McLaren MP4/13, il gioiello di Adrian Newey che riportò la McLaren sul tetto del mondo



La stagione di Formula 1 1998 si conclude con il successo iridato della McLaren, dopo sette anni dall'ultimo titolo conquistato con Ayrton Senna, spezzando così il dominio di Benetton e Williams. A riportare in alto il team di Woking è Mika Hakkinen, pilota finlandese che soltanto nell’ultimo appuntamento del 1997 ottiene la prima vittoria in carriera, a Jerez de la Frontera, mostrando al mondo le sue ottime qualità al volante di una monoposto di F1.


La storica MP4/13 viene progettata dal genio Adrian Newey, proveniente proprio dal team di Sir Frank Williams. L'annata è contrassegnata dalla storica rivalità tra il pilota finlandese della McLaren Mika Hakkinen e l'alfiere del Cavallino Michael Schumacher.

Nel 1996 Newey disegna la FW19, ultima monoposto iridata della scuderia di Sir Frank nell'annata 1997, ma proprio durante il campionato Ron Dennis ufficializza il passaggio dell'ingegnere britannico a Woking.


Il risultato? Già sulla McLaren MP4/12 spiccano alcuni dettagli firmati Adrian Newey, tra cui il musetto, lo stesso montato proprio sulla FW19. Una monoposto, la McLaren del 1997, in grado di di vincere tre gare, tra cui quella inaugurale di Melbourne e quella finale di Jerez.


Ron Dennis, nel giorno della presentazione della MP4/13, rivolgendosi ad Hakkinen e Coulthard, esclama che il Mondiale non era stato ancora vinto, alludendo al fatto che doveva essere la pista a confermare le aspettative della nuova monoposto e non le chiacchiere del Paddock.


La McLaren MP4/13, la prima con la tecnologia Kers

Ma la realtà dei fatti coincide con le voci che giravano nel pre-campionato: la McLaren 1998 è veramente un missile, non solo perché monta le nuove gomme scanalate fornite dalla Bridgestone (novità regolamentare del 1998, insieme al restringimento delle carreggiate), ma anche perché oltre ad abbassare ulteriormente il muso e ad allungare il passo (2985 mm), Newey introduce una soluzione tecnica mai vista prima d'ora: il Kers.


La MP4/13 è la prima monoposto ad essere equipaggiata con un sistema di recupero dell’energia cinetica generata in fase di frenata, capace di immagazzinarla in batterie e generare dai 30 ai 40 cavalli aggiuntivi in fase di accelerazione.


Il Kers, oltre a fornire un vantaggio enorme alla scuderia inglese, rappresenta una vera e propria rivoluzione, una tecnologia riproposta in F1 recentemente ed utilizzata fino al 2013, per poi diventare Ers con l'avvento dell'era ibrida.


A seguito di ciò, nel 1998 non mancano ovviamente le polemiche, sollevate soprattutto dai rivali diretti, prima tra tutte la Ferrari, la quale accusa McLaren di usare anche un sistema che consente l’uso di quattro ruote sterzanti.


Il terzo pedale


E' infatti nota la storia del terzo pedale, un secondo freno, posto a sinistra, che i piloti devono schiacciare leggermente durante la percorrenza in curva. Al secondo GP viene tuttavia vietato l'utilizzo del terzo pedale, perché la FIA, a seguito di una segnalazione, scopre che questo ha la funzione di garantire una differente frenata ad effetto sterzante anche delle ruote posteriori


Vi è inoltre da sottolineare che tale dispositivo era stato ritenuto regolare dalla FIA per ben cinque volte, prima che questo fosse ritenuto non a norma.


Racconta Johnny Herbert, pilota della Sauber:


"Stavo dietro ad Hakkinen e potevo anche superarlo ma appena si arrivava su certe curve lui se ne andava in modo impressionante". La prima storica battaglia tra Hakkinen e Schumacher

A Melbourne, appuntamento inaugurale del 1998, le McLaren spaventano e non poco, concludendo il GP non solo con una doppietta, ma addirittura doppiando tutti gli avversari, con Schumacher fuori dai giochi dopo pochi giri.

Sembra essere il preludio di un dominio incontrastato, ma la MP4/13 si dimostra tanto veloce quanto fragile, alternando vittorie memorabili a GP disastrosi e tutt'altro che indimenticabili. Giusto per citare qualche esempio, ad Hockenheim Mercedes introduce un motore con oltre 800 cavalli di potenza, consentendo alle due McLaren di prendere il largo e di concludere il GP tedesco quasi passeggiando.


A Monza invece, a causa di un problema al motore di Coulthard e ai freni di Hakkinen, arriva una memorabile doppietta della Rossa, con Schumacher davanti a Irvine.

La lotta per il titolo Piloti rimane aperta fino all'ultima gara, ma alla fine a prevalere è Mika Hakkinen, che si presenta a Suzuka con i favori dei pronostici: Schumacher, infatti, per laurearsi campione del mondo, deve vincere e sperare che il finlandese non chiuda la gara al secondo posto. Ma un problema riscontrato alla frizione costringe il tedesco a partire dall'ultimo posto. Nonostante ciò Schumacher riesce a risalire al terzo posto, prima che una foratura costringe il Kaiser a ritirarsi definitivamente.


Hakkinen diviene campione iridato per la prima volta, e McLaren si aggiudica il titolo Costruttori, interrompendo così un digiuno che durava dal 1991.

Inoltre, oltre al duello McLaren-Ferrari che si è ufficialmente rinnovato, la storica rivalità tra Hakkinen e Schumacher ha preso definitivamente vita, regalando agli appassionati emozioni pure per altri due anni.

Simone Pietro Zazza