McLaren M29, dall'esordio di Prost al trampolino di lancio per il leggendario telaio MP4



La F1, così come in pista, corre veloce anche fuori, nelle fabbriche durante la fase di progettazione e di sviluppo delle monoposto.

Alcune ere della categoria sono state contrassegnate da innovazioni storiche, rivoluzionarie, conosciute da tutti gli appassionati.

Uno novità che è divenuta poi il pilastro portante dell'aerodinamica in F1 consisteva nell'effetto suolo sperimentato per la prima volta dalla Lotus del 1977, con la leggendaria Lotus 78. Da lì in poi tutte le squadre hanno appreso la grandezza della soluzione, iniziando così a riprodurla sulle proprie vetture. Qualcuno ci è riuscito in tempi brevi, qualcun altro non è stato altrettanto rapido.

È il caso della McLaren: il team di Woking, nel 1979, iniziò la stagione con la M28, una monoposto che regalò poche gioie alla scuderia inglese, tanto da spingere il progettista Gordon Coppuck a rivedere già in corso d'opera il progetto. La rivoluzione della McLaren: Dalla M28 alla M29

In occasione del GP di casa, in Gran Bretagna, McLaren presentò la versione evoluta della M28, la M29, un'auto in monoscocca d'alluminio e spinta dal propulsore Ford-Cosworth DFV: la nuova monoposto riprendeva alcune soluzioni viste con la Williams FW07 e con la Ligier JS11, entrambe competitive fin dall'inizio del campionato 1979.

Rispetto alla versione precedente, la M29 vantava dimensioni più piccole, il peso totale ridotto e un maggior livello di competitività dovuto anche da nuove interessanti soluzioni: molle interne e ammortizzatori circostanti consentivano al flusso d'aria di circolare indisturbato sotto il corpo vettura.

I poderosi side-pods presentavano delle grandi ali progettate per generare gran parte del carico aerodinamico della monoposto: è giusto ricordare che con l'effetto suolo l'alettone anteriore e quello posteriore servivano non tanto a generare carico, ma ad apportare eventuali modifiche sul bilanciamento della vettura.


I risultati in pista confermarono lo step evolutivo della M29: John Watson, unico pilota del team McLaren nel GP di casa, concluse il GP di Gran Bretagna al quarto posto, e nelle ultime 6 gare del campionato 1979 finì in zona punti in 3 occasioni. Nonostante il passo in avanti, la scuderia di Woking concluse l'annata con un deludente settimo posto nella classifica Costruttori. Le speranze per un 1980 migliore

L'anno successivo il team che si aggiudicò il titolo Piloti con James Hunt nel 1976 decise di continuare a puntare sulla M29, con la speranza di progredire ulteriormente il modello presentato a Silverstone qualche mese prima.

Un'ulteriore novità consistette anche nella line up dei piloti: ad affiancare John Watson non c'era più Patrick Tambay, ma il debuttante e promettente Alain Prost.

Nonostante le tante aspettative, la stagione 1980 si rivelò fallimentare, più di quella precedente: la squadra retrocesse dal settimo al nono posto nel campionato Costruttori, totalizzando 11 punti soltanto, ottenuti con due quarti posti e una sesta posizione di Watson, due quinti posti di Prost.

Gli scarsi risultati ottenuti comportarono una serie di conseguenze per il futuro della Mclaren: Prost passò alla Renault, mentre la squadra inglese venne acquisita dalla Racing Four Racing di Ron Dennis.

Con questa mossa McLaren imboccherà la via degli infiniti successi futuri, grazie anche al rivoluzionario telaio conosciuto con la denominazione MP4.

In attesa di tale novità, la M29 venne impiegata anche per le gare iniziali del 1981. Simone Pietro Zazza