#N/A GP d'Australia 2020, la gara viene annullata a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19



Mentre il mondo cerca di rallentare sé stesso per frenare la pandemia di Covid-19, la Formula 1 accelera verso il suo inizio. Nel fine settimana a Melbourne si accenderanno i motori ed avrà il via il Campionato Mondiale, nonostante le incertezze legate all'epidemia, le liti del precampionato tra le squadre e la federazione internazionale, i dubbi su cosa rivelerà la pista. Vedremo presto e (quasi) tutto.


Una cosa sembra certa: gli organizzatori del Gran Premio d'Australia hanno escluso che la prima gara si svolga senza pubblico, così come ha invece annunciato di fare il Bahrain, che ospiterà la settimana successiva il secondo Gran Premio della stagione il 22 Marzo.


Poi, si vedrà: la FIA, che ha sospeso già da tempo il Gran Premio di Cina, osserva come tutti l’evolversi dell’epidemia, dicendosi pronta a mettere di nuovo mano al calendario. Al momento il Vietnam che esordisce quest’anno, il 5 Aprile 2020, è confermato, nonostante la quarantena obbligatoria per chi proviene dall’Italia, oltre che da Cina, Corea del Sud e Iran, nei quattordici giorni precedenti allo sbarco ad Hanoi.


Nel mentre, sette team hanno protestato contro l’accordo confidenziale raggiunto tra la FIA e la Ferrari sul motore 2019, sospettato di irregolarità. La federazione ha risposto ribadendo la legittimità del patto, oltre ad aver ammesso la mancanza di prove sufficienti per ritenere che la power unit prodotta a Maranello nella scorsa stagione funzionasse oltre i limiti imposti dal regolamento.


La diatriba sembra appena iniziata, e ci si aspetta che proprio a Melbourne si troveranno i motivi per ingaggiare altre lotte: contro il Dual Axis Steering, il volante mobile della Mercedes che agisce sulla convergenza delle ruote anteriori che ha esordito ai test invernali di Barcellona, e contro la Racing Point accusata da molti di essere, sotto la vernice rosa, identica alla Mercedes del 2019.

I test di Barcellona hanno restituito un’immagine incompleta delle forze in campo, per quanto alcuni indizi sembrino incontrovertibili: la Mercedes è forte come sempre, nonostante i gravi problemi di affidabilità dimostrati in catalogna, e la Red Bull lo è più che l’anno scorso. Rimane l’incognita, non solo della Racing Point che potrebbe ambire a un posto di rilievo in griglia, ma anche alla stessa Ferrari che è parsa soffrire dove invece non aveva rivali, nella velocità di punta, ma il motore si è mostrato affidabile.


Il team di Maranello ha cercato di recuperare dove difettava nella stagione scorsa, aumentando il carico aerodinamico, ma quanto è davvero indietro la vettura lo dirà il circuito cittadino di Albert Park: 5.303 metri, sedici curve, cinquantotto giri da percorrere. A tal riguardo, ammette il team principal della Ferrari, Mattia Binotto:


"Dopo un lungo inverno di intenso lavoro, è giunto il momento di avere una prima affidabile indicazione di quale sia il nostro livello di performance e di quanto efficaci siano le migliorie che abbiamo introdotto negli ultimi mesi. Sappiamo perfettamente che i nostri rivali sono molto forti, ma siamo anche consapevoli di quanto lunga sia la stagione che ci aspetta e di quanto gli sviluppi, l’affidabilità e la nostra efficienza nei vari processi potrà essere importante. Affronteremo tutte le sfide che ci attendono da squadra, consci dei progressi che dobbiamo fare e consapevoli di avere alle spalle tanti straordinari tifosi in tutto il mondo. L’Italia e il mondo intero stanno vivendo tempi non facili e noi, come parte della Formula 1, abbiamo il compito di provare a strappare un sorriso o quanto meno di far divertire il pubblico, che come sempre attende la prima gara della stagione con una trepidazione simile a quella che anima me e tutti i ragazzi della Scuderia Ferrari".

L'inizio del campionato è sempre più vicino e di conseguenza sale l'attesa dei tifosi, ma anche degli stessi protagonisti in vista del primo appuntamento del Mondiale di Formula 1: a poche ore dall'ingresso in pista a Melbourne è Charles Leclerc a fare il punto della situazione in casa Ferrari, dove si punta a riscattare un 2019 con più ombre che luci per il team di Maranello.

"E' difficile in questo periodo dire come si comporterà la nuova monoposto. Tutti lo vorrebbero sapere e anche io lo vorrei, ma - e non è una frase per i giornalisti - è anche per noi un punto interrogativo. E' difficile sapere dove siamo. L'anno scorso c'erano molte aspettative dopo le prove, eravamo fiduciosi di essere davanti ma alla prima gara abbiamo capito che non era così. Quest'anno sembra più difficile, almeno sulla carta, ma non ne abbiano ancora la prova, non abbiamo ancora fatto la prima gara. E' davvero difficile dire a che punto è la Ferrari. Quel che posso dire è che quest'anno abbiamo cambiato approccio: siamo concentrati su di noi. E posso assicurare che dal primo giorno ad adesso abbiamo migliorato tanto, e abbiamo scoperto di avere più flessibilità nel raggiungere il bilanciamento che piace a noi piloti. Sicuramente questo è una forza, l'anno scorso il range era molto ristretto".


Sarà ancora una volta Lewis Hamilton il pilota da battere dall'alto dei suoi sei titoli mondiali anche in questa stagione, ma dovrà vedersela oltre che con lo storico rivale Sebastian Vettel anche con i due giovani della Formula 1, Max Verstappen e lo stesso Charles Leclerc. Ed il pilota monegasco non ha dubbi: battagliare ruota a ruota con l'olandese della Red Bull è una delle cose che gli dà maggior gusto.


"Correre contro di lui, ruota a ruota, sempre un po' al limite mi piace molto. Anche a me piace essere così e quando lo faccio con lui è sempre al limite, c'è il rischio di perdere la gara ma è certamente qualcosa di bello gareggiare così".



La Formula 1 non si ferma, nonostante la pandemia di Covid-19 si sta espandendo rapidamente. Nel fine settimana a Melbourne, a porte aperte, il Circus accenderà i motori del Mondiale 2020 per provare a strappare un sorriso, come dice il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, in un momento in cui l'Italia e il mondo stanno vivendo tempi non facili.


O almeno questo è quello che si pensa alla vigilia, dato che giovedì 12 Marzo 2020, a Melbourne, tre componenti di squadre impegnate nel Gran premio di inizio stagione vengono posti in isolamento per timore di contagio. Sono un membro della McLaren e due del team Haas, che mostrano sintomi e febbre in pista. In attesa dell'esito del test, i tre vengono messi in isolamento nelle loro stanze d'albergo.


Com'è comprensibile, immediatamente inizia a serpeggiare la preoccupazione, dato che queste persone erano già state nel paddock ed erano entrate in contatto con altre persone della propria e di altre squadre.

Parallelamente si registra anche il primo caso di Covid-19 proprio a pochi passi dalla pista, per la precisione al The Albert Park Hotel, che sorge vicinissimo al tracciato dell’Albert Park: la struttura viene immediatamente sigillata, ed il personale viene messo in quarantena per le classiche due settimane presso le proprie abitazioni, in attesa dei risultati dei tamponi del personale addetto.


Va detto che in tutta l’Australia ci sono circa 1.000 casi di Covid-19 ma la presenza del virus nel cuore della Formula 1 spaventa: non è un mistero, d'altra parte, che parte della preoccupazione derivi proprio dalla massiccia presenza di team italiani, meccanici, progettisti, tutti provenienti fra l'altro dalla zona più colpita dell'Italia, una delle più colpite del mondo. Basti pensare che quasi il cinquanta percento degli addetti ai lavori, che frequentano il paddock, parlano la lingua italiana o provengono dall'Italia.


Il Gran Premio di Albert Park comunque si disputerà lo stesso, anche se con misure di sicurezza più stringenti che verranno decise proprio nelle prossime ore. Lunedì 9 Marzo 2020 Andrew Westacott, CEO della Australian Grand Prix Corporation, aveva detto che la gara avrebbe avuto regolare svolgimento, e non ci sarebbe stata alcuna possibilità che il Gran Premio che apre il campionato mondiale 2020 potesse essere cancellato o posticipato.


Pertanto, giovedì 12 Marzo 2020 il Mondiale di Formula 1 è ai nastri partenza, incurante del Covid-19, anche se la McLaren non parteciperà: qui c’è da mandare in scena il campionato più lungo mai affrontato nell'intera storia della Formula 1.

Le novità per la stagione sono tante: nel Circus entrano il Vietnam e l'Olanda, esce la Germania, portando il numero totale dei Gran Premi di Formula 1 da ventuno a ventidue, una vera enormità. Rispetto all'ultima stagione non si disputerà il Gran Premio di Germania, a conferma del difficile momento per gli organizzatori che si sono dovuti arrendere alla ricerca di uno sponsor per l'evento, dopo il rifiuto di supporto economico da parte della Mercedes.


L'eventuale ritorno del Gran Premio tedesco verrà discusso solo in occasione del 2021, ma l'assenza di Hockenheim e del Nurburgring verrà compensata con l'ingresso di altri due appuntamenti. Il 5 Aprile 2020 è previsto il Gran Premio del Vietnam, con il paese asiatico che ospiterà per la prima volta nella sua storia un Gran Premio di Formula 1.

Tutti gli occhi sono puntati sulla Ferrari, come al solito d’altra parte: i test di Barcellona non sono serviti quasi a nulla per capire i reali valori in campo del Mondiale di Formula 1, anche se le sei giornate di prove catalane hanno comunque fornito delle indicazioni di massima molto interessanti per poter tracciare un primo bilancio della situazione per i vari team, in vista del Gran Premio d'Australia.


Ovvio che la Mercedes rimane la grande favorita alla luce dell'enorme potenziale a disposizione in termini di performance della W11, senza contare l’effetto del magico volante che si sposta avanti e indietro per cambiare la convergenza in rettilineo.


Vedremo anche se gli svariati problemi di affidabilità legati alla power-unit hanno preoccupato il team anglo-tedesco, dato che ha stupito un po’ tutti vedere Bottas e Hamilton girare con un motore decisamente depotenziato, nel corso dell'ultima giornata di prove, proprio per paura di accusare un altro problema, perdendo di fatto molto terreno rispetto ai rivali sul dritto.


Alle spalle della Mercedes? L’altra grande favorita sembra la Red Bull, e non solo perché sul finale della scorsa stagione è apparsa in grande crescita dando del filo da torcere alla Frecce d’Argento: Max Verstappen a Barcellona ha fatto vedere a tratti una velocità di punta impressionante, e tutti i super tecnici concordano sul fatto che la Red Bull sia sempre andata piano nel terzo settore della pista di Montmelò per non svelare tutto il suo potenziale.


E veniamo alla Ferrari: le arrendevoli dichiarazioni di Mattia Binotto - "Non siamo abbastanza veloci per vincere in Australia" - non sono passate inosservate. E poi, senza considerare i tempi sul giro, la grande difficoltà della SF1000 in termini di velocità massima nei rettilinei è stata davvero esagerata. Vediamo se questo significherà - come i tifosi sperano - che la Ferrari sarà più competitiva in gara rispetto alla qualifica, soprattutto in tracciati da medio-alto carico aerodinamico.

Per il resto l’Alfa Romeo è apparta un po’ sotto tono mentre la Williams sembra aver ha compiuto un ottimo miglioramento rispetto a dodici mesi prima. La novità principale riguardante i team di Formula 1 è da individuare specialmente nel cambio di denominazione di una scuderia: la Toro Rosso. Il team di Faenza, entrato nel circus nel 2006, cambierà ufficialmente le proprie generalità in occasione del campionato 2020. A partire da questa stagione, infatti, il team verrà denominato Scuderia AlphaTauri, al fine di promuovere il marchio di moda di proprietà della Red Bull, da sempre sorella maggiore dell'ormai ex Toro Rosso.

Anche nel mondo dei piloti c’è grande interesse: Hamilton punta ad eguagliare il record dei sette Mondiali di Schumacher, Verstappen ha una voglia di riscatto infinita. Ma sarà di sicuro il dualismo Vettel-Leclerc a infiammare la stagione. Si accettano scommesse: il giovane e il vecchio faranno di tutto per far vedere chi è il migliore. Leclerc dovrà confermarsi dopo le belle gare del 2019 che lo ha visto trionfare a Spa e a Monza, mentre Vettel vorrà far vedere di essere sempre un quattro volte campione del mondo.


L'ultimo Gran Premio di Abu Dhabi del 2019 ha visto l'uscita di scena ufficiale dal paddock di due piloti storici ed amati dal pubblico: da una parte Nico Hulkenberg, e dall'altra Robert Kubica. Il primo, presente ininterrottamente in Formula 1 dal 2010 ed impegnato nel campionato 2019 con la Renault, lascia dunque la compagnia dopo aver collezionato una pole e due giri veloci in carriera, con altrettanti rimpianti per non aver trovato l'opportunità di esprimere il suo talento in un top team. Ancora non è chiaro quale sarà il futuro di Hulkenberg lontano dalla Formula 1, ma quel che è certo è che il posto lasciato libero dal tedesco alla Renault verrà occupato da Esteban Ocon.


Discorso diverso, invece, per quanto riguarda Kubica. Il suo rientro in Formula 1 dopo il terribile incidente occorso durante il Rally di Andona 2011 aveva commosso gli appassionati ad inizio 2019, impazienti di rivederlo a bordo di una monoposto. Ma dopo un solo anno, ricco di delusioni dovute anche all'inaffidabilità di una Williams in crisi nera, per il polacco è già arrivato il momento dei saluti.

Kubica si congeda definitivamente dalla Formula 1 con la soddisfazione di aver colto l'unico punto della scuderia nel corso dell'ultima stagione. Ad attenderlo, nel 2020, ci sarà una nuova sfida in DTM, dove ha già firmato un contratto con la BMW.


Di conseguenza, Russell condividerà il box con un esordiente della categoria: Nicholas Latifi. Il canadese, classe 1995 e vice-campione del mondo di Formula 2, debutterà al volante della Williams per la prima volta in qualità di pilota ufficiale, dopo le ultime stagioni suddivise tra impegni in Formula 2 e collaudatore o pilota di riserva in Formula 1 per Renault, Force India e appunto Williams. In questo modo, sulla griglia di partenza del mondiale 2020 prenderanno il via due piloti di nazionalità canadese, Latifi e Stroll, fatto che non si verificava in Formula 1 dal 1971.



Per il Gran Premio d'Australia, la FIA stabilisce tre zone in cui si può attivare il Drag Reduction System, confermando quanto avvenuto a partire dal 2018: oltre il rettilineo d'arrivo e il tratto di pista tra le curve Jones e Whiteford (curve 2 e 3), con un unico punto per la determinazione del distacco tra piloti fissato prima della curva 14, è compreso anche il tratto tra la curva 12 e la 13. In questo caso il detection point è posto prima della curva 11.


L'ex pilota di Formula 1 Emanuele Pirro viene nominato quale commissario aggiunto per la gara. L'italiano ha svolto in passato in diverse occasioni tale funzione: l'ultima al Gran Premio del Brasile del 2019.


Come avvenuto nel 2019, la Ferrari viene iscritta all'evento col solo nome di Scuderia Ferrari, senza il title sponsor Mission Winnow, in quanto sarebbe una forma indiretta di pubblicità al tabacco.


Poco prima dell'inizio del weekend, la Ferrari e la Red Bull Racing inviano una lettera alla Federazione Internazionale dell'Automobile in merito al rispetto del regolamento tecnico del nuovo volante della Mercedes, il Dual Axis Steering, che permette di modificare la convergenza delle ruote anteriori, con un semplice movimento del volante da parte del pilota. Il team austriaco annuncia che, nel caso la FIA considerasse legale lo strumento, proporrà un ulteriore reclamo dopo la gara, poiché tale elemento modificherebbe i parametri della sospensione in rettilineo con un influsso aerodinamico.



Tutto dunque, sembra pronto per la partenza del campionato, ma d'improvviso tutto si ferma. Venerdì 13 Marzo 2020 si apprende che a causa della diffusione della pandemia di Covid-19 il Gran premio d'Australia non sarà la prima gara del Mondiale 2020.


E' impossibile partire a Melbourne dopo che un meccanico della McLaren, prontamente posto in isolamento subito dopo aver mostrato i primi sintomi, è risultato positivo al contagio da Covid-19.


Tutto inizia dopo la mezzanotte di giovedì: a seguito del primo caso di positività all'interno del paddock, giovedì 12 Marzo 2020 molti cittadini di Melbourne chiedono l'annullamento della gara, spingendo l'Australian Grand Prix Corporation, la società che gestisce l'evento, a chiedere a Chase Carey che la gara venga solo rimandata, e non cancellata. Fin dal giovedì mattina il clima intorno alla gara non è idilliaco, a seguito dell'auto-isolamento di cinque persone, quattro della Haas e uno della McLaren, per generici sintomi influenzali.


Successivamente altre quattro persone si sottoporranno a indagine, ma solo il meccanico della McLaren risulterà positivo. Nel corso della tradizionale conferenza stampa del giovedì, Lewis Hamilton non nasconde la sua preoccupazione:


"Per me è scioccante il fatto che siamo tutti seduti in questa stanza. La Nba si è fermata, la Formula 1 continua ad andare avanti. Il denaro è re. Ci sono molti fan in pista già oggi. Sembra che il resto del mondo stia reagendo, probabilmente un po' in ritardo. Spero solo che dopo il weekend non arrivino brutte notizie".



Dopo numerosi colloqui, verso le ore 2:00 di venerdì mattina viene indetta una riunione d’urgenza tra Liberty Media, rappresentata da Ross Brawn, i delegati della FIA, i Team Principal, il direttore di gara Michael Masi e il Dipartimento della Salute per decidere se proseguire con il Gran Premio d’Australia 2020. Scelta particolarmente delicata, dopo la positività di un membro del team McLaren, che ha portato il team inglese a ritirarsi dalla gara, come sottolineato da Lando Norris attraverso il suo canale social personale:


"Sebbene sia affranto di non poter gareggiare, la cosa più importante ora è la salute di tutti. Noi abbiamo fatto qualsiasi cosa possibile per limitare il contagio, e ovviamente questo ha coinvolto anche me, che ho cercato di circondarmi del minor numero di persone. I miei pensieri sono per il team e tutte le persone che stanno combattendo il virus".


E anche Charles Leclerc non nasconde i propri sentimenti:


"In genere arriviamo in Australia felici di iniziare, ma ora c'è un'atmosfera strana, tutti abbiamo la testa da un'altra parte".


Inizialmente viene ipotizzata la tenuta del Gran Premio a porte chiuse, oppure il suo annullamento, così come la possibilità di disputare almeno le prove libere, prima di decidere definitivamente sulle sue sorti. Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, annuncia la volontà della sua scuderia di abbandonare Melbourne; la stessa linea è tenuta dall'Alfa Romeo e dalla Renault.


Mantengono una posizione favorevole alla tenuta del Gran Premio, anche se a porte chiuse, la Red Bull Racing, la Scuderia AlphaTauri, la Racing Point e la Mercedes. Si astengono, invece, la Williams e la Haas. Si crea così una situazione di equilibrio, con quattro scuderie favorevoli alla disputa della gara, quattro contrarie, aggiungendo anche la McLaren che ha già deciso di abbandonare l'Australia, e due indecise. Il direttore tecnico della Formula 1, Ross Brawn, opta così per mantenere almeno le prove del venerdì.


Poche ore dopo Chase Carey è in procinto di arrivare a Melbourne, dove svolgerà una riunione prevista alle ore 8:30 con gli organizzatori, Ross Brawn e altri responsabili, per concordare come procedere e annunciare l’annullamento del Gran Premio, ma nel frattempo alle ore 9:15 l'Australian Grand Prix Corporation annuncia che la gara si farà, seppur a porte chiuse. Questo però sarebbe impossibile, dato che Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen sono partiti in aereo con destinazione Dubai nel corso della mattinata.


"Tireremo il freno a mano, se necessario, noi piloti abbiamo una visione comune su questo problema e siamo tutti d'accordo".


Aveva detto Sebastian Vettel nel corso della giornata di giovedì, dopo che via Twitter aveva annunciato il nomignolo dato alla sua nuova Ferrari, Lucilla:


"Scelto stavolta non con i meccanici, ma semplicemente perché mi piaceva".


E anche Kimi Raikkonen aveva espresso la sua perplessità sul fatto di essere in procinto di disputare regolarmente il weekend di gara di Melbourne:


"Non so se essere qui sia la scelta giusta. Probabilmente non lo è. Ma non dipende da noi, non è una nostra decisione. Se fosse dipeso dai team, non credo saremmo stati qui".



Alle ore 9:30 il premier dello stato di Victoria, Daniel Andrews conferma l’intenzione di correre a porte chiuse, se si deciderà di proseguire:


"Salvaguardando la salute pubblica, non ci saranno spettatori al Gran Premio questo weekend, se la gara si farà. Arriverà molto presto un annuncio".


Ma quando mancano oramai pochi minuti dall'inizio delle FP1 le hospitality della Ferrari e della Mercedes sono deserte, a testimonianza della non volontà di correre da parte del team di Maranello e del team di Brackley, che nel mentre ha cambiato la propria opinione. I fan sono assiepati ai cancelli, ma non è concesso l’ingresso nell’ottica di provare a far disputare l’evento a porte chiuse.


Alle ore 10:10, su indicazione di Ola Källenius, presidente del consiglio di gestione della Daimler, preoccupato per l'immagine negativa che potrebbe derivare alla Formula 1 dalla tenuta della gara, la Mercedes invia una lettera alla FIA sottolineando che non ci sono le condizioni di sicurezza per disputare il Gran Premio, richiedendone la cancellazione per cause di forza maggiore legate all’emergenza dettata dalla pandemia di Covid-19.


Cinque minuti dopo, alle ore 10:15, arriva il comunicato ufficiale rilasciato dalla FIA, da Liberty Media e dalla Australian Grand Prix Corporation, che indica che il Gran Premio d’Australia è cancellato.


"In seguito alla conferma che un membro del McLaren Racing Team è risultato positivo al Covid-19 e la successiva decisione del team di ritirarsi dal Gran Premio d'Australia, la FIA e la Formula 1 hanno convocato una riunione con i team principal degli altri nove team nella serata di giovedì. Tali discussioni si sono concluse con una visione maggioritaria delle squadre secondo cui la gara non doveva proseguire. La FIA e la Formula 1, con il pieno supporto dell'Australian Grand Prix Corporation, hanno quindi deciso di annullare tutte le attività di Formula 1 per il Gran Premio d'Australia. Sappiamo che questa notizia è molto deludente per le migliaia di fan, tuttavia la salute della comunità della Formula 1, di chi ci lavora e del suo pubblico, hanno la priorità".


Nella mattina australiana, mentre il pubblico si avvia ai cancelli dell’Albert Park visto che l’organizzatore australiano aveva annunciato di voler proseguire col programma, probabilmente per far svolgere gli eventi collaterali alla Formula 1, Chase Carey, insieme ai promoter del Gran Premio d'Australia e al direttore di gara Michael Masi, convocano una conferenza stampa fuori dal paddock per rivelare il retroscena della scelta di fermarsi:


"C’è stato un accumulo di eventi che ha portato alla decisione finale, certamente la positività del tecnico McLaren è stata cruciale, ma in realtà la situazione era già iniziata a cambiare molto rapidamente. Quando siamo partiti lo abbiamo fatto valutando una situazione diversa: il numero di casi Covid-19 presenti in Australia, ed anche il quadro generale in Europa era differente. Purtroppo quando i team erano in viaggio verso Melbourne la situazione è cambiata drasticamente, e abbiamo dovuto affrontarla in tempo reale arrivando alla decisione di fermarci".


Chase Carey risponderà anche alle accuse esposte giovedì da Lewis Hamilton, dicendo:


"Se il denaro fosse il re, non avremmo preso la decisione di annullare l’evento. Col senno di poi le cose sembrano diverse, ci sono stati eventi hanno cambiato la situazione. Quando abbiamo deciso di essere qui, a Melbourne si tenevano eventi con grande affluenza di pubblico e con una diversa situazione in generale nel mondo. Purtroppo quando i team erano in viaggio verso Melbourne la situazione è cambiata drasticamente, ed è una situazione che abbiamo dovuto affrontare in tempo reale arrivando alla decisione che abbiamo preso".


Segue dunque il comunicato della Scuderia Ferrari:


"La Scuderia Ferrari esprime il suo totale sostegno alla decisione presa da FIA e Formula 1 insieme alla Australian Grand Prix Corporation di cancellare il Gran Premio d’Australia, previsto da venerdì 13 a domenica 15 Marzo al circuito dell’Albert Park di Melbourne. La sicurezza di ogni membro della squadra rappresenta la priorità assoluta, soprattutto in questa fase di continua e rapida evoluzione della pandemia di Covid-19. La Scuderia esprime il suo profondo dispiacere per il pubblico dell’Albert Park che si preparava ad accogliere con il consueto entusiasmo la Formula 1 e per i tifosi che avrebbero seguito il Gran Premio in tutto il mondo".


Alla domanda se il Gran Premio d'Australia fosse stato completamente eliminato per il 2020, il CEO Andrew Westacott afferma che l'annuncio della cancellazione è stato deliberatamente formulato per evitare di confondere i fan.


"È importante dire che abbiamo usato la parola cancellazione per l'immediatezza dei tempi. Era importante assicurare i fan presenti in circuito che non si trattava di un rinvio di qualche ora o di qualche giorno. La parola cancellazione è stata utilizzata deliberatamente".


Westacott aggiunge che i colloqui con Liberty Media seguiranno in un secondo momento su una potenziale nuova data per la gara.


“Ho imparato che nel mondo della Formula 1 non puoi mai dire mai. Lavoreremo su ogni punto, ma ancora non abbiamo iniziato a pensare ad una data certa o cose simili. E' un argomento che verrà toccato a tempo debito".


Ma Westacott ammette che le strutture realizzate per il Gran Premio dovranno essere rimosse per consentire il normale utilizzo dell’area.


"Non possiamo lasciare le strutture qui. Riconosco che uno dei privilegi che abbiamo è quello di occupare uno spazio bellissimo come l’Albert Park di Melbourne e quindi vogliamo minimizzare l’impatto della costruzione e dello smantellamento. Toglieremo tutte le strutture e le restituiremo ai club sportivi dell’Albert Park e di Melbourne".


Ma, come detto, non tutti erano d’accordo su questa priorità: Red Bull, Alpha Tauri e Racing Point avrebbero voluto correre, e in un primo momento sembrava che anche Toto Wolff fosse tentato di andare in pista, nonostante le dichiarazioni di Hamilton.


Nei minuti successivi alla decisione, Horner ammette di essere stato favorevole a portare avanti l'evento, ma in condizioni particolari, ovvero con l'accesso al circuito riservato solo al personale della Formula 1.


"Ovviamente abbiamo discusso dei diversi scenari. Si è discusso di chiudere il paddock e prendere ulteriori precauzioni. L'autorità sanitaria e la FIA erano d'accordo a continuare, se la maggior parte delle squadre fossero state d'accordo. Ma sfortunatamente non è successo".


L'idea di continuare nella giornata di venerdì per avere un'ulteriore valutazione della situazione non ha ottenuto il sostegno della maggioranza, e questo ha spinto la Federazione Internazionale dell'Automobile ad annullare la gara.


"Ovviamente è stato deludente non correre. Ma dobbiamo considerare la salute del nostro personale e, alla fine, la FIA ed il promoter hanno deciso di annullare l'evento. E' frustrante".



Ross Brawn, responsabile dell'area Motorsport di Liberty Media, che è stato coinvolto nelle discussioni dei team e si ritiene abbia favorito il tentativo di proseguire con l'evento, sottolinea che la Formula 1 è stata sorpresa dalla rapidità con cui è cresciuta la pandemia di Covid-19.


"Probabilmente quello che ha sorpreso tutti è stata la rapida espansione di questo problema. L'escalation dei nuovi casi, specialmente in paesi come l'Italia, dove è stata quasi verticale, non se la sarebbe aspettata nessuno. Ho parlato con Mattia Binotto molte volte nelle ultime settimane. Il suo umore è cambiato molto negli ultimi giorni in base a quello che stava vedendo in Italia. Eravamo comunque ottimisti di poter superare la cosa, iniziare la Formula 1 e portare un po' di sollievo in questo momento difficile. "Una volta che abbiamo avuto il primo positivo, una volta che una squadra non ha potuto correre per questo, chiaramente c'era un problema che dovevamo affrontare".


La situazione creatasi scatena anche problemi diversamente non pensabili: l'attuale generazione di pneumatici e cerchi delle Formula 1 costringe Pirelli ad avvertire quando le gomme sono state montate, ma non utilizzate, a causa di possibili danni quando queste vengono tolte dai cerchioni. Così, i set completi portati in Australia, di mescola C2, C3 e C4, non saranno più recuperati, mentre altri 1800 pneumatici non montati, ma già arrivati via mare sia in Bahrain che in Vietnam, per fortuna verranno recuperati.


Dopo il rinvio delle due gare, le gomme saranno mantenute nei rispettivi circuiti nel caso le corse dovessero essere riprogrammate, mentre se queste non si dovessero disputare definitivamente allora le gomme verranno spedite nella nazione dove verranno utilizzate le stesse mescole.


"Abbiamo finito di montare le gomme giovedì pomeriggio, e poi abbiamo dovuto smontare tutto. Le gomme per il Bahrain e il Vietnam sono già lì, ma non è un problema. Utilizziamo il trasporto marittimo per la maggior parte degli pneumatici, e sono in container termo-controllati. È come averli in un magazzino. Se ci sarà qualche cambiamento nel calendario potremo usarli. L'unico problema è per gli pneumatici già montati, perché in questo caso dovranno essere smontati. La difficoltà maggiore nasce quando togliamo una gomma dal cerchio perché stressiamo il tallone e non possiamo montare daccapo lo stesso pneumatico a causa delle elevate forze che subiscono in gara. Non vogliamo prendere alcun rischio".


Ammette Mario Isola, responsabile del Motorsport Pirelli, che poi prosegue col dire:


"Per gli eventi europei possiamo trasportarli, perché se non li usiamo li teniamo montati, e carichiamo i nostri camion con pneumatici e cerchioni. In futuro, considerando che avremo un unico fornitore e un design standard per i cerchioni, cercheremo di lavorare insieme per trovare un modo per montare e smontare i pneumatici e riutilizzarli. Ma dobbiamo essere sicuri di non correre alcun rischio".


I pneumatici usati e non utilizzati vengono restituiti da un cargo marittimo nel Regno Unito, dove vengono utilizzati come carburante.


"Schiacciamo gli pneumatici per poterli montare in meno contenitori e li rispediamo nel Regno Unito, dove li ricicliamo in un cementificio vicino a Didcot. Li bruciamo ad alta temperatura e creiamo energia, ma non inquinamento. Stiamo studiando molti modi possibili per riciclare gli pneumatici di Formula 1, ma al momento questo è il modo in cui li ricicliamo dopo tutte le nostre analisi".


In Australia Pirelli aveva preso particolari precauzioni per prevenire il diffondersi del coronavirus.


"Abbiamo organizzato l'area di raccordo per ridurre al minimo i contatti tra le persone. Pirelli è in contatto con tutte le squadre, quindi dobbiamo evitare di diffondere il virus ovunque qualora ci sia un contatto. Quindi abbiamo cercato di gestire in modo intelligente l'area di raccordo".


Nel frattempo, in Italia, la Ferrari non si ferma e tiene aperta la fabbrica di Maranello, seppur con rigorose misure di prevenzione per garantire i più alti standard sanitari al numero di lavoratori ridotti al minimo, mentre la restante parte dei dipendenti lavora da remoto, in linea con la lettera e lo spirito del decreto. Insomma la Ferrari va avanti anche se come tutti gli stabilimenti dipende dalla catena di fornitura delle varie componenti.


"Ferrari continuerà a valutare l’equilibrio più corretto fra il benessere dei lavoratori, che ha sempre la priorità, e i bisogni dei partner e dei clienti".


E' lo stesso Louis Camilleri, amministratore delegato della Ferrari, a scrivere una lettera ai dipendenti giovedì 12 Marzo 2020:


"Ci sono momenti, nella vita di ognuno di noi in cui qualcosa o qualcuno, situazioni o persone, ci impongono un cambiamento e quello che stiamo vivendo oggi è un momento in qualcosa di molto piccolo, un virus invisibile agli occhi, sta imponendo un cambiamento alle famiglie, alle comunità, a un paese e probabilmente al mondo intero e naturalmente alla Ferrari. Ma voglio rassicurarvi che se sarà necessario fare di più, lo faremo perché la Ferrari, come sempre, si prenderà cura delle proprie persone. Ce la faremo a vincere anche questa sfida. Abbiamo detto che la salute e il benessere delle nostre persone viene al primo posto nei nostri pensieri e non voglio che nessuno di voi possa pensare che queste siano solo parole".

La lettera prosegue:


"Questa emergenza ci sta ricordando qualcosa che forse avevamo dimenticato nel mondo frenetico in cui viviamo: che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri amici, di chiunque ci sia vicino. La Ferrari, come sempre si prenderà cura delle proprie persone. I valori umani sono sempre stati le nostre fondamenta ancor più che l'innovazione: passione, rispetto, attenzione agli altri, lavoro di squadra, coraggio. Oggi più che mai questi valori della Ferrari devono restare solidi e aiutarci a vincere questa sfida imprevista. E ce la faremo".

Passano soltanto ventiquattro ore prima di decidere di chiude per due settimane, con effetto immediato, fino al 27 Marzo 2020. Nessun problema di dipendenti positivi al coronavirus, ma le famiglie dei lavoratori erano sempre più preoccupate nel veder uscire ogni giorno i propri cari per andare in fabbrica. Spiega Louis Camilleri:

"In un momento come questo i miei ringraziamenti vanno prima di tutto alle persone della Ferrari, che con il loro straordinario impegno in questi ultimi giorni hanno dimostrato l’attaccamento e la passione che contraddistingue il nostro marchio. Assieme ai nostri fornitori, sono stati loro a garantire fino ad adesso la continuità aziendale. È proprio nel loro rispetto e per la tutela della loro serenità e di quella delle loro famiglie, che abbiamo preso questa decisione. Ferrari ha a cuore naturalmente anche i propri clienti e i propri fan, e per loro ci faremo trovare pronti a una grande ripartenza".


Certo, la catena dei fornitori locali iniziava a non essere disponibile, ma la fabbrica sarebbe potuta andare avanti ancora. Senza contare poi che gli standard di sicurezza erano assoluti. Tuttavia, venerdì 14 Marzo 2020, dopo una lunga riunione con i sindacati, si decide di fermare tutto, sia la fabbrica che la gestione sportiva, sia per gli stabilimenti di Maranello che di Modena, anche per non rovinare quel clima aziendale a cui faceva riferimento Camilleri soltanto ventiquattro ore prima.


La chiusura della Ferrari arriva dopo quello della Lamborghini e della Pagani: il polo delle supecar mondiale, tutto concentrato in Emilia Romagna, è messo in ginocchio dalla diffusione della pandemia di Covid-19. Alla Ferrari però rimarranno a lavoro tutti coloro che possono proseguire in smart working, circa l'ottanta percento degli impiegati, e a rotazione quelli impegnati nella salvaguardia degli impianti.


"Il periodo sarà coperto da istituti contrattuali pagati interamente dall'azienda. In queste due settimane, in continuità con il massimo impegno sempre profuso da Ferrari, saranno apportate ulteriori modifiche agli impianti e uffici, per implementare le misure a tutela della prevenzione, igiene, salute e sicurezza dei lavoratori. Per garantire quanto sopra, sarà anche compito sindacale continuare a svolgere un puntuale, preciso e costante monitoraggio. Durante il periodo di chiusura di due settimane, le parti continueranno a incontrarsi per verificare l'evolversi della situazione".

Sabato 14 Marzo 2020, ventiquattr'ore dopo l’annuncio della cancellazione del Gran Premio d’Australia, Melbourne è ancora attraversata da molti fan piuttosto delusi.


"Molta gente è arrivata qui in aereo, avrebbero potuto avvisarci prima. Anche se ci rimborseranno il biglietto di tribuna, il resto delle spese sono perse. Ma oltre a questo c’è l’amarezza per aver appreso dell’annullamento del weekend quando siamo arrivati ai cancelli d’ingresso, pronti con tutto quello che serviva per passare al meglio una giornata in pista. Un volo di quattro ore, Hotel e tutto il resto e poi arrivi li e trovi chiuso".


Sotto accusa, almeno per il pubblico arrivato a Melbourne, non è tanto il sistema Formula 1, quanto le autorità dello stato di Victoria, colpevoli di non aver voluto annullare per tempo l’evento facendo arrivare nella città australiana squadre e piloti.

"Ho acquistato i biglietti quando ho visto in televisione che i lavori di allestimento della pista erano completati; a quel punto ho dato per scontato che non ci sarebbero stati problemi. Poi ho visto che erano arrivati piloti, squadre, tutto insomma, ero certo al cento per cento che tutto sarebbe stato come al solito".


Il futuro del Mondiale, come quello di tutto lo sport in questo scorcio del 2020, è un buco nero nel quale lentamente ogni evento scivola e si dissolve. Il Gran Premio del Vietnam, inedito e molto atteso, è in programma il 5 Aprile 2020, ma il paese asiatico ha inasprito le misure di prevenzione contro il Covid-19, con il blocco dei visti d'ingresso per i cittadini europei. Il boss di Liberty Media, Chase Carey, è volato ad Hanoi per cercare una soluzione, prima di giungere in Australia, ma si aspetta la notizia del rinvio.


Il Gran Premio del Bahrein è talmente vicino da sembrare sin d'ora un appuntamento improbabile da svolgere. Lo è certamente per il team McLaren, che dovrà effettuare un periodo di quarantena di un paio di settimane. Inoltre il virus è in piena espansione in Medio Oriente: in Bahrein i casi confermati sono quasi duecento, oltre oltre duecentosessanta nel vicino Qatar, e settantaquattro negli Emirati Arabi.


E' dunque così che a Melbourne, in Australia, non inizia il Campionato del Mondo di Formula 1 del 2020, rimandando tutto a data da destinarsi.


Desirée Palombelli

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