gara, pur recuperando sei posizioni, è solamente ottavo.


Una delusione che si ripercuote anche al termine dell’ultimo Gran Premio stagionale disputato dalla Ferrari, sul circuito italiano di Monza. Richie, scattato dalla terza posizione, deve fermarsi al ventitreesimo giro a causa della rottura del motore della sua 156.


Nonostante Ginther abbia chiuso il mondiale con una gara d'anticipo, e con i sedici punti raccolti si è garantito il quinto posto assoluto in classifica, al termine della stagione accetta l’offerta del team britannico British Racing Motors.


Ma la scelta si dimostrerà felice a fasi alterne.


L'annata 1962 non inizia nel migliore dei modi: in Olanda è settimo al termine delle qualifiche, mentre in gara, durante il settantunesimo giro, è coinvolto in un’incidente.


Anche a Monaco non riesce a ripetere la prestazione dell’anno precedente, poiché chiude le prove ufficiali quattordicesimo, ed in gara un problema all’acceleratore lo costringe subito al ritiro.


Il primo piazzamento arriva in Belgio, il 17 Giugno 1962, poiché la vettura non mostra gravi problemi di affidabilità e gli permette di giungere al traguardo soltanto in tredicesima posizione.


Una nuova delusione arriva durante la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, che disputerà con l’Aston Martin in coppia con l'amico Graham Hill: nel corso della nona ora, i due sono costretti ad abbandonare la corsa.


Poi, l'8 Luglio 1962 finalmente la svolta: pur essendo partito decimo, in Francia Richie riesce a rimontare e conquistare il terzo posto ed il primo podio stagionale.



E dopo aver raccolto un tredicesimo posto in Gran Bretagna ed un ottavo posto in Germania, l’americano riesce nuovamente a togliersi la soddisfazione del podio ancora una volta sul velocissimo circuito di Monza.


In qualifica Richie è terzo, mentre in gara completa la doppietta della BRM arrivando secondo, dietro al compagno di squadra Graham Hill.


Ginther sembra potersi ripetere nella gara di casa, negli Stati Uniti, ma la rottura del motore lo costringerà al ritiro nel corso del trentacinquesimo giro, mentre in Sud Africa non riuscirà ad essere protagonista e chiuderà la gara al settimo posto.


Il pilota della BRM chiude il campionato all’ottavo posto, con dieci punti la classifica piloti. Il buon finale di campionato convince Richard a proseguire la sua esperienza con il team britannico anche per la stagione 1963.


Tuttavia, prima che abbia inizio il nuovo campionato, lo statunitense corre la 12 Ore di Sebring con il Rosebud Racing Team, ed a bordo di una Ferrari 250 GTO conclude la prova al sesto posto.


Il 26 Maggio 1963 Richie inizia col piede giusto: scattato dalla quarta posizione, lo statunitense dà vita ad un grande duello con Graham Hill e taglia il traguardo al secondo posto, ripetendo il risultato ottenuto nel 1961.


A Spa Richie sembra costretto a dover ripetere le alternanti prestazioni del 1962; tuttavia, pur avendo ottenuto il nono tempo in qualifica, in gara riesce a recuperare terreno e a terminare al quarto posto.


Il campionato prosegue con un quinto posto raccolto in Olanda, mentre in Francia un guasto al radiatore lo costringe a parcheggiare la P57 lungo il tracciato nel corso del quarto giro.


In Gran Bretagna Ginther sembra destinato a dover vivere un altro fine settimana difficile, ma grazie ad una bella rimonta chiude quarto alle spalle del compagno di squadra Graham Hill.


Richie torna sul podio in Germania, giungendo al traguardo al terzo posto, e poche settimane più tardi si ripete nel Gran Premio d’Italia, dove in qualifica segna il quarto tempo, ed in gara è l’unico a non farsi doppiare da Clark, chiudendo secondo.


Poi, sul circuito di Watkins Glen parte nuovamente quarto e completa la doppietta della BRM transitando sotto la bandiera a scacchi secondo, preceduto di trentaquattro secondi dal compagno di squadra Graham Hill.


L’ottimo momento prosegue in Messico, dove Ginther conquista il quarto podio consecutivo arrivando terzo mentre nell’ultima gara stagionale, disputata in Sudafrica, vede sfumare la possibilità di laurearsi vice Campione del Mondo a causa di un problema alla trasmissione che nel corso del quarantesimo giro lo costringe al ritiro


Richard chiude la stagione 1963 in terza posizione.


In attesa dell’inizio del nuovo Campionato di Formula 1, come l'anno precedente, Ginther torna negli USA e partecipa alla 12 Ore di Sebring. Ma se in questa circostanza non va oltre la trentaseiesima posizione, al volante di una Porsche 504 è quinto alla 1000 chilometri del Nurburgring


A Monaco, il 10 Maggio 1964 lo statunitense conferma ancora una volta di essere uno dei migliori interpreti delle stradine del Principato: nonostante il circuito monegasco sia uno dei più difficili al mondo dove superare, rimonta sei posizioni rispetto alla partenza e conquista il primo podio stagionale giungendo secondo al traguardo.


Il resto della stagione, tuttavia, regalerà poche emozioni al pilota della BRM: undicesimo in Olanda, quarto in Belgio, quinto in Francia, ottavo in Gran Bretagna, settimo in Germania.


Il riscatto arriva in Austria.


Dopo aver concluso le prove ufficiali al quinto posto, domenica 23 Agosto 1964 taglia il traguardo dietro a Bandini, arrivando secondo come a Monte Carlo e rimandando un appuntamento con la vittoria in Formula 1 che pare non volere arrivare mai.


Il campionato si conclude con un quarto posto a Monza, nuovamente alle spalle di Bandini, ed a Watkins Glen, mentre in Messico chiuderà il mondiale arrivando ottavo al traguardo.


Nei mesi successivi Ginther decide di lasciare la BRM per sposare il progetto della Honda, che nel 1965 gli affida il compito di sviluppare la RA272. La stagione inizia subito con il piede giusto ed alla 2000 chilometri di Daytona sale sul gradino più basso del podio, mentre alla 12 Ore di Sebring non giunge al traguardo.


Saltata la prima gara in Sud Africa, Richie fa il suo esordio con la Honda in una delle sue piste preferite, a Monte Carlo, il 30 Maggio 1965. Qui, però, dapprima non va oltre l’ultima posizione in qualifica, e successivamente si ritira nel corso del diciassettesimo giro per la rottura del semiasse.


Ma l’americano dimostra, in occasione del Gran Premio del Belgio, che aveva solo bisogno di prendere confidenza con la macchina. Così, in qualifica segna il quarto tempo nelle prove ufficiali, e in gara - pur perdendo due posizioni - transita sesto al traguardo, dietro all’ex compagno di squadra Graham Hill, conquistando il primo punto nella classifica piloti.


In Francia e Inghilterra i problemi d’affidabilità della vettura nipponica condizioneranno le prestazioni di Richie, che sul circuito di Clermont-Ferrand e Silverstone sarà tradito da guasti al sistema di accensione e quello dell'iniezione.


A Zandwoort, il 18 Luglio, il pilota statunitense raccoglie il secondo piazzamento dell’anno: nelle prove ufficiali è di nuovo terzo come a Silverstone, ed il giorno successivo è nuovamente sesto. Ginther e la Honda decidono di saltare il Gran Premio di Germania, ma a Monza un nuovo problema al sistema di accensione lo costringe a scendere dalla macchina nel corso del diciassettesimo giro.


L’americano sembra poter cancellare il dispiacere per gli scarsi risultati fin qui ottenuti in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti, corso a Watkins Glen. Ma dopo aver segnato un incoraggiante terzo tempo in qualifica, a soli quindici millesimi da Graham Hill, in gara chiude al settimo posto, ad un giro dal compagno di squadra.


Richie si riscatta nell’ultima gara del mondiale in Messico, dove finalmente otterrà il miglior risultato della sua carriera in Formula 1. Sul circuito messicano, Ginther è nuovamente terzo in qualifica, ma in gara sarà finalmente in grado di lottare per le prime posizioni fin dalla partenza, e sfruttando l’incidente fra Bandini e Pedro Rodriguez sale per la prima volta sul gradino più alto del podio, conquistando la prima vittoria per la Honda. Con quel risultato Ginther chiuderà il campionato al settimo posto della classifica piloti, con undici punti.



La gioia per questo successo durerà poco, in quanto la Honda deciderà di disputare momentaneamente solo alcune corse in Giappone, preferendo non prendere parte alle prime gare del Campionato Mondiale di Formula 1.


Dati gli eccezionali risultati, Ginther non impiega molto tempo per trovare un’altra squadra con cui correre il campionato del 1966, ed accetta l’offerta della Cooper che gli offre di correre le prime due gare del mondiale.


La stagione, tuttavia, non comincia nel migliore dei modi: sulle strade di Monte Carlo, un problema alla trasmissione lo costringe al ritiro. Richie ci mette poco a dimenticare l'infelice debutto con la Cooper, poiché alla 1000 chilometri del Nurburgring giunge terzo al volante della Ferrari Dino 206 S.


Il 12 Giugno 1966, a Spa, Richie si riscatta dall'infelice gara corsa a Monte Carlo giungendo quinto al traguardo, conquistando i primi due punti della stagione in classifica piloti.


Terminati questi impegni, Richie dovrà aspettare il ritorno della Honda per poter disputare gli ultimi tre Gran Premi con la RA273. A Monza, ad inizio gara il pilota statunitense riesce a stare nelle prime posizioni, fino a quando nel corso del diciassettesimo giro perde il controllo della vettura ed è protagonista di un bruttissimo incidente, che in un primo momento porta a temere il peggio.



Nonostante la rottura della clavicola lasci ipotizzare un lungo stop, Ginther recupera in tempo e si presenta al Gran Premio degli Stati Uniti, dove è protagonista di un’altra buona qualifica, ma è costretto nuovamente al ritiro.


L’americano si riscatta proprio dove l'anno precedente aveva ottenuto la prima vittoria con la Honda. In Messico, infatti, Richie parte dalla terza piazzola in griglia, e giunge quarto al traguardo, terminando il mondiale all’undicesimo posto nella classifica piloti con cinque punti.


Al termine della stagione, ancora una volta il rapporto con la Honda si interrompe.


Richie torna, come di consueto, negli USA, ed il 5 Febbraio disputa la 24 Ore di Daytona. Come già in altre occasioni, lo statunitense sarà costretto al ritiro. Tornato in Europa, il 7 Maggio partecipa al Gran Premio di Monaco in forma di cliente con una Eagle, ma non riuscirà a qualificarsi e quindi a schierarsi in griglia di partenza.


Questa diviene la sua ultima apparizione nel circus.



Nei mesi successivi si concentra sulla partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis, ma durante una sessione di qualificazione la sua vettura ha un problema tecnico e della benzina gli finisce sulla schiena. Questo episodio, insieme all’incidente dell’anno prima, lo porta a decidere di annunciare il ritiro.


Il pilota americano tornerà nel mondo dei motori organizzando un suo team per la 24 Ore di Le Mans del 1971, mettendo a disposizione di Johnson e Forbes-Robinson una Porsche 911 S, che però non giungerà al traguardo.


Anche questo episodio rappresenta la sua ultima apparizione nel mondo dei motori.


Il 20 Settembre 1989 Richie Ginther si spegne a causa di un attacco cardiaco.


Tutt’oggi il pilota statunitense viene ricordato per la sua capacità di essere stato un eccellente copilota per l'amico Phil Hill, ma bisogna sottolineare che grazie alle ottime prestazioni fornite sui circuiti statunitensi, Richie riuscì a togliersi la soddisfazione di debuttare in Formula 1 con la scuderia più importante del mondo, la Ferrari.


Massimiliano Amato

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