Piero Taruffi, il Romano Volante



Piero Taruffi nasce ad Albano Laziale, in provincia di Roma, il 12 Ottobre del 1906. Nella sua vita diventerà pilota sia sulle due che sulle quattro ruote, recordman, collaudatore e progettista, e il suo palmares sarà talmente vasto da poter esser confrontato solo con quelli dei più grandi piloti di tutti i tempi.


Il pilota romano vincerà molte gare di automobilismo e motociclismo ma pochi sanno che Taruffi è stato un enfant prodige, poiché conquista la sua prima medaglia d’oro all’età di tre anni in un concorso di bellezza per bambini e già negli anni dell’università si classifica al primo posto nel Campionato Italiano ed al quarto posto nel Campionato di Francia partecipando, da dilettante, con la nazionale universitaria di sci.


Ma è la passione per i motori a fare capolino nella sua vita prima con le due ruote e poi le quattro. Dopo la vittoria nella Roma - Viterbo del 1923 al volante della Fiat 501 del padre, Piero Taruffi trionferà sui circuiti di Pescara, Tripoli e Livorno in sella alla Rondine 500, realizzata dall’ingegner Giannini in collaborazione proprio con il pilota romano, fresco di laurea in ingegneria.


Nel 1930 Taruffi farà ritorno alle quattro ruote, e vincerà la corsa di regolarità Tunisi - Tripoli con un’Alfa Romeo 1750, arrivando successivamente secondo alla Teramo - Civitella con una Itala 2000. L’evento determinante per la carriera del pilota laziale sarà però l’incontro con Enzo Ferrari, che ne apprezza le qualità velocistiche.


Con la scuderia Ferrari, Taruffi parteciperà al Gran Premio di Roma nel 1931, conquistando il secondo posto, al Gran Premio di Monza del 1932, ed alla Mille Miglia del 1933, piazzandosi al terzo posto. Il rapporto di collaborazione con Ferrari si interromperà improvvisamente, ma non definitivamente, in occasione della gara motociclistica di Montenero.


Il pilota romano, ignorando il contratto che lo lega alla Ferrari, partecipa alla gara in sella a una Norton, e vince piazzandosi davanti ad Aldrighetti, pilota facente parte della Scuderia. Nel 1933 Taruffi accetterà la proposta dei fratelli Maserati che gli affideranno in prova un prototipo. In quest’occasione, nel corso del Gran Premio d’Italia a Monza, Taruffi utilizzerà per primo le cinture di sicurezza, preparate per lui dalla madre e dalla sorella, ed il casco protettivo in ferro.



L’anno seguente, esattamente il 6 Maggio 1934, sostituirà Nuvolari e disputerà la celebre Corsa dei Milioni che si corre sul circuito di Tripoli. Per l’occasione gli verrà affidata la potentissima Maserati V.5. Nella prima fase Taruffi dominerà la gara ma commetterà un errore alla curva Tagiura, uscendo di strada; il pilota romano verrà sbalzato fuori dall’abitacolo.


La convalescenza durerà pochi mesi. Non a caso, il pilota romano prenderà parte alla Vermicino-Rocca di Papa su un’Alfa Romeo 2300 Sport offerta da Enzo Ferrari, con cui il rapporto di amicizia non si era mai interrotto. Dal 1934 al 1940 il laziale disputerà numerose gare per diverse scuderie, e una volta terminato il conflitto verrà ingaggiato dalla Cisitalia dove sarà pilota, consulente tecnico e direttore sportivo.


Con la scuderia Cisitalia Taruffi vincerà il Gran Premio di Caracalla nel 1947, e primeggerà nella classe 1100 al Giro di Sicilia nel 1948: infine, al termine della stagione agonistica, otterrà anche il quarto posto al termine del Gran Premio di Monza.


Il 1948 è anche l’anno in cui Taruffi riuscirà a realizzare un ambizioso progetto: il Bisiluro, un’automobile da primato ideata dallo stesso Taruffi e costruita in collaborazione con l’ingegner Giannini. Dal 1949 al 1952 gareggerà alternandosi tra Ferrari, Maserati e Cisitalia, per poi passare nel 1953 alla Lancia con la quale parteciperà alla Carrera Panamericana piazzandosi al secondo posto. Di quella gara Taruffi dirà:


"Per i messicani, popolo generoso e facile all’entusiasmo, divenni addirittura un idolo. Mi soprannominarono lo Zorro Plateado, ovvero la Volpe d’argento e quando l’anno dopo tornai in Messico vidi nei taxi, tra i vari ricordi che i conducenti vogliono incollare sul cruscotto, la mia fotografia accanto a quella della Vergine di Guadalupe. Venne anche coniata una nuova parola tarufear ad indicare un guida veloce".


L’anno seguente vince al volante della Lancia Sport tipo D24 la Targa Florio e il Giro di Sicilia. Parallelamente svilupperà anche un’ottima carriera in Formula 1, dove disputerà un totale di diciotto gare, con 41 punti ottenuti e una vittoria al Gran Premio di Svizzera del 1952.


La stagione del 1957 chiude l’attività agonistica di Piero Taruffi, conquistando la vittoria più ambita: tornato definitivamente alla scuderia Ferrari vince la XXIV edizione della Mille Miglia. Una volta terminata la carriera agonistica il laziale rimane comunque attivo nel mondo delle corse rivestendo il ruolo di giudice di gara e di talent scout. Non si può inoltre dimenticare la sua attività di progettista, dato che l’autodromo di Misano Adriatico, di Funabashy e Izu in Giappone, e l’ampliamento dell’autodromo di Vallelunga, che nel 2006 gli verrà dedicato, portano la sua firma.


Piero Taruffi si spegnerà il 12 Gennaio 1988, ma ricordo delle sue imprese con le due e quattro ruote non sarà mai dimenticato.


Simone Centonze