Red Bull RB13, la rinascita del team austriaco



Presentata sul circuito di Barcellona, in Spagna, la Red Bull RB13 rappresenta l’arma con cui il team di Milton Keynes cerca di tornare all’attacco del titolo mondiale, a seguito del secondo cambio regolamentare operato degli ultimi cinque anni.


Dopo vent'anni, ovvero il 1997, le vetture tornano ad avere una larghezza complessiva di 2,000 mm, anziché 1,800, ed aumenta anche la larghezza dell'ala anteriore, ora di 1,800 mm, con un profilo a freccia e del fondo vettura, fino ad un massimo di 1,600 mm. Per quanto concerne gli pneumatici, le coperture anteriori vedono accrescere la loro larghezza di 6 cm, passando da 245 mm a 305 mm, mentre le posteriori di ben 8 cm, passando da 325 mm a 405 mm (queste ultime erano rimaste invariate dal regolamento del 1993). Il diametro di tutti e quattro gli pneumatici cresce, inoltre, di 1 cm.


Le nuove gomme comportano un aumento del peso minimo della vettura da 702 a 728 kg, mentre la quantità massima di benzina imbarcabile per la gara viene portata da 100 Kg a 105 Kg, a causa della maggior resistenza aerodinamica delle nuove vetture, al contrario del consumo istantaneo, che rimane invariato a 100kg/h a 10500 giri.



Altre modifiche riguardano un aumento del carico aerodinamico grazie ad accorgimenti, come il fondo allargato, insieme ad un diffusore posteriore di dimensioni maggiorate sia in lunghezza che in altezza (passa da 125 mm a 175 mm, come nel 2010). L'ala posteriore è più bassa (da 950 mm a 800 mm) e larga (da 750 mm a 950 mm), con un andamento obliquo delle paratie laterali, facendola assomigliare ad un parallelogramma, alla vista laterale della monoposto.


Progettata da Adrian Newey, Rob Marshall e Dan Fallows, ciò che colpisce di più della nuova Red Bull RB13 è il foro nella parte anteriore del muso, che ricorda molto la soluzione utilizzata nella stagione 2014 sulla RB10. In quel caso, il foro era parzialmente chiuso, con la parte aperta che andava a portare aria all’interno dell’abitacolo per raffreddare il pilota.



Tale soluzione garantisce un considerevole vantaggio aerodinamico, poiché diminuisce la resistenza all’avanzamento generata dalla parte anteriore del muso che, in versione 2017, ha un concetto aerodinamico piuttosto simile a quello della RB12, la cui principale funzione è quella di portare quanta più aria possibile nella parte inferiore del telaio, per generare maggiore carico aerodinamico tramite il generoso diffusore posteriore.


L’ala anteriore, a freccia, è diversa da quella montata verso la fine della stagione 2016, anche se viene confermato il tunnel e il concetto aerodinamico generale di quest’ultima, con la parte esterna che espelle l’aria ai lati e al di sopra degli pneumatici anteriori. Le novità all’ala anteriore della RB13 riguardano quindi gli upper flap, che ora risultano avere una parte interna non più a sbalzo, ma collegata al mainplane.



Ulteriore caratteristica è l’utilizzo dei mozzi soffianti, che permettono di avere un flusso d’aria uscente direttamente dal mozzo che, se ben tarato, contribuisce a ridurre le turbolenze generate dal rotolamento dello pneumatico, e che disturbano l’efficienza aerodinamica generale della monoposto, soprattutto tra parte centrale e posteriore della vettura.


Sul fronte sospensioni, lo schema utilizzato rimane il tanto convincente push-rod, con il terzo elemento comandato completamente da un sistema idraulico. Degno di nota è anche il vanity panel che copre lo scalino del telaio tagliato, tanto discusso nel corso della stagione precedente.


Sempre parlando di scalino sul telaio, per riuscire ad installare una versione più complessa e più vantaggiosa, sopra il terzo elemento è presente una protuberanza, probabilmente perché l’ingombro di quest’ultimo elemento è risultato più ampio dello spazio che la Red Bull avrebbe avuto originariamente a disposizione per l’installazione, in fase di progettazione.



La parte centrale della monoposto è la zona meno interessante dell’intero pacchetto, con i deviatori di flusso molto simili a quelli della RB12, ad eccezione dei bargeboard, che risultano maggiorati nelle dimensioni.


Piccole, ma lo erano anche sulla RB12, sono anche le prese d’aria che portano aria fresca ai caldi radiatori contenuti nelle pance, mentre il fondo, come tutte le vetture già presentate, presenta nel bordo di attacco una parte rialzata, progettata per incanalare un flusso d’aria maggiore sotto la vettura al fine di alimentare il diffusore, e quindi per cercare di aumentare il carico aerodinamico della vettura.


Nella zona posteriore dell'auto, invece, il team anglo-austriaco concentra la maggior parte del lavoro sulle soluzioni tecniche da adottare per liberare la parte superiore del fondo, fondamentale per la ricerca di maggior carico aerodinamico grazie all’estrattore, mentre per quanto riguarda le sospensioni, il team di Milton Keynes mantiene lo schema pull-rod.


Anche sulla RedBull RB13 viene confermata la pinna stabilizzatrice per cercare di ripulire il flusso d’aria diretto verso l’ala posteriore. Sono presenti, infine, anche le soffiature aperte nella parte alta degli endplate, in stile Toro Rosso.


La stagione


Il campionato inizia con lo stesso stile Red Bull visto nelle precedenti stagioni, ovvero una partenza pacata, per poi recuperare competitività nel corso della stagione.


Il team di Milton Keynes, complice una Mercedes sempre al top e una Ferrari in grande forma dopo la deludente stagione precedente, è relegato al ruolo di terza forza. E così, nel Gran Premio inaugurale corso in Australia, a Melbourne, Daniel Ricciardo è costretto al ritiro a causa di un problema al motore, mentre Max Verstappen conclude in quinta posizione.


Nel successivo Gran Premio, svolto in Cina, giunge per la Red Bull il primo podio stagionale, grazie al terzo posto ottenuto da Max Verstappen, seguito dal compagno di squadra australiano, che è costretto ad accontentarsi della quarta posizione.



Le due RB13 non sono abbastanza competitive per lottare per la vittoria e, inoltre, un esuberante Max Verstappen colleziona fin troppi ritiri nella prima parte della stagione. Nel Gran Premio del Bahrain, ad esempio, l’olandese è costretto al primo ritiro stagionale, mentre Daniel Ricciardo conclude la gara in quinta posizione.


In Russia il risultato è il medesimo ma a ruoli invertiti.


Poi, però, dal successivo appuntamento in Spagna, Daniel Ricciardo conquista tre podi consecutivi (terzo a Barcellona, Monte Carlo e Montréal), mentre il compagno di squadra è costretto al ritiro in ben due occasioni.



E' tuttavia nel funambolico Gran Premio dell’Azerbaijan, che per la Red Bull ed il pilota australiano arriva la prima vittoria stagionale, al termine di una gara davvero colma di colpi di scena.


Al via della gara Lewis Hamilton prende il comando, seguito da Sebastian Vettel che sfrutta l'incidente tra i due finlandesi Valtteri Bottas e Kimi Räikkönen per portarsi in seconda posizione. Al quinto giro Ricciardo si ferma e monta gomme soft.


Poi, al dodicesimo giro la direzione di gara invia in pista la vettura di sicurezza, per permettere la rimozione della Toro Rosso di Daniil Kvjat, ferma in un punto pericoloso per un problema tecnico. Contemporaneamente, Max Verstappen si ritira a causa della perdita della pressione del circuito dell'olio. Approfittano della situazione Valtteri Bottas, che monta gomme nuove, e Daniel Ricciardo, che effettua una seconda sosta.


Alla diciassettesima tornata la gara riprende, ma viene interrotta nuovamente per la necessità di ripulire il tracciato dei molti detriti presenti a causa dei diversi contatti avvenuti nei primi giri. In regime di safety car, intanto, Vettel, che è in seconda posizione, tampona Hamilton, che aveva improvvisamente rallentato, per poi affiancarsi alla sua Mercedes, e colpirlo con la gomma anteriore destra.


Alla nuova ripartenza Sergio Pérez cerca di sorprendere Vettel, ma viene passato dal tedesco alla prima curva, e subito dopo vi è un contatto di Pérez con il suo compagno di team, Esteban Ocon. La safety Car viene ancora rimandata in pista, a causa dei nuovi detriti presenti, mentre Kimi Räikkönen si ferma ai box per una foratura. Anche le due Force India sono costrette a fermarsi per riparare i danni provocati dalla loro collisione.


La direzione gara prova a dare un nuovo via libera, ma i piloti chiedono via radio l'esposizione della bandiera rossa, al fine di interrompere momentaneamente la gara, per permettere ai commissari di pulire definitivamente il tracciato. Durante la sosta, la Ferrari sostituisce il musetto sulla vettura di Sebastian Vettel, e vengono poste a riparazioni anche le vetture di Pérez e Kimi Räikkönen.


La gara riprende dietro la vettura di sicurezza, con Lewis Hamilton primo, seguito da Sebastian Vettel, poi Daniel Ricciardo che ha passato Lance Stroll, e Felipe Massa. Il pilota della Mercedes è però rallentato dal distacco della protezione alla testa, fissata sulla sua monoposto; il britannico è costretto a tenerla ferma, staccando una mano dal volante, cosa proibita dal regolamento sportivo. Pertanto, al trentaduesimo giro il britannico si ferma ai box per la sostituzione dell'apparato, lasciando la testa della Sebastian Vettel, che però viene penalizzato con uno stop&go di dieci secondi per la manovra effettuata su Hamilton in regime di safety car.


Grazie a ciò, Daniel Ricciardo, che nelle fasi iniziali della gara si era trovato addirittura diciassettesimo è ora in testa alla corsa e vince per la quinta volta in carriera.



I risultati positivi per Daniel Rcciardo proseguono con il terzo posto conquistato in Austria, mentre l’olandese è per l’ennesima volta costretto al ritiro.


La Red Bull torna successivamente sul podio a Spa e sul circuito cittadino di Singapore, con Daniel Ricciardo che chiude rispettivamente in terza e seconda posizione, dopo che in Germania e in Ungheria le vetture di Milton Keynes non avevano brillato, ed addirittura in partenza, sul circuito dell'Hungaroring, i due piloti erano entrati in collisione, mentre a Monza soltanto il pilota australiano era riuscito a raccogliere dei punti, grazie al quarto posto conqistato.


Sul finire della stagione, la Red Bull ritrova la competitività perduta nei tempi recenti, e nel Gran Premio della Malesia le due RB13 conquistano la scena con Max Verstappen che ottiene la prima vittoria stagionale, la seconda per il team anglo-austriaco, e la terza posizione ottenuta da Daniel Ricciardo.


Qualche settimana dopo, in Giappone, sul circuito di Suzuka, entrambi i piloti confermano lo straordinario momento di forma della RB13, conquistando un secondo e un terzo posto, a cui fanno poi seguito risultati poco incoraggianti nelle ultime gare, dettati anche dal fattore affidabilità per quanto riguarda Daniel Ricciardo, mentre Max Verstappen regala un ultima vittoria al team nel Gran Premio del Messico, dopo un gara dominata sin dall’inizio.



La Red Bull chiude l’anno con il terzo posto in classifica costruttori, grazie ai 368 punti iridati, tre vittorie, e ben dieci podi.


Andrea Rasponi

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