Nanni Galli, e il suo sogno di correre per la Ferrari



Il 2 Ottobre 1940 a Bologna nasce Giovanni Giuseppe Gilberto Galli, soprannominato Nanni. Il suo approccio con il mondo dei motori avviene in modo particolare; in tenera età, andando a sbattere contro la struttura dell’azienda di famiglia, a Prato.


Forse anche per questo episodio, all’inizio i suoi genitori non vogliono che Nanni possa diventare un pilota professionista, ma la sua volontà è più forte e all’età di vent’anni sale per la prima volta su un Kart, convincendosi ancora di più su quale sia la sua strada.


Pertanto, nel 1962 decide di correre in auto: ma quando il 1° Maggio si iscrive al Circuito del Garda, proprio per far fronte alla contrarietà di sua madre e suo padre, non usa il proprio cognome quando si iscrive alla gara, bensì lo pseudonimo Nanni.


All'esordio, Nanni arriva decimo al traguardo.


Questa prestazione gli dà ulteriori motivazioni per il proseguo della sua carriera. Così, un anno dopo è al via del Targa Florio, che disputa con un’Alfa Romeo Giulietta, ma un problema tecnico lo costringe al ritiro, mentre il 24 Maggio 1964 partecipa alla Coppa della Consuma con una derivata Fiat 500, la Steyr-Puch prestatagli dall'amico Roberto Benelli, con cui trionfa nonostante un testa-coda.


Galli vuole alzare il livello della competizione, e decide di acquistare una Mini Cooper per partecipare al campionato italiano Turismo del 1964; vincendo dieci gare su undici disputate nella classe 1150, si laurea Campione italiano velocità, dimostrando di quale immenso talento sia dotato.


Queste eccellenti prestazioni non passano inosservate: questo gli permette di disputare la 1000 chilometri del Nurburgring del 1965 con la Scuderia Sant Ambroeus, in cui Nanni non riesce ad arrivare al traguardo a causa di un problema al cambio, così come sarà costretto al ritiro nel Gran Premio del Mugello.


Nella prima corsa del 1966, a bordo di un'Alfa Romeo, Nanni ottiene un buon settimo posto alla 4 Ore di Monza. Poi, dopo essere arrivato ventiquattresimo al Targa Florio sempre con un'Alfa Giulia, sale sul gradino più basso del podio al Gran Premio del Mugello con l'Auto Delta.


Qualche mese dopo arriva la svolta della sua carriera: Nanni, che fino a questo momento ha corso come pilota della Scuderia Sant Ambroeus, nel corso delle prove della 4 Ore del Jolly Club, in cui segna il quarto tempo, si lamenta di non poter disporre dell’ultimo modello dell’Alfa.


A provare a calmarlo arriva nei box Carlo Chiti, direttore generale dell’Auto Delta, che gli propone di provare la GTA in un test da svolgere sulla pista del Baiocco. Galli accetta ma durante il test, dopo essersi raccomandati di non correre rischi, ai box gli addetti ai lavori si arrabbiano vedendo il cronometro: quando viene invitato a riportare la macchina in garage, Nanni lascia esterrefatti i meccanici dell’Alfa affermando che stava solo prendendo confidenza con la vettura e circuito, e non aveva cercato la prestazione.


Chiti, informato di quanto successo dal direttore sportivo Siena, decide di ingaggiarlo nella squadra ufficiale, mettendolo al fianco di De Adamich, Russo e Giunti.


Dopo aver partecipato alla 12 Ore di Sebring con l'Alfa Romeo T33 del team Autodelta, il 2 Aprile 1967, ad Aspern, Galli coglie la prima vittoria in carriera al volante dell’Alfa Romeo Giulia Sprint. Nello stesso anno partecipa alla 1000 chilometri di Monza, dove arriva quindicesimo con una Ferrari 275 GTB/2, mentre con l’Autodelta sfiora il podio alla 3 Ore di Belgrado, arrivando quarto.


Buona la prestazione anche alla 1000 chilometri del Nurburgring, dove assieme ai compagni di squadra De Adamich, Bussinello e Zeccoli taglia il traguardo in quinta posizione. Qualche settimana più tardi, Nanni torna sul podio chiudendo terzo la Etcc di Budapest, mentre nell’ultima gara stagionale in coppia con De Adamich è quarto alla 6

Ore del Nurburgring.


Nel complesso, l'esperienza con l'Autodelta nel 1967 è caratterizzata da buoni risultati e diversi ritiri.


Nel 1968 Galli dovrebbe partecipare alla 24 Ore di Daytona, ma la salta a causa di un incidente, mentre alla 4 Ore di Monza si ritira a causa di una foratura. Successivamente, partecipa alla 6 Ore di Brands Hatch chiudendo la gara al quattordicesimo posto, mentre taglia il traguardo secondo alla Targa Florio, in coppia con Ignazio Giunti.


Un mese più tardi, il 2 Giugno 1968 torna alla vittoria al termine del Gran Premio della Repubblica di Vallelunga, ed a fine Luglio si concede il bis salendo sul gradino più alto del podio nel Gran Premio del Mugello, sempre con l'Alfa Romei T33/2 del team Autodelta.


Dopo il sesto posto ottenuto nel Gran Premio di Brno a bordo della Giulia Sprint GTA, Nanni ottiene il terzo podio stagionale alla 500 chilometri di Imola, dove sotto la bandiera a scacchi è secondo con l'Alfa Romeo T33/2.


Questa serie di risultati gli permettono di arrivare alla prima 24 Ore di Le Mans con la giusta fiducia nei suoi mezzi.


Galli, nonostante sia al debutto nella prestigiosa corsa francese in coppia con Giunti, quando sono passate nove ore dalla partenza è terzo. Posizione occupata anche domenica mattina, con il sogno del podio che pare diventare concreto giro dopo giro, fino a che nel finale la Porsche di Neerpasch e Stommlen superano i due italiani: Galli e Giunti devono così accontentarsi del quarto posto, pur vincendo nella categoria 2.0.


La stagione 1969 si apre con l'ennesimo ritiro alla 12 Ore di Sebring, sempre in coppia con Ignazio Giunti, a bordo dell'Alfa Romeo T33/3, a cui segue il quinto posto nella 4 Ore di Monza. Nelle due gare successive Galli colleziona due ritiri, rispettivamente alla Targa Florio e alla 1000 chilometri del Nurburgring, a causa di un incidente nel primo episodio, e per la rottura del motore nella seconda.


Poi, il 15 Giugno 1969 Nanni viene chiamato dalla Matra a partecipare per la seconda volta alla 24 Ore di Le Mans, che disputerà con la MS630/650, a seguito della decisione dell’Alfa di non prendere parte alla gara a seguito della scomparsa di Lucien Bianchi, durante una sessione di test in previsione proprio della classica francese.


Rispetto all’anno precedente, Galli non riuscirà a lottare per le posizioni di vertice, tagliando il traguardo in settima posizione.


Anche nel proseguo dell’anno Nanni non riuscirà ad ottenere brillanti prestazioni, ma soltanto buoni piazzamenti: alla 6 ore del Nurburgring è sesto; alla 6 Ore di Watkins Glen e al Gran Premio del Mugello è costretto al ritiro; alla 1000 chilometri di Zeltweg ed alla 500 chilometri di Imola non va oltre la ventiduesima e diciottesima posizione.


Anche l’inizio del 1970 sarà complicato per Galli: alla 1000 chilometri di Buenos Aires non arriva al traguardo, mentre è solo ottavo al termine della 200 miglia di Buenos Aires. Successivamente, alla 12 Ore di Sebring è nono, e alla 1000 chilometri di Monza è settimo. Una nuova delusione arriva al termine della Targa Florio, dato che si ritira a causa di un incidente, ma si riscatta al Gran Premio di Budapest, dove giunge quarto al traguardo.


Nel Gran Premio di Brno, alla 1000 chilometri di Spa ed a quella del Nurburgring colleziona altri tre ritiri.


Nanni affida le sue speranze di riscatto nella 24 Ore di Le Mans, che disputerà nuovamente con l’Alfa Romeo T33/3, in coppia con il pilota tedesco Rolf Stommelen, ma anche in questo caso il risultato non sarà felice.


Al Tourist Trophy è di nuovo quarto con l'Alfa 2000 GTAm, ma subito dopo arrivano due risultati negativi a seguito di un ulteriore ritiro alla 6 Ore del Nurburgring, e la tredicesima posizione raccolta nel Gran Premio del Mugello. Seguirà la sesta posizione al Zandvoort Trophy.


Nonostante fino a quel momento la stagione si stia rivelando deludente, a sorpresa la McLaren, che utilizza i motori Alfa Romeo, decide di ingaggiare Nanni per disputare il Gran Premio d’Italia. Galli però non riesce a prendere il via della gara in quanto nelle prove ufficiali è ventiseiesimo, fermandosi ad un secondo e quattro da Eaton, ultimo pilota a potersi schierare in griglia.



Una settimana più tardi si riscatta tagliando il traguardo in seconda posizione nella 500 chilometri di Imola, a cui segue una buona prestazione anche alla 6 Ore di Jarama, dove si piazza sesto, mentre chiude la stagione con il ritiro alla 1000 chilometri di Zeltweg.


Il 1971 inizia subito con il piede giusto.


Alla 1000 chilometri di Buenos Aires, sempre al volante dell’Alfa Romeo T33/3, è terzo, e successivamente, il 20 Marzo 1971, giunge secondo alla 12 Ore di Sebring. E dopo aver disputato senza fortuna la 1000 chilometri di Brands Hatch, giunge quarto alla 1000 chilometri di Monza.


Quest’ottimo inizio di stagione riapre a Galli le porte della Formula 1: infatti, la March decide di ingaggiarlo a partire dal Gran Premio di Monaco.


Tuttavia, il week-end monegasco termina già al venerdì, dato che Nanni chiude le qualifiche al ventunesimo posto. Dopo essere giunto quinto ad Hockenheim in una gara extra campionato, l'appuntamento con l'esordio in una corsa di Formula 1 è rimandato al Gran Premio d'Olanda, disputato il 20 Giugno 1971 sul circuito di Zandvoort. In qualifica, Galli non va oltre il ventesimo tempo con la sua March motorizzata Alfa Romeo, mentre in gara si ritira al settimo giro a causa di un incidente.



Anche in Francia Galli segna il ventesimo tempo in qualifica, ma un problema al motore Ford-Cosworth, montato sulla March al posto dell'Alfa, gli impedisce di partire.


Terminata la breve parentesi in Formula 1, appena torna a correre con l’Alfa del team Autodelta, Galli conquista il terzo posto nella 1000 chilometri di Zeltweg. Prestazione che gli dà la fiducia in vista del Gran Premio di Gran Bretagna, in cui ottiene il primo piazzamento in Formula 1, transitando undicesimo al traguardo.


Dopo aver centrato la vittoria alla 6 Ore di Watkins Glen in coppia con Andrea De Adamich e Ronnie Peterson, al Gran Premio di Germania, disputato sul tortuoso circuito del Nurburgring, in qualifica è ventunesimo, mentre in gara non va oltre la dodicesima posizione, così come farà in Austria.


A Monza, in occasione del Gran Premio d'Italia, Nanni spera di poter migliorare le proprie prestazioni. Tuttavia, dopo aver segnato il diciannovesimo tempo in qualifica, durante la gara è costretto al ritiro all'undicesimo giro a causa di un altro problema di affidabilità, questa volta dovuto dal mal funzionamento dell'impianto elettrico.



La situazione non cambia nelle ultime due gare del mondiale: in Canada Nanni non va oltre la ventesima posizione, mentre un guasto allo sterzo lo costringe a chiudere la stagione con un altro ritiro a Watkins Glen, negli Stati Uniti.


Nel 1972 Galli torna alla Tecno, ma prima dell’esordio del mondiale che avverrà soltanto in Belgio, sul circuito di Nivelles, si concentra sulle corse di durata con l’Autodelta.


Tornato al volante dell'Alfa T33/TT/3, alla 1000 chilometri di Buenos Aires, in coppia con De Adamich, non taglia il traguardo a causa di un problema al motore, mentre un mese più tardi ottiene una buona prestazione alla 6 Ore di Daytona, arrivando quinto al traguardo.


Successivamente, l'ennesimo ritiro alla 12 Ore di Sebring, causato da una foratura di un pneumatico, viene cancellato con i quarti posti ottenuti nella 1000 chilometri di Brands Hatch, e all’Interserie di Imola.


Passano tre settimane, e dopo aver disputato senza successo la 1000 chilometri di Spa, centra il secondo posto in coppia con Helmut Marko alla Targa Florio. Con questi risultati, Nanni Galli si prepara a disputare in Belgio la prima gara del Campionato Mondiale di Formula 1, che però non inizia nel migliore dei modi: in Belgio, Nanni si qualifica ventiduesimo, ma in gara rimane coinvolto in un incidente nel corso del cinquantaquattresimo giro.


Anche alla 24 Ore di Le Mans la fortuna volta le spalle a Galli.


In coppia con Stommelen, quando è in piena lotta per il podio insieme alle altre Alfa, a poche ore dalla fine un problema al differenziale lo costringe al ritiro.


Il riscatto arriva in una prova fuori dal campionato di Formula 1, nel Gran Premio della Repubblica di Vallelunga, dove riesce a salire sul gradino più basso del podio tagliando il traguardo al terzo posto, dietro Fittipaldi e De Adamich.


Poche settimane più tardi, mentre si prepara in vista del Gran Premio di Francia, arriva per Galli una chiamata inaspettata, che gli permetterà di coronare quel sogno che coltivava fin da bambino, quando ancora nei primi anni di vita, un po' ribelle, si mise contro la scelta della famiglia e decise di diventare un pilota professionista: Enzo Ferrari deve sostituire Clay Ragazzoni, e allora pensa al toscano, offrendogli la possibilità di scendere in pista sul circuito di Clermont-Ferrand con la 312 B.


La poca conoscenza della monoposto di Maranello gli permette di terminare le qualifiche con il ventesimo tempo, ma in gara è tredicesimo dopo aver recuperato sette posizioni rispetto alla partenza.



Dal successivo Gran Premio di Gran Bretagna, Galli torna alla Tecno: a Brands Hatch, al termine delle prove ufficiali è diciottesimo, ma un testacoda di cui rimane vittima durante il nono giro non gli permette di terminare la gara. Il mondiale si chiuderà con altri due ritiri, in Austria a causa di una perdita d’olio, ed a Monza per un guasto al motore.


Galli torna nuovamente protagonista quando guida le Sport-car.


E così, con la Lola è sesto alla 500 chilometri di Imola, ma soprattutto alla 2 Ore di Jarama tagliando il traguardo secondo, chiudendo la stagione con quattro podi.


Nel 1973 Galli cambia di nuovo team in Formula 1, e viene ingaggiato dal team di Frank Williams.


Nonostante le ambizioni di rivalsa, l’affidabilità delle vetture britanniche continuano a condizionare il percorso di Galli nella massima serie. E così, dopo un incoraggiante sedicesimo posto conquistato al termine delle prove ufficiali del Gran Premio d'Argentina a Buenos Aires, in gara, durante il primo giro, la pompa dell’acqua lo costringe al primo ritiro stagionale.


La situazione migliora in Brasile, dato che in qualifica non va oltre il ventesimo tempo, ma in gara rimonta e chiude al nono posto, dietro a Niki Lauda, futuro Campione del Mondo.



Dopo aver saltato il Gran Premio del Sudafrica, Nanni ottiene un buon risultato anche a Barcellona, in Spagna: sul circuito cittadino del Montjuïc, partendo di nuovo dalla ventesima casella, Galli taglia il traguardo in undicesima posizione.


Invece in Belgio nelle prove ufficiali segna il diciassettesimo tempo, ma per un problema al motore si ritira. Anche durante l’ultima sua gara disputata a Monaco, Galli è costretto a lasciare la sua vettura a bordo pista, a causa di un guasto alla trasmissione.


Nel Principato disputerà dunque il suo ultimo Gran Premio in Formula 1, dato che per mancanza di denaro non potrà disputare la gara prevista in Svezia. Termina così la stagione 1973, mentre nel 1974 correrà soltanto altre due gare con le Sport-car: al volante della Abarth-Osella, in coppia con Rosselli, alla 1000 chilometri di Monza si classifica ventitreesimo, mentre nella 1000 chilometri di Imola si ritira.


Quella del 2 Giugno 1974 sarà la sua ultima gara.


Nanni Galli lascia le corse con tre vittorie e altrettante pole position, nonché dodici podi, e da questo momento torna ad occuparsi dell’azienda di famiglia, ma rientrerà nel circus qualche anno più tardi sponsorizzando proprio la Williams.


Galli si è spento il 12 Ottobre 2019 a Prato.


Il pilota nato a Bologna, ma di adozione toscana, viene ricordato oggi come quel ragazzo ribelle che per un solo Gran Premio coronò il sogno di tutti i bambini cresciuti con il mito del Cavallino Rampate: correre per la Scuderia più importante del mondo, la Ferrari.


Massimiliano Amato

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