Mike Hawthorn, il papillon della Formula 1 Campione del Mondo 1958



John Michael Hawthorn nasce a Mexborough, nello Yorkshire, il 10 Aprile 1929 da Leslie e Winifred Hawthorn. Mike studia all’Ardingly College nel Sussex e una volta terminati gli esami inizia a lavorare come rappresentante commerciale.


Suo padre è proprietario del Tourist Trophy Garage a Farham, e fornisce assistenza e pezzi di ricambio ai clienti di prestigiosi marchi come Jaguar e Ferrari. Complice il lavoro del padre, dentro il giovane Mike cresce sempre di più la voglia di diventare un pilota da corsa.


L’inglese debutta il 2 Settembre 1950 con la sua Riley Ulster Imp, KV 9475 del 1934, vincendo la categoria 1.100 cc nella kermesse di velocità di Brighton. L’anno seguente, sempre alla guida di una Riley TT ½ litro partecipa al MotorSport Brooklands Memorial Trophy, un mini campionato che si disputa sul circuito di Goodwood, e si impone per un punto.


Sempre nel 195 vince l’Ulster Trophy Handicap a Dundrod e il Leinster Trophy.


Nel 1952, al volante della Cooper - Bristol T20, Mike vince l’Easter Trophy a Goodwood e con la stessa monoposto debutta in Formula 1, partecipando al Gran Premio del Belgio ed ottenendo un fantastico quarto posto. Successivamente, il pilota britannico conquista il suo primo podio a Silverstone, davanti al pubblico di casa.


Questi risultati, uniti ad altri successi in gare non iridate e alla grinta e al suo entusiasmo, attirano l’attenzione di Enzo Ferrari, che lo vuole nella sua squadra per il 1953.


Mike viene definito il pilota con il farfallino poiché in questo periodo storico in cui i piloto corrono privi di tute ignifughe, il britannico è solito presentarsi alle gare vestito di un giubbino verde molto british style e cravatta a farfalla.


Alla sua prima stagione in Ferrari, avendo tra le mani la velocissima Ferrari 500, Hawthorn vince la sua prima gara iridata in Francia, tenendo testa a Fangio e divenendo così il più giovane vincitore di un Gran Premio di Formula 1.



Il suo primo campionato in Ferrari si chiude con altri due piazzamenti sul podio, in Svizzera e in Germania, entrambe le volte al terzo posto, e con il quarto posto nella classifica assoluta.


Ma il 1953 è anche l’anno della sua vittoria alla 12 Ore di Pescara in coppia con Maglioli, e alla 24 Ore di Spa in coppia con Farina, in entrambe le occasioni alla guida di una Ferrari 375 MM Berlinetta.


L’anno dopo, esattamente ad Aprile, Mike prova la nuova Ferrari sul circuito di Siracusa, ed in gara si trova nelle prime posizioni, quando per evitare un ostacolo che si trova in mezzo alla pista va a sbattere contro il compagno González. Le due Ferrari prendono fuoco ma fortunatamente entrambi i piloti escono indenni da questo incidente, anche se Hawthorn rimedia alcune ustioni.

Nello stesso anno, la scomparsa del padre porterà Mike ad un periodo di depressione e di sconforto, dato che gli era molto affezionato.


Ciononostante, il giovane pilota britannico riesce comunque a vincere la gara conclusiva in Spagna, ed a conquistare tre secondi posti in Gran Bretagna, Germania e Italia, sicché in classifica finale Mike chiude al terzo posto, dietro a Juan Manuel Fangio e José Froilán González.



Nel 1955, Mike passa alla scuderia inglese Vanwall, ma i risultati non sono molto soddisfacenti e dal Gran Premio d'Olanda torna a disputare i rimanenti Gran Premi con la Ferrari.


Quest'anno poco esaltante, tuttavia, sarà ricordato soprattutto per il tragico incidente avvenuto alla 24 Ore di Le Mans in cui Hawthorn è involontariamente responsabile a causa di una sua brusca manovra che innesca l’incidente che porta alla scomparsa del pilota svizzero Pierre Levegh e di numerosi spettatori.


Mike vince la 24 Ore ma la critica lo giudicherà come un pilota pericoloso, facendo passare in secondo piano le vittorie conseguite fino a quel momento della sua carriera.


Il 1956 sarà un altro anno di transizione, dove l’unico buon risultato è il terzo posto in Argentina, nella gara di apertura della stagione iridata, al volante di una Maserati 250F.


Enzo Ferrari, però, è un sincero e profondo ammiratore di Hawthorn e lo vuole a tutti i costi per la stagione 1957 per sostituire Fangio. In Ferrari Mike trova Peter Collins, suo connazionale, e Luigi Musso, con cui non corre buon sangue a causa di un incidente tra i due in cui il pilota romano si fratturò il bacino.


Nel 1957 Hawthorn si piazza quarto nel mondiale, ottenendo come miglior risultato il terzo posto in Gran Bretagna, e il secondo posto in Germania.


Il 1958 sarà una stagione particolare, funestato da due nuove tragedie che avranno come vittime Peter Collins e Luigi Musso, ma che donerà a Mike la gioia del trionfo mondiale. All’undicesimo giro del Gran Premio di Germania Peter Collins, al volante della sua Ferrari 800, esce di pista sotto gli occhi del connazionale e compagno di scuderia, finendo contro un albero, e a causa delle gravi ferite subite si spegnerà durante il tragitto verso l’ospedale.


Musso, invece, perderà la vita nel Gran Premio di Francia, a Reims.


Le scomparse di Collins e Musso sono devastanti per il pilota britannico, al punto che giunge a minacciare l’abbandono dalla Formula 1, ma Enzo Ferrari e il compagno di squadra Phil Hill lo convincono a non allontanarsi dal mondo dei motori.


Da questo momento, però, il suo sorriso si spegne.


Mike prosegue il campionato e nell’ultima prova, che si disputa il 19 Ottobre a Casablanca, conclude secondo dietro Moss e conquista il titolo. Con un solo trionfo conquistato in occasione del Gran Premio di Francia, rispetto alle quattro vittorie di Moss raggiunge in Argentina, Olanda, Portogallo e Marocco, ma un solo ritiro contro i cinque dell’amico rivale, Mike totalizza 42 punti, uno più dell’avversario, e diventa Campione del Mondo.



Durante la corsa, l’americano Stuart Lewis-Evans è vittima di un brutto incidente, da cui ne conseguono delle gravi ustioni.


"Con le corse ho chiuso".


Dice Mike, stanco di vedere i suoi colleghi spegnersi o farsi seriamente male; sembra una frase dettata dallo sconforto e dalla tristezza ma un mese dopo il ritiro diventerà ufficiale.


"Meglio farsi chiedere perché ti sei ritirato, piuttosto che sentirsi chiedere perché non ti ritiri".


Contro il destino, però, non si può nulla: dopo neppure due mesi, il 22 Gennaio 1959 perde il controllo della sua Jaguar Mk1 ed esce di strada, spegnendosi a soli 29 anni.


Hawthorn, il pilota col farfallino, se ne va lasciando un fortissimo rimpianto nel mondo dei motori, vista la sua irriverenza, la sua grinta, ma soprattutto la sua classe.


Simone Centonze