Raymond Sommer, il Cuor di Leone dell’automobilismo francese



Raymond Sommer nasce a Mouzon, nelle Ardenne francesi, il 31 Agosto del 1906.


Raymond è figlio di Roger Sommer, uno dei pionieri dell’aviazione francese nella quale svolge il doppio ruolo di costruttore e pilota d'aerei. E' noto che nel 1909 Roger batte il record del volo più lungo che apparteneva ai fratelli Wright. Inoltre la famiglia Sommer è proprietaria di un’azienda di tappeti di grande successo, in Francia e in Europa.


Dapprima il giovane Raymond frequenta le scuole di un piccolo paese della Lorena, Pont-à-Mousson dove diviene perfino un pugile di successo, per poi essere mandato dalla famiglia a Manchester, a studiare in Inghilterra.


Il suo sogno è però correre, e in tal senso riuscirà a convincere suo padre a comprargli una Chrysler Imperial. La sua carriera automobilistica inizia così nel 1931, alla guida di una 4.7 litri Chrysler, prendendo parte al IV Gran Premio de Picardie, e nello stesso anno consegue il suo primo successo in carriera, imponendosi nella 24 Ore di Spa.


Nello stesso anno, Sommer prende parte anche alla 24 Ore di Le Mans, ma sarà costretto al ritiro. L’anno successivo acquisterà un'Alfa Romeo 8C, e con questa riuscirà a imporsi a Le Mans, condividendo il volante con Luigi Chinetti: il Cinghiale delle Ardenne, questo il suo soprannome, guiderà per venti delle ventiquattro ore previste, a causa dell’indisposizione di Chinetti, che era malato, ed addirittura esaurito a causa della lunga e faticosa preparazione alla gara francese. Nel corso della gara francese, dopo un lungo inseguimento, Sommer sorpassa la vettura gemella di Franco Cortese, per poi distanziarla di due giri.


Tre settimane dopo Raymond giunge terzo al Gran Premio di Nizza, alle spalle di Louis Chiron e Renè Dreyfus, e sette giorni dopo vinse il Gran Prix de Marseille a Miramas, precedendo Nuvolari e Moll. Nel 1933 il pilota francese acquista una Maserati 8CM, con la quale si impone per la seconda volta a Le Mans in coppia con Nuvolari, che era stato protagonista di un grande duello con Chinetti per la leadership.


L’anno seguente Sommer corre ancora con una Maserati ma la macchina non è all’altezza dell’anno precedente, perciò decide di cambiare auto e passare alla corte della Scuderia Ferrari, che gli mette a disposizione un’Alfa Romeo P3 con la quale vince le gare francesi di Comminges e Monthlery.


Sommer vorrebbe competere ad armi pari nelle più prestigiose gare di durata, ma si accorge che l’Alfa non è assolutamente in grado di competere contro le velocissime Mercedes e le Auto Union.


Nel 1936 Raymond si impone, in coppia con il suo rivale di lunga data, Jean-Pierre Wimille, nel Grand Prix de l’ACF alla guida di una Bugatti T59, e per la seconda volta alla 24 Ore di Spa.


Nel 1937 il pilota francese passa alla Talbot con lo status di pilota privato, ed alla sua prima uscita ufficiale ottiene un secondo posto a Pau, per poi vincere il Gran Premio di Tunisi e quello di Marsiglia. Raymond tenta il terzo assalto alla 24 Ore di Le Mans con l’Alfa, ma l’auto lo tradisce dieci giri dopo aver preso il comando della gara.


Tornato al volante della Talbot, il francese conquista due quarti posti al Gran Premio di Marne e a quello di Francia, laureandosi campione di Francia. Il 1938 è il suo annus horribilis, poiché è vittima di due ritiri sia alla 24 Ore di Le Mans, mentre è al comando, che a quella di Spa, dove sarebbe stato largamente in testa; in entrambe le occasioni sarà l’Alfa 2900B a tradirlo.


Durante la breve stagione del 1939, Sommer corre con l’Alfa 308 ed è di nuovo campione di Francia, e nel mentre parteciperà ad altre competizioni prima dell’interruzione dell'inizio del conflitto mondiale, giungendo secondo al Grand Prix d’Anvers dove corre con l’Alfa Romeo 8C, correndo privatamente al quindicesimo Grand Prix de Picardie con la Maserati 6CM dove giunge secondo, e al dodicesimo Grand Prix du Comminges St Gaudens con la Talbot MD90, arrivando terzo al traguardo.


Poi scoppia la seconda guerra mondiale, e Raymond vi partecipa come membro attivo della resistenza. Una volta terminato il conflitto, il pilota francese ritorna per un’ultima volta al volante della sua Alfa 308, ottenendo un secondo posto al Gran Prix de Nice, per poi partecipare alla seconda gara della Coupe de l'Entraide Française - Bois de Boulogne con la Bmw 328, giungendo terzo; sarà al volante della vettura tedesca anche nell’evento di Formula 2, il quinto Grand Prix de Marseille, concludendolo nuovamente al terzo posto.


Nel 1947 Sommer torna al volante di una Maserati, ma una malattia lo terrà lontano dagli autodromi per quasi tutto l’anno. Di ritorno dalla convalescenza, il pilota francese viene chiamato nel 1948 da Ferrari, ed a bordo di una vettura di Maranello debutta al Gran Premio d’Italia che si svolge a Torino, nella cornice del Parco Valentino.


Raymond rimarrà con Ferrari fino a metà della stagione agonistica del 1949, per poi passare alla guida di una Talbot Lago da 4.5 litri; il miglior risultato del 1949 sarà la vittoria a Monthlery.


Nel 1950 nasce la Formula 1 moderna e Raymond disputa il Gran Premio di Monaco alla guida della Ferrari, ottenendo un eccellente quarto posto. Qualche mese dopo, il 10 Settembre 1950, Raymond prenderà parte al Gran Prix dell’Haute Garonne a Cadours ma alla partenza della gara lo sterzo della sua vettura si romperà improvvisamente, causando l’uscita di strada della macchina e il cappottamento.


Raymond perde così la vita, ma il ricordo delle sue leggendarie vittorie vive ancora oggi.


Simone Centonze