Red Bull RB1, la nascita di una nuova scuderia di successo



Nel 1996 Jackie Stewart fonda il team dal nome Stewart Grand Prix ricevendo il supporto ufficiale della Ford, e nel 2000 il costruttore americano di autovetture prende il pieno controllo della scuderia, rinominandola Jaguar Racing. Ma il team britannico non ottiene risultati di rilievo e nel 2004, per problemi finanziari, Ford vende l'intera scuderia, per la cifra simbolica di un dollaro, alla multinazionale austriaca di bevande Red Bull.


All'inizio del 2005 la dirigenza ex-Jaguar viene sostituita da un nuovo gruppo diretto da Christian Horner, con Gunther Steiner come direttore tecnico. Spinta da un propulsore 10 cilindri Cosworth TJS2005 da tre litri, la Red Bull RB1 risulta piuttosto tradizionale e conservatrice, pertanto, pur distaccandosi solo in parte dall'antenata Jaguar, presenta alcuni elementi che ne caratterizzano alcune somiglianze con la progenitrice Jaguar R5.



Il muso è particolarmente rialzato da terra e l'alettone anteriore presenta una spiccata forma a cucchiaio, dall'andamento sinuoso e molto simile a quello della Renault. Le paratie laterali, analogamente al sistema di deflettori posti dietro le ruote anteriori, ricalcano lo schema della vecchia vettura e si ispirano a quelli della Ferrari, soprattutto nel particolare dei deviatori di flusso, assumendo la caratteristica forma a dente di squalo nella parte inferiore.


La bocca delle fiancate è molto simile alla vecchia Jaguar, mentre molto diversa appare la parte posteriore, che abbandona il curioso sistema di sfoghi della R5 a favore di un disegno più tradizionale, che presenta pinne lunghe, camini e carenature degli scarichi.



Il telaio è caratterizzato da un'accentuata altezza da terra, che presuppone la ricerca del massimo carico aerodinamico, mentre il cofano motore è leggermente modificato in quanto, pur essendo mantenuta la presa d'aria squadrata ereditata dalla R5, nella zona del roll-bar viene inserito un piccolo profilo.


Un'incoraggiante stagione di debutto


Pur essendo all’interno del circus della Formula Uno da diversi anni sotto forma di sponsor, il team austriaco, di proprietà di Dieter Mateschitz, con sede a Milton Keynes, si ritrova alle prese con le classiche problematiche e gli errori di gioventù che contraddistinguono ogni nuova scuderia che si affaccia alla massima serie.


Pertanto, la vettura si dimostra sin da subito poco competitiva e affidabile, collezionando nove ritiri su diciotto gare disputate.


Ma nonostante la poca esperienza, il team anglo-austriaco riesce comunque a togliersi qualche soddisfazione fin dalle prime gare, ottenendo all'esordio, nel primo Gran Premio stagionale, in Australia, il quarto posto grazie a David Coulthard, ed il settimo con pilota austriaco Christian Klien.



La RB1 entra stabilmente tra i primi dieci, e nel Gran Premio d’Europa, svoltosi al Nurburgring, riesce perfino a ripetere la splendida prestazione ottenuta ad inizio stagione in Australia, sempre con il pilota scozzese David Coulthard.


La Red Bull, nella sua prima stagione in Formula Uno si piazza al settimo posto nella classifica costruttori, con un totale di 34 punti.


Andrea Rasponi

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