Mercedes W04, il preludio del dominio assoluto della Stella a Tre Punte

Aggiornato il: mag 21



A partire dal 2014, un solo team si è imposto prepotentemente nel Circus, stabilendo nuovi record e scrivendo pagine importanti della storia della Formula 1: la Mercedes.

La scuderia di Brackley, in maniera quasi scontata, è divenuta per parecchie stagioni il riferimento di tutte le squadre, e anno dopo anno ha continuato a migliorare e ad evolvere le proprie monoposto, aggiudicandosi campionati su campionati.

Ma prima dell'inizio di questo periodo epico, gli ingegneri presenti nell'ufficio tecnico delle frecce d'argento hanno dovuto affrontare i primi anni di rodaggio, dopo il ritorno ufficiale in Formula 1 nel 2010.


E per raggiungere la cima hanno dovuto fronteggiare diverse insidie.

Mercedes W04: la macchina a due facce

La stagione che precede l'avvento dell'era ibrida viene affrontata dalla Mercedes con la W04, una monoposto che raccoglie i frutti di un anno in crescita per la scuderia anglo-tedesca, la quale, nel GP di Cina dell'anno precedente, era riuscita a vincere il suo primo GP dal rientro nel 2010.

Inoltre, dopo il ritiro definitivo di Michael Schumacher, Mercedes ha annunciato l'ingaggio del fenomenale pilota britannico Lewis Hamilton, creando così con Nico Rosberg una line up di altissimo livello.

Soprattutto nella prima parte di campionato, la W04 si dimostra alquanto ambigua come monoposto: nonostante la concorrenza di Ferrari, Lotus e dell'inarrestabile Red Bull, team campione in carica da tre anni, le Frecce d'Argento si rivelano incredibilmente veloci in qualifica, tenendo testa anche a Vettel e alla sua RB9.

Ma le prestazioni incredibili del sabato lasciano spazio a gare incredibilmente anonime e surreali, tanto che Rosberg e Hamilton passano dall'essere i leader delle corse a ritrovarsi addirittura fuori dalla zona punti nell'arco di pochissime tornate, a causa di un esagerato e incontrollato degrado degli pneumatici.

L'esempio più clamoroso sicuramente risale al GP di Spagna: dopo aver conquistato tutta la prima fila, Hamilton e Rosberg si ritrovano letteralmente a remare con le proprie W04, tanto che il britannico esce clamorosamente fuori dalla zona punti dopo quindici tornate circa.


Come si suol dire, dalle stelle alle stalle...

Un'ala anteriore molto complessa

Fin dalla sua presentazione la W04 suscita un forte interesse per la sua ala anteriore.


A sorprendere è la sua complessità, determinata da una piccola ala che sovrasta la parte principale dell’alettone collegata alla paratia anteriore, considerabile come un vero e proprio profilo alare composito indipendente.


Il profilo di sostegno nella parte superiore si piega vistosamente verso l’interno, rivolgendosi all’indietro, fungendo da paratia di contenimento e da deviatore per il flusso aria che investe il piccolo elemento biplano che si trova nel mezzo.


Rispetto al 2012, si può notare l’assenza dello scalino sul muso anteriore.

A Brackley, il team di ingegneri diretto da Aldo Costa, decidono di non lavorare per ricreare la configurazione di scarichi in stile Red Bull, con l'intento massimizzare l’effetto Coanda, bensì seguono la filosofia già introdotta con McLaren e Ferrari.


Per quanto riguarda il comparto sospensioni viene confermata quella anteriore push-rod, mentre sul retrotreno si adotta una sospensione pull-rod con i triangoli superiori posizionati più in alto rispetto alla W03 e con appendici aerodinamiche nella zona interna delle ruote; l'obiettivo è quello di creare maggiore spazio del fondo, riprendendo l'idea vista con la F138.

Ai lati del cockpit sulla nuova Mercedes sono presenti tre profili orizzontali per indirizzare i flussi sulle pance, mentre altri due verticali sono collocati sul bordo delle prese d’aria.

La soluzione ai problemi legati al consumo gomme

È frustrante ritrovarsi con una monoposto in grado di conquistare l'intera prima fila, che tuttavia arriva a mettere i piloti in grossi guai con la gestione delle gomme.

Per questo, in casa Mercedes lavorano duramente per porre fine a tale incubo, anche se comunque, in maniera decisamente ridotta, il problema del degrado delle gomme si ripresenta in alcune situazioni negli anni successivi, soprattutto quando le frecce d'argento si ritrovano in lotta con altre squadre per contendersi la vittoria di un GP.

A Silverstone la W04 scende in pista con soluzioni molto interessanti, pensate appositamente per ridurre il consumo delle gomme: vengono montati dei cestelli di raffreddamento asimmetrici, disegnati per un circuito che dal punto di vista delle temperature non tende a scaldare in maniera uniforme i due lati della monoposto, mentre l'ala anteriore viene equipaggiata con due sensori sugli upper-flap, utili per monitorare in tempo reale le gomme anteriori.


Fino a questo momento Mercedes li aveva utilizzati solo per le prove libere, privandosene in qualifica e in gara. Ma dal GP di Gran Bretagna gli ingegneri della Stella a Tre Punte optano per montarli sulla W04 anche durante le sessioni ufficiali, e non è un caso che da questo momento i poi i problemi di degrado non affliggeranno più il team di Brackley.

Il preludio dell'era Mercedes

La W04 sostanzialmente ha ricoperto un ruolo da ponte, separando i primi anonimi tre anni dall'inizio della successiva era ibrida. Mercedes comincia a cambiare atteggiamento e ambizioni: ora non basta essere più una scuderia di centro gruppo, ma vuole diventare un team di alta classifica, con l'obiettivo di svettare su tutti.


Lo stesso Hamilton, quando si presenta al suo nuovo team, non nasconde che già nel 2013 l'obiettivo per la Stella a Tre Punte è quello di provare a battere la Red Bull o, quantomeno, avvicinarsi alle prestazioni di quest'ultima.


Oggettivamente parlando, anche se a Brackley riusciranno a trovare il metodo adatto per risolvere la problematica gestione degli pneumatici, le due RB9 si riveleranno imbattibili nella seconda metà di campionato, chiudendo anzitempo la questione mondiale.


Ma le tre vittorie ottenute a Monaco, in Gran Bretagna e in Ungheria, e le otto pole position conquistate in Cina, Bahrein, Spagna, Monaco, Gran Bretagna, Germania, Ungheria e Belgio, correlata alla crescita mostrata in gara durante la seconda parte dell'annata 2013, conclusa con il secondo posto nel campionato costruttori, lascia già prefigurare il ruolo di dominatrice assoluta che Mercedes avrebbe poi effettivamente ricoperto a partire dal 2014.

Simone Pietro Zazza

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy nella pagina Info. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie.