Mercedes WO9 EQ Power+, l’ennesima erede al trono iridato



Per la stagione 2018, la casa automobilistica di Stoccarda presenta la nuovissima AMG F1 W09 EQ Power +, che altro non è, agli occhi meno attenti, una evoluzione della precedente W08.


In realtà, questa vettura presenta un pacchetto ricco di aggiornamenti e soluzioni interessanti, sia dal punto di vista aerodinamico che meccanico.


Infatti, oltre allo sviluppo del telaio AMG F1 W09 EQ Power +, la scuderia di Brackley

ri-progetta completamente la propria power unit, per garantire uno sviluppo continuo fino alla prossima generazione di motori, in programma al debutto nel 2021.


Una evoluzione ricca di novità


La nuova vettura del team anglo-tedesco perfeziona concetti già utilizzati dalla sua progenitrice, la W08, con alcune sostanziali modifiche. Partendo dal muso, l'ala anteriore molto stretta rimane simile alla precedente monoposto, favorendo l’afflusso d'aria esternamente ai piloni di sostegno, incanalandolo dei convogliatori di flusso prima di giungere al corpo della vettura.


Lo schema sospensivo anteriore è rimasto di tipo push rod, con terzo elemento idraulico, ed oltre a ciò, gli ingegneri della Mercedes mantengono la distanza tra il triangolo inferiore e quello superiore, e il collegamento a pivot tra triangolo superiore e porta-mozzo, che consente di influenzare molto meno il flusso che arriva alle bocche dei radiatori.


Confermato anche il sistema dell'S-Duct, che prevede una presa d'aria di ingresso in una posizione molto avanzata: l'utilità di tale sistema è quello di espellere l'aria turbolenta sotto forma di flusso laminare.



Passando al corpo centrale della vettura, si può vedere come le bocche dei radiatori siano leggermente meno ampie rispetto alla W08, ma posizionate più in alto, e presentano coni anti intrusione scorporati. Il nuovo dispositivo di sicurezza, l’Halo, grande novità della stagione 2018, non è dotato di particolari carenature, mentre l’airscope, ovvero il tunnel dell’aria sopra la testa del pilota, rimane invariato rispetto alla scorsa stagione.


Le fiancate sono strette e filanti, il che fa notare come la Power Unit della Mercedes sia allo stesso tempo potente e poco ingombrante.


Il team anglo-tedesco cambia concetto aerodinamico nella parte iniziale delle pance, spostando quest’ultime qualche centimetro più indietro, per migliorare l'interazione tra la parte centrale della vettura, ed i flussi in arrivo dall'anteriore.


In questo modo si migliora l’efficienza aerodinamica, e quindi la resistenza all’avanzamento, per aumentare le velocità massime e ridurre i consumi.



La portata d'aria verso i radiatori viene aumentata, così come l’estrazione dalla coda dei flussi caldi: infatti, è questo il principale motivo per cui la Mercedes mantiene pance molto rastremate.


Un'ulteriore novità è rappresentata da un nuovo specchietto retrovisore, dotato di un supporto aventi funzioni aerodinamiche.


Ma la rivoluzione non si limita solo alla parte centrale della Mercedes: la squadra presta molta attenzione anche alla parte posteriore della vettura, introducendo una nuova paratia laterale dell’ala posteriore.


Grandi aggiornamenti nel corso della stagione


Mercedes porta nel Gran Premio del Belgio un importante update riguardante diverse aree della vettura, per cercare l'affondo decisivo, in campionato, sulla Ferrari.


Le modifiche vedono interessare l’ala anteriore, con lo sdoppiamento della bandella verticale soffiata posta ai lati degli upper flaps, per poter schermare maggiormente le ruote anteriori dai flussi che su piste veloci aumentano, e un nuovo disegno dei cerchi, che presenta nella parte interna delle nervature, permettendo così un migliore smaltimento delle polveri di carbonio ed il calore generato dagli pneumatici, evitando il loro surriscaldamento.



La prima unità endotermica viene utilizzata per i primi sette Gran Premi, mentre in Francia la Mercedes ha portato la seconda Power Unit.


Dopo il gran premio di Austria a seguito di un doppio ritiro e di un possibile guasto del motore di Bottas, la Mercedes sostituisce il motore del finlandese per il Gran Premio di Gran Bretagna. Per il Gran Premio del Belgio, la Mercedes porta la specifica numero 3 della Power Unit, garantendo una potenza aggiuntiva di 15 cavalli abbinata ad un nuovo carburante della Petronas.


Stagione 2018, progressione verso la vittoria


La stagione 2018 va in scena sulla falsa riga di quella precedente, con la Mercedes e la Ferrari impegnate a giocarsi il titolo, mentre la Red Bull, terza forza nel mondiale, è relegata al ruolo di outsider, pronta ad accaparrarsi qualche vittoria di tappa, come a Monaco, in Austria, e in Messico.


Il primo appuntamento stagionale vede la W09 di Lewis Hamilton dominare le qualifiche, con Valterri Bottas coinvolto in un incidente. In gara, però, grazie ad una virtual safety car, Sebastian Vettel e la Ferrari ne approfittano per andare al comando e tagliare per primi il traguardo, beffando clamorosamente il pilota britannico.



La stessa cosa avviene in Bahrain, ma questa volta ad esser beffato è il finlandese Valterri Bottas, che deve accontentarsi del secondo posto dopo che la Ferrari, sempre con Sebastian Vettel, è autrice di una splendida strategia, contornata da un’ottima gestione gomme da parte del pilota tedesco.


Il terzo round va in scena a Shangai, in Cina. Le due Ferrari dominano la prima fila in qualifica, ma in gara una Safety Car rovina i piano sia del team di Maranello, sia della Mercedes, con Daniel Ricciardo che ne approfitta per ottenere l’unica vittoria stagionale.


La stagione prosegue in Azerbajian, appuntamento noto per le sue edizioni al cardiopalma, e infatti le aspettative non vengono deluse: in gara, Sebastian Vettel, poleman al sabato, conduce seguito dalle due Mercedes di Valterri Bottas e Lewis Hamilton.


A metà gara, però, dopo un cruento duello pieno di contatti, i due piloti della Red Bull si auto-eliminano dalla corsa, dopo che Daniel Ricciardo tampona violentemente Max Verstappen alla staccata di curva uno. Tale episodio comporta l’uscita della Safety Car, consentendo a Sebastian Vettel e Valterri Bottas di sfruttare il momento per effettuare la loro sosta.


Alla ripartenza, Sebastian Vettel tenta una violenta staccata, sferrando un attacco ai danni del finlandese della Mercedes, andando però lungo e cedendo la posizione a Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Sergio Perez, che lo seguivano.


Il giro successivo, però, Valterri Bottas è vittima di una foratura causata da un detrito colpito in pieno rettilineo, e così Lewis Hamilton eredita la prima posizione, andando a vincere la prima gara stagionale.



Il successivo Gran Premio in Spagna è dominato dalle due Mercedes, che mettono le mani sulla prima doppietta stagionale.


A Monaco, su un tracciato storicamente sfavorevole alla casa automobilistica di Stoccarda, Lewis Hamilton è protagonista di una gara grigia, culminata in terza posizione, la medesima da cui era partito.


La stessa situazione di difficoltà si ripresenta anche in Canada, con le frecce d’argento non in grado di lottare per la vittoria.


La Mercdes torna a vincere con Lewis Hamilton al Paul Ricard, in Francia, dopo aver fatto siglare anche la pole position il giorno precedente.



Il successivo Gran Premio d’Austria, la scuderia di Brackley porta un aggressivo pacchetto evolutivo della vettura. Per cercare di colmare il gap prestazionale con la Ferrari, che si era dimostrata nella prima parte di stagione la vettura più competitiva.


I nuovi aggiornamenti, tuttavia risultano essere troppo estremi, divenendo la causa di alcuni gravi problemi di surriscaldamento, che provocano il doppio ritiro delle due W09.


La Mercedes fa un passo indietro, e a Silverstone è di nuovo sovrastata dalla Ferrari che, con Sebastian Vettel vincitore, e Kimi Raikkonen in terza posizione, mettono nel mezzo l’idolo locale Lewis Hamilton.


Il successivo Gran Premio della Germania è a dir poco rocambolesco, infatti la corsa parte su un tracciato asciutto, ma verso la metà incombe la pioggia. La gara è caratterizzata dalla rimonta di Lewis Hamilton, partito quattordicesimo, e Daniel Ricciardo, partito diciannovesimo.


Già all'ottavo passaggio Hamilton è settimo, mentre Ricciardo si trova in quindicesima posizione.


All'undicesimo giro, Hamilton passa anche Hülkenberg, e al quattordicesimo giro Magnussen. Nello stesso passaggio, Kimi Räikkönen è il primo pilota, fra quelli di testa, ad effettuare la sosta per il cambio gomme, e rientra in gara quarto, proprio davanti ad Hamilton.



Vettel attende il venticinquesimo giro per montare gomme nuove soft, rientrando in pista al quarto posto, preceduto dal compagno di squadra. Al ventottesimo giro tocca a Bottas, anche lui con gomme soft. La graduatoria vede in testa Kimi Räikkönen, davanti a Vettel, e le due Mercedes di Hamilton e Bottas.


La classifica resta immutata fino al trentanovesimo giro, quando Kimi Räikkönen lascia strada al compagno di team Vettel, che torna al comando.


Ma sul tracciato si fa più consistente la minaccia della pioggia: Lewis Hamilton, al quarantaduesimo giro, opta per nuove gomme ultrasoft, che gli consentono una buona competitività anche in caso di pioggia leggera, cedendo così la quarta posizione a Verstappen. Il britannico, però, si trova a suo agio con la pioggia, tant'è che dopo pochi giri recupera la posizione persa, dopo che l'olandese si era fermato ai box per montare anch’egli gomme intermedie.


La pioggia è tuttavia poco intensa, e Verstappen, così come gli altri piloti che nelle retrovie avevano optato per gomme da bagnato, sono costretti a rientrare ai box, per rimontare gomme slick.


Al cinquantunesimo giro, avviene un clamoroso colpo di scena: Sebastian Vettel esce di pista alla curva Sachs. La direzione di gara invia in pista la safety car: Bottas va ai box per montare gomme ultrasoft; Hamilton invece, dopo aver imboccato la corsia che porta ai box, ci ripensa, e rientra in pista, azione vietata da regolamento.


Il giro seguente anche Kimi Räikkönen cambia le gomme, e al comando, in regime di vettura di sicurezza, si trova Hamilton, seguito da Bottas, Räikkönen, Verstappen, Hülkenberg e le due Force India. Tra questi, il solo Hülkenberg monta gomme da bagnato. Sempre col regime di safety car, tutti i piloti che hanno gomme da bagnato rientrano ai box per tornare alle gomme da asciutto.


Alla ripartenza della gara, Bottas cerca l'attacco su Hamilton senza successo, e successivamente, il britannico alza il suo ritmo di gara, facendo segnare diversi giri veloci. La Mercedes chiede poi a Bottas di mantenere le posizioni.


Lewis Hamilton conquista la sua sessantaseiesima vittoria nel mondiale di F1, e torna in vetta alla classifica dei piloti.



Dopo la vittoria di Hockenheim, Lewis Hamilton cambia passo, grazie anche agli aggiornamenti applicati sulla W09, rendendo la seconda parte stagionale una vera e propria cavalcata verso l’ennesimo trionfo anglo-tedesco, lasciando alla Ferrari, fino a quel momento protagonista principale del mondiale, solo le briciole, come la vittoria a Spa maturata con Sebastian Vettel, e quella ad Austin con Kimi Raikkonen.


Lewis Hamilton inanella vittorie su vittorie, ottenendo il successo in Ungheria e Italia, in occasione del quale la Mercedes può festeggiare un’ulteriore doppietta.


Il britannico vince anche le successive tre gare a Singapore, Russia, e Giappone, piegando la poca resistenza incontrata, e replicando tali successi anche in Brasile e ad Abu Dhabi, ultimo appuntamento stagionale, dopo che in Messico e in Texas ottiene rispettivamente un quarto ed un terzo posto finale.



La Mercedes W09, durante la stagione 2018, è stata la vettura con il maggior sviluppo nel corso dell'anno, ottenendo in ventuno Gran Premi ben undici vittorie, tutte con Hamilton, tredici pole, di cui undici di Hamilton, e due con Bottas, e dieci giri veloci, di cui con Bottas, e tre con Hamilton, oltre a otto prime file e quattro doppiette.


La scuderia di Brackley, con questo successo, è diventata la seconda scuderia nella storia a vincere sia il titolo Piloti, che il titolo Costruttori, per cinque anni consecutivi, bissando un risultato che precedentemente aveva raggiunto solo la Ferrari, tra il 2000 e il 2004.


Andrea Rasponi

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