Lotus 98T, 1250 cavalli per la monoposto Black'n Gold guidata da Senna



Quando si parla di Ayrton Senna, spesso non si prendono in considerazione gli anni che il pilota brasiliano ha trascorso prima di approdare in McLaren, scuderia che di fatto ha divinizzato il fenomeno di San Paolo.

Proprio per tale motivo, è giusto accennare alla Lotus 98T, la monoposto progettata da Gérard Decarouge e Martin Ogilvie con la quale venne il team britannico disputò la stagione 1986. La vettura poteva vantare numerose novità: dal cambio a 6 marce alla nuova specifica del motore Renault V6 Turbo, un fondo piatto (già sperimentato in parte sulla 97T) e un sistema di raffreddamento intercooler.

La monoposto disponeva anche di un sistema in grado di regolare l'altezza da terra, e con la 98T i consumi venivano monitorati grazie a un computer.

Nel corso del 1986, qualche squadra ipotizzò che la 98T beneficiasse di soluzioni non conformi al regolamento sportivo, ma nessuna squadra presentò mai un reclamo ufficiale.

Si trattava dell'ultima monoposto "Black 'n Gold", ovvero dotata della fantastica livrea Jonh Player Special, caratterizzata dal color nero predominante con scritte dorate; dalla stagione successiva, il Team Lotus adotterà la colorazione gialla determinata dalla nuova sponsorizzazione. CAMBIO A 6 MARCE E TOP SPEED DELL'EPOCA

Realizzata in carbonio e kevlar, la Lotus 98T era dotata di un cambio ibrido Hewland-Lotus, originariamente dotato di 5 rapporti, al quale il Team Lotus aggiunse poi la sesta marcia.

Nonostante i tanti test, la modifica adottata dalla scuderia inglese si rivelò controproducente, a causa dei molti problemi di affidabilità, tanto da spingere lo stesso Senna a preferire correre il cambio tradizionale a sole 5 marce.


La 98T poteva contare sul mitico motore Renault-Gordini EF1 V6 Turbo, un motore in grado di fornire prestazioni mostruose. Johnny Dumfries, compagno di squadra di Senna di quell'annata, ha descritto il propulsore equipaggiato sulla 98T, rivelandone anche i segreti.

Il pilota inglese ha paragonato il motore del Team Lotus con quello provato su una Brabham-BMW: quest'ultima era veramente difficile da guidare, a causa della strana erogazione della potenza del propulsore, che alternava fasi in cui la spinta era troppo debole a situazioni in cui era esagerata.

Il V6 francese, invece, era molto più bilanciato, grazie alla sua progressione molto più regolare e stabile, nonostante si vociferasse che Renault-Gordini EF1 V6 Turbo era in grado di erogare una potenza para a 1000 cavalli!

A detta di Dumfries, il segreto di tutta questa potenza derivava dal fatto che in qualifica gli ingegneri della Lotus bloccavano le valvole regolatrici della pressione di sovralimentazione e poi allungavamo tutti i rapporti.

A prescindere da quale fosse il segreto, la 98T fece registrare il record di velocità massima dell'epoca, raggiungendo i 315 km/h, un valore notevole per l'epoca. Quattro motori per una qualifica

Il team manager di quell'anno, Peter Warr, ha svelato un particolare molto interessante: ogni singolo motore costava 800 dollari, e per ogni sessione di qualifica il Team Lotus ne spendeva 3200; questo significa che al sabato venivano montati ben 4 motori sulle monoposto Black 'n Gold, 2 per ogni pilota.


Warr ha spiegato che l'intento era quello di far percorrere a una stessa unità motrice una distanza di massimo 5/6 chilometri. Il motivo? Come già accennato da Dumfries, la Lotus cercava di fornire un valore altissimo di potenza alle proprie monoposto, e all'epoca si registrarono valori di pressione pari a 5.2 bar, che equivalevano a qualcosa come 1250 cavalli! Sono riscontri mostruosi, sopratutto perché sono stati ottenuti più di trenta anni fa. La 98T volava in quallifica, ma non in gara

In 16 GP disputati, la 98T riuscì a conquistare ben 8 pole position.

Si tratta di una statistica notevole, soprattutto se si considera che all'epoca c'erano le velocissime Williams e McLaren in griglia contro cui competere.

Ma la monoposto del Team Lotus sembrava essere stata progettata con un assetto da qualifica, visto che alla fine riuscì a trionfare solamente in due circostanze, in Spagna e negli USA, ed entrambi i successi arrivarono con Senna.


A quanto pare, il tallone d'Achille della 98T stava nella gestione delle gomme, il quale causa, a seconda delle circostanza, comportava seri problemi di sottosterzo o sovrasterzo.

Come se non bastasse, anche l'affidabilità generava non pochi grattacapi alla Lotus: in 16 GP, Senna si ritirò ben 6 volte, Dumfries non riuscì a raggiungere la bandiera a scacchi addirittura in 10 occasioni! Addirittura il pilota inglese, quando lasciò la scuderia britannica, ricevette un trofeo assemblato con tutti i pezzi del cambio che aveva rotto nel corso dell'annata.

La Lotus concluse la stagione al terzo posto della classifica costruttori, e nonostante i risultati non entusiasmanti, la 98T resta ancora oggi una delle vetture più iconiche del Circus, probabilmente perché rappresentava il tramonto della leggendaria Lotus nera/dorata, e sicuramente perché al volante c'era lo straordinario Ayrton Senna. Simone Pietro Zazza

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