Red Bull RB11, la deludente arma del team anglo-austriaco per la stagione 2015



Presentata il 15 Febbraio 2015 a Jerez De La Frontera, e scesa in pista con una particolare livrea zebrata, la Red Bull RB11 è la seconda vettura ibrida prodotta a Milton Keynes e, di fatto, è un’evoluzione della precedente RB10.


Le principali modifiche riguardano per lo più il telaio, decisamente rialzato rispetto alla RB10, ispirandosi principalmente a Mercedes e Ferrari, per poi digradare velocemente verso le altezze regolamentari inferiori, con un vanity panel a nascondere lo scalino.


La conseguenza di questa scelta è un muso con un’inclinazione molto pronunciata, opportunamente sagomato, sottile ed arrotondato, per ridurre al minimo la resistenza che produce un elemento così basso.



La Red Bull, inoltre, ha scelto, come la Williams, la soluzione dello spuntone in punta al muso, mantenendosi al limite degli 850 mm di lunghezza minima previsti dal regolamento 2015.


Profondamente modificata anche la sospensione, non tanto nelle geometrie, dato che i triangoli mantengono quasi la stessa inclinazione, ma nella posizione degli elementi, scegliendo la soluzione con il tirante dello sterzo allineato al braccetto, utile a pulire i flussi aerodinamici che transitano tra quest’ultimi. Altro dettaglio interessante, infine, è dato dai mozzi soffianti, già sperimentati negli anni precedenti.



Al retrotreno, invece, la vettura subisce modifiche meno rilevanti rispetto alla monoposto 2014, con correzioni che riguardano per lo più un affinamento che una vera e propria evoluzione.


Le prese d’aria laterali sono oggetto di una sola piccola modifica nella parte inferiore per creare un canale d’aria più netto, percorrendo anche il fondo vettura, risultando al tempo stesso leggermente più piccole.


Al contrario, l’airscope è stato ingrandito per incrementare la quantità d’aria utile al raffreddamento dei componenti della power unit Renault. I profili ai lati dell’abitacolo, invece, conservano le stesse caratteristiche della versione precedente.



Anche la forma delle pance, è rimasta pressoché invariata, così come la parte superiore del cofano motore, modificata solo nella parte terminale che, però, è la parte più interessante di tutta la vettura, in quanto l’area maggiormente svilupata dell’intera RB11

La vettura mantiene il singolo pilone di supporto, al di sotto del quale transita lo scarico.


Scompare invece il grosso sfogo centrale al termine del cofano, ora molto più rastremato.


Gli sfoghi laterali sono più ampi, nonché leggermente differenti nella forma, per favorire una maggiore evacuazione del calore proveniente dal motore. In particolare, si può notare una concentrazione di tutto lo smaltimento dell’aria calda nella parte più bassa del telaio, in prossimità della parte superiore del diffusore.


La stagione


Sulla Red Bull RB11 vengono riposte grandi aspettative da parte del team, in quanto la passata stagione era stata affrontata sottotono, nonostante le tre vittorie stagionali. Inoltre, la partenza a fine stagione di Sebastian Vettel lascia la scuderia di Milton Keynes senza un Campione del Mondo alla guida dello sviluppo della vettura, concedendo il lusso del ruolo di prima guida al giovane Daniel Ricciardo, e quello di seconda guida all’inesperto Daniil Kvjat.



L’inizio di stagione è pressoché analogo all’anno precedente, con una protagonista in più: una Mercedes dominante, una Williams in buona forma, e una Ferrari rinata dopo la deludente stagione passata, mentre la Red Bull, unica scuderia ad aver vinto qualche gara nel 2014, si trova impreparata ed attardata da problemi tecnici al propulsore Renault, e scopre di avere un telaio non all’altezza delle aspettative.


Nel primo Gran Premio stagionale, la Red Bull ottiene un dignitoso sesto posto con Ricciardo, ma con il pilota russo non riesce nemmeno a prendere il via alla gara, a causa di problemi tecnici.


Nel secondo appuntamento stagionale, in Malesia, in un weekend che vede la Ferrari e Sebastian Vettel tornare alla vittoria, il team anglo-austriaco è costretto a lottare a centro gruppo, concludendo la gara addirittura dietro al team satellite Toro Rosso, racimolando solamente tre punti totali.



Nelle successive tre gare l’esito è il medesimo, con una RB11 in grado di lottare solamente per la zona punti, mentre Mercedes, Ferrari, e Williams, lottano tra loro per la conquista di podi e vittorie.


Nel Gran Premio di Monaco, in occasione del quale il gap di potenza tra i diversi propulsori diminuisce, il team di Milton Keynes riesce ad approfittarne, concludendo la gara in quarta e quinta posizione, e segnando il miglior risultato stagionale fino a quel momento.


Nelle successive tappe in Canada e Austria, però, la Red Bull torna nelle posizioni di media classifica, vedendosi sempre più spesso in lotta con il team satellite Toro Rosso.


Nel Gran Premio di Gran Bretagna, nonostante il ritiro di Daniel Ricciardo, il compagno di squadra Daniil Kvjat conquista un positivo sesto posto, dando così la speranza che gli sviluppi possano migliorare la competitività della RB11.


Il successivo Gran Premio d’Ungheria è, per la Red Bull, il miglior fine settimana dell’intera stagione, e l’inizio di una ripresa costante di competitività. La gara è fin dalle prime tornate molto acceso, con Hamilton costretto ad effettuare una rimonta dopo un contatto con il compagno di squadra Nico Rosberg, mentre le due Ferrari prendono il comando della corsa.



In un circuito tortuoso come l'Hungaroring, che si avvicina alle condizioni di un tracciato cittadino, le Red Bull riescono a battagliare fino alla fine con le Mercedes, in difficoltà. A pochi giri dal termine, Daniel Ricciardo entra in contatto con Nico Rosberg, in seconda posizione. Entrambi sono costretti a fermarsi ai box, permettendo a Daniil Kvjat di agguantare il suo primo podio in carriera, seguito dal compagno di squadra, mentre la gara viene vinta da Sebastian Vettel.


Il risultato ungherese per il team di Milton Keynes è l’inizio di una seconda parte di stagione all’insegna della ritrovata competitività. Infatti, i piazzamenti nei primi cinque sono sempre più frequenti e, in occasione del Gran Premio di Singapore, Daniel Ricciardo conquista un ulteriore secondo posto, dopo una bella battaglia per la prima posizione con Sebastian Vettel.


Il report di fine stagione, però, è alquanto deludente per un team come Red Bull, che ambisce al titolo mondiale. Infatti, il team anglo-austriaco chiude al quarto posto costruttori, con solamente 187 punti iridati e tre podi all'attivo.


Andrea Rasponi

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