Luca Badoer, il collaudatore della Ferrari Campione del Mondo con Schumacher

Aggiornato il: lug 8



Il 25 Gennaio 1971 a Montebelluna, nasce Luca Badoer. Il pilota italiano legherà la sua carriera alla Ferrari svolgendo il ruolo di collaudatore ufficiale, ottenendo un ruolo importante nei successi della Scuderia di Maranello e di Michael Schumacher.


Luca inizia l’avventura nel mondo delle corse, come tanti suoi coetanei che sperano un giorno di diventare piloti di Formula Uno, nei kart. I risultati non tardano ad arrivare, e nel 1986 vince il campionato di kart veneto; l’anno successivo, trionfa in quello italiano.


Nella stagione 1988 Badoer si conferma anche nella categoria Super-100 C, spingendo la Zasteam a concedergli la possibilità di correre nel campionato di Formula 3 nella stagione successiva. Dopo un 1989 di apprendistato in cui ottiene come miglior risultato un undicesimo posto, nel 1990 a Vallelunga arriva la prima vittoria della carriera: Badoer precede al traguardo Roberto Colciago e Alessandro Zanardi.


Luca migliora ancora, e l’anno successivo conquista tre successi. Risultati che gli consentono di fare un altro importante step nella sua carriera, dato che nel 1992 la Crypton Engineering lo ingaggia per partecipare al Mondiale di Formula 3000.


Nonostante in questo campionato sono presenti avversari del calibro di Rubens Barrichello, Olivier Panis e David Coulthard, il protagonista sarà Badoer. Il pilota veneto, conquistando quattro vittorie a Enna-Pergusa, Hockenheim, Nurburgring e Nogaro, si laurea Campione del Mondo battendo Andrea Montermini.


Il titolo e le prestazioni ottenute in questi primi anni di carriera concedono a Luca la possibilità di realizzare il sogno che aveva fin da bambino, quando iniziò per gioco a correre sui kart. La Scuderia Italia gli offre la chance di correre in Formula Uno nel 1993, e soprattutto di essere il compagno di Michele Alboreto:


"Durante la stagione sviluppammo un ottimo rapporto, anche perché imparai molto da lui. Ovviamente il tuo primo avversario è sempre il compagno di squadra, e purtroppo ci trovammo costretti ad una lotta per la sopravvivenza alle prese con quella che non era una macchina di Formula Uno. La monoposto era disastrosa, e spesso ci trovammo costretti a sfidarci tra noi per la qualificazione. Una situazione drammatica nella quale ci ritrovammo assieme, io agli inizi della mia carriera e lui sfortunatamente nella parte conclusiva".


Al primo appuntamento, in Sud Africa, Badoer e Michele Alboreto partono dall'ultima fila e non concludono la gara. Il primo piazzamento del pilota italiano arriva con il dodicesimo posto in Brasile, ma sarà un mese più tardi, nel Gran Premio di San Marino, che dimostrerà a tutti il suo valore.


Partito dalla ventiquattresima casella, il pilota veneto rimonta diciassette posizioni e chiude la gara al settimo posto, a tre giri dal vincitore Alain Prost.


Sarà il suo miglior piazzamento stagionale. Infatti, in Spagna riesce a qualificarsi, ma in gara si ritira nel corso del quarantatreesimo giro per un problema di surriscaldamento, mentre nelle prove ufficiali del Gran Premio di Monaco i nove secondi di distacco da Prost non gli consentono di schierarsi sulla griglia di partenza.


In Canada, per pochi millesimi riesce a prendere parte alla gara, che chiude in quindicesima pozione precedendo la Footwork di Warwick e la Tyrrell di Katayama, ma nei Gran Premi successivi il pilota veneto colleziona quattro ritiri consecutivi, dovuti a problemi tecnici, errori ed incidenti.


Badoer torna a tagliare il traguardo in Belgio, dove arriva tredicesimo, vincendo il duello con Alboreto sia di sabato che di domenica. Risultato che lo motiva in vista del suo primo Gran Premio d’Italia della sua carriera.


Se nelle qualifiche è penultimo a sei decimi da Alboreto, il giorno successivo, in gara, Luca si prende la rivincita, rimontando quindici posizioni e chiudendo al decimo posto, a due giri dal vincitore Damon Hill.



La stessa situazione si ripropone in Portogallo, dove Luca, pur partendo dal fondo della griglia, conclude in quattordicesima posizione. Questa, a sorpresa, sarà la sua ultima gara del mondiale, dato che i problemi della Scuderia Italia non gli permetteranno di prendere parte ai Gran Premi in Giappone e Australia.


Nei mesi successivi, la BMS si fonde con la Minardi, e il team di Faenza ingaggia sia Alboreto che Badoer. Luca, tuttavia, viene relegato al ruolo di collaudatore, nonostante nel campionato 1993 aveva avuto modo di dimostrare le sue qualità alla guida di un'auto di Formula Uno:


"Innanzitutto era un team italiano, e Gian Carlo Minardi viveva la sua esperienza in Formula Uno con grande passione. Per me rappresentava certamente una buona opportunità, in prospettiva '95. Io ero ancora giovane, e ho avuto la possibilità di imparare molto".


Pur non potendo partecipare al campionato come pilota ufficiale, il suo lavoro nello sviluppo della M193B e della M194 saranno notati da Gian Carlo Minardi, che nella stagione successiva lo sceglie per sostituire Michele Alboreto.


Il suo ritorno in Formula Uno non comincia bene.


In Brasile, dopo essere scattato dalla nona fila, a fianco del compagno di squadra Martini, un problema al motore lo costringe al ritiro nel corso del quarantasettesimo giro, ed in Argentina, dopo aver ottenuto un incoraggiante tredicesimo tempo in qualifica, un incidente al via non gli permette di concludere la gara per la seconda volta consecutiva.


Il primo piazzamento del 1995 giunge a Imola, grazie alla quattordicesima posizione ottenuta al termine del Gran Premio di San Marino.


Dopo essere stato costretto al ritiro nei Gran Premi di Spagna e Monaco per problemi di affidabilità alla M195, in Canada Badoer scatta diciannovesimo, recupera undici posizioni, e taglia il traguardo all'ottavo posto.



Luca ottiene due buoni piazzamenti anche a Magny Cours ed a Silverstone, dove giunge rispettivamente tredicesimo e decimo, e si ripete anche prima della pausa estiva. In Ungheria parte dodicesimo, ad un decimo da Frentzen, ma termina la gara in ottava posizione, distanziando di un giro il nuovo compagno di squadra, Pedro Lamy, che sul circuito dell'Hungaroring sostituisce Martini.


Alla ripresa del campionato, Badoer non riesce a confermarsi e si ritira prima a Spa, e dopo a Monza. Anche nei Gran Premi successivi le prestazioni non sono incoraggianti, eccezion fatta per l'undicesimo posto conquistato sul circuito del Nurburgring, ma il pilota veneto si riscatta in Giappone. Scattato dal diciottesimo posto, preceduto di una posizione da Lamy, in gara il pilota veneto rimonta nuovamente e termina nono.


Badoer chiude il mondiale in Australia con una grossa delusione, non riuscendo a causa di un problema elettrico a scattare dalla quindicesima casella, mentre Lamy conquista il sesto posto e regala l’unico punto stagionale alla Minardi.


Nei mesi successivi Luca rivive gli stessi problemi di due anni prima. La Minardi è in difficoltà economiche e per ovviare a questo problema cerca un accordo con Taki Inoue, che però salterà a causa della rinuncia dello sponsor Unimat di proseguire la collaborazione con il pilota giapponese.


Fortunatamente, questa volta il pilota veneto non rimane senza macchina, poiché viene ingaggiato dalla Forti.


Con la vettura della squadra piemontese, nel 1996 Luca effettua una stagione simile a quella condotta con la Scuderia Italia. A Melbourne non riesce a superare il taglio del 107% insieme a Montermini, ed il loro week-end di gara termina qui.


Le cose vanno meglio in Brasile dove Badoer è undicesimo, a quattro giri da Damon Hill.


Al ritorno in Europa, Luca conferma il suo feeling con Imola, riuscendo prima nelle prove ufficiali a qualificarsi, rifilando un distacco di un secondo e sei a Montermini, ed il giorno successivo chiudendo la gara in undicesima posizione.


Sarà l’ultima volta che Luca arriverà al traguardo: a Monaco si ritira al sessantesimo giro a causa di un contatto con la vettura di Jacques Vileneuve durante una fase di doppiaggio dal canadese; in Spagna non riesce a rientrare nella regola del 107% durante le qualifiche; in Canada è costretto al ritiro a causa di un malfunzionamento del cambio; ed infine, a Magny Cours un guasto all’impianto elettrico lo costringe al ritiro durante il ventinovesimo giro.



A rendere ancora più complicato questo periodo negativo sono le trattative di cessione della Forti con la Shannon Racing, che a fine Giugno acquista il 51% del pacchetto di maggioranza. A sorpresa la scuderia irlandese decide di non rispettare gli accordi, e dopo che Badoer e Montermini non riescono a qualificarsi nemmeno in Germania, Guido Forti decide di ritirare la squadra dal Circus.


Come tre anni prima, Badoer è costretto a chiudere anticipatamente la sua stagione.


Nel 1997 torna a ricoprire il ruolo di collaudatore della Minardi, partecipando anche ad alcune gare con vetture sportive con la Lotus Elise. Tuttavia, quest’ultima esperienza non gli regala grosse soddisfazioni, poiché il pilota veneto ottiene come miglior risultato un dodicesimo posto alla 4 Ore di Donington, in coppia con Domenico Schiattarella.


Nonostante ciò, Luca riceve un'offerta dalla Ferrari.


Jean Todt, scelto da Luca di Montezemolo nel 1996 per riportare il titolo a Maranello, dopo la cocente delusione del mondiale perso all’ultima gara da Schumacher, attaccato per tutto l’inverno dalla stampa italiana per l’incidente a Jerez con Villeneuve, decide di cambiare il collaudatore e lasciare libero Nicola Larini.


Il manager francese pensa a Badoer, visto l’ottimo lavoro fatto con la Minardi. Luca non si lascia scappare l'opportunità, e fin da subito diventa una figura molto importante a Maranello. Quando sale per la prima volta sulla F300, Schumacher si rende immediatamente conto del grande lavoro di sviluppo fatto dall’ex pilota della Minardi, e da questo momento, ogni volta che nelle riunioni i suoi tecnici gli propongono qualche modifica alla macchina, chiede il parere di Luca.


Fra i due si instaura un rapporto umano molto bello anche fuori dalla pista.


Il campionato 1998 parte male per Schumacher, costretto al ritiro in Australia e ad accontentarsi del terzo posto in Brasile. Parallelamente, Badoer si impegna al massimo per permettere alla Ferrari di ridurre il gap dalla prima McLaren firmata Adrian Newey, che sembrava imbattibile.


Gli uomini del Cavallino Rampante, seguendo le indicazioni di Badoer, riaprono un campionato considerato da molti nel paddock già finito, e si giocano nuovamente il Mondiale fino al Gran Premio del Giappone. Il finale di stagione sarà ancora amaro per la Ferrari, dato che Schumacher, staccato di quattro punti dal finlandese, rimane fermo nel giro di ricognizione e vede sfumare nuovamente per il secondo anno consecutivo il titolo all’ultima gara.



Nel 1999 Luca Badoer, pur venendo confermato come collaudatore dalla Ferrari, torna alla Minardi dopo quattro anni:


"In quel periodo ero anche sotto contratto con la Ferrari, in qualità di tester. Gian Carlo mi ha voluto fortemente con sé, e questo mi ha fatto enorme piacere. Da parte mia ero ben contento di far ritorno a Faenza".


La seconda avventura con la Minardi non inizia bene. In Australia, pur vincendo in qualifica il duello con il compagno di squadra Marc Gené, in gara il pilota veneto è costretto al ritiro durante il quarantaduesimo giro a causa di un problema al cambio.


Luca salta il Gran Premio del Brasile, ad Interlagos, dopo essersi procurato un infortunio durante un test. Rientra all'interno della sua M01 a Imola, in occasione del Gran Premio di San Marino, ma le cose non sembrano andare meglio. Almeno non all'inizio, dato che il pilota veneto non va oltre l’ultimo tempo in qualifica, a nove decimi da Gené, ma in gara reagisce e rimonta quattordici posizioni, chiudendo ottavo davanti allo spagnolo.



La stagione prosegue con due ritiri a Monaco ed in Spagna, e due buoni risultati in Canada e Francia, dove giunge decimo in entrambe le occasioni.


Poi però, durante il Gran Premio di Gran Bretagna, Schumacher esce di pista e si frattura tibia e perone.


La Ferrari deve cercare un sostituto, e la scelta più ovvia sembrerebbe essere Badoer, che conosce la F399 alla perfezione avendola provata nei numerosi test. Invece la Scuderia di Maranello gli preferisce Mika Salo:


"Quella fu una stagione amara. Ci fu l’incidente di Schumacher, il quale venne sostituito da Mika Salo, quando io ero il terzo pilota Ferrari. Fu una scelta che ancora oggi non riesco a capire, perché in quel momento ero allenato e preparato, ed il posto doveva essere mio. Fu una grossa delusione di cui ancora oggi non riesco a capacitarmi”.


Le prestazioni in pista, non lo aiutano a dimenticare la possibilità persa di guidare per qualche gara la Ferrari, ed il miglior risultato nei successivi cinque Gran Premi sarà un buon decimo posto ottenuto in Germania, sul circuito di Hockenheim.


Le cose peggioreranno nel corso della stagione, ed in particolare la più grossa delusione giungerà durante il Gran Premio d’Europa, quando a tredici giri dalla fine il pilota veneto vede sfumare la conquista dei primi punti in carriera, a causa di un problema tecnico.


Al Nurburgring durante la gara comincia a piovere, e parecchi piloti decidono di rientrare ai box per cambiare gomme. Luca, invece, sceglie di tenere i pneumatici da asciutto, ed al cinquantaquattresimo giro è quarto dietro a Barrichello, Trulli ed Herbert.


Pochi istanti dopo la sua Minardi lo tradisce.


Il pilota veneto scende dall’abitacolo disperato, e scoppia in lacrime:


"Fa parte di quegli episodi che non si possono dimenticare. A pochissimi giri dalla bandiera a scacchi eravamo in lotta per il podio, ma purtroppo si ruppe il cambio. Avremo potuto raggiungere un risultato strepitoso per un piccolo team. In quel momento, complice anche la delusione Ferrari che avevo vissuto poche settimane prima, mi crollò davvero il mondo addosso. Evidentemente era destino che dovesse andare così, queste sono le corse".



Anche nelle successive gare in Malesia e Giappone, Badoer non taglierà la bandiera a scacchi e quindi, come nelle precedenti occasioni, chiude il mondiale senza aver ottenuto alcun punto in classifica.


Questa sarà la sua ultima stagione intera da pilota di Formula Uno.


Dal 2000 Badoer tornerà a tempo pieno ad essere il collaudatore della Ferrari, ed il suo contributo sarà nuovamente fondamentale. Infatti, la Scuderia di Maranello per il terzo anno di fila perde il Campionato Mondiale all’ultima gara con Irvine.


Insieme ai tecnici di Maranello, durante l’inverno il pilota veneto lavorerà intensamente per permettere a Schumacher di riscattarsi. Con la F1-2000, la Ferrari torna dopo tanti anni ad avere la macchina più forte, e Schumacher vince le prime tre gare.


Stesso discorso nella seconda parte di mondiale, quando la McLaren sembra non solo aver recuperato il gap iniziale, ma è anche tornata ad essere più veloce della Rossa. Grazie agli sviluppi portati in pista su indicazione del pilota veneto, ottenendo un poker di vittorie negli ultimi quattro Gran Premi, ma soprattutto vincendo a Suzuka, Schumacher si laurea per la terza volta Campione del Mondo, riportando il titolo a Maranello dopo ventun'anni.


Badoer sarà soprattutto importante per permettere al binomio Schumacher-Ferrari di aprire un ciclo di vittorie mondiali nelle stagioni successive. In particolare, il lavoro di Luca consentirà al pilota tedesco di avere di anno in anno una vettura ancora più forte, come ad esempio la F2002 con cui dominerà, e sarà ripagato degli sforzi compiuti venendo insignito Ufficiale Ordine della Repubblica Italiana, il 22 Ottobre 2002.



Grazie ai tanti chilometri macinati da Luca, nel 2004 la Ferrari va oltre, progettando una delle macchine più forti mai viste in Formula Uno, la F2004, con cui Schumacher vincerà il settimo titolo mondiale.


Badoer aiuterà il suo amico Michael anche nel suo ultimo anno in Rosso: la Scuderia di Maranello, dopo un 2005 estremamente deludente, con la 248 F1 sviluppata da Badoer si gioca il titolo fino all’ultima gara, ma la rottura del motore in Giappone fa svanire il sogno di Schumacher di chiudere la carriera da Campione del Mondo.


Uno dei più emozionati nei box di Interlagos è proprio il pilota veneto, che in un’intervista spiegherà le sue emozioni:


"Per me, anni fa, quando guardavo il suo giro di pole position, era come leggere la Bibbia. Con lui non si finisce mai d'imparare. Da pilota cerchi di stargli vicino, ma lui è sempre più avanti. Oggi posso affermare senza tema di smentita di sapere cosa vuole, quale soluzione preferisce. C'è, come dire, interazione e feeling: quando faccio un test con la macchina so cosa devo cercare. Poi l’ultima parola è naturalmente la sua. Non sarà più la stessa cosa, l'anno prossimo io dico che non ha rivali. Dopo tanti anni è stanco di girare, come tutto noi peraltro, ma resta a correre con noi".


Badoer nonostante il dispiacere per l’addio di Schumacher, si dedicherà da buon stakanovista qual è sempre stato a macinare chilometri nella pausa invernale, testando la F12007 con cui Kimi Raikkonen, l’erede scelto da Montezemolo per sostituire il tedesco, al primo anno vince subito il mondiale in Rosso.


Concluso anche il campionato 2008 con la vittoria del titolo costruttori, quando ormai pensa che il suo sogno di guidare la Ferrari in un Gran Premio sia svanito, il destino che lo lega a Schumacher torna nuovamente a scrivere una importante pagina di storia.


Nel 2009, in Ungheria, Massa è protagonista di un bruttissimo incidente, dopo essere stato colpito da una molla derivante dalla Brawn GP condotta da Rubens Barrichello.


Fortunatamente Felipe, dopo lo spavento iniziale in cui si era temuto il peggio, viene dichiarato fuori pericolo, e la Ferrari inizia a pensare a chi chiamare in sua sostituzione. Luca Cordero di Montezemolo riuscirà a convincere Schumacher a tornare in pista, al Mugello, a bordo di una F12007, ma prima di ferragosto il tedesco declina l'invito.


Dal giorno del ritiro, Schumacher non aveva mai abbandonato la Formula Uno, ed aveva svolto il ruolo di super-consulente della Ferrari partecipando anche ad alcune sessioni di test, ma per sopperire la voglia di nuove sfide ad inizio 2008 ebbe un incidente in moto sul circuito di Cartagena, che gli provocò problemi al collo nei mesi successivi


Per questo motivo, Schumacher si trova nella condizione di dover dare forfait a Valencia.


Di conseguenza, Montezemolo, insieme a Domenicali, pensano di convocare e proporre a Luca Badoer di prendere il posto di Felipe Massa:


"Sapevamo immediatamente che sarebbe toccata a lui o a me. A dire il vero non penso che sostituire Michael voglia dire essere una seconda scelta o una cattiva scelta, dato che sto sostituendo il più grande Campione del Mondo di questi anni".


A Valencia, Luca pagherà il tanto tempo trascorso dall’ultima volta che ha disputato un Gran Premio, ma soprattutto la poca conoscenza con la F60, viste le restrizioni imposte dalla FIA di disputare test privati durante la stagione.


Sulle strade del circuito cittadino, il pilota veneto in qualifica è ultimo, a oltre due secondi da Raikkonen.



Nonostante la presenza di Schumacher, giunto a Valencia a dare supporto all’amico, dichiarando nelle interviste prima della partenza che non bisogna mettere pressione a Badoer, in gara il pilota veneto non va oltre la diciassettesima posizione ad un giro dall’ex compagno di squadra Rubens Barrichello, precedendo soltanto la Williams di Nakajima:


"Mi aspettavo più o meno quello che è successo. Sia io che la Ferrari sinceramente ci aspettavamo un sabato del genere, perché lo sappiamo, lo abbiamo detto tante volte, sono dieci mesi che non guido la macchina, Valencia non l'ho mai vista, è un tracciato difficile. In un'altra pista che magari conoscevo sarebbe stata tutta un’altra faccenda. E probabilmente se fossi riuscito a fare due giorni di test sarebbe stato meglio, ma così al buio non era possibile fare di più. Io penso che a Spa sarà una situazione completamente diversa, perché conosco la pista e quindi parto da un punto migliore. Ora dire che andrò a punti a Spa o a Monza non lo so, ma sicuramente sarà meglio".


In Belgio, tuttavia, in un grande giorno per i colori azzurri, con Fisichella in pole e Trulli secondo che completa una prima fila tutta italiana, il ferrarista non va oltre l'ultima posizione.


Le cose peggiorano il giorno dopo, poiché in gara Badoer giunge ultimo al traguardo, mentre Raikkonen conquista l’unica vittoria stagionale della Scuderia di Maranello. Luca spera di avere un’ultima chance a Monza, pista che conosce benissimo, ma la Ferrari decide di rimpiazzarlo con Giancarlo Fisichella:


"Un sogno che si è presto trasformato in un incubo. Arrivavo da un periodo di stop lungo sette mesi, poiché i test iniziavano ad essere vietati. Non conoscevo la vettura e la F60 era difficile e poco competitiva. Eravamo alle prime apparizioni del kers. Alla fine non mi sento di avere colpe, poiché chi mi ha sostituito non ha fatto meglio. Era una macchina che richiedeva molti test per capirla e interpretarla al meglio. Quando subentrò Fisichella al mio posto, ottenne i miei stessi risultati, avendo anche lì una piccola rivincita e dimostrando che i problemi non erano imputabili a me, bensì alla macchina. La Ferrari mi diede l’opportunità perché sapeva che ero un pilota veloce e affidabile, ma l’occasione capitò nel momento più sbagliato".


Nel Novembre del 2010, in comune accordo con la Ferrari, Luca decide di non proseguire il rapporto di collaborazione nel ruolo di collaudatore della Scuderia di Maranello, e nel giorno del suo addio, al Motor Show di Bologna, mette davanti a se stesso la Ferrari, salutando con queste parole i tifosi del Cavallino Rampante, prima di abbracciare i meccanici:


"Grazie per il supporto che date ogni anno alla Ferrari. Grazie, e un abbraccio a tutti".


Luca chiude la carriera con cinquantuno Gran Premi all'attivo, in cui ottenne come miglior piazzamento in gara un settimo posto, ventisei ritiri e nessun punto in Formula Uno, ma soprattutto il record di 131.944 chilometri e 31.374 giri percorsi nei suoi anni da terza pilota della Ferrari.


Badoer rimarrà legato comunque alla Ferrari testando per quattro anni le auto stradali, ruolo che ha lasciato nel 2014 per occuparsi a tempo pieno dell’azienda di famiglia, e cambiare completamente vita, pur mantenendo i rapporti con la sua vecchia squadra ed in particolare con Schumacher.


Ed in quel maledetto 29 Dicembre 2013, Luca corre subito in Francia per stare vicino all’amico, cosa che fa tutt’ora, per cercare di dargli la forza di combattere e non mollare, esattamente come faceva ai tempi della Ferrari.


Per capire quanto il legame fra Badoer e Schumacher sia qualcosa che nemmeno il destino può spezzare, bisogna tornare indietro al Gran Premio del Brasile 2006, quando il pilota veneto spiega alla stampa italiana chi era veramente Michael:


"Attenzione, Michael è tipo che non mostrerà mai se stesso. In pochi lo conoscono davvero, così com'è. Ha solo difeso la sua vita privata, la sua privacy, la sua famiglia. Anche a costo di sembrare robotico. Ma dovete essere Schumacher per capire a cosa è sottoposto, quale interesse mediatico deve sopportare. In famiglia è l'esatto contrario. Una persona semplice. Leale. Morbida. Gli fai un favore e lui se ne ricorderà per sempre, e te lo renderà. Perché è un generoso, ma anche questo lo sappiamo, vedi le varie donazioni che ha fatto".


Ed è proprio per questo motivo che la storia di Badoer sarà legata a due figure leggendarie di questo sport, quali sono Ferrari e Schumacher, e verrà ricordato come il collaudatore stakanovista che ha aiutato Schumacher a riportare il titolo a Maranello.


Massimiliano Amato

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