Mika Salo e un compito impossibile: sostituire Michael Schumacher!



Era l'11 luglio 1999. Quel giorno si correva, a Silverstone, il Gran Premio d'Inghilterra. Michael Schumacher, che scattava dalla seconda posizione in griglia, venne sopravanzato al via da Coulthard e Irvine, scivolando in pochi secondi fino al quarto posto. In rimonta, tentò l'attacco sul suo compagno di squadra alla curva Stowe, affiancandolo all'interno.


Sembrava un sorpasso relativamente facile, ma una vite di spurgo del circuito idraulico allentata causò un problema all'impianto frenante, con il tedesco che si trasformò in un passeggero, nell'impossibilità di controllare la sua Ferrari.


Andò a sbattere violentemente contro le barriere, riportando la frattura di tibia e perone della gamba destra. Fu costretto ad abbandonare la possibilità di lottare con Hakkinen per il titolo mondiale, e a Maranello si dovette chiamare un sostituto.


A mettersi al volante della Rossa fu un finlandese, Mika Salo, il quale aveva già preso parte a tre gare durante la stagione in corso con la BAR.


Il suo debutto in rosso fu infelice, poiché in Austria non andò oltre la nona posizione finale, ma negli appuntamenti successivi mise in mostra buone capacità, anche se contornate da un rendimento non costante. In Germania si qualificò quarto al sabato, mettendosi davanti al compagno di squadra.


Autore di un'ottima partenza, si ritrovò secondo al termine del primo giro, per poi guadagnare la leadership del gran premio grazie ad una sosta prolungata di Hakkinen, a causa di un problema con il sistema di rifornimento. Irvine passò così in seconda posizione, per poi essere lasciato passare da Salo.


Il finlandese della McLaren terminò anzitempo la sua corsa per un brutto incidente dal quale uscì incredibilmente illeso, mentre le due Ferrari continuarono in parata fino al traguardo.


A Budapest e Spa le cose andarono male per il neo pilota della Rossa, che non riuscì ad arrivare a punti in nessuno dei due appuntamenti. Si rifece a Monza, dove ottenne il suo secondo podio in carriera, chiudendo davanti a Irvine che finì quarto, per poi essere costretto al ritiro al Nurburgring per guai meccanici. Fu quella la sua ultima apparizione in Ferrari.


Mika Salo non riuscì a vincere nessun gran premio al volante della Rossa, ma contribuì a far tornare il mondiale costruttori a Maranello. Ottenne due podi, di cui uno sapeva un po' di vittoria, e alcuni risultati deludenti. Inoltre, lasciò la squadra in possesso di un contratto che lo legò indirettamente alla Ferrari per le stagioni seguenti.


I primi effetti di ciò si videro già l'anno successivo, quando trovò una sistemazione in Sauber.


Alessandro Cappelli

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