Prestagione 2019, Ferrari cambia team principal, ma la storia non cambia, Hamilton è imprendibile



Il mondiale perso dalla Ferrari, per gli errori di Sebastian Vettel ma anche della squadra, nonostante una macchina competitiva, hanno reciso l'ultimo filo che legava il team principal di Maranello Maurizio Arrivabene e il direttore tecnico Mattia Binotto.


Alla vigilia del nuovo campionato la Scuderia Ferrari decide di ritessere la propria tela organizzativa, con un ribaltone: via Arrivabene, sessantun anni, bresciano, ex numero uno del marketing di Philip Morris, membro dal 2012 del consiglio di amministrazione della Juventus Football Club e dal 2015 managing director e team principal della Ferrari Gestione Sportiva.


Al suo posto subentra Mattia Binotto, cinquant'anni, nato in Svizzera, che dopo la laurea al Politecnico di Losanna, nel 1995 entra nella Scuderia Ferrari come ingegnere motorista per la squadra e da lì scala tutte le posizioni fino a diventare nel 2016 Chief Technical Officer, il capo degli ingegneri che lavorano sulla macchina. Quella che nelle ultime due stagioni, specie nella prima parte del 2018, aveva dimostrato di poter ambire finalmente al titolo che manca dal 2007. Il cambio al vertice della Gestione Sportiva Ferrari viene ufficializzato lunedì 7 Gennaio 2019.


"Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia Ferrari. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell'azienda dopo una profonda riflessione in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia Ferrari. Da oggi Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche".


Il 15 febbraio 2019 verrà presentata la nuova monoposto che verrà guidata sempre da Vettel e dal giovane Charles Leclerc, il monegasco di ventuno anni che dalla Ferrari Academy, e dopo il suo primo anno da rookie in Alfa Romeo Sauber, è stato promosso sul sedile della Ferrari al posto di Kimi Raikkonen come voleva Sergio Marchionne. Impossibile non fare chiarezza prima dell'inizio della nuova avventura e non sciogliere le tensioni che negli ultimi mesi si erano appesantite.

La scomparsa del manager italo-canadese a oltre metà mondiale, a fine Luglio tra il Gran Premio in Germania e quello corso in Ungheria, ha scombussolato più di quanto fatto apparire dal team gli equilibri della squadra. Le nomine di amministratore delegato di FCA a Michael Manley e di Ferrari a Louis Carey Camilleri volute prontamente da John Elkann, lasciano aperta la ferita nella squadra Corse che Marchionne teneva saldamente in pugno.


A Suzuka, nei primi giorni di Ottobre, dopo aver sbagliato le strategie in qualifica, Arrivabene aveva convocato i giornalisti e si sfogò, puntando il dito sul muretto diretto da Binotto responsabile degli errori. Non era stato il primo. E col mondiale ormai quasi chiuso, proprio l'approccio comunicativo di Arrivabene non sarebbe stato gradito: anziché fare quadrato, ha accentuato le distanze e sottolineato le carenze tecniche della macchina piuttosto che affrontare i motivi della battuta d'arresto del pilota e di tutta la squadra. Segue un inesorabile declino: l'ex team principal comincia a lamentare l'involuzione tecnica da Singapore, poi in Giappone - dopo un errore di strategia al sabato - convoca la stampa e punta il dito contro il responsabile del fallimento, Mattia Binotto.


"Ci serve un pistaiolo, uno col fiuto".


Vettel stesso, ormai sfiduciato da se stesso ma anche dalla poca coesione interna, ammetterà più tardi che qualcosa è cambiato e a fine stagione dirà:


"Dobbiamo comunicare meglio tra di noi".


L'ingegnere svizzero ha il fisico del ruolo: stimato tra i colleghi e dalla concorrenza, dovrà confrontarsi anche anche con i proprietari americani di Liberty Media per far pesare il ruolo della Ferrari per il futuro, con l'arrivo nel 2021 dei nuovi regolamenti. E tutta la Ferrari, alla vigilia di un mondiale che partirà in anticipo il 17 Marzo 2019 a Melbourne, dovrà avere la solidità mancata con la scomparsa di Sergio Marchionne.

A Binotto tutti i poteri, gli spetterà anche quello politico in vista del cambio dei regolamenti nel 2021. O me o lui, avrebbe detto ai vertici della Ferrari, colui che l'ex presidente Sergio Marchionne aveva scelto per ricostruire una Ferrari in rovina, pescando nel ventre della fabbrica e trovandoci questo ingegnere nato in Svizzera da genitori reggiani. Orfano del progettista James Allison passato alla Mercedes, Binotto ha realizzato il sogno di Sergio Marchionne, creando un'organizzazione orizzontale e di seconde linee al comando, con Enrico Cardile e Corrado Iotti.


Ne sono uscite le migliori auto da un decennio a questa parte, che avrebbero potuto vincere la Ferrari non si fosse autoeliminata per gli errori dei piloti, ma altrettanto per quelli organizzativi e di comunicazione.


L'allontanamento di Maurizio Arrivabene dal volante della Ferrari, e la sua sostituzione con il direttore tecnico Mattia Binotto, è una mossa insieme inevitabile e tardiva: inevitabile perché la convivenza dei due all'interno della Gestione Sportiva era diventata ormai impossibile, con il primo irritato dai riconoscimenti al lavoro del secondo e con il secondo insofferente rispetto all'irruenza del primo; tardiva perché, come noto, la Formula 1 è uno sport in cui gli effetti delle decisioni prese in fabbrica si riverberano in pista con quattro-sei mesi di ritardo.


Ed è dunque facilmente immaginabile che la macchina del 2019, di fatto già pronta, sia stata realizzata in un clima non propriamente sereno e attraverso un'organizzazione del lavoro impostata da una mano diversa rispetto a quella di chi dovrà gestirla. Il cambio Arrivabene/Binotto avrebbe dovuto avere luogo già nel Giugno del 2018, quando Marchionne confessava l'intenzione di ridisegnare l'intero organigramma del team ponendo al centro della macchina organizzativa proprio l'ingegnere svizzero di origini emiliane, suo pupillo. Poi però il destino ha bloccato tutto e Arrivabene si è trovato in mano un'altra, imprevista, chance.


Louis Camilleri, l'uomo chiamato a sostituire Marchionne, era da sempre uno dei suoi massimi sponsor. Data la situazione, Maurizio avrebbe anche potuto non vincere, anche se la Ferrari era senza dubbio la migliore vista in pista dal dopo Schumacher ad oggi: per sopravvivere gli sarebbe bastato non sfigurare.


E invece Arrivabene se l'è giocata malissimo. È letteralmente imploso. Ha gestito come peggio non si sarebbe potuto Vettel, prima sovraccaricato di responsabilità e poi abbandonato alla sua solitudine, e ha lasciato campo libero proprio alla rivalità con Binotto. Il quale, nei mesi successivi all'ennesimo mondiale perso, è stato più di una volta sull'orlo dell'addio - non è un segreto che avesse offerte da parte di Renault e nuova Force India, oltre che Mercedes - fino al decisivo aut aut.


Rispetto ai piani originali di Marchionne, la situazione che si è venuta a creare è però molto diversa. Perché a differenza di quanto sarebbe successo con Marchionne ancora al comando, oggi Binotto, che non è un politico (caratteristica indispensabile per questo ruolo), non può contare su una guida forte, autorevole e univoca sopra di sé: basti pensare che la sua stessa nomina è stata decisa da Torino dopo un lungo braccio di ferro con Camillieri, presidente che in molti danno già con le ore contate.


"La scelta di Binotto è stata condivisa con Arrivabene, nessun ribaltone ma scelta fatta nella continuità".


Questo il commento del presidente della Ferrari, John Elkann, che aggiunge:


"E l'amministratore delegato Camilleri non si tocca".

Se c'è qualcuno che conosce le dinamiche interne alle scuderie di Formula 1, quello è Giancarlo Minardi, oggi settantunenne. Venticinque anni di management, cui va aggiunta l'esperienza di pilota, fondatore del team che ha portato il suo nome, ha frequentato il paddock dal 1980 al 2005 e tanti piloti, da Trulli, Fisichella fino a Fernando Alonso, sono stati praticamente svezzati a Faenza. Minardi, cosa ne pensa di questo colpo di scena?

"Colpo di scena? No, era nell'aria. E non fatevi fuorviare dalla tempistica: se ci pensate bene, l'ultimo Gran Premio del 2018 è stato disputato il 25 Novembre 2018. Se c'è un ritardo, è solo di una decina di giorni. Queste cose si fanno a bocce ferme, probabilmente la decisione è stata presa a metà Dicembre".

Sta dicendo dunque che se l'aspettava?

"Beh, a Maggio la voce era molto forte. Poi è accaduto quel che è accaduto a Marchionne".


Minardi da che parte sta?

"Beh, lo dico subito così non ci sono equivoci: io approvo. Perché Binotto è uno cresciuto con Ross Brawn, è un tipo con i piedi per terra".


Ecco, Binotto che tipo è?

"Un tipo dall'apparenza chiuso, ma non è così. Io lo conosco, ma non ci ho mai lavorato insieme. Di sicuro ha saputo gestire il gruppo degli italiani in Ferrari, senza più i mercenari".

E di quali colpe si è invece macchiato Maurizio Arrivabene?

"Cento, e nessuna. Lui era il team principal, quindi tutto e niente. Però il Gran Premio d'Italia a Monza è ancora nei miei occhi. Quello, a mio personale giudizio, è l'errore chiave".

Che intende dire?

"Che un direttore tecnico deve prendere decisioni, e lì mai nella vita Hamilton avrebbe dovuto avere la chance del sorpasso".

Ora cosa accadrà?

"Beh, è presto per dirlo. Io continuo a pensare al 2018, con delle recriminazioni".


La Ferrari avrebbe potuto vincere.

"Assolutamente sì. Io dico senza ombra di dubbio che Maranello avrebbe potuto, con altri due piloti, portarsi a casa se non il titolo piloti, di si curo quello dei Costruttori".


Questa è un'affermazione forte.

"Ma non sono io a dirlo, ma i fatti. Sebastian Vettel ha commesso nove-dieci errori, e non devo ripeterli in questo momento. Credo che tutti gli appassionati ricordino Baku e Hockenheim, giusto per fare qualche esempio".


E quindi?

"Il soldato Vettel va recuperato. Ha avuto dei problemi, a un certo punto della stagione non è stato più al cento per cento, e in Formula 1 basta un nulla per perdere dei decimi preziosi rispetto agli avversari".

Va bene, ma cosa avrebbe potuto/dovuto fare Arrivabene?

"Non sono io a doverlo indicare, ma era esattamente il suo lavoro. Fare da supporto alla squadra. Il principal è esattamente la figura pagata per decidere e risolvere i problemi interni. penso perfino ai test post Mondiale: Leclerc ha fatto tempi migliori di Vettel, e anche in quel caso il tedesco non è stato tutelato".


Si ricorda Mauro Forghieri negli Anni '70? Vede analogie con il Binotto di oggi?


"Sì, ci sono delle analogie. Ma Forghieri era avvantaggiato, perché c'erano meno persone in Ferrari, e soprattutto faceva riferimento direttamente a Ferrari, di cui era l'emanazione. Il compito di Binotto, oggi, è più difficile, ma non impossibile. C'è da rimontare, ma le persone di buon senso sanno dove bisogna mettere le mani".

Mentre si svolge questo cambiamento al vertice della Ferrari, Niki Lauda è di nuovo in ospedale. Secondo il quotidiano austriaco Kronen Zeitung, domenica 6 Gennaio 2019 l'ex pilota austriaco viene ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'Allgemeinen Krankenhaus di Vienna, per colpa di un'influenza che lo ha colpito durante le vacanze di Natale nella sua casa di Ibiza. Il suo sistema immunitario è ancora debole per il trapianto di polmone a cui è stato sottoposto ad Agosto dell'anno precedente, e così Lauda - che il prossimo 22 Febbraio 2019 compirà settant'anni - è stato portato in ospedale. Secondo fonti ospedaliere le condizioni non sarebbero preoccupanti e Lauda dovrebbe essere dimesso già nel corso della prossima settimana. Una portavoce del policlinico universitario avrebbe detto all'Orf, l'emittente nazionale austriaca, che questo nuovo ricovero durerà circa una settimana. Una degenza precauzionale, dunque, ma vista la situazione clinica e il fisico provato, la paura inevitabilmente torna.


Poche settimane prima, l'ex pilota della Ferrari e attuale presidente non esecutivo della Mercedes si era detto ottimista sul suo processo di recupero, al punto da vedersi di nuovo ai box per seguire le gare dal vivo già nella prossima stagione. Aveva promesso:


"Mi rivedrete presto".


Era a fine Novembre, era in un video, era una festa e insieme una minaccia delle sue:


"Tornerò e la pressione ricomincerà".

Due matrimoni, cinque figli e un business con due compagnie aeree dopo, Lauda è tornato dove tutto conta: in pista. Consulente di vari team, dal 2012 è il presidente non esecutivo delle Frecce d'Argento di cui detiene anche una quota azionaria del dieci percento, ed è stato lui a condurre le trattative per portare l'anno dopo il cinque volte Campione del Mondo Lewis Hamilton in squadra.


L'ultima avventura del suo pupillo l'ha vista quasi del tutto da casa, nella stagione appena conclusa dai paddock è scomparso silenziosamente quasi subito per andare incontro all'ennesima sfida. Conclusa la quale, è risorto in un messaggio sui social a fine Novembre col cappellino rosso e la camicia azzurra, lodando il team per la rapina dei titoli piloti e costruttori:


"Ho avuto un brutto periodo dal punto di vista della salute , il sostegno che ho avuto è stato incredibile. Il successo di quest'anno è stato eccezionale perché è il quinto di fila, non avremmo potuto fare un lavoro migliore. E ora il messaggio importante è che ci sarò presto e ripartiremo di nuovo. La pressione arriverà per la sesta volta".


C'è da credergli. Il primario di chirurgia toracica Walter Klepetko dopo averlo operato disse:


"Il motore ha ripreso a funzionare di nuovo. Non sarà facile trovare un combattente così tenace come Niki Lauda".


Dopo la nomina di Mattia Binotto a responsabile del reparto corse della Ferrari, a Maranello si ragiona sulla struttura per il Mondiale 2019. Le nuove gerarchie possono favorire l'ascesa di Leclerc.

Il lavoro, la quantità e complessità del lavoro, non spaventa l'ingegnere italo-svizzero, che conosce bene il senso della factory: lavoro di gruppo, condivisione, organizzazione orizzontale così come la immaginava il suo principale sponsor, l'ex presidente Sergio Marchionne. La sua visione a ombrello, a coprire più aree e suggestioni, lo hanno reso agli occhi della proprietà l'uomo più adatto a sostituire Maurizio Arrivabene.



Ma Binotto non è un one man show, né possiede quell'expertise politica richiesta dal ruolo, specie in vista del cambio dei regolamenti della Formula 1 nel 2021, che il suo predecessore, ex Philip Morris, poteva vantare. L'ingegnere ha bisogno di un primo ministro fidato, interno.

Mentre la rivoluzione completa il suo giro, Binotto potrebbe appoggiarsi o dare più deleghe all'ingegnere motorista Corrado Iotti e l'aerodinamico Enrico Cardile, o affidare il coordinamento a Laurent Mekies, l'ingegnere francese ex direttore della sicurezza per la FIA che è entrato in Ferrari ad Abu Dhabi come direttore sportivo.


Il team principal dovrà mostrare subito spalle forti e mani gentili con la nuova coppia di piloti. Sebastian Vettel, arrivato a Maranello con Arrivabene e ora orfano di un compagno di viaggio, ha bisogno di recuperare fiducia in se stesso e nella squadra. E affrontare il rampante Charles Leclerc, ventun anni, partner ambizioso, che con la Ferrari non andrà a spasso.


E guardando al futuro, Mick Schumacher sarebbe in procinto di firmare nei prossimi giorni per la Ferrari Drivers Academy, offrendogli tra l'altro l'opportunità di effettuare dei test che si terranno il martedì e mercoledì seguenti ai Gran Premi di Bahrain e Spagna. Di queste quattro giornate, due saranno dedicate ai piloti esordienti che hanno disputato al massimo due gare di Formula 1.


Lo scorso anno questo ruolo è stato ricoperto in Ferrari da Antonio Giovinazzi, che nel 2019 sarà pilota ufficiale Sauber. Nel 2018 Mick Schumacher ha vinto il titolo di campione europeo di Formula 3 e quest'anno gareggerà nel campionato di Formula 2.


Quaranta Gran Premi in Formula 1, cinque vittorie alla 24 Ore di Le Mans, due figli ingegneri in Formula 1. Emanuele Pirro sa di cosa si parla quando l'argomento riguarda i figli d'arte. Cosa ne pensa dell'ipotesi di un altro Schumacher alla Ferrari?

"Se fosse così, da romantico appassionato di corse, sarebbe una bella favola. Il Motorsport ci ha insegnato che i figli di padri sono belle storie, ne abbiamo avuti diversi. Certo, il test driver adesso può fare poco per aiutare la scuderia però, al punto di carriera di Mick, significa mettere un piede dentro la Formula 1, fare esperienza".


Essere figli d'arte è più un aiuto o una pressione?


"Non c'è dubbio, un aiuto. Forse a qualcuno di loro piacerebbe più tranquillità. Poi, per fortuna, il mondo del racing è ancora abbastanza meritocratico. Aggiungo che un figlio d'arte vede nel papà la cultura agonistica che gli altri imparano strada facendo. Per dire, i mei due figli ingegneri hanno avuto una marcia in più anche grazie a me. Nel senso che un papà cerca di trasferire la sua esperienza, e se i figli sanno recepirla si avvantaggeranno. Poi, ripeto, si chiamano monoposto, quindi tocca a loro darci dentro. Ma Mick mi sembra maturo, ha innestato la marcia".

Qualcuno pensa siano raccomandati.


"No, alla fine la telemetria parla per tutti, e in macchina si è soli".


Continuerà le serie inferiori?

"Quello lo do per scontato. Perché oggi i test sono contingentati. Io alla McLaren ero in pista tre giorni a settimana. Oggi no, lo spazio per i giovani è limitato. Però sei nel paddock, ne respiri l'aria, guidi il simulatore. Ma ripeto, la sua attività principale, la sua stagione, dovrà essere supportata da un campionato, quello di Formula 2 con Prema, un team strutturato che può insegnargli tutto quello che deve imparare. Certo, avesse il papà accanto, sarebbe molto meglio".


Beh, Schumacher sarà felice.

"Eh, sì. Ripeto: una bella storia, in un mondo così scientifico e tecnologico. Credere, ed emozionarsi per questo tipo di storie, mi piace molto".


Ma i figli d'arte sono destinati a essere migliori?

"Ma no. Ci sono stati figli migliori dei padri, vedi Verstappen, ma ci sono stati anche gli Andretti. Dunque, nulla è scontato".

Non passa molto tempo prima che questa notizia diventi ufficiale: Sabato 19 Gennaio 2019 Mick Schumacher, figlio del sette volte Campione del Mondo di Formula 1, entra a far parte della Ferrari Driver Academy, il vivaio della scuderia di Maranello riservato ai giovani piloti da far crescere e correre. Lo annuncia la stessa Ferrari. Insieme a Schumacher farà parte della Academy anche Giuliano Alesi, figlio di Jean Alesi.


"Sono felicissimo di avere raggiunto un accordo con Ferrari e che il mio prossimo futuro nelle competizioni sia in rosso, entrando a far parte della Ferrari Driver Accademy e così anche della famiglia della Scuderia Ferrari".


Ammette Mick Schumacher commentando l'ufficialità del suo arrivo nel vivaio della Ferrari.


"Questo è un altro passo nella giusta direzione, potrò solo beneficiare dell'immensa competenza che c'è lì. Farò sicuramente di tutto per poter apprendere tutto ciò che mi può aiutare a raggiungere il mio sogno: correre in Formula 1. È più che ovvio che Ferrari abbia un posto enorme nel mio cuore fin da quando sono nato e in quello della nostra famiglia, sono felice anche a livello personale per questa opportunità".


Spiega il neo team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto:


"Per chi come me lo ha visto nascere ha sicuramente un significato emotivo particolare accogliere Mick in Ferrari. Ma lo abbiamo scelto per il suo talento e per le qualità umane e professionali che ha messo già in mostra malgrado la sua giovane età".


Un giorno benedetto da molto lontano, animato da ragione e altrettanto sentimento, da ricordi formidabili e grandi speranze quello che porta Mick Schumacher dentro la famiglia Ferrari. Ventiquattro anni dopo papà Michael, il suo erede apre ufficialmente la porta di Maranello.


Dopo mesi di voci, trattative anche sul tavolo imbandito dai diretti rivali della Mercedes, endorsement, lusinghe e nostalgie, è Maranello a vincere la prima gara del campionato 2019 non ancora iniziato aggiudicandosi l'allievo più prezioso.


Nell'accademy di Maranello che ha allevato anche il monegasco Charles Leclerc, promosso titolare con Sebastian Vettel dopo un 2018 da rookie in Sauber, ha come compagni Giuliano Alesi e Callum Ilott, Marcus Armstrong e Robert Shwartzman, Enzo Fittipaldi, e Gianluca Petecof.


Domenica 20 Gennaio 2019 Mick Schumacher continua a dimostrare di essere un predestinato: il giovane pilota tedesco batte nella Race of Champions, gara-esibizione in scena in Messico, il primo pilota della Scuderia Ferrari, ovvero il connazionale Sebastian Vettel, che lo promuove:


"Suo padre ne sarebbe orgoglioso".


D'accordo, la corsa per quanto divertente e molto seguita è quel che è: esibizione e spettacolo. Però il diciannovenne tedesco l'ha presa subito sul serio. Alla Race of Champions in Messico, che dal 1988 mette insieme i piloti delle varie serie, dalla Formula 1 alla E, passando per Nascar, IndyCar, Rally, GT e a volte pure quelli delle due ruote, dopo aver gareggiato insieme al compatriota quattro volte campione per guadagnare la seconda piazza nel torneo per nazioni, il giorno dopo nello scontro individuale non si è fatto intimidire dal più esperto pilota della Ferrari, e vince lo scontro diretto che si piazza secondo e viene eliminato, tornando a casa per la prima volta senza un trofeo Roc.


"La Roc è stata una grande esperienza, tanto più perché condivisa con Vettel. Torno in Europa con un gran sorriso sulla faccia".


Anche Vettel, trentun anni, che su un mega kart identico a quello degli altri - 475 kg, motore quattro cilindri che su un tracciato tortuoso costruito dentro il circuito intitolato ai fratelli Rodriguez può arrivare al massimo a circa 193 km/h - perde ma accoglie felice in famiglia l'erede del suo idolo da ragazzo:


"È fantastico per lui. Spero che possa rimanere con noi per molto tempo e che un giorno possa guidare con me, o forse potrò dargli il volante quando in futuro mi fermerò. È speciale essere in team con Mick. Nel mio debutto alla Roc osservavo con ammirazione Michael, adesso posso correrla con suo figlio. Sono certo che Michael sarebbe estremamente fiero di lui".


Seb e Michael vinsero insieme tra il 2007 e il 2012 per sei volte di fila. Da allievo e compagno di Michael Schumacher, a maestro di Mick Schumacher:


"Diamogli tempo e lasciamogli fare la sua strada, già sopporta una pressione abbastanza grande. Ma penso che in futuro possa diventare una stella".

Mick vuole imparare. Campione di Formula 3 europea l'anno scorso con la Prema e da quest'anno con lo stesso team impegnato nella Formula 2, per alcuni sarebbe entrato nell'orbita della All Road Management di Nicolas Todt, figlio di Jean il presidente della FIA, amico di famiglia Schumacher oltre che ex team principal Ferrari ai tempi dei trionfi di Michael. Todt segue già Charles Leclerc, il monegasco di ventun anni promosso titolare in Ferrari.



Terminato l'evento in Messico, lunedì 21 Gennaio 2019 si svolge il primo giorno di scuola per Mick Schumacher: è questa l'aria che si respira a Maranello dove la Ferrari raduna i propri giovani allievi. Ad accogliere i giovani piloti della Ferrari Driver Academy è il team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, oltre al direttore sportivo Laurent Mekies, e il Responsabile dell'area tecnica di FDA, Marco Matassa. Il management e i piloti posato per una foto cui si aggiunge Antonio Fuoco, che resta nell'orbita FDA con un ruolo di consulenza.


Assente giustificato Marcus Armstrong, impegnato in Nuova Zelanda nella Toyota Racing Series. I piloti di FDA sono attesi da un'annata ricca di sfide: Mick Schumacher sarà impegnato in Formula 2 al pari dei due compagni Callum Ilott e Giuliano Alesi; Marcus Armstrong e Robert Shwartzman disputeranno il campionato FIA Formula 3; Enzo Fittipaldi la neonata Formula Regional e Gianluca Petecof il campionato FIA Formula 4.


"Sono felice di essere il figlio del più grande pilota di Formula 1 di tutti i tempi, sono felice che sia il miglior pilota di Formula 1 di tutti i tempi e lo ammiro per questo, e anche se a volte può essere difficile, le cose sono come sono, ha il suo lato positivo e il suo lato negativo".


Dirà Mick Schumacher alla rivista della FIA.

"Avere l'appoggio di molte persone in tutto il mondo non può essere una brutta cosa, ne sono grato per questo".


Il giovane pilota ricordato che adorava andare con suo padre al circuito dei kart.


"Mi sono divertito moltissimo a condividere con lui queste cose, e mi ricordo che una volta mi ha chiesto se per me era un hobby o se volessi farlo come un professionista. E io gli ho detto senza mezzi termini che avrei voluto farlo in modo professionale. Non ho mai voluto fare altro".


Con l'avvicinarsi del nuovo campionato, giovedì 31 Gennaio 2019 l'amministratore delegato Louis Camilleri, durante la conference call sui conti 2018, dichiara:


"Nel 2018 abbiamo raggiunto il migliore risultato da quando abbiamo vinto il campionato costruttori. Per il 2019 l'obiettivo è vincere. Ci sarà un aumento di spese che riflette questa ambizione".


L'amministratore spiega che la crescita delle spese è dovuta anche all'adattamento alle nuove regole 2020-2021.


Il giorno successivo, venerdì 1 Febbraio 2019, viene reso noto che il marchio Alfa Romeo torna pienamente in Formula 1, e non più soltanto come title sponsor: il team elvetico con motore di Maranello si iscrive al mondiale 2019 col nuovo nome Alfa Romeo Racing. Rimane l'indipendenza gestionale della squadra svizzera guidata da Frederic Vasseur, ma la sinergia con la Ferrari diventa più forte vista anche l'area tecnica rafforzata da Simone Resta, ora direttore tecnico a Hinwil. Dopo l'ottavo posto finale del 2018, per il prossimo campionato:


"Punteremo a dire la nostra".


Dichiara l'amministratore delegato di FCA, Mike Manley. Al volante della monoposto che verrà presentata il 18 Febbraio 2019 a Barcellona con un filmin day previsto tre giorni prima, l'ultimo campione della Ferrari, Kimi Raikkonen, e il pugliese Antonio Giovinazzi.

Poco meno di un mese, e sarà nuovamente Mondiale di Formula 1: in attesa del semaforo verde di Melbourne, sarà una settimana cruciale quella che sta per iniziare: dalla Mercedes alla Ferarri, verranno infatti presentate tutte le monoposto più attese del circus.


A giocare d'anticipo è però la Haas, che giovedì 7 Febbraio 2019 a Londra svela la nuova VF-19 che anche in questa stagione avrà al volante i confermati Romain Grosjean e Kevin Magnussen. Novità invece nei colori: addio al bianco-rosso, si passa al più accattivante nero-dorato.



Mercoledì 13 Febbraio 2019 sarà il giorno della Mercedes: come consuetudine ci sarà la diretta streaming in cui verrà illustrata la W10 con la presenza del team principal, Toto Wolff, e di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Dopo due giorni ecco il Ferrari-Day: appuntamento a Maranello venerdì 15 Febbraio 2019 alle ore 10:45. Nome della monoposto ancora top secret, ma i tifosi si aspettano che la nuova Ferrari possa permettere a Vettel ed al neo acquisto Leclerc di poter rompere l'egemonia delle Frecce d'Argento.

Prima, però, lunedì 11 Febbraio 2019 toccherà alla Toro Rosso e alla Williams, martedì 12 Febbraio 2019 alla Renault, mercoledì 13 Febbraio 2019, oltre alla già citata Mercedes, sarà anche il giorno della Red Bull e della Racing Point. Giovedì 14 Febbraio 2019 giù i veli dalla McLaren, venerdì appunto la Ferrari e infine lunedì 18 Febbraio 2019 l'Alfa Romeo. I motori si accenderanno dal 18 al 21 Febbraio 2019 per i primi test stagionali al Montmelò, i secondi sono in programma dal 26 Febbraio 2019 al 1 Marzo 2019 fino al definitivo start a Melbourne, il 17 marzo 2019.

Con un video pubblicato sul proprio sito, lunedì 11 Febbraio 2019 la Scuderia Toro Rosso presenta la STR14, la monoposto con cui prenderà parte al Mondiale 2019 di Formula 1. Una stagione in cui il team di Faenza punta al riscatto dopo un 2018 deludente, chiuso con l’ottavo posto nella classifica costruttori. Obiettivo da raggiungere sfruttando soprattutto la rinnovata sinergia con Red Bull Racing, favorita dal fatto che in questo campionato le due scuderie torneranno ad avere lo stesso motore, fornito da Honda, come sottolinea il team principal Franz Tost:


"Le componenti relative alla power unit saranno le stesse della Aston Martin Red Bull Racing, secondo quanto consentito dal regolamento. La maggior parte delle componenti rimanenti che riceviamo da Red Bull Technology sono delle specifiche dell’anno scorso".


Una collaborazione, quella col motorista giapponese, cui Tost guarda con rinnovato ottimismo:


"Il passo avanti che Honda ha fatto in un solo anno è la dimostrazione dell’enorme impegno che ha posto nel progetto insieme a noi. La decisione della Aston Martin Red Bull Racing di usufruire della loro fornitura darà un ulteriore impulso per migliorare ulteriormente".


Sostanzialmente immutata nella livrea, che mantiene il predominante blu elettrico con inserti argento e rosso già visti in pista nella passata stagione, la STR14 progettata da Jody Egginton, nuovo responsabile dello sviluppo tecnico dopo la partenza di James Key in direzione McLaren, presenta alcune interessanti novità nel disegno complessivo. In particolare, è evidente l’adozione di un passo più lungo, soluzione che permette di ospitare la maggiore capacità di carburante nel serbatoio (110 kg in luogo dei 105 kg del 2018), e con cui Toro Rosso, che l’anno scorso era la macchina più corta della griglia, si adegua alle caratteristiche della Red Bull. Anche il retrotreno ricalca quello della RB14, adattato alle esigenze della power unit Honda.


Le novità più significative, come noto, sono comunque nella line-up dei piloti chiamati a portare in pista la nuova monoposto. Per Daniil Kvyat è un ritorno a casa, dopo un 2018 vissuto da collaudatore Ferrari:


"Daniil ha mostrato fin dall’inizio le sue doti velocistiche. Nel momento in cui è passato alla Red Bull Racing, sembrava essere pronto. Ha mostrato buone prestazioni, ma correre sotto pressione è sempre una grande sfida: adesso, con il senno di poi, possiamo dire che era troppo presto. Quando è tornato con noi nel 2016 ha dovuto affrontare un momento difficile, psicologicamente duro, ma nessuno ha mai messo in dubbio le sue capacità di guida. Credo fermamente che meriti un’altra possibilità in Formula 1 e sento che per lui il meglio deve ancora venire".


Accanto al russo, un esordiente assoluto come Alexander Albon, reduce dal terzo posto finale in Formula 2 nella passata stagione:


"Alex avrà molto da imparare, come ogni debuttante in Formula 1, ma si è già messo in luce in altre categorie come la Formula 3 Europea, la GP3 e soprattutto in Formula 2, dove ha anche vinto delle gare. Nella seconda metà del campionato di Formula 2, lo scorso anno, il suo rendimento è stato notevole e questo ci ha convinti a farlo salire a bordo".



Dopo Haas e Toro Rosso, viene presentata la livrea della ROKiT Williams FW42, che si lega ad una compagnia di telecomunicazioni. Come per gli altri team, l'unveiling mostra solo la nuova colorazione dell’auto, mentre sono pochi gli altri dettagli che al momento è possibile cogliere sulla monoposto britannica, nel tentativo di tenere celate il più possibile le novità legate all'aerodinamica che si conosceranno nei test di Barcellona.


La FW42, svelata nel quartier generale di Groove, è la prima monoposto del team di Sir Frank Williams a non avere più i loghi storici dello sponsor Martini. Questa stagione, inoltre, segna il ritorno da titolare di Robert Kubica che sarà affiancato dal rookie Gerorge Russell. Motorizzata Mercedes, la Williams dovrà provare a migliorare il deludente ultimo posto in classifica e io soli sette punti conquistati da Sirotkin e Stroll. Domina l'azzurro alla base della FW42: sull'airscope, sull'estremità del muso, sui lati e sulle pance della vettura. Stesso colore anche per l'ala. Bianca la parte centrale del muso, l'Halo e il cofano motore.


"Siamo lieti di dare il benvenuto a ROKiT nel nostro team come partner principale per la stagione 2019 ed oltre. Con loro condividiamo molti valori e aspirazioni. In primo luogo mettere l’ingegneria e l’innovazione al centro di tutto ciò che facciamo nella nostra continua ricerca per diventare i migliori: questa la base perfetta da cui iniziare una nuova partnership".


Dichiara Claire Williams, vicepresidente della squadra, quando gli viene chiesto quale fosse il parere di suo padre, Sir Frank Williams, pensando alla rottura con la tradizione della livrea.



A Enstone, attorno alle ore 13:00 di martedì 12 Febbraio 2019, viene svelata la nuova Renault, la cui livrea in realtà è molto simile a quella dell'anno precedente. La monoposto è affidata alla guida del confermato Nico Hulkenberg e di Daniel Ricciardo, chiamato a riscattare un'ultima stagione difficile alla Red Bull.


La Renault, che arriva dal quarto posto ottenuto nella classifica Costruttori 2018, cercherà di confermare e se possibile migliorare questo piazzamento. Prospettive e ambizioni legate all'affidabilità del motore francese, che dovrà dimostrarsi più competitivo di quello della Red Bull passata, dalla Renault appunto, al fornitore Honda. In tal senso, i test di Barcellona, con la prima tornata dal 18 al 21 Febbraio 2019 saranno un primo e importante banco di prova.


L’arrivo di Ricciardo e la conferma del trentunenne Hulkenberg rappresenta una notevole garanzia per la Renault. Senza dubbio, infatti, si tratta di una delle migliori line-up del Mondiale. La velocità e le capacità di sorpasso di Daniel e la costanza di Nico. Fatta la coppia, ora non resta che capire quanto possa fruttare il lavoro svolto dagli ingegneri di Enstone. Terminata la presentazione, il confermato Nico Hulkenberg, dichiara:


"Come squadra siamo molto cresciuti dall'inizio del 2017. Fa tutto parte della strada che dobbiamo percorrere per raggiungere i nostri obiettivi. Quando sono arrivato il team era ancora giovane, ma da quel giorno abbiamo fatto tantissimi progressi. Voglio dare il meglio di me stesso e riuscire a tirare fuori tutto quanto sia possibile dalla macchina, l'importante come team è continuare su questa strada e portare avanti costantemente lo sviluppo".


Le parole più attese però sono quelle di Daniel Ricciardo, che paragonando il suo nuovo ambiente a quello lasciato dopo cinque anni di Red Bull, fa subito sorridere i francesi:


"Da quello che ho visto, qui non manca proprio nulla. Scommetto che salendo in macchina ne saprò di più ma ho visto bellissime cose qui. Ci sono venuto a Dicembre ed erano tutti molto indaffarati. Hanno lavorato sodo per tutto l'inverno ed è la prima cosa positiva che ho notato. So che molti non sono andati nemmeno in vacanza, la loro dedizione va ripagata. Dal 2016 la Renault ha fatto grossi passi in avanti, anche se fare il balzo da quarti a terzi non è così semplice. Ma se la Red Bull dovesse batterci a Melbourne non sarò deluso, perché semplicemente ho iniziato un altro percorso, ma non ho intenzione di restare al quarto posto per sempre".



Il giorno successivo viene presentata la nuova Mercedes: il team anglo-tedesco mostra le prime immagini della W10, e poi porta in pista a Silverstone la monoposto per uno shakedown a porte chiuse. La squadra che ha dominato gli ultimi cinque anni del Mondiale di Formula 1 cercherà di conquistare il sesto successo consecutivo affidandosi al britannico Lewis Hamilton, Campione del Mondo in carica, e al finlandese Valtteri Bottas.


La filosofia dell'auto non cambia molto, anche se come la Ferrari nel 2018 la Mercedes sta facendo lo stesso lavoro sui radiatori alti. Retrotreno strettissimo e pance molto alte caratterizzano la nuova W10, così come il braccetto anteriore che è molto rialzato, mentre il muso rimane invariato, con i piloni. Ala anteriore nuova, più semplice e ala posteriore più alta, completano la nuova W10.


"Il 2019 sarà una nuova sfida per tutti noi. Le regole sono cambiate in maniera sostanziale, dobbiamo ricominciare da capo e metterci nuovamente alla prova per superare le nostre stesse aspettative e i nostro rivali. Partiamo tutti da zero punti, perciò nulla è scontato a maggior ragione con le nuove regole. Saremo concentrati solo su noi stessi e nel costruire le prestazioni, sperando di essere pronti e competitivi sin dalla primissima gara in Australia".


Ammette il team principal della Mercedes, Toto Wolff.


"Non vedo l'ora di fare, con Mercedes, ciò che non è mai stato fatto prima".


Dichiara Lewis Hamilton, riferendosi alla sesta doppietta piloti-costruttori nel mirino del team per questo 2019, dopo i dieci titoli conquistati negli ultimi cinque anni.


"Sarà il mio settimo anno in squadra, ma di certo non mancano stimoli e determinazione all'interno del team. Guidare la nuova macchina è come conoscere qualcuno di nuovo per la prima volta, non vedi l'ora di saperne tutto".


Valtteri Bottas, in cerca del riscatto dopo un opaco 2018, dichiara:


"Ho ricevuto alcune critiche la scorsa stagione, ma per me sono solo una spinta positiva a farmi fare meglio. L'auto è un po' cambiata a causa del cambio dei regolamenti, quindi sarà interessante capire come si comporterà, non vedo l'ora di cominciare".


Dopodiché il team compie uno shakedown di 100 chilometri per controllare che tutti i sistemi, elettrici e meccanici, funzionino a bordo della W10, con a bordo il pilota finlandese


Dopo le Frecce d'Argento anche la Red Bull si mostra al mondo. Sul circuito inglese di Silverstone la RB15 compie i primi giri con al volante Max Verstappen e il nuovo arrivato Pierre Gasly, e la Honda a fornire il motore.


La nuova livrea, definita come una edizione speciale (in altre parole provvisoria: da qualche anno, infatti, il team di Milton Keynes preferisce effettuare i test pre-stagionali con vetture dalle livree particolarmente sgargianti e quasi mimetiche, per camuffare quanto possibile eventuali novità aerodinamiche), è all'insegna del rosso e del nero, col logo Aston Martin che appare ai lati dell'abitacolo e sopra il muso.


"La RB15 porta la squadra in una nuova era grazie alla potenza del motore Honda ed all'eccitante abbinamento di piloti".


Spiegano alla Red Bull commentando le prime immagini, mostrate su twitter, della vettura che parteciperà al Mondiale 2019. A portarla in pista per la prima volta è Max Verstappen.


"Obiettivi? Suppongo che fino all'Australia non se ne possano fissare. Siamo un po' alla cieca, in Formula 1 dipende tutto dal pacchetto che hai a disposizione ma cercherò come sempre di fare del mio meglio. Abbiamo un nuovo partner, la Honda, e ci aspettiamo molto. Siamo tutti molto positivi ma penso ci sarà bisogno di tempo. Di certo non potrà essere tutto perfetto dalla prima gara. Ci saranno momenti in cui come squadra faremo degli errori o delle cose che non andranno come vogliamo. Ma penso che la cosa più importante sia come team sia che con Honda si spinga al massimo per migliorare lo sviluppo. Al momento sono molto ottimista ma anche realista. Penso che solo il tempo possa dirci a che livello siamo".



E nel frattempo, direttamente dal Canadian International AutoShow di Toronto, il nuovo presidente Lawrence Stroll toglie i veli alla nuova Racing Point, che prende il posto della Force India nel Mondiale di Formula 1. A guidarla saranno il messicano Sergio Perez, già lo scorso anno nel team - che manterrà la sua sede operativa a Silverstone - e il figlio del boss, il canadese Lance Stroll, proveniente dalla Williams. La presentazione comincia alle ore 10:00 del mattino. La monoposto mantiene il colore rosa, ma viene aggiunto il blu dello sponsor SportPesa sulle ali e sul cofano motore.


"Una società giovane, dinamica e in crescita, con valori in linea con la nostra visione, quella di diventare un team capace di competere per le prime posizioni. Siamo orgogliosi di avere con noi un partner così ambizioso che ci aiuterà a realizzare la nostra missione come team."


Spiega il team principal Otmar Szafnauer.


"Siamo felici di entrare a far parte della grande famiglia della Formula 1, questa perntership è molto importante per noi perché crea diversificazione in nuovi territori e ci consente di raggiungere nuovo pubblico in tutto il mondo, il tutto restando fedeli alla nostra missione di costruire e sviluppare lo sport amatoriale e professionistico nei paesi in cui operiamo, portando nuove opportunità alle comunità locali".


Lo show inizia puntuale con un filmato che presenta la mission del team e il nuovo sponsor: a condurre lo show è David Croft, voce storica del broadcaster della Formula 1 per BBC e Sky. I primi a salire sul palco sono il team principal Otmar Szafnauer e il direttore tecnico Andrew Green. Szafnauer si accattiva la platea canadese raccontando un aneddoto della sua infanzia:


"Sono cresciuto a Detroit, il nostro accento è simile. Inoltre quand'avevo diciannove anni attraversavo il ponte per venire a comprare gli alcolici in Canada perché negli USA il limite era a ventun anni...".


Sul palco salgono poco dopo Sergio Perez e Lance Stroll.


"E' un giorno speciale, non vediamo l'ora di cominciare. Vogliamo intensamente passare al livello successivo e mostrare quello che possiamo fare. Ci siamo preparati fisicamente e tecnicamente, sappiamo quanto lavoro hanno fatto in fabbrica. Con Lance tutto bene, è bello avere un pilota del suo talento nel team, ti spinge a migliorare".


Esclama il pilota messicano, mentre Lance Stroll, emozionato per l'evento in patria, aggiunge:


"Abbiamo ricaricato le energie durante l'estate, vogliamo solo iniziare. Conosco Sergio da molto tempo. Sarà bello correre con lui. È un nuovo capitolo e un viaggio emozionante, è un sogno che diventa realtà essere qui".


La monoposto appare molto simile a quella del 2018, e molte parti sono le stesse della passata stagione per non svelare i propri segreti. La versione finale la si vedrà in pista a Barcellona.


"Abbiamo lavorato duro durante l'inverno, speriamo che sia subito veloce non appena messa in pista. Dopo l'ottima stagione scorsa avevamo ancora più pressione, puntiamo ai podi e a sfruttare le opportunità".


Ammette il direttore tecnico del team, Andrew Green.


"Adoro la combinazione di colori, siamo pronti per una bella stagione".


Aggiunge Perez, mentre Stroll scherza, dicendo:


"Posso salirci sopra ora e andarmi a fare un giro per le strade qua fuori?"


Giovedì 14 Febbraio 2019 viene presentata la nuova McLaren MCL34, ed i nuovi piloti, lo spagnolo Carlos Sainz Jr. e il britannico Lando Norris. Nel giorno di San Valentino nasce una nuova storia McLaren con la rinnovata coppia di drivers. Dunque si tratta della prima macchina del dopo Fernando Alonso, che ha lasciato (forse momentaneamente) il Circus dopo le ultime difficili stagioni legate soprattutto alle vicissitudini del motore Honda.


L'unveiling si svolge nel quartier generale di Woking in Inghilterra: la MCL34 è equipaggiata con il Renault E-Tech 19, mentre la livrea continua a sfoggiare l'iconico colore McLaren papaya orange, riecheggiando quello scelto da Bruce McLaren per il primo Gran Premio di Formula 1 nel 1966.


"Abbiamo una nuova coppia di piloti, che insieme rappresentano la nuova generazione di talenti della Formula 1. Sono parte integrante del team e il nostro sforzo collettivo per far avanzare la McLaren''.


Afferma Zak Brown, Ceo McLaren Racing.


"La MCL34 è il risultato dell'immenso lavoro e della dedizione di tutti gli uomini della McLaren, abbiamo una coppia di nuovi piloti che rappresentano il talento del futuro. La nostra famiglia continuerà a crescere grazie ai suoi tanti fan che sono rimasti leali nonostante i periodi difficili, e voglio ringraziarli prima di iniziare questa stagione 2019 che siamo sicuri possa essere ricca di progressi".


Dichiara James Kay, prelevato da Zak Brown alla Red Bull, dove ha lavorato fino alla scorsa stagione.


"Mi piacciono la nuova macchina, i colori. Il mio nuovo compagno? Ve lo dirò tra un paio di mesi se mi piace o no. Ho seguito molto da vicino il lavoro questo inverno, credo che il team abbia fatto un grandissimo lavoro, la fabbrica è stata la mia seconda casa, ho conosciuto tutti nel team e stiamo tutti remando nella stessa direzione".


Ammette Carlos Sainz Jr. scherzando con Norris, che aggiunge:


"Non vedo l'ora di salire in macchina, è tutta un'altra cosa rispetto alla Formula 2. Questo è il livello successivo, ora andiamo a Barcellona, ho lavorato duro per tutto l'inverno per preparare il salto di categoria in Formula 1 e speso tanto tempo in fabbrica imparando molte cose".



Venerdì 15 Febbraio 2019, alla presentazione della nuova SF90, che celebra il novantesimo compleanno, a Maranello ci si chiede: sarà quella buona?


L'ultimo team a presentare la vettura del 2019 è dunque la Ferrari, e la risposta alla Mercedes è riposta nel progetto 670, realizzato nell’ambito dei nuovi regolamenti che hanno imposto modifiche soprattutto alle ali anteriori e posteriori, entrambe ingrandite. La SF90 è la sesta vettura della generazione ibrida della Formula 1 iniziata nel 2014, da un punto di vista estetico si nota una tinta rossa meno accesa, inserti neri e linee semplici, specialmente nell'ala anteriore per assecondare le nuove norme regolamentari sull'aerodinamica.


"Vorrei dare un benvenuto a tutti in questo giorno speciale, ringraziare i nostri tanti ospiti e i nostri sponsor, i rappresentanti del Governo e la stampa. Piero Ferrari ha visto tante presentazioni, più di quante ne abbiamo viste tutti insieme. L'auto che vedremo fra poco è frutto del grande lavoro di tutti i talenti che lavorano in Ferrari. Quest'anno per noi è molto importante perché celebriamo il novantesimo anniversario della Scuderia Ferrari, nata a Modena nel 1929. Siamo ben consapevoli dell'enorme responsabilità che la nostra gloriosa storia comporta e capiamo bene che ci sono grandi aspettative su di noi. Rappresentiamo l'orgoglio di una nazione, abbiamo milioni di tifosi in tutto il mondo, e accettiamo con gioia questa responsabilità, confidando nel talento degli uomini e delle donne che lavorano per rendere realtà la nostra ambizione. L'ultima stagione è stata la migliore degli ultimi dieci anni ma non siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo ultimo. Non è facile superare questa situazione ma abbiamo continuato a lavorare con impegno e decisione".


Questo il commento dell'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, che di seguito ringrazia Maurizio Arrivabene e Kimi Raikkonen per il lavoro svolto, e accoglie Mattia Binotto.


"Ho grande fiducia in lui, so che guiderà la scuderia a successi sempre maggiori. Abbiamo il privilegio di avere due piloti straordinari, Vettel nonostante i quattro titoli è sempre affamato di vittorie e so che è fermamente determinato a realizzare le nostre ambizioni. Sarà affiancato da Charles Leclerc, ha grande talento e ha già dimostrato capacità, maturità e velocità. Siamo certi che abbia di fronte a lui un futuro radioso".


Mentre il presidente della Ferrari, John Elkann, dichiara:

"Vorrei soffermarmi brevemente su ciò che è stato già detto, essere Ferrari è qualcosa di speciale, di unico. La storia di questa scuderia è iniziata novant'anni fa grazie alla tenacia del nostro fondatore Enzo Ferrari, spinto dalla passione ha fondato una scuderia che ha sempre sfinto per affrontare sfide ed essere all'avanguardia. Essere Ferrari significa essere un team e una squadra, Mattia è qui da venticinque anni, lo sa molto bene, quanto sia importante collaborare tutti assieme. Questo è il significato di essere Ferrari. L'orgoglio di una squadra che riesce a unire un intero paese e che rappresenta il meglio dell'Italia, per la voglia di inventiva, innovazione e intraprendenza con il suo cuore rosso Ferrari, e per questo è molto importante che tutti i nostri tifosi ci stiano vicini e ci facciano sentire il loro affetto, perché iniziamo un'importante stagione e un decennio che ci porterà verso i cento anni, e proprio per questo abbiamo bisogno di vincere tutti insieme".


Nel corso della presentazione Mattia Binotto, team principal e direttore tecnico, spiega e rassicura che il rosso è sempre quello, semplicemente con una mano di vernice in meno per alleggerire la vettura.


"La livrea? Io preferisco concentrarmi sulle parti meno visibili, che sono più importanti. Partendo dal 2018, abbiamo ottenuto degli ottimi risultati, e quest’auto rappresenta un’evoluzione di quella dello scorso anno. Quindi non è un’auto rivoluzionaria, abbiamo semplicemente cercato di evolverla per raggiungere risultati ancora migliori. Abbiamo lavorato sull’anteriore, sono cambiati i regolamenti e quindi il muso è un po’ diverso. Andando sui dettagli, vedrete che abbiamo cercato di spingere molto sull’innovazione. La parte posteriore è molto rastremata, grazie al grande lavoro sotto la scocca, con l’installazione della power unit e l’attenzione su tutti i componenti, ed è per questo che vediamo un risultato di questo tipo. È un sogno la nostra coppia piloti, sono i migliori che esistono oggi in Formula 1. Siamo molto orgogliosi di averli con noi".


Poi, parlando dell'evento, dichiara:


"Sicuramente è una giornata speciale, sono molto emozionato, ma anche orgoglioso. Orgoglioso del nostro team, di guidare la Scuderia Ferrari e, la cosa più importante, di portare avanti il sogno di Enzo Ferrari, è questo il motivo per cui siamo qui. Il ruolo di team principal? Guardo avanti, non c’è molto su cui pensare, dobbiamo semplicemente lavorare al meglio.


E prosegue:


"Essere Ferrari è qualcosa di unico, in questo senso siamo unici, nessuno è come noi. Essere Ferrari è passione, determinazione, appartenenza, integrità, coraggio, competizione, eccellenza. Si potrebbe andare avanti all’infinito, essere Ferrari ha a che fare con le tradizioni, lo sappiamo, la Scuderia compie novant'anni. Da parte nostra è un orgoglio, ma forse ancor di più un dovere. Dovere di perseverare la tradizione di questa Scuderia e del nostro Fondatore. Questo dovere si trasforma - per tutti noi che lavoriamo in Ferrari - in una missione.


Quindi, parlando dei test, il team principal ammette:


Tra una settimana iniziano i test, il Gran Premio d’Australia è tra ventisette giorni, quindi abbiamo tempo. Certo non siamo ancora del tutto pronti, ma abbiamo ancora un po’ di tempo. Dobbiamo lavorare duramente, siamo tutti concentrati e naturalmente abbiamo voglia di partire. Nel 2018 chiaramente non abbiamo vinto il titolo, però ci sono tanti aspetti positivi, ad esempio penso al Gran Premio d’Australia con un’ottima strategia che ha portato alla vittoria Sebastian, ma anche il Gran Premio d’Austria, con il sorpasso di Sebastian con due ruote sull’erba. Non credo ci siano tanti piloti in grado di fare questo tipo di manovre, quindi chapeau a Sebastian, ci aspettiamo altre di queste manovre in futuro. Penso poi a Silverstone, dove abbiamo vinto dopo tanti anni, un successo lì è sempre speciale, perché è un circuito molto esigente per l’auto e gli pneumatici. A Monza non abbiamo vinto, però avevamo un’ottima auto, abbiamo preso la prima fila in qualifica, poi il giro più veloce. In Brasile abbiamo ottenuto il pit stop più veloce della storia, quindi complimenti ai nostri meccanici, sotto i due secondi. Tre parole per riassumere il 2018? Efficienza, potenza e squadra".


Mentre Sebastian Vettel confessa:


"Siamo tutti molto emozionati, abbiamo già visto qualche componente alla fine della scorsa stagione, purtroppo non ho la tuta e mettermi subito nell'abitacolo, però davvero siamo emozionati e non vedo l'ora di partire, è bello vedere il frutto del lavoro di tutto il team. Rapporti con Charles e Mattia? Le cose sono partite bene, ognuno svolge il proprio ruolo, Mattia fa parte di questo team da tantissimi anni, è qui da più anni di tutti, tranne Piero probabilmente. Con Charles sarà un nuovo modo di collaborare, per lui è un passo molto importante, so che è molto emozionato, non vedo l'ora di partire credo che come squadra siamo sulla strada giusta, seriamo di continuare a migliorare".


Il campione tedesco sarà affiancato da Charles Leclerc, il pilota monegasco - ventun anni appena - che è al suo secondo anno in Formula 1, il primo alla guida di una Ferrari. Ma quello con il team di Maranello è un amore di vecchia data: Leclerc infatti era entrato a far parte della fucina di talenti della Ferrari Driver Accademy già nel 2017, e ad oggi è il primo pilota ad essere uscito dal prestigioso programma sportivo a essere scelto per guidare la Ferrari in Formula 1.


"Sono davvero molto emozionato per questa nuova avventura, ho sempre sperato di poter salire su una Ferrari, sono cresciuto nella FDA che mi ha aiutato enormemente a crescere come pilota con l'obiettivo finale di guidare quest'auto. Ce l'ho fatta e oggi sono davvero molto orgoglioso e non vedo l'ora di partire. Non sono nervoso di gareggiare con Sebastian, per me è una grande opportunità, posso imparare molto da lui, sono certo che la nostra sarà una stagione esaltante, la chiave sarà quella di lavorare assieme, sono certo che ce la faremo. Sono sicuro che sarà una stagione incredibile".

A Maranello si respira distensione, o quanto meno questo è il messaggio che si intende far passare. Nel giorno in cui viene rivelata al mondo la nuova creatura, la sessantacinquesima della storia di Maranello nel suo novantesimo anno, da John Elkann a Louis Carey Camilleri tutti esprimono concetti positivi: famiglia, unità, squadra, tradizione, eccellenza, orgoglio, spirito di squadra. Non sono parole casuali: l'inverno è stato fonte di riflessione per la Scuderia Ferrari, un ripensamento generale di ogni strategia.



Lunedì 18 Febbraio 2019 a Barcellona la prima uscita è più che positiva per la nuova Ferrari SF90 portata al debutto da Sebastian Vettel. Nella prima giornata di test prestagionali il pilota tedesco completa ben 169 giri, ovvero quasi due Gran Premio di Spagna e mezzo, senza mostrare nessun segno di problemi ed ottenendo il miglior tempo di giornata con 1'18"161.


Se come consuetudine il team di Maranello ha deciso di dividere il lavoro dei propri piloti al volante della nuova monoposto alternandoli, mentre in Mercedes si preferisce fare provare la nuova W10 sia a Lewis Hamilton che a Valtteri Bottas. Il finlandese gira al mattino, portando a compimento 69 tornate con un miglior tempo di 1'20"127, alla fine ottavo tempo di giornata, precedendo il team mate che nel pomeriggio ne compie 81, risultando di otto millesimi più lento. Lavoro diverso, quindi, per i due top team, con la Red Bull che ambisce a inserirsi in questa lotta per il titolo, che porta in pista Max Verstappen.


Se Kimi Raikkonen svela (insieme ad Antonio Giovinazzi) a Barcellona la nuova Alfa Romeo e poi esce di pista, Sebastian Vettel invece completa al Montmeló tutti i suoi giri con la nuova Ferrari e fatica a contenere la sua contentezza.

"Non avremmo potuto sperare in un giorno migliore di questo. È stato incredibile, penso che la macchina sia andata davvero bene. Non siamo stati rallentati da nessun imprevisto, abbiamo completato l'intenso programma pianificato, andando anche oltre".

Il nuovo corso della Ferrari prende sempre più forma, secondo desideri e aspettative degli uomini di Maranello. Le parole post test di Vettel sorprendono, considerando la proverbiale prudenza del tedesco.


"Sono sceso in pista e ho provato e spingere, e tutto è arrivato in modo anche semplice. Ovviamente parliamo dei primissimi riscontri, e quello che diciamo oggi non avrà più senso tra un paio di settimane, ma al momento penso che debba fare un grande complimento a tutti coloro che hanno lavorato in fabbrica a Maranello per come hanno saputo interpretare le regole. Per una volta è più bello guardare in casa propria e poter dire che, nel primo giorno di prove dell'anno, siamo stati molto vicini alla perfezione. Non solo la performance, ma il numero di giri completati e come la squadra ha gestito la monoposto: tutto ha funzionato. Tutto è stato migliorato rispetto alla vettura dello scorso anno".


E parlando di Charles Leclerc, il pilota tedesco ammette:


"Charles sarà un vero rivale. Se è in questa squadra è perché merita di esserci, quindi dovrò prenderlo molto sul serio. In generale c'è sempre una grande rivalità con il compagno di squadra, ma la priorità numero uno è far crescere il team. Sono certo che sarà veloce e mi metterà sotto pressione, vedremo come andrà".


Seguono McLaren, Haas, Red Bull e le due Alfa Romeo. Solo ottavo e nono crono per la Mercedes, con Hamilton che preferisce un ritorno più morbido, per riprendere confidenza. Le prossime giornate diranno se il team anglo-tedesco ha voluto nascondere il proprio potenziale.

Martedì 19 Febbraio 2019 Antonio Giovinazzi prova la nuova Alfa Romeo Racing nel secondo giorno di test al Montmelò. Il giorno precedente è toccato al compagno di scuderia Kimi Raikkonen, che ha chiuso con un promettente quinto tempo assoluto.

"Kimi sarà il mio punto di riferimento".


Ammette Giovinazzi, che peraltro è già entrato in perfetta sintonia con il finlandese. Chi li ha visti insieme dice che raramente Raikkonen si è mostrato così simpatico e divertente come quando gli è accanto il pilota italiano. Proprio a Barcellona lui e Kimi hanno sollevato il velo sull'Alfa Romeo, l'ultima monoposto a mostrarsi agli occhi degli appassionati della Formula 1.


"È un sogno che si avvera".


Sono state le prime parole pronunciate da Giovinazzi quando nei mesi scorsi ha saputo che gli era stato affidato un volante da titolare nel Circus. E gli occhi da sognatore erano ben visibili anche lunedì, mentre decine di telecamere e macchine fotografiche lo immortalavano con addosso la tutta bianca e rossa dell'Alfa, e con accanto il C38 dello storico marchio italiano.


Naturale più di un pizzico di emozione, anche perché dopo otto anni riporterà il tricolore in Formula 1. In realtà proprio lui aveva rotto l'attesa due anni prima con due apparizioni da sostituto con la Sauber: andò benissimo quando chiuse al dodicesimo posto, ma in Cina finì due volte a muro nello stesso punto sia nelle qualifiche sia nel corso della gara.


"Sapevo molto bene che le mie possibilità di rimanere in Formula 1 erano davvero poche e per la prima volta sentivo di avere perso qualsiasi possibilità. Non ero contento di me stesso, avrei potuto fare vedere molto di più. Sono rimasto fermo, cercando comunque di migliorarmi, e sono felice che oggi quel lavoro sia stato ripagato. Ma sono consapevole che il ruolo di pilota in Alfa Romeo Racing sia soprattutto un punto di partenza. Dovrò mostrare in pista di essermi meritato questa eccezionale opportunità".

In precedenza Giovinazzi aveva esibito tutto il proprio talento giungendo secondo nel campionato di Formula 2 alle spalle del francese Gasly. Da allora tanti tifosi, soprattutto della sua Martina Franca, girano l'Europa per fare il tifo per lui. La sua è la classica cronaca di un sogno diventato realtà, pur non avendo alle spalle una famiglia milionaria come accade per altri giovani rampolli della Formula 1.


Quella del pilota italiano è la classica storia del ragazzo che si è fatto da solo, conquistando sul campo i risultati che lo hanno portato così in alto. L'intuizione del padre, che quando aveva tre anni gli regalò il primo kart, si è rivelata vincente, per quanto la prima volta il piccolo Antonio pianse a dirotto perché non si sentiva a proprio agio. Ma già il giorno dopo le cose andarono decisamente meglio e da allora Giovinazzi ha cullato il sogno che oggi si realizza.



Ma a Barcellona i primi test prestagionali vedono ancora la Ferrari estremamente competitiva: dopo Sebastian Vettel che lunedì ha messo tutti d'accordo con il suo 1'18"161, tocca a Charles Leclerc. Il giovane pilota monegasco, al termine del Day2 stampa un ottimo 1'18"247 a meno di un decimo dal suo nuovo compagno di team.


"Sono molto contento del bilancio di questa giornata. Nonostante alcune bandiere rosse - neutralizzazione causata dall'uscita di pista di Pierre Gasly - siamo riusciti a completare il programma previsto e a percorrere 157 giri nei quali abbiamo raccolto tanti dati utili. A livello di sensazioni mi sono trovato bene da subito sulla SF90, e devo dire che mi sono divertito parecchio".


Per quanto riguarda la Mercedes, Valtteri Bottas nel pomeriggio si attesta su 1'19"535, mentre in mattinata Lewis Hamilton sigla 1'19"928. In evidenza, così come il primo giorno, si mette la McLaren con il giovane Lando Norris, che nei minuti finali per soli cinque millesimi fa meglio della prestazione ottenuta lunedì da Carlos Sainz. Nonostante i problemi al seggiolino della sua Haas, Kevin Magnussen gira in 1'19"208, a mezzo decimo dal best lap di Grosjean. Spazio anche al nipote d'arte Fittipaldi.


E' sempre vuoto il box Williams: dal team britannico fanno sapere che in nottata dovrebbe giungere al Circuit de Catalunya la bisarca con la nuova monoposto. I primi giri in pista, probabilmente, verranno compiuti dopo la pausa pranzo, visto che l'intera mattinata dovrebbe servire per metterla a punto prima di concederla a Robert Kubica.

Mercoledì 20 Febbraio 2019 il miglior tempo ottenuto nel corso della mattina da Kimi Raikkonen resiste quasi fino alla fine della sessione pomeridiana della terza giornata di test al Montmelò. Ma a dieci minuti dalla fine Daniil Kvyat, con la Toro Rosso, ferma il cronometro sull'1'17"704, scavalcando per una manciata di decimi l'1'17"762 segnato dal finlandese con l'Alfa Romeo. Nel suo giro record Kvyat utilizza pneumatici con mescola C5, la più morbida.


Terzo tempo per la Renault di Daniel Ricciardo (1'18"164, con mescola C4), seguito dalla Ferrari di Sebastian Vettel (1'18"350 e 134 giri compiuti in totale). Quinta la Red Bull di Max Verstappen (1'18"787). Da registrare anche i primi giri della Williams FW42, ventitré in totale, con George Russell al volante nel corso del pomeriggio.



Dodicesimo Lewis Hamilton: il pilota britannico scende in pista dopo la pausa pranzo ed in assetto da gara simula un Gran Premio, percorrendo in tutto 94 giri. Con gli 82 di Bottas nella mattinata (per lui undicesimo tempo) fanno 182 tornate completate dalla Mercedes in un giorno. Ferrari ancora più forti e mondiale più competitivo, è in sintesi il pensiero di Lewis Hamiton dopo tre giorni di test a Barcellona:


"Le Ferrari sono molto forti in questo momento. Stanno accumulando anche un grande chilometraggio e sembra che abbiano un pacchetto migliore di quello che avevano l'anno scorso, il che significa che per noi la sfida sarà ancora più difficile quest'anno. Nelle ultime stagioni a inizio anno la Ferrari si è sempre mostrata forte, quindi ce lo aspettavamo".


E parlando del lavoro della Mercedes, il pilota britannico ammette:

"Noi stiamo solo facendo il nostro percorso. Tutti stanno lavorando molto duramente, al momento non mi preoccupo di nulla. Cerco solo di concentrarmi sul nostro lavoro. Non è il momento in cui dobbiamo concentrarci sugli altri. Stiamo cercando di alzare il livello in tutti i settori. È stato davvero impressionante vedere l'atmosfera all'interno della squadra dopo tutti questi anni di successo. I ragazzi mi hanno detto che è stato probabilmente l'inverno più difficile, visto che le regole sono di nuovo cambiate".


Mentre Sebastian Vettel commenta così la terza giornata di test a Barcellona.


"Con 303 giri all'attivo mi sento di dire che siamo soddisfatti di come procede lo sviluppo della vettura. E' stato bello salire di nuovo in macchina oggi e macinare altri chilometri. La giornata è stata molto intensa ma siamo contenti perché abbiamo completato il nostro programma, che includeva alcuni nuovi elementi rispetto a lunedì".

Giovedì 21 Febbraio 2019 si chiudono i primi quattro giorni di test invernali sul circuito di Montmelò, in vista del via della stagione in Australia all'Albert Park di Melbourne il prossimo 17 Marzo 2019 .

Con una Ferrari apparsa molto competitiva ed una Mercedes attenta a non mostrare il potenziale, a prendersi la scena nell'ultima giornata della prima sessione è prima la Toro Rosso con il pilota thailandese Alexander Albon, al comando nella classifica dei tempi per gran parte della giornata, e poi la Renault di Nico Hulkenberg che mette a segno il miglior tempo assoluto in 1'17"393. Tempi ottenuti da entrambi con la gomma più morbida (C5). In quarta e quinta posizione i due piloti della Mercedes, che si sono divisi il lavoro: questa volta Valtteri Bottas batte Lewis Hamilton, segnando il miglior crono pur girando di meno; trentaquattro giri per il pilota finlandese contro i cinquantotto del pilota inglese.



Continua la marcia della Ferrari condotta in pista da Charles Leclerc, autore di oltre 130 giri e del sesto tempo (1'18"046), mentre si è ben comportato il pilota italiano Antonio Giovinazzi che con la sua Alfa Romeo Sauber si ferma alle spalle della Ferrari con il settimo tempo ed inanella ben 154 giri.


"Le mie prime sensazioni sono molto positive, penso che dopo molti mesi sono riuscito a guidare in modo veloce. E' stato un sogno che si è avverato per me, sto guidando una delle più belle macchine del mondo. Kimi è il miglior compagno possibile per me nel mio primo anno da titolare".

Il quarto giorno di test sul circuito ad una trentina di chilometri da Barcellona è stata l'occasione anche per fare gli auguri a Niki Lauda, presidente onorario della Mercedes che si sta riprendendo dai postumi di una delicatissima operazione ai polmoni. Lauda, dato in miglioramento nel paddock di Montmelò ma che non sarà a Melbourne per il primo Gran Premio dell'anno, venerdì 22 Febbraio 2019 compirà settant'anni e Bottas gli rivolge pubblicamente un pensiero:


"Gli auguro tutto il meglio, è un mito e un brav'uomo ricco di senso dell'umorismo. Gli ho telefonato per fargli gli auguri e spero di rivederlo presto qui in pista".


Nel frattempo finisce con un esposto all'Antitrust e al ministero della Salute la scritta Mission Winnow apparsa sulla nuova Ferrari SF90: a firmarla è l'Unione nazionale consumatori che chiede di accertarne regolarità e conformità rispetto alla normativa vigente, come spiega Massimiliano Dona, presidente dell'associazione. Il motivo? Si tratta di un logo della Philip Morris e non è la prima volta che se ne utilizzano nelle gare di auto e moto per pubblicizzare la vendita di tabacco.


Mentre Niki Lauda festeggia il suo compleanno, venerdì 22 Febbraio 2019 Lewis Hamilton e Vallteri Bottas sono ospiti della Petronas nello stabilimento di Santena, a Torino. I due piloti della Mercedes non sono spaventati dopo i test di Barcellona, in cui il team non è sembrato interessarsi al giro veloce.


"Le prove sono prove, stiamo ancora testando tutto e nessuno si concentra sui tempi ma a capire la macchina, la performance, il sistema di ingegneria e quanto durano gomme. Affronteremo le stesse cose di ogni anno: nuovi pneumatici, nuovo veicolo. C'è tanto da lavorare. Non ha assoluta rilevanza in questo momento quanto andiamo veloci. Quello che conta è quanto andremo veloci nella Q3 della prima gara".

La velocità mostrata dalla nuova Ferrari SF90 sia con Vettel che con Leclerc non preoccupa Hamilton.


"Io non guardo quello che fanno gli altri. Mi concentro sul mio lavoro. Loro fanno le cose a modo loro e noi il nostro. E ha funzionato alla grande in passato. Non guardo se c'è un altro pilota che va molto veloce perché è irrilevante. Al momento, poi, siamo davanti a loro, non so se di mezzo secondo. I numeri in questo periodo di test lasciano il tempo che trovano".


E aggiunge Bottas:


"Nei primi test la Ferrari è sembrata più pronta, più avanti, ma sono i primi giorni e sappiamo di poter migliorare la macchina. Abbiamo del lavoro da fare, ma le sensazioni sono positive. Dobbiamo migliorare alcuni aspetti, trovare un buon bilanciamento".

Per quanto riguarda la lotta per il titolo i due piloti della Mercedes non hanno dubbi:


"Puntiamo a ripeterci. Non credo che quest'anno sarà un testa a testa tra me e Vettel".


Puntualizza Hamilton.


"Ci sono almeno sei piloti che possono lottare per la vittoria".


Includendo evidentemente, oltre alla Ferrari, anche le Red Bull di Verstappen e Gasly.

E per quanto riguarda il compleanno di Niki Lauda, il pilota britannico ammette:


"Gli ho fatto gli auguri sui social e poi ho parlato spesso con lui con face time. Penso che il percorso di recupero sia piuttosto lungo e non è facilissimo con alti e bassi. Ma lui è incredibilmente motivato, ha un grande cuore e penso che tutto il team abbia sentito la sua mancanza. Lauda ha una grande rilevanza in questa squadra, dà sempre grandi consigli".


Martedì 26 Febbraio 2019 si torna in pista per la seconda sessione di test, ed al termine della prima giornata Lando Norris, nuovo arrivato in casa McLaren, stupisce tutti sul Circuit de Catalunya, sotto lo sguardo di Fernando Alonso, ex prima guida della casa inglese. Dopo aver patito problemi idraulici alla MCL34 in mattinata, Norris ottiene un brillante 1'17″709, mettendosi alle spalle Pierre Gasly e la sua Red Bull per soli sei millesimi. Terzo Lance Stroll su Racing Point-Mercedes. Sebastian Vettel, che percorre ben ottantuno giri in uno dei suoi long-run, si ferma a due decimi da Norris con il suo miglior giro.


Giornata più leggera per l'altro pilota Ferrari, Charles Leclerc, rimasto a lungo nei box in mattinata per un controllo al sistema di raffreddamento, e porta a termine soltanto ventinove giri. Problemi più seri per la Mercedes W10 di Valtteri Bottas, alle prese con un guaio alla pressione dell'olio: solo sette giri e l'undicesimo crono. Long run per Lewis Hamilton che varia l'utilizzo delle gomme, buona giornata per Antonio Giovinazzi su Alfa Romeo: quinta piazza per il pugliese, davanti alla Toro Rosso di Alexander Albon.

Nella seconda giornata di test al Montmelò, dove sono in corso le ultime prove in vista della stagione di Formula 1 che si aprirà domenica 17 Marzo 2019 in Australia, in mattinata Sebastian Vettel finisce fuori pista alla curva 3 del circuito catalano, andando a sbattere contro le barriere di protezione di gomma. A tradire Vettel, uscito comunque illeso e autonomamente dall'abitacolo, un problema meccanico, un cerchione che sotto pressione cede e fa perdere il controllo dell'auto al pilota tedesco.


"Non sappiamo molto più di chiunque altro sull'incidente. Stavo entrando in curva 3 e ho sentito che qualcosa non andava, c'erano problemi sul lato anteriore sinistro ma a quel punto non c'era più niente che potessi fare per evitare l'impatto. Non avevo più alcun controllo sulla macchina e sono uscito dritto sulle barriere. Ci stiamo concentrando sul cercare di individuare l'esatta natura del problema. Sarebbe stato più facile con una via di fuga più ampia, se non avessi sbattuto, perché come potete facilmente immaginare la maggior parte dei danni che ci sono sulla macchina sono dovuti alla botta contro le protezioni, quindi dobbiamo stare attenti a come valutare quanto troviamo di danneggiato per isolare il problema originario. Il nostro obiettivo è completare il programma previsto e certamente aver fatto solo quaranta giri questa mattina non è ottimale per noi. Abbiamo perso del tempo".


Nel mentre, mercoledì 27 Febbraio 2019 Fernando Alonso diventa ambasciatore della McLaren, un rapporto che lo vedrà anche tornare in pista in alcuni test selezionati per contribuire allo sviluppo della MCL34 e poi della MCL35 nel 2020. Alla McLaren nel 2007 e poi dal 2015 al 2018, per un totale di novantacinque gare e quattro vittorie, il due volte Campione del Mondo prenderà parte con lo stesso team alla 500 di Indianapolis a Maggio, nel tentativo di diventare il secondo pilota della storia a completare la Tripla Corona dopo aver vinto il Gran Premio di Monaco e la 24 Ore di Le Mans.

Giovedì 28 Febbraio 2019 Charles Leclerc con la sua Ferrari SF90 domina la terza giornata di prove sul circuito catalano del Montmelò con un crono di 1'16″231, ottenuto con le gomme più morbide della gamma Pirelli. Si tratta del tempo più veloce in assoluto realizzato in queste sette giornate di test prestagionale, a soli cinquantotto millesimi dalla pole position di Hamilton nel 2018. Il giovane pilota monegasco è l'unico a scendere in pista oggi per il team di Maranello.

La Mercedes come al solito si nasconde, continuando il proprio lavoro di svezzamento della nuova W10 con Lewis Hamilton che con le medie C2 ottiene come miglior prestazione personale 1'18″097. Leclerc, infatti, con lo stesso tipo di gomma ferma il cronometro su 1'17″253, risultando otto decimi più veloce del Campione del Mondo in mattinata. Una prestazione, sia sul giro veloce che sul passo gara che lascia ben sperare, anche perché il pilota della Ferrari non ha mai spinto in tutti e tre gli stint in cui è divisa la pista, lasciando pensare di avere ancora qualcosa da poter tirare fuori come prestazione. Per Leclerc un totale di 138 giri e un piccolo problema proprio nei minuti finali della giornata, che gli ha consigliato di parcheggiare la sua monoposto alla curva 8.


"Non si prospettava una giornata facile perché dovevamo recuperare il lavoro non fatto ieri ma ce l'abbiamo fatta, e questo è molto positivo visto che oggi era per me l'ultimo test prima dell'Australia. Sono molto contento, la macchina è buona e abbiamo lavorato davvero bene. E' un inizio di stagione incoraggiante e mi sento abbastanza pronto. Ora non vedo l'ora di disputare il mio primo vero Gran Premio con la Ferrari".


Come nei giorni scorsi, sono stati i giovani piloti a farsi notare, con Alexander Albon, arrivato a un 1'16″882 con la sua Toro Rosso montando anche lui la C5 e Lando Norris di 84 millesimi sopra l'1'17". Quinto tempo per Pierre Gasly che però ha concluso anzi tempo la giornata, finendo contro le barriere alla curva 9 con la sua Red Bull.


A seguire le due Renault di Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg. Quindi la Racing Point di Lance Stroll (anche lui ha finito parcheggiando la vettura lungo la pista) e l'Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi. A chiudere la top ten, la Haas di Romain Grosjean e la Mercedes di Lewis Hamilton che al mattino ha compiuto 95 tornate prima di cedere il volante, dopo pranzo, a Valtteri Bottas. Per il finnico 97 giri con il tredicesimo e ultimo tempo di giornata, dietro anche a Russel con la Williams e Magnussen con la Haas.

Venerdì 1 Marzo 2019 Mattia Binotto, team principal della Ferrari, traccia un primo bilancio dopo i test di Montmelò.


"La nuova Ferrari SF90 è bilanciata e stabile in frenata, la vorrei vedere complessivamente più affidabile. Per battere la concorrenza bisogna andare molto più forte, il nostro spirito deve essere di non accontentarci mai. Non si tratta di essere al livello degli altri, ma i più forti di tutti. Non lo siamo ancora, ma questo è il nostro obiettivo. Sono state giornate intense e ci stiamo concentrando su noi stessi. Sono contento che Hamilton pensi che noi siamo forti, ma lo sono anche loro. Presumo saremo molto vicini. Nei test non è andato tutto bene, vedi l'incidente a Vettel. Credo sia stato comunque un episodio sfortunato, un qualcosa di impossibile da prevedere e evitare. Sembra che un corpo esterno abbia colpito il cerchione".


Nessun dubbio sull'arrivo di Charles Leclerc in Ferrari:


"E' un ottimo pilota, sta cercando di imparare a lavorare con i nostri tecnici. Non sono questi test che ci stanno convincendo rispetto alla nostra scelta di prenderlo in Ferrari. Non chiederemo a Leclerc di far passare Vettel, ma essendo già campione e molto esperto per ora è Seb il pilota di riferimento".

Lewis Hamilton non nasconde la forza della Ferrari ma al tempo stesso si dice fiducioso sul recupero da parte della Mercedes:


"Essere i più veloci qui non ha molto senso, non si vince nulla. Vogliamo essere i più forti il sabato a Melbourne. Per ora la Ferrari è davanti, il gap che ci separa è di circa mezzo secondo ma so di avere un team fantastico. Non sarà una sfida tra noi e la Ferrari. Leclerc ha scommesso sulla Ferrari? Io non amo scommettere, ma se dovessi farlo punterei solo su me stesso".


Successivamente il pilota britannico esprime altri pensieri attraverso i suoi canali social:


"Fase finale dei test. Dobbiamo fare un respiro profondo, analizzare attentamente e pianificare i prossimi passi. Ho la squadra migliore per farlo. Allacciate le cinture".


Sebastian Vettel è stato il più veloce nella quarta e ultima giornata di test sul circuito di Montmelò a Barcellona. Nonostante un problema elettrico che lo costringe a tornare ai box un'ora prima della fine, il pilota tedesco ottiene il miglior tempo girando al mattino in 1'16''221. Secondo e terzo tempo per le Mercedes con Lewis Hamilton (1'16''224) davanti a Valtteri Bottas (1'16''561).


Terminati i test, si torna a parlare del main sponsor della Ferrari. La rivoluzione è stata annunciata alla fine del 2018, ma vedere ora in pista le Ferrari con il nuovo marchio Philip Morris International - Mission Winnow - fa impressione. Parliamo di una M e una W messe insieme per sembrare una specie di freccia, ma non è una nuova marca di sigarette, ci mancherebbe altro: sarebbe vietato e non è proprio nello spirito della nuova iniziativa globale. Ok, ma allora?


"E' un'idea volta a creare coinvolgimento intorno al ruolo di scienza, tecnologia e innovazione come forza propulsiva positiva in qualsiasi settore".

Spiega André Calantzopoulos, Chief Executive Officer di Philip Morris International.


"Con Mission Winnow vogliamo far conoscere al mondo il cambiamento che abbiamo affrontato, condividendo il nostro orgoglio per la trasformazione ottenuta dai dipendenti di PMI, oltre alla nostra dedizione verso una scienza e un'innovazione rigorosa che possano condurci verso un futuro migliore".


La faccenda si complica perché parliamo sempre del più grande produttore di tabacco del pianeta, e non sono mancate polemiche legate al fatto che qualcuno ha ipotizzato pubblicità occulta alle sigarette. Ma Calantzopoulos sottolinea:


"Questa piattaforma globale costituirà una finestra verso la nuova PMI e ci consentirà di sfidare i pregiudizi, poiché sappiamo che molti potrebbero nutrire dubbi su di noi e sulle nostre motivazioni. La nostra partnership con Scuderia Ferrari ci offre l'opportunità di sfruttare gli spunti ottenuti nel corso di numerose discussioni incoraggianti sia con i sostenitori che con i detrattori, e raggiungere un ampio pubblico per coinvolgerlo su larga scala".


Tecnicamente La parola winnow è stata selezionata perché descrive perfettamente il percorso preciso e metodico che PMI sta seguendo per raggiungere la sua ambiziosa visione di un mondo senza fumo.

Originariamente il termine winnow fa riferimento alla rimozione della pula dai chicchi, ma successivamente è stato utilizzato in senso più ampio per descrivere l'atto di scartare il superfluo, estrarre il buono, oltre a distinguere la verità da ciò che è inesatto o fuorviante. In un mondo caratterizzato da un sovraccarico di informazioni, questo diventa di fondamentale importanza per PMI.

"L'idea è quella di assumere un impegno assoluto di miglioramento continuo perseguendo in modo dedicato e diligente l'eccellenza scientifica e ingegneristica prestando un'attenzione approfondita ai dettagli. Proprio questo impegno e questa attenzione stanno stimolando uno spostamento di paradigma nell'industria del tabacco verso un futuro migliore".


E Calantzopoulos prostra anche ad una specie di mea culpa sul passato:


"Mission Winnow sintetizza il nostro impegno ad ambire a migliorare in tutto ciò che facciamo. In PMI stiamo proprio selezionando, o scartando, i vecchi approcci: impariamo dagli errori passati per dare forma al nostro futuro".


Secondo la Philip Morris International, Mission Winnow come la Scuderia Ferrari ha stabilito una rotta che non prevede di tornare sui propri passi: PMI deve progredire in modo costante e rapido, esaminando ed analizzando la strada da percorrere, imparando ogni giorno e adattandosi per migliorare alla curva successiva. Da qui l'idea di sponsorizzazione.


"Mission Winnow riguarda il modo in cui ci stiamo trasformando come società, ciò in cui crediamo e il modo in cui lavoriamo per ottenere un futuro migliore. Scuderia Ferrari è il partner ideale per Mission Winnow per via del suo team animato dalla passione per l'innovazione e dalla spinta verso il miglioramento costante per raggiungere la vittoria".


Dichiara Miroslaw Zielinski, presidente della divisione Scienza e Innovazione di PMI.

"Stiamo lanciando Mission Winnow nel circuito di Formula 1 perché i fan del Motorsport comprendono bene che non esiste alcuna retromarcia in gara ma soltanto progressione e crediamo che vorranno condividere questa visione".

Insomma, Mission Winnow non pubblicizza mai né promuove alcun prodotto del tabacco. Ma parla di futuro e strategia.



Parlando invece della SF90, Louis Camilleri, amministratore delegato della Ferrari e di Philip Morris International, dal Salone di Ginevra ammette:

"La macchina è nata bene, siamo abbastanza contenti dei test di Barcellona anche se è difficile capire dove sono gli altri. La macchina è molto bilanciata, i piloti sono abbastanza contenti e noi abbiamo sempre le stesse ambizioni. Dobbiamo lavorare sull'affidabilità".


Quanto alla presenza del marchio Winnow sulla livrea dell'auto, che al Gran Premio d'Australia non sarà presente nella livrea della Ferarri, Camilleri afferma:


"C'erano problemi con il dipartimento di salute e Philip Morris non aveva tempo di trovare una soluzione. Winnow però non è una marca, non ha a che vedere con il tabacco, riguarda la transizione dalla sigaretta all'elettronico. Comunque in Australia avremo una sorpresa per i tifosi sulla macchina".

Sempre da Ginevra provengono alcune novità nel regolamento della Formula 1: potrebbe essere infatti assegnato un punto per chi compie, in gara, il giro più veloce. Il Consiglio Mondiale dello Sport della FIA, riunitosi a Ginevra, ha preso questa decisione che, però, dovrà essere approvata con una votazione elettronica della Commissione di Formula 1 per essere aggiunta al regolamento sportivo prima della gara inaugurale a Melbourne domenica 17 Marzo 2019. Tale votazione dovrebbe tenersi lunedì 11 Marzo 2019. La regola dovrebbe seguire quella impiegata in Formula E, con il punto bonus assegnato solo se il pilota in questione finisce tra i primi dieci.

"Può essere l'anno buono per Sebastian Vettel".


Parola di Ross Brawn: il direttore sportivo del Mondiale di Formula 1, in passato anche direttore tecnico alla Benetton e alla Ferrari, è ottimista sulle chance di vittoria del pilota tedesco. Un motivo importante, secondo Brawn, è il nuovo capo della squadra italiana, Mattia Binotto, che è entrato in carica all'inizio dell'anno.


"La nuova situazione e la calma contribuisce a rafforzare Sebastian".


Afferma Brawn, che conosce benissimo l'ambiente di Maranello, ed ha avuto molto a che fare con il sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher.


"Sicuramente Sebastian può vincere il titolo mondiale"


Ammette Brawn alla rivista Auto Bild Motorsport in vista della prima delle ventuno gare del Campionato del Mondo di Formula 1: il countdown sta per terminare.



Alla vigilia del nuovo campionato, per la Ferrari è un anno di svolta: a inizio Gennaio vengono resi ufficiali i cambiamenti interni, di cui ormai si parlava da qualche tempo. Maurizio Arrivabene abbandona definitivamente il suo ruolo di team principal, lasciando il posto all’ingegnere e direttore tecnico Mattia Binotto, sul quale vengono poste molte speranze. Tutto ciò viene annunciato il 7 Gennaio 2019 in una nota:


"Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia Ferrari. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell'azienda dopo una profonda riflessione in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia. Da oggi Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche".


Non si tratta dell’unico annuncio da parte della scuderia di Maranello. Una settimana dopo viene ufficializzato il ritorno del nome Schumacher nella famiglia della Ferrari. Mick Schumacher, secondogenito del sette volte Campione del Mondo e neocampione di Formula 3, entra a far parte della Ferrari Driver Academy, diventando quindi anche test driver della scuderia:


"Sono felicissimo di avere raggiunto un accordo con Ferrari e che il mio prossimo futuro nelle competizioni sia in Ferrari, entrando a far parte della Ferrari Driver Accademy e così anche della famiglia della Scuderia Ferrari. Questo è un altro passo nella giusta direzione, potrò solo beneficiare dell'immensa competenza che c'è lì. Farò sicuramente di tutto per poter apprendere tutto ciò che mi può aiutare a raggiungere il mio sogno: correre in Formula 1. È più che ovvio che Ferrari abbia un posto enorme nel mio cuore fin da quando sono nato e in quello della nostra famiglia, sono felice anche a livello personale per questa opportunità".


Verso la fine dello stesso mese vengono fissate le date di presentazione delle monoposto, che vedono il team statunitense aprire la serie il 7 Febbraio 2019, esibendo la nuova livrea oro e nera e abbandonando i colori rosso-bianco, seguite dalla Toro Rosso e dalla Renault; la Williams sfoggia i nuovi colori sulla vettura del 2018, lasciando un’incognita sulla data effettiva della presentazione.


Il 13 Febbraio tocca alla ex Force India, ora Racing Point, comprata dall’imprenditore canadese Lawrence Stroll, insieme alla Red Bull Racing e alla Mercedes con la nuova W10. Vengono lasciate alla fine la McLaren e la scuderia di Maranello, mentre l’Alfa Romeo si rivelerà solamente con la prima giornata di test.


Le nuove monoposto 2019 fanno il loro ufficiale debutto sul circuito di Barcellona il 18 Febbraio 2019, dando il via alle giornate di test stagionali divise in due blocchi di quattro giorni: il primo dal 18 al 21 Febbraio 2019, il secondo dal 26 al 1 Marzo 2019.


In pista ritroviamo gli stessi team del 2018, ma molti volti nuovi. La Mercedes riconferma Hamilton e Bottas, concludendo le giornate di test con il maggior numero di giri, non mostrando, tuttavia, il suo massimo potenziale, rimanendo nascosta e limitandosi a raccogliere dati per il weekend di apertura.


Sebastian Vettel rimane in Ferrari affiancato dalla stella nascente Charles Leclerc, primo pilota della FDA a correre ufficialmente per il team di Maranello. I due salgono a bordo della SF90, nome che viene dato alla monoposto in onore del novantesimo compleanno della Ferrari. Il progetto viene presentato dal presidente della Ferrari John Elkann:


"Essere Ferrari è l'orgoglio di una squadra che riesce a unire un intero Paese, che rappresenta il meglio dell'Italia per la sua voglia di inventiva, di innovazione, di intraprendenza, e per il cuore che è rosso Ferrari. È importante che i nostri tifosi ci siano vicini, che ci sostengano: inizia un'importante stagione e un importante decennio che ci porta ai nostri cento anni. Abbiamo bisogno di vincere tutti insieme".


Nel weekend inaugurativo di Melbourne verrà proprio sfoggiata una livrea celebrativa, che porterà la scritta 90 years, sostituendo temporaneamente lo sponsor Mission Winnow a causa di problematiche che sono state rivelate con il dipartimento di salute, in quanto si tratta di un grande sponsor di tabacco.


La Scuderia Ferrari sembra non deludere, dominando gran parte dei test portando a casa il miglior tempo di giornata più di una volta. Vettel stesso si dichiara positivo e felice dei risultati mostrati, dando così speranza ai tifosi; risultati che potrebbero anticipare finalmente una stagione di successo per la Ferrari. Le parole di Hamilton fanno però capire che la Mercedes non è da sottovalutare e, come si era inteso, non hanno mostrato il loro massimo potenziale:


"La Ferrari al momento è avanti, più pronta, ma non siamo preoccupati. Puntiamo a vincere il Mondiale. Le prove sono prove. Non ha assoluta rilevanza in questo momento quanto andiamo veloci. Quello che conta è quanto andremo veloci nella Q3 della prima gara".


Le ottime prestazioni da entrambi i team fanno sperare in un mondiale combattuto. Sicuramente la terza forza del mondiale si riconferma con la Red Bull, che vede correre il pilota olandese Max Verstappen e il francese Pierre Gasly, promosso dalla Toro Rosso. Il team ha raccolto buoni risultati, rivelandosi un possibile rivale per il campionato o almeno per il secondo terzo posto.


In Toro Rosso torna Daniil Kvjat, affiancato dall’esordiente Alex Albon, nonché terzo classificato in Formula 2 nel 2018. Il rookie corre sotto bandiera thailandese, diventando il primo pilota a rappresentare questa nazione nel mondiale di Formula 1, e segna ottimi tempi durante i primi quattro giorni di test.


La line up McLaren è completamente nuova, essendo presenti Carlos Sainz Jr. e il giovane Lando Norris, anche lui esordiente di categoria dopo una fantastica stagione in Formula 2 che lo ha visto arrivare secondo. Il giovane pilota non delude, segnando ottimi tempi. Il team francese schiera Nico Hulkenberg e Daniel Ricciardo, ex pilota Red Bull. Nonostante alcuni problemi di affidabilità, la Renault si dimostra ancora una volta un team che può essere competitivo.


La Haas ripropone lo schieramento del 2018 con Grosjean e Magnussen, in Alfa Romeo Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, che riporta il tricolore in griglia, per la Racing Point corrono Sergio Perez e Lance Stroll. Non sono fantastiche le prestazioni di queste vetture, deludendo un po' le aspettative, ma all’ultimo posto sicuramente si ritrova la Williams.


Il glorioso team britannico, di fatto, riscontra molta difficoltà nell’assemblaggio finale della vettura, addirittura presentandosi con due giorni di ritardo ai test prestagionali. Non sono giorni semplici per la Williams, come dichiara la stessa Claire:


"Sarebbe un eufemismo dire che gli ultimi giorni sono stati orribili, quello della FW42 è stato un parto difficile. Prima di far salire i nostri piloti a bordo dovevamo assicurarci di avere la migliore auto possibile. Sappiamo i motivi principali che hanno portato a questo ritardo. Ora dobbiamo lavorare per recuperare il tempo perso ma non laveremo i nostri panni sporchi in pubblico".


I due piloti che hanno firmato con la scuderia sono Robert Kubica, il quale torna dopo nove anni in Formula 1 a seguito di un grave incidente stradale, e George Russel, un grande talento proveniente dalla Formula 2, dove si è aggiudicato il titolo di campione. La voglia di tornare in pista è sempre più forte, come ammesso dal pilota polacco:


"Sono emozionato, è passato tanto tempo dalla mia ultima gara. Non ho potuto pensarci tanto, devo cercare di essere pronto e imparare più cose possibili su questa nuova Formula 1, le cose sono cambiate molto dall’ultima volta. Non abbiamo avuto un inizio perfetto nei test invernali e ci sono tante cose da verificare. Nei test a Barcellona siamo stati in ritardo e con tanti problemi, non si può recuperare in un paio di settimane, ma in pista e in fabbrica stiamo facendo tutto il possibile nella situazione attuale, non possiamo cambiare le cose. Dobbiamo cercare di concentrarci su quello che abbiamo e svolgere il nostro lavoro. Questo è l'approccio che ognuno di noi sta avendo, cercheremo di sfruttare al massimo ogni opportunità che arriverà".


Purtroppo, però, l'eccitazione per l'apertura del weekend di gara viene incrinata da una spiacevole notizia: la mattina del 14 Marzo 2019 viene annunciata la scomparsa di Charlie Whiting, a soli sessantasei anni, per un'embolia polmonare. Whiting era direttore di gara, delegato alla sicurezza e capo del dipartimento tecnico della FIA. Si trattava di un grande uomo che ha fatto tanto per il circus, è proprio a lui che si deve l’introduzione dell’halo, garantendo così più sicurezza ai piloti. Sicuramente non è facile accettare questa scomparsa. Sebastian Vettel stesso dichiara di aver trascorso del tempo con lui il giorno prima:


"Abbiamo fatto due chiacchiere muovendoci sulle prime curve del tracciato. Difficile farsene una ragione. Viene a mancare l'uomo dei piloti, quello che aveva la porta sempre aperta e al quale si poteva chiedere qualsiasi cosa per risolvere un dubbio. Era un racer".


Mentre Lewis Hamilton ammette:


"È uno shock incredibile, penso alla famiglia. Il suo impegno per questo sport lo ha reso un pilastro della Formula 1. Il suo contributo è inestimabile. Possa riposare in pace".


La scuderia statunitense Haas decide di onorare la sua scomparsa portando sul muso della vettura la scritta for our friend Charlie, e il team principal Gunther Steiner dichiara:


"Quello che faremo è sostenere qualsiasi cosa decida la FIA questo fine settimana. Ogni decisione che prenderanno, la appoggeremo. Per questo fine settimana il nostro obiettivo è essere totalmente disponibili a fornire il nostro aiuto, siamo qui per aiutare".


Il presidente della FIA, Jean Todt, ammette:


"È stato un grande direttore di gara, una figura centrale e inimitabile della Formula 1 che ha incarnato l'etica e lo spirito di questo fantastico sport".


La federazione ha nominato a sostituirlo Michael Masi, il direttore di gara di Melbourne che ha affiancato Whiting nella scorsa stagione.



Come preannunciato, gli occhi sono puntati sui due possibili contendenti al titolo: Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Dopo le buone prestazioni dei test, le aspettative nei confronti della Ferrari sono alte. Lo stesso pilota tedesco della Ferrari risponde di essere fiducioso, e alla domanda se si sente in una posizione migliore rispetto l’anno passato risponde affermativamente:


"Siamo più preparati, non ci sono stati problemi finora, ovviamente non possiamo esserne certi, la prima gara si è sempre nervosi, non sappiamo dove siamo esattamente o cosa accadrà, siamo felici di iniziare. L'ambiente è carico, c'è ottimismo e voglia di vincere. I test a Barcellona sono andati bene e sono ottimista. Siamo più preparati e penso si possa solo migliorare. Ora siamo tutti prede e cacciatori allo stesso tempo. Speriamo che quando usciremo da qui saremo la preda, vorrebbe dire che siamo davanti".


Ciò nonostante, le parole del britannico fanno intendere ancora una volta che la Mercedes non è sicuramente da sottovalutare e come si era immaginato, probabilmente durante i test non si erano rivelati del tutto:


"La Ferrari ora è avanti, ma nel mio team c'è un'energia che è fonte d'ispirazione. Dobbiamo lavorare. Dopo i test, si analizza tutto quello che è successo cercando di essere attenti a ciò che si è fatto. Macchina nuova, pezzi aggiornati. E sarà così per tutti gli altri e sarà interessante capire la situazione di tutti. Non ci siamo persi in sciocchezze nei test perché avevamo e abbiamo lavoro da fare. Il team ha delle persone grandiose e l'energia che c'è è fonte d'ispirazione. Toto Wolff ha caricato tutti, vediamo persone appassionate. Loro sono dei soldati e daranno tutto per continuare a migliorare".


Insomma, aldilà del dramma che coinvolge la famiglia Whiting, il campionato sta per incominciare.


Giulia Mizzoni

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