Maurice Trintignant, Le Petoulet



Il 30 Giugno 1917 nasce a Sainte-Cécile-les-Vignes Maurice Trintignant, soprannominato pilota gentiluomo per la sua capacità di non stressare gomme e meccanica, entrato nella storia dell’automobilismo per essere riuscito a vincere sia a Monte Carlo che a Le Mans.


A Maurice, la passione per il mondo dei motori gliela trasmette il fratello Louis, che agli inizi degli anni '30 corre con la Bugatti. Nonostante tre anni più tardi, durante un test sul circuito di Péronne, quest'ultimo perderà la vita, questo drammatico evento non condizionerà Trintignant, ma anzi rafforzerà la volontà di ripagare la fiducia del fratello.


Con la stessa squadra e vettura di Louis, nel 1938 Maurice debutta nella 24 ore di Parigi, senza però raggiungere il traguardo, mentre il primo piazzamento lo ottiene nella stagione successiva, sempre con una T57, al Gran Premio di Comminges, arrivando undicesimo.


A questi risultati non vi sarà un seguito, dato che lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fermerà per otto anni sua carriera.


Il ritorno in pista avverrà nel 1945.


Maurice partecipa alla Coppa della Liberazione, ma per un curiosissimo problema al filtro dell’olio sarà costretto al ritiro. Si scoprirà, infatti, che questo inconveniente è stato causato da un topo, e da questo momento il suo soprannome diventerà Le Petoulet, come racconterà qualche anno più tardi Rob Walker:


"Maurice aveva una Bugatti 35 GP, che durante la guerra nascose in un granaio coprendola di fieno, affinché i tedeschi non la trovassero. Dopo la guerra si tenne una gara a Parigi, una delle prime del dopoguerra. Maurice arrivò con la sua Bugatti, ma si ritirò. Vinse la gara Wimille, che andò da Maurice e gli chiese: Cos'è successo? E Maurice rispose...Se la petoulet".


"Petoulet significa escremento di topo. I topi erano finiti nel serbatoio, durante la guerra, e i loro escrementi avevano intasato i carburatori. Da allora venne chiamato Petoulet".


Superato questo curioso episodio, il 6 Luglio 1947, a Reims, Maurice conquista il primo podio della carriera arrivando terzo al traguardo, alla guida di una Gordini TMM, dimostrando che il lungo periodo senza competizioni non ha scalfito il suo talento.


Il peggio sembra dunque essere messo alle spalle, ma nel 1948, durante il Gran Premio della Svizzera, il pilota francese finisce fuori pista, e distrugge la sua macchina dopo aver urtato contro le barriere: per molti giorni, Maurice rimane in coma e viene dichiarato clinicamente morto, ma pochi giorni dopo stupisce i medici non solo risvegliandosi, ma riuscendo in poco tempo a recuperare completamente lo stato di salute, tornando nel mondo delle competizioni.


Il suo secondo ritorno avviene alla 24 ore di Spa, dove a causa di un nuovo problema tecnico non riesce a transitare sotto la bandiera a scacchi, mentre un mese più tardi, alla Coupè du Salon, dimostra di aver ritrovato sicurezza nei suoi mezzi arrivando quarto.


Prestazione che gli darà ulteriore fiducia in vista del Gran Premio di Madrid, dove a distanza di ventisette mesi tornerà sul podio chiudendo secondo, ottenendo il miglior risultato della carriera, ma soprattutto dimostrando di essere ormai pronto per poter partecipare alle corse più importanti del mondo.


Nel 1950 la Gordini, un'azienda costruttrice di auto da corsa francese, decide di schierare Trintignant sia nelle gare endurance, che nel primo campionato di Formula Uno, facendolo debuttare al Gran Premio di Monaco e alla 24 ore di Le Mans. Nel Principato, in qualifica il pilota francese è undicesimo, a circa undici secondi da Fangio, ma in gara all’undicesimo giro si ritira.


Stessa sorte si ripeterà a Le Mans, dove in coppia con Manzon esce subito di scena per un guasto al radiatore. Dopo un nuovo ritiro alla 12 ore di Parigi, al Nurburgring arriva il riscatto, conquistando la prima vittoria della carriera.


Con il morale alto, dieci giorni più tardi Maurice partecipa al Gran Premio d’Italia di Formula Uno: nelle prove ufficiali è dodicesimo, ma la domenica la Gordini si conferma poco affidabile, e nell’arco di due giri prima Manzon, e poi Trintignant, si ritirano.


Nel 1951, il pilota francese decide di dedicarsi soltanto alla Formula Uno, e nella prima gara in cui viene schierato in Francia, a Reims, in griglia di partenza è solamente diciottesimo.


L’unica soddisfazione che potrà togliersi il pilota francese è il duello vinto con Manzon in qualifica, prima che il motore tradisca tutte e quattro le T11 iscritte al Gran Premio d’Europa, costringendo Maurice a parcheggiare la sua vettura al diciottesimo giro.



Il francese rimarrà deluso anche a seguito della partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, che dura soltanto quarantanove giri, mentre al Nurburgring in qualifica è quattordicesimo, e la domenica ancora una volta il propulsore della Gordini lo tradisce, costringendolo al ritiro.


Solo in una gara non valevole per il mondiale ad Albi, Maurice riesce a far capire che è solo per la mancanza di mezzi competitivi che non ha ancora ottenuto i risultati sperati in Formula Uno, dato che conquista la pole, ed in gara infligge oltre due minuti di distacco a Simon, ed un giro a Chiron, giunti rispettivamente secondo e terzo al traguardo.


Purtroppo il trend negativo non cambierà nelle settimane successive, pertanto Trintignant sarà ancora costretto al ritiro a Monza e in Spagna, chiudendo il mondiale 1951 senza aver raccolto dei punti.


Nel 1952 Maurice decide di non impegnarsi esclusivamente con Gordini, che lo conferma in Formula Uno, ma disputa alcune gare endurance con la Tablot-Lago, e la 24 Ore di Le Mans con la Ferrari.


La prima parte di stagione è molto negativa, poiché anche con la 340 America, a Le Mans si ritira, ma ancora una volta il pilota francese dimostra il suo carattere, e ad inizio Luglio, quando la Gordini gli mette a disposizione la miglior macchina guidata fino a quel momento in Formula Uno, inferiore solo alla scuderia di Maranello, al Gran Premio di Francia, Maurice arriva appena dietro a Manzon sia in qualifica che in gara, dove finalmente non solo riesce a passare sotto la bandiera a scacchi, ma ottiene il miglior piazzamento in carriera, ed i primi due punti nel Campionato del Mondo di Formula Uno.


Quando poi la Gordini lo mette al volante della T16, sul circuito del Nurbugring Trintignant raccoglie il quinto posto in qualifica, dimostrando ancora una volta di avere abilità di guida. Tuttavia, in gara il differenziale lo costringe al ritiro al quinto giro.



Trintignant non è tipo da buttarsi giù per un risultato negativo, e sull’impegnativo circuito di Zandvoort, in Olanda, è ancora quinto nelle prove ufficiali. In gara, mentre Ascari vince senza problemi, Maurice arriva sesto, ad un passo dalla zona punti.

Il mondiale 1952 termina con un ulteriore ritiro a Monza, ancora a causa di un guasto al motore.


Se in Formula Uno chiude la stagione in sedicesima posizione nella classifica piloti, Maurice è però anche protagonista di un grande doppio trionfo, dato che alla guida della T155S, nel giro di due settimane, vince a Roubaix e ad Agen.


A differenza delle precedenti esperienze, la stagione 1953 inizia molto bene per il pilota francese, dato che in Argentina, in qualifica, è il più rapido del team Gordini, ed in gara giunge settimo al traguardo.


Prima della seconda prova del campionato, Maurice ha il tempo di vincere e ottenere un secondo posto a Nimès, confermando il suo feeling con T15S, quindi a Zandvoort rimedia ad una brutta qualifica rimontando sei posizioni e arrivando sesto, davanti alla Ferrari di Rosier.


I primi punti stagionali arrivano in Belgio, al termine di un altro bel recupero dall’ottava posizione da cui scatta: Maurice chiude la gara al quinto posto, precedendo nuovamente una macchina del team di Maranello, in questo caso quella di Hawthorn.


Inoltre, come due anni prima, il pilota francese vince in una gara non valevole per il mondiale al Gran Prix des Frontieres, tornando sul gradino più alto del podio.


Quest’ottimo momento viene confermato anche a Le Mans, corsa nuovamente con la Gordini, che sceglie come suo compagno di squadra Schell. La coppia franco-americana è la sorpresa di una gara ricca di colpi di scena, il cui la coppia si classifica in sesta posizione, arrivando vicinissimi alla Ferrari dei fratelli Marzotto.


Dopo questo trend positivo, il ritorno su una vettura di Formula Uno, in Francia, è molto difficile, dato che dopo qualifiche in cui non riesce a fare segnare nemmeno un tempo, Maurice si ritira.



Durerà poco anche il Gran Premio di Gran Bretagna, in cui scatta dalla quarta fila, salvo poi fermarsi al quattordicesimo giro, e non vedrà la bandiera a scacchi nemmeno in Germania e Svizzera, dopo aver confermato i miglioramenti nel giro secco, chiudendo le prove ufficiali in quinta e quarta posizione: i continui problemi d’affidabilità della T16 costringono Maurice ad altri due zeri in classifica.


Il francese si riscatta nell’ultima gara del mondiale a Monza, dato che al sabato è ottavo, inserendosi in mezzo fra le due Maserati di Bonetto e Graffenried, mentre in gara recupera tre posizioni e termina quinto, alle spalle delle Ferrari di Hawthorn, Villoresi e Farina, e del vincitore Fangio.


Quest'ultimo piazzamento gli permette di migliorare la posizione nella classifica piloti, conquistando la quattordicesima casella con quattro punti, ma soprattutto gli dà la possibilità di convincere Enzo Ferrari delle sue buone qualità, spingendolo all'ingaggiarlo per il 1954.


L’avventura con la casa automobilistica di Maranello inizia subito bene, dato che in Argentina Maurice segna il quinto tempo in prova, a 2.6" da Giuseppe Farina, suo nuovo compagno di squadra, e termina la gara al quarto posto.


I risultati migliorano con il debutto nelle corse endurance con la Ferrari: alla 2 Ore di Dakar è secondo, mentre alla 12 Ore di Hyeres conquista la prima vittoria con la Scuderia di Maranello, in coppia con Piotti.


Trintignant arriva con grande fiducia alla 24 Ore di Le Mans, che correrà insieme a González. Sotto una pioggia battente il pilota argentino è in testa, prima di lasciare la Ferrari 375 plus al francese.


Nei giri successivi, Maurice non solo gestisce il vantaggio, ma lo aumenta portandolo a due giri sulla Jaguar di Hamilton e Rolt. Poi, nelle ultime ore sarà decisivo quando i due piloti britannici si avvicinano riducendo il gap a tre minuti: Maurice dapprima risponde segnando il giro più veloce. Poi, però, l’intensità della pioggia aumenta, come ricorda il francese in un’intervista:


"La nostra 375 Plus andava alla perfezione, e solo la Jaguar di Rolt-Hamilton riusciva a tenere il nostro passo. Eravamo tranquillamente in testa, dovevo solamente tenere il ritmo fino alla fine, quando ad Arnage mi imbatto in un muro di pioggia e grandine, e la macchina si spegne".


Trintignant infatti si è dimenticato il cofano aperto, e l’acqua ha bagnato i cavi dello spinterogeno. Ma anche in quest'occasione, il francese si conferma un pilota freddo, e riesce ad inserire la prima marcia e tornare ai box:


"Avevo lo stomaco contorto dall’angoscia, ero completamente fradicio di pioggia e di sudore".


Seguono attimi di tensione, in cui i meccanici riescono a risolvere il problema dopo un lungo stop, e González torna in pista di poco davanti a Hamilton, riuscendo a difendersi e tagliare il traguardo con quattro minuti di vantaggio sulla Jaguar. L’argentino e Trintignant riportano la Ferrari alla vittoria a Le Mans dopo cinque anni.


Per le Petoulet, è il primo grande successo della carriera.



E sette giorni più tardi completa una settimana trionfale, quando a Spa è l’unico pilota non doppiato da Fangio, arrivando sotto la bandiera a scacchi a quasi venticinque secondi dall’argentino, festeggiando il primo podio con la Ferrari, dopo essere scattato dalla sesta posizione in griglia di partenza.


Trintignant arriva al Gran Premio di Francia con l’obiettivo di ripetere la prestazione di Le Mans, ma un problema al motore gli causa il primo ritiro dal suo arrivo nella Scuderia di Maranello. Poi, dopo aver visto González trionfare a Silverstone, in Germania Maurice torna sul podio: come in Belgio, sul giro secco non brilla, ma in gara, in condizioni di pista bagnata, rimonta e giunge terzo, alle spalle della coppia González/Hawthorn, e di Fangio.


Come nel 1953, la Svizzera è stregata per Maurice: dopo aver ottenuto la miglior qualifica con la Ferrari, che gli permette di scattare dalla quarta posizione, un problema al motore lo costringe al ritiro al quarto giro.


Trintignant si conferma un pilota da gara anche nel suo primo Gran Premio d’Italia con la Ferrari. Soltanto dodicesimo al sabato, ventiquattro ore più tardi recupera sette posizioni ed è quinto.


Ma nonostante questa serie di risultati positivi, il mondiale 1954 non finisce come era partito. Infatti, un problema al cambio fa durare poco il suo Gran Premio di Spagna.


Maurice chiude la sua miglior stagione in Formula Uno al quarto posto della classifica piloti.


Nel 1955 il pilota francese cerca delle conferme.


In Argentina, dopo una brutta qualifica in cui è soltanto quattordicesimo, alternandosi alla guida a causa del caldo sulle Ferrari numero 12 e 10 con Gonzalez, Farina, e Maglioli, Trintignant conquista il primo podio stagionale, chiudendo alle spalle della Mercedes di Fangio.


Il debutto sulle auto sportive non va altrettanto bene, dato che Maurice colleziona due ritiri di fila alla 1000 chilometri di Buenos Aires e Cortemaggiore. Trintignant nuovamente ci mette poco a dimenticare gli episodi negativi, e nella seconda prova del campionato di Formula Uno, a Monaco, compie la sua più grande impresa della carriera.


La Ferrari, infatti, fin dalle qualifiche sembra in difficoltà, ma in gara succede di tutto: al termine del quarantesimo giro, Trintignant è riuscito a rimontare fino alla quinta posizione.


Tuttavia il distacco dall’argentino è di oltre un minuto.


Ma quando manca quasi metà gara, Fangio rallenta e si ritira. Moss, nonostante il vantaggio, spinge forte per dimostrare di non essere il leader per l’assenza in pista del compagno di squadra, ma rompe il motore, quindi Ascari sembra avviato alla vittoria, ma alla chicane del Porto finisce in mare.


Con queste circostanze controverse e favorevoli, Trintignant non si lascia sfuggire l’occasione che insegue da anni, e dimostra perché lo chiamano pilota gentiluomo.


Nonostante Castellotti tenti di riprenderlo, Maurice danza tra i muretti e le stradine del Principato senza stressare la sua Ferrari, e sulla pista dove debuttò conquista la prima vittoria in Formula Uno.



Dopo aver ottenuto questo grande risultato, il prossimo obiettivo per Maurice è quello di riuscire a ripetersi a Le Mans, ma la corsa non sembra possa favorire le sue ambizioni, dato che già al termine dei primi giri, il francese è costretto a tornare ai box per un problema sulla 121 LM.


Nel frattempo, sul rettilineo principale della pista, Levegh segue la Jaguar D-Type di Mike Hawthorn, che è in testa alla corsa, quando questi sorpassa in doppiaggio la Austin-Healey guidata da Lance Macklin.


Subito dopo la manovra, Hawthorn frena all'improvviso per rientrare ai box, spostandosi sulla destra. Macklin prova dapprima a frenare restando nel lato destro, ma nel tentativo finisce con le ruote sullo sporco al lato della pista e perde il controllo della sua vettura, che inizia a scartare verso sinistra. Successivamente Macklin riuscirà a riprendere il controllo del veicolo, ma ormai si trova sulla traiettoria della Mercedes di Levegh che sopraggiunge in piena velocità.


L'auto di Levegh tampona la Austin di Macklin che funge da rampa, viene proiettata in alto, e si schianta sulla barriera che divide la pista dalla tribuna, prendendo fuoco; alcuni pezzi dell'auto, tra cui il cofano e l'asse anteriore delle ruote, volano sulla tribuna piombando violentemente sugli spettatori.


L'incidente causa la scomparsa del pilota e di ottantatré spettatori, oltre al ferimento di centoventi persone.


La gara, nonostante le polemiche ed il ritiro dopo alcune ore delle Mercedes, continua.


Trintignant, da poco entrato nella top ten, sarà costretto ad abbandonare i suoi sogni di vittoria dopo che un nuovo guasto, questa volta al motore, termina la sua corsa.


Maurice concentra dunque i suoi sforzi sulla successiva terza prova del mondiale di Formula Uno, in Olanda, con l’obiettivo di stupire come aveva fatto a Monaco. Ma in griglia di partenza è soltanto decimo, e pur essendo interprete di un altro bel recupero fino alla sesta posizione, il francese non va a punti, mentre il compagno di squadra completa il podio con Fangio e Moss.


Trintignant sembra poter porre fine a quel momento negativo vincendo la 10 Ore di Messina, ed invece a Silverstone la 625 si conferma inferiore alla Mercedes, costringendo il francese a partire dalla tredicesima posizione, ed a ritirarsi durante la gara a causa di un problema di surriscaldamento.


La Ferrari spera di riscattarsi a Monza, ma subisce un'altra dura lezione dalla Mercedes che monopolizza la prima fila, mentre il francese è protagonista di una delle peggiori qualifiche dal suo arrivo in Ferrari. In gara, il pilota della Ferrari giunge al traguardo ottavo, a tre giri da Fangio e lontano perfino dal compagno di squadra.


Pur raccogliendo meno punti dell’anno precedente, solo 11,33, Maurice è quarto nella classifica piloti, un risultato che non gli è tuttavia sufficiente per essere riconfermato da Ferrari, nonostante abbia regalato al suo team l’unica vittoria dell’anno, a Monte Carlo.


Trintignant rimane comunque legato alla Ferrari, dato che nel 1956 è impegnato nel campionato endurance, ma per proseguire la propria carriera nella classe regina il francese dovrà accordarsi con la Vanwall.


Le due esperienze sono completamente diverse, dato che con la squadra britannica non arriverà mai al traguardo, eccezion fatta per il quarto posto nelle qualifiche di Monaco, mentre alla guida della Ferrari vincerà il Gran Premio di Agadir e la 2 Ore di Dakar, salendo inoltre sul gradino più basso del podio alla 1000 chilometri di Parigi.


Rinfrancato da questi risultati, Maurice partecipa alla 24 Ore di Le Mans insieme a Gendebien. La Ferrari numero 12, dopo un inizio guardingo, sfruttando la pioggia, durante la notte si porta in terza posizione, a quattro giri da Collins e Moss. Ma al mattino, con la pista asciutta, Trintignant e Genedbien, consapevoli che il distacco dalla vetta è troppo ampio da colmare, preferiscono difendere il loro terzo posto e salire sul podio.


Il buon momento con la Scuderia di Maranello prosegue anche quindici giorni più tardi, quando Maurice vince il Gran Premio di Svezia in coppia con Hill, convincendo Ferrari a fargli correre di nuovo qualche gara in Formula Uno, nella stagione 1957.


La prima occasione in cui gli viene dato il modello 801 è a Monaco, dove due anni prima vinse. In qualifica, Trintignant dimostra subito che nonostante conosca poco la macchina, nel Principato si sente a suo agio, ed è sesto a quattro secondi da Fangio, ma in gara non riesce a ribaltare la situazione come nel 1955, giungendo al traguardo in quinta posizione.


Dopo l’esordio nel mondiale, Trintignant disputerà la 1000 chilometri del Nurburgring, conquistando il primo podio dell’anno con Hawthorn, e darà nuovamente l’assalto al suo secondo obiettivo stagionale, la 24 Ore di Le Mans.


Trintignant, sempre in coppia con Gendebien, rimane in lotta per la vittoria fino a mezzanotte, momento in cui i due piloti sono costretti ad abbandonare il terzo posto.


Anche nel Gran Premio di Francia la sorte non sorride a Maurice, dato che all’ottavo giro sarà costretto a parcheggiare lungo il tracciato di Rouen la sua 801.



Per l’ennesima volta in carriera, il francese mette in campo la sua qualità migliore, il suo carattere, e in Gran Bretagna ottiene il miglior piazzamento della stagione in corso. Ancora una volta, dopo aver potuto solo contenere i danni in qualifica, in coppia con Collins, in gara il francese rimonta fino al quarto posto, venendo preceduto sul traguardo dalle due Ferrari di Hawthorn e Musso, e dalla Vanwall di Moss-Brooks.


Maurice chiuderà il campionato in tredicesima posizione, con cinque punti.


Parallelamente, Trintignant torna al Tour de France, e conquista il secondo posto con Picard, ma il rapporto con la Ferrari si interrompe di nuovo. Maurice, desideroso di essere al via in quasi tutte le gare di Formula Uno, firma con la Cooper, che aveva iniziato bene il campionato vincendo con Moss in Argentina.


Alla vigilia del Gran Premio di Monaco, Rob Walker, trovatosi costretto a sostituire Moss, non ha dubbi su chi scegliere, e chiede a Maurice Trintignant di poter partecipare alla corsa:


"Il mio era il primo team privato che vinceva un Gran Premio di Formula Uno. La gente non smetteva di parlare di questo, a casa, e i giornalisti non smettevano di fare squillare il mio telefono. Tutti però dicevano che il merito della vittoria era stato di Stirling Moss. Però al Gran Premio successivo, a Monaco, Stirling dovette tornare alla sua Vanwall, e io presi Maurice Trintignant per guidare la mia Formula Uno. Trintignant era un pilota brillante sui circuiti come Monaco: tutte le cose che gli inglesi odiavano, come i muri o i marciapiedi che potevano ucciderti, a Trintignant piacevano; era così preciso nello sfiorare i muri, giro dopo giro, che faceva impressione".


Già nelle prove ufficiali, Maurice fa capire di aver trovato velocemente il feeling con la Cooper, ottenendo il quinto posto, ed giorno dopo darà ancora una lezione di guida ai suoi avversari, dato che, come quattro anni prima, il francese è bravo a sfruttare gli episodi a favore, ed al quarantasettesimo giro si ritrova in testa.


Esattamente come nel 1955, Trintignant respinge il tentativo di Musso di mettergli pressione, mantenendo fin sotto la bandiera a scacchi venti secondi di vantaggio sull’italiano, regalando così il secondo successo consecutivo al team privato inglese.



Tuttavia, nella parte centrale della stagione Trintignant farà fatica a ripetere queste prestazioni: in Olanda ed in Belgio sarà soltanto nono e settimo, ed anche la 24 Ore di Le Mans, corsa con l’Aston Martin, gli regalerà una delusione. Sulla falsariga dell’anno precedente, alle primi luci dell’alba di domenica, mentre è in zona podio, alla curva Mulsanne Maurice ferma la macchina, poiché costretto al ritiro per la rottura del cambio.


Il riscatto non arriva subito, infatti in Francia non finisce nuovamente la gara ed in Gran Bretagna è ottavo, ma in Germania, dopo essere scattato dall’ottava posizione, Trintignant conquista il gradino più basso del podio, dietro all’altra Cooper di Salvatori, e a Brooks.


L’ultimo piazzamento lo ottiene in Portogallo arrivando ottavo, mentre in Italia e in Marocco si ritira. Trintignant termina il Mondiale di Formula Uno del 1958 al settimo posto della classifica piloti, con 12 punti.


Prima di andare in vacanza, Le Petoulet dice addio alla Ferrari, con cui non correrà nel 1959, conquistando un secondo posto al Tourist Trophy, a bordo di una 250 GT, ed al Tour de France, in coppia con Picard.


Il campionato 1959 inizia molto bene per Maurice, dato che a Monaco, in qualifica è sesto a circa due secondi dal poleman e compagno di squadra Moss, mentre in gara festeggia il suo sessantesimo Gran Premio disputato salendo sul gradino più basso del podio.


Trintignant non riuscirà a ripetersi in Olanda, dove si classificherà nono, ma qualche settima più tardi cancellerà questo passo falso, poiché come nel 1959 correrà anche la 24 Ore di Le Mans, a bordo dell’Aston Martin, che sceglie come suo compagno di squadra, Frère.


Dopo un inizio difficile, grazie ai ritiri di molti suoi avversari nella notte, Trintignant si ritrova in terza posizione, ma a poche ore dalla fine la Ferrari guidata da Gendebien è costretta al ritiro, e lascia la leadership a Salvatori e Shelby. Avvisato di questo, Maurice inizia a spingere per recuperare sui compagni di squadra, ma l’Aston Martin chiede ai loro piloti di congelare le posizioni e di portare a casa la doppietta.


La stagione continua con un undicesimo posto raccolto nel Gran Premio di Francia, mentre in Gran Bretagna, Germania e Portogallo, ottiene dei buoni piazzamenti: ad Aintree, grazie ad una delle migliori qualifiche della sua carriera è quinto, mentre sul tracciato dell’Avus e a Monsanto ottiene due quarti posti.


Dopo un piccolo passo falso a Monza, dove termina la gara al nono post, negli Stati Uniti Maurice chiude la stagione alla grande. Il francese, scattato dalla quinta posizione, nel finale di gara si getta all’inseguimento dei compagni di squadra Brabham e McLaren, segnando perfino il giro più veloce e riducendo il gap a soli tre secondi.


Il pressing sembra aver successo, dato che all’ultimo giro Brabham si ritira a pochi metri dall’ultima curva, costringendo McLaren a rallentare. Ma nonostante ciò, Bruce riesce a ritrovare la calma e taglia il traguardo per primo, mentre Trintignant è costretto a dover accontentarsi del secondo posto, giungendo al traguardo con un ritardo di soli sei decimi.


Trintignant chiude alla grande la stagione 1959, facendo il suo personale record di punti in Formula Uno, 19 punti, ottenendo la settima posizione nella classifica riservata ai piloti.


Nel 1960 Trintignant, pur correndo sempre con la Cooper, accetta l’offerta della Scuderia Centro Sud di disputare il Campionato del Mondo 1960.


Il binomio con la scuderia italiana inizia subito bene, dato che in Argentina è terzo.


Tuttavia, da questo momento in poi le prestazioni del pilota francese iniziano a calare, e durante la stagione non va oltre un undicesimo posto in Gran Bretagna.


La situazione non cambierà nemmeno quando Maurice deciderà di correre con una Ferrari del team Serenissima nel 1962, o con Rob Walker l’anno successivo.


L’ultima soddisfazione, il pilota francese giungerà nel Gran Premio di Germania 1964, con il team privato BRM. Rimontando nove posizioni rispetto alle qualifiche, Maurice arriverà quinto e tornerà in zona punti, dopo cinque anni d'astinenza.


Pochi mesi più tardi, a Monza, Trintignant correrà l’ultima gara in Formula Uno.


Terminata la carriera, Maurice deciderà di diventare un imprenditore agricolo e, curiosamente, chiamerà la sua azienda con il suo soprannome, le Petoulet, perché è così che vorrà essere ricordato, come quel pilota che nascose una delle cose a cui teneva di più, durante il conflitto bellico: la sua macchina da corsa.


Massimiliano Amato

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