Olivier Gendebien, il Barone Rosso



Olivier Gendebien nasce il 12 gennaio 1924 a Bruxelles. Nato in una famiglia benestante, Oliver si dedica allo studio alla facoltà di ingegneria quando la seconda guerra mondiale ha inizio.


Il belga si schiera sin da subito a favore della resistenza, collaborando prima con gli agenti inglesi e successivamente si arruola come paracadutista in Inghilterra. Alla fine della seconda guerra mondiale, Olivier incontra nel Congo Belga Charles Fraikin, un pilota di rally.

Passano alcuni anni e i due rafforzano la loro amicizia, e col tempo Charles infonde in Olivier lo spirito delle corse, stimolandolo e portandolo a partecipare nel 1952 ad una gara turismo al Nurburgring, su una Veritas RS. Successivamente, il pilota belga debutta, nelle vesti di co-pilota, al rally Liegi-Roma nel 1952, a bordo con Fraikin su una Jaguar XK 120.


Poi, nel 1953 partecipa alla Mille Miglia con l’amico Charles Fraikin e debutta a bordo di una Ferrari 166 MM in occasione della Coupe de Spa, vincendo all’esordio.


Preso dall'entusiasmo, Olivier decide di competere anche alla gloriosa 24 Ore di Spa, alla 1000 Km del Nurburgring e al Tour de France, a bordo una Panhard Dyna nelle prime due gare e su di una Jaguar XK 120 nella terza, non riuscendo però a replicare il successo ottenuto precedentemente con la Ferrari.


Ma Gendebien non demorde, e nel 1954 coglie una vittoria di classe al Giro d’Italia, partecipando inoltre alla Mille Miglia, al Tour de France, al Grand Prix di Spa e alla 12 Ore di Reims, ottenendo in quest’ultima un terzo posto come unico risultato di prestigio.


Nel 1955 Olivier torna al volante delle Ferrari e partecipa alla 10 Ore di Messina e al Tourist Trophy: nella prima gara il pilota belga è costretto al ritiro, mentre in terra inglese non prende parte alla gara, a causa di un incidente in cui è rimasto coinvolto durante le prove libere che gli causa una commozione cerebrale.


Tuttavia, nonostante i due ritiri, il 1955 è un anno da incorniciare per Olivier Gendebien, dato che vince la Coppa d’oro delle Dolomiti con una Mercedes 300 SL e arriva secondo alla Mille Miglia e - di classe - alla 24 Ore di Le Mans.


Nello stesso anno, il pilota belga viene iscritto al suo primo Gran Premio di Formula 1 dal Equipe Nationale Belge con una Ferrari 325, ma non partecipa all’evento.


Il debutto è comunque solo rimandato, dato che gli straordinari risultati ottenuti l’anno precedente valgono ad Olivier la chiamata della Scuderia Ferrari per il Gran Premio d’Argentina di Formula Uno, nell'edizione del 1956. A bordo della Ferrari 555 il pilota belga, dopo essersi qualificato decimo, ottiene un gran quinto posto all’esordio iridato, mentre nel Gran Premio di Mendonza, non valevole per il mondiale, replica la buona prestazione sudamericana con un sesto posto finale.



Nell'annata 1956, l’impegno con la Ferrari è ovviamente esteso anche alle gare sport, e il belga conquista un secondo posto alla 1000 Km di Buenos Aires a bordo della 857 S, due secondi posti con la Monza 860 alla 12 Ore di Sebring e alla Coppa d’Oro delle Dolomiti, un terzo posto a bordo della 290 MM alla 1000 Km del Nurburgring, un terzo posto al Tour de France sulla 250 GT, e un terzo posto alla 24 Ore di Le Mans a bordo della 625 LM.

Nel 1957 non partecipa a nessuna gara di Formula 1, intensificando la partecipazione nelle gare Sport.


Olivier è protagonista della sua miglior stagione in assoluto: vince infatti cinque gare, tra cui il Giro di Sicilia, il Gran Premio Nuvolari, la 12 Ore di Reims, la Coupes du Salon e il Tour de France, tutte a bordo della Ferrari 250 GT, mentre alla Mille Miglia ottiene un terzo posto, e al Nurburgring e Gran Premio RACB a Spa ottiene due terzi posti a bordo della 335 Sport.



Unica macchia di un'annata straordinaria è il risultato ottenuto durante la classica 24 Ore di Le Mans, dato che è costretto al ritiro come nel 1954.


Nel 1958 il belga torna al volante di una Formula Uno, anche se ormai la sua carriera è decollata principalmente nelle gare endurance. Nel mondiale Olivier partecipa a solo tre eventi, ottenendo un buon sesto posto sull'impegnativo circuito di Spa-Franchorchamps e due ritiri in occasione del Gran Premio d’Italia a Monza e del Gran Premio del Marocco.


Nelle gare sport, Olivier continua invece ad ottenere quelle soddisfazioni che la Formula Uno continua a negargli: il pilota belga vince la tre Ore di Pau, il Tour de France e la dodici ore di Reims a bordo della Ferrari 250 GT, mentre con la Ferrari 250 TR ottiene due secondi posti a Buenos Aires e a Sebring, un terzo posto al Nurburgring, e due vittorie alla Targa Florio e alla 24 Ore di Le Mans.



Nel 1959 Olivier Gendebien torna a punti anche in Formula Uno, dopo che ottiene un sesto posto a Monza e un quarto posto nel Gran Premio di Francia, a bordo della Dino 246.


Nelle gare sport, il pilota belga ottiene a bordo della Ferrari 250 TR un secondo posto al Nurburgring, un terzo posto al Tourist Trophy e una vittoria alla 12 Ore di Sebring, mentre a bordo della Ferrari 250 GT vince al Prix de Paris e al Tour de France: solo il circuito della Sarthe gli nega la possibilità di difendere la vittoria conquista l’anno precedente.



Il 1960 è tuttavia un anno molto particolare, dato che si consuma l'allontanamento tra il pilota belga e la Ferrari, con cui corre solamente il Gran Premio di Formula Uno in Argentina, culminato con un ritiro, e solo tre gare nel mondiale sport, conquistando la vittoria alla 24 Ore di Le Mans con la 250 TR e il successo alla 1000 Km di Parigi con la 250 GT. Con la Ferrari 250 TR partecipa anche al Tour de France, ottenendo un quattordicesimo posto finale.


Durante la stessa annata, Olivier Gendebien si toglie qualche soddisfazione anche in Formula Uno, conquistando un terzo e un secondo posto in Belgio e Francia, a bordo della Cooper T51 motorizzata Climax.


Nel 1961 prende vita un lieve ritorno di fiamma tra Olivier e la Ferrari, dato che il pilota belga partecipa a quasi tutte le prove del mondiale sport, conquistando il successo alla 24 Ore di Le Mans e alla 12 Ore di Sebring con la Ferrari 250 TRI, e trionfando nella Targa Florio con la Dino 246 SP. Fanno da cornice il terzo posto alla 1000 Km del Nurbrugring con la Dino 246 SP e il secondo posto al Tour de France con la Ferrari 250 GT.



Nello stesso anno, Gendebien partecipa anche al Gran Premio di Formula Uno in Belgio per motivi di promozione pubblicitaria, chiudendo la gara in quarta posizione dopo essere partito dal terzo posto in griglia di partenza, nonostante il parere contrario dei meccanici e di Enzo Ferrari, convinto nell'occasione da Franco Gozzi: sarà questa una delle poche e rare occasioni in cui si vedrà un'auto della casa di Maranello di un colore differente dal classico rosso, dato che in questa circostanza la vettura del pilota belga viene dipinta di giallo.


Al termine del Gran Premio, le quattro Ferrari iscritte tagliano per prime il traguardo.


Ma poiché Olivier Gendebien giunge per ultimo nel quartetto, staccato di quarantacinque secondi dal vincitore, Enzo Ferrari deciderà di non farlo più correre con le auto a ruote scoperte.


Ma il 1962 è l’anno del ritiro per Olivier, che decide di dare ascolto al consiglio della moglie e appende il casco al chiodo, dopo aver ottenuto un secondo posto alla 12 Ore di Sebring, a bordo della Ferrari 250 GTO, e due vittorie alla 1000 Km del Nurburgring e alla Targa Florio, con la Ferrari 246 SP.



Olivier ottiene l’ultima vittoria della sua carriera sul circuito de La Sarthe a bordo di una Ferrari 330 TRI/LM.


Il barone belga, soprannominato lo scoiattolo delle Ardenne, per le sue qualità di saltatore nelle vetture durante le partenze a Le Mans, è considerato uno dei migliori piloti nelle gare sport-prototipi di tutti i tempi.


Olivier Gendebien si è spento nel Sud della Francia il 2 Ottobre 1998, anno in cui viene insignito dell’onoreficienza dell’Ordine della Corona dal Re Alberto II.


Andrea Rasponi

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