Mercedes AMG W10 EQ Power+, la dinastia vincente continua



Nel 2019, avviene il terzo cambio regolamentare degli ultimi cinque anni, e la casa automobilistica di Stoccarda si fa trovare, ancora una volta, ben organizzata e determinata a vincere.


La nuova vettura, denominata Mercedes AMG W10 EQ Power+, viene presentata come di consueto sul circuito di Silverstone, in concomitanza con il primo filming day stagionale sfruttato dalla scuderia di Brackley per alcune riprese, ma sopratutto per fare alcuni check di primo avvio della monoposto.


Mercedes W10, un'evoluzione della progenitrice


La W10, pur essendo conforme ai nuovi regolamenti, si ispira fortemente alla progenitrice, la W09, con cui ha in comune il passo. Ma ci sono diversi concetti che sono stati limati ed estremizzati, come l'ala anteriore, che rimane abbastanza simile alla vettura del 2018, adeguandosi al nuovo regolamento e presentando un andamento leggermente incurvato in prossimità della spalla dello pneumatico anteriore, mentre il muso è più stretto nell’attacco alla scocca, riducendosi ulteriormente nella parte centrale, per poi mantenere il disegno 2018.


Il sostegno dell’ala è assicurato da due piloncini, in continuità con quanto visto per la W09, mentre la sospensione anteriore è di tipo push rod. La presa dei freni anteriore copre in parte il bracket, riducendone l’impatto aerodinamico, e l’attacco del triangolo superiore è quasi a sbalzo del telaio nella parte superiore, dove si può osservare anche lo sfogo dell’S-duct, che evidenzia una nervatura del vanity panel rispetto alla linea di cintura del telaio che è leggermente più bassa.



Gli aggiornamenti più interessanti, però, sono stati creati nella porzione che comprende i bargeboard e gli ingressi delle fiancate. Infatti, i deviatori di flusso dietro alle ruote sono ora più bassi, per esigenze regolamentari, e le bocche di ingresso dei radiatori invece rimangono tradizionali, con una presa stretta e alta.


I due supporti degli specchietti retrovisori sono a tutti gli effetti degli elementi aerodinamici, mentre il fondo presenta un lungo soffiaggio parallelo al bordo d’entrata esterno, che arriva fino a metà pancia. L’airbox rimane di grande dimensione, al cui interno, però, rimane il roll bar che funge da divisore per i flussi di alimentazione del motore, da quelli destinati a raffreddare l’ERS.


All'alba della seconda sessione di test, il team di Brackley porta un nuovo pacchetto aerodinamico, caratterizzato da un muso dotato di una parte terminale più arrotondata ai lati, e da una diversa curvatura dei bordi di attacco dei lunghi convogliatori che arrivano fino all’altezza delle ruote.



Il design dell'ala anteriore è stato in parte rivisto, con una parte terminale sagomata in modo da dirigere verso la parte esterna i flussi, mentre i bargeboard e il fondo sono stati in parte ridisegnati, con l’aggiunta dei deviatori di flusso.


Un’altra modifica è stata fatta nella zona del cofano motore, che appare ora più stretto e aderente al corpo vettura nell’area delle masse radianti. Infine nella parte posteriore è presente l'aggiunta di una doppia T-Wing.


Per il primo Gran Premio stagionale vengono portati dei piccoli aggiornamenti, come ad esempio l’introduzione di due pinne collocate sopra il telaio, in corrispondenza della feritoia che espelle l’aria dal condotto S-duct, mentre sopra l'halo invece, viene aggiunta una lamina per favorire i flussi d'aria.


Sopra le bocche dei radiatori sono stati aggiunti due flap, ancorati alla lunga pinna che segue la linea delle pance, mentre quest’ultime hanno subito un cambiamento notevole rispetto alla variante precedente, con l'inserimento di tre piccole pinne incurvate verso l'esterno, una soluzione già vista lo scorso anno su Ferrari e Red Bull, mentre la pinna del cofano motore, infine, è diventata doppia.


Una stagione dominata fin dall'inizio


La stagione 2019 è ancor più a senso unico, rispetto alle precedenti due edizioni, con la Ferrari che si ritrova in grave difficoltà sia con la messa a punto della vettura, sia per quanto riguarda l’affidabilità meccanica.


La Mercedes inizia così la stagione con ben cinque doppiette nelle prime cinque gare disputate, un ruolino di marcia impressionante, interrotto solamente a Monaco da Sebastian Vettel in seconda posizione, mentre Lewis Hamilton vince in Cina, Spagna, e Bahrain, in quest’ultimo caso favorito dai problemi di affidabilità accusati dalla Ferrari di Charles Leclec, mentre Valterri Bottas vince le gare in Australia e a Baku.



La stagione procede con due vittorie in Canada e Francia, mentre la prima battuta d’arresto arriva solamente in Austria, sul circuito del Red Bull Ring, con Lewis Hamilton che chiude in quinta posizione, mentre Valterri Bottas si piazza in terza posizione.


L’appuntamento successivo a Silverstone, vede nuovamente dominare le frecce d’argento, con una doppietta capitanata da Lewis Hamilton, seguito dal finlandese.


La successiva gara, arriva la seconda battuta d’arresto stagionale, sul circuito dell’Hockenheim Ring. Un appuntamento che somiglia più ad una gara ad eliminazione dai mille colpi di scena. A sorpresa, le due Mercedes, con l’arrivo della pioggia e l’asfalto in condizioni estremamente precarie, oltre ad un assetto vettura non equilibrato a causa dell'introduzione di un pacchetto aerodinamico completamente nuovo, si trovano in difficoltà favorendo la vittoria di Max Verstappen, seguito da Sebastian Vettel in gran rimonta sulla SF90, favorito dalle condizioni meteo precarie e dalle numerose Safety Car scese in pista, dopo essere partito dal fondo dello schieramento. Lewis Hamilton conclude in nona posizione, mentre Valterri Bottas è costretto al ritiro dopo essere andato a sbattere all’esterno di curva uno.



Lewis Hamilton torna a vincere in Ungheria, mentre a Spa tenta disperatamente di insediare la prima posizione di Charles Leclerc, che però si difende da veterano e conquista la sua prima vittoria in carriera. Il copione di Spa viene replicato anche a Monza, con Leclerc che si difende per quasi tutta la gara, nei confronti del Campione del Mondo in carica.


A Singapore, tracciato notoriamente difficile per il team anglo-tedesco, una strategia sbagliata priva Lewis Hamilton dell’ennesima vittoria. Infatti, mentre è in lotta con Charles Leclerc, Sebastian Vettel rientra ai box per coprire l’undercut di Max Verstappen, beffando così sia il monegasco che il britannico.


A Sochi, nuovi problemi di affidabilità sulla Ferrari di Sebastian Vettel impediscono alla Ferrari di registrare la prima doppietta stagionale, con Lewis Hamilton che approfitta della Safety Car causata dal tedesco per insediarsi in prima posizione, vincendo la gara. Le frecce d’argento vincono i successivi tre Gran Premi, ad Austin e Suzuka con Valtteri Bottas, mentre in Messico trionfa con il pilota britannico.



In Brasile, sul circuito di San Paolo, Lewis Hamilton è protagonista di un contatto con Alex Albon nel giro di ripartenza dopo la Safety Car, causata dal contatto tra le due Ferrari, venendo penalizzato e concludendo in settima posizione. Il Britannico si rifà nel round conclusivo di Abu Dhabi, conquistando l’undicesima vittoria stagionale, e la quattordicesima per la Mercedes, che vince il titolo costruttori, mentre Lewis Hamilton conquista il suo sesto titolo mondiale, mettendosi sulla scia del sette volte campione del mondo Michael Schumacher.


Andrea Rasponi

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