La Ferrari 360 Modena, la miglior automobile sportiva del mondo

Aggiornato il: mag 29



La Ferrari 360 Modena è la prima vettura stradale prodotta dagli ingegneri di Maranello con un telaio monoscocca interamente in alluminio, sviluppato in stretta collaborazione con Alcoa. Il telaio è realizzato con sezioni differenziate in estrusione d’alluminio, saldate tra loro con dodici punti d’intersezione.


Il nome viene scelto per omaggiare Modena, città natale del fondatore Enzo Ferrari.


L'obiettivo è quello di migliorare l'apprezzatissima Ferrari F355: un obiettivo non semplice, ma la Ferrari 360 Modena si presenta con soluzioni innovative e giudicate positivamente dai media, tanto da essere reputata come la miglior automobile sportiva del mondo. Ma quali sono le novità introdotte da questa vettura?


La 360 Modena viene presentata al Salone di Ginevra del 1999. Questo nuovo modello sostituisce l'amatissima F355, una vettura che era rimasta in produzione per ben cinque anni, senza mai subire dei cambiamenti estetici. La 360 Modena rappresenta un risolutivo distacco dalla leggendaria F355, e non solo perché viene utilizzato l'alluminio come materiale per realizzare il telaio monoscocca: questa, infatti, si allontana sia dalle linee classiche tipiche dei modelli del Cavallino, sia dalla consueta griglia centrale del radiatore.



Quest’ultima, ormai da parecchio tempo, delineava un tratto distintivo delle Ferrari, anche se in alcuni esemplari, come la Testarossa, la 348 e la F355, svolgeva una funzione prettamente estetica. Gli studi aerodinamici nel progetto della 360 Modena sono posti in una posizione di assoluta priorità: il musetto è dotato di due griglie radiatore gemelle poste ai suoi lati che consentono al flusso d’aria di passare sotto la sezione centrale rialzata, il quale poi, tramite il fondo piatto, raggiunge la zona posteriore dotata di doppio diffusore. Questa soluzione, con l'aumentare della velocità, garantisce un incremento della deportanza complessiva della vettura.


Lo stile retrò non viene messo da parte completamente, ed anzi è palesato con alcune peculiarità: le prese d’aria del vano motore poste sui parafanghi posteriori, per esempio, rievocano la Dino e la 250 LM. Anche i gruppi ottici posteriori gemelli rappresentano un elemento tramandato della tradizione, ma sostanzialmente la 360 Modena si presenta come una vettura d’altissima tecnologia del nuovo millennio, caratterizzata da dettagli innovativi. Come già spiegato in precedenza, il telaio monoscocca è in alluminio, e l'utilizzo di questo materiale viene adoperato anche per la carrozzeria.


Le fusioni del propulsore, la scatola della trasmissione e gli elementi delle sospensioni sono realizzati con diverse leghe, anch'esse in alluminio. I pannelli in lega leggera costituenti la carrozzeria vengono rivettati al telaio. La qualità delle fusioni d’alluminio realizzate dalla fonderia Ferrari non ha certamente bisogno di presentazioni, ed è possibile ammirare tali proprietà guardando il cristallo posteriore della 360 Modena: il motore è ben visibile e si può scorgere la finitura rossa e appena increspata delle cassette d’aspirazione, abbellite dalle scritte Ferrari in rilievo e unite da una semplice fusione d’alluminio con sopra il marchio del Cavallino Rampante.



Il telaio ha un passo di 2600 millimetri, 100 in più lungo rispetto al modello coevo 550 Maranello a 12 cilindri e 150 rispetto alla F355. Anche le dimensioni della carreggiata della 360 Modena superano quelle dei due modelli citati precedentemente: quella anteriore raggiunge i 1679 millimetri, quella posteriore è di 1617. Rispettando i canoni delle vetture stradali, i telai sono numerati con la sequenza di cifre continua, nell’intervallo tra il 104376 e il 136686.


E' possibile scegliere se porre a destra o a sinistra la posizione del guidatore, e il servosterzo fa parte della dotazione di serie. Le ruote fornite con l’equipaggiamento stradale standard sono una versione stilizzata del tipico cerchio Ferrari a forma di stella a cinque punte, con razze leggermente convesse e fissaggio mediante cinque bulloni. Il diametro è pari a 18″, la larghezza 7,5″ sull’asse anteriore e 10″ su quello posteriore. Le sospensioni sono tutte a ruote indipendenti con barre anti rollio su entrambe gli assali: la barra posteriore percorre le zone interne al telaio.



L'unità motrice deriva direttamente da quella progettata per la F355, ma, rispetto a quest'ultima, quella del 360 Modena subisce un piccolo incremento della cilindrata totale, ora di 3,6 litri: la denominazione 360 deriva proprio da questo incremento.


Il propulsore longitudinale V8 a 90° viene installato in posizione centrale e ha una cilindrata totale di 3586 cm³, alesaggio e corsa di 85x79 millimetri, cinque valvole per cilindro, doppi alberi a camme in testa per bancata e lubrificazione a carter secco.


Diverse fusioni sono realizzate in lega leggera: quella del blocco motore, delle teste dei cilindri, della coppa dell’olio e tante altre ancora. Le camicie dei cilindri sono trattate al Nicasil e le bielle vengono prodotte in lega di titanio. Il sistema di accensione/iniezione scelto per propulsore 360 è il Bosch Motronic ME 7.3, il quale offre il comando dell’acceleratore di tipo fly by wire.



Il sistema di scarico utilizzato è a contro-pressione variabile, e la potenza dichiarata raggiunge i 400 cavalli, pari a circa 112 cv/litro. Il cambio è a sei velocità più la retromarcia, ed è realizzato in un sol blocco con il motore, disponibile con il classico azionamento manuale, che avviene tramite leva, e grata a settori.


Come sul modello F355, è possibile richiedere il cambio F1, una versione progredita e più elegante rispetto a quella di base. Il funzionamento è identico a quello che si vede sulle monoposto di Formula 1: due levette di comando collocate sulla colonna dello sterzo permettevano di salire (quella di destra) o di scalare (quella di sinistra) la marcia.


Uno dei progressi offerti dal cambio F1, perfezionato sulla 360 Modena, consiste in alcuni sensori, i quali sono in grado di rilevare il comando del pilota su una delle levette: in questo caso, regolano automaticamente l’apertura dell’acceleratore durante la cambiata, per rendere l’operazione più confortevole.



La dotazione di serie prevede l’interno rivestito in pelle, mentre la regolazione elettrica dei sedili può essere ottenuta solo su richiesta. Lo spazio dietro alle due poltroncine consente di caricare oggetti non troppo voluminosi.


La costruzione della vettura prevede l'uso dell'alluminio come materiale da utilizzare per coprire la console centrale, i pannelli inferiori delle porte e la finitura del quadro strumenti: anche gli interni, quindi, garantiscono a questo materiale un ruolo primario e di assoluta importanza. La dotazione si completa con i doppi airbag, l’aria condizionata, i cristalli elettrici e l’impianto stereofonico comprendente, sempre su richiesta, il lettore CD.


I sedili di tipo sportivo e tutta una serie di accessori previsti dalla gamma di personalizzazione Carrozzeria Scaglietti può essere ordinato opzionalmente, per essere poi realizzati specificamente per questo modello.



Grazie a un test condotto dalle rivista Autocar, la 360 Modena,munito di cambio F1, viene provata su strada, Nel numero pubblicato il 25 agosto 1999, il magazine britannico fornisce i dati prestazionali del nuovo gioiello del Cavallino: 4,2 secondi per passare da 0 a 60 miglia orarie (equivalenti a quasi 100 km/h) , da 0 a 100 miglia orarie in 8,8 secondi (circa 160 km/h), e viene confermata la velocità massima, dichiarata dalla Ferrari, di 184 miglia orarie, ovvero di 295 km/h.


Nel Road Test Yearbook edito dalla medesima rivista, la prova della 360 Modena viene pubblicata nell’ultima edizione del ventesimo secolo e venne definita come la miglior automobile sportiva del mondo; il secondo millennio sta per concludersi, e la Ferrari è pronta a iniziare il terzo, ripartendo da questo prestigioso elogio.


LA FERRARI 360 MODENA NELLE COMPETIZIONI


Nel 2000 la Ferrari sviluppa la 360 Challange, in poco più di trecento esemplari, un modello da non confondere con la Challange Stradale prodotta, a partire dal 2003, in 1.274 esemplari. La 360 Challange viene sviluppata per le gare mono-marca e per vari campionati FIA, utilizzando la meccanica di serie, ma, rispetto alla 360 Modena, il peso è ridotto di 120 kg, scendendo così a 1.170 kg.


Nel 2001, viene presentata una versione rivisitata della Challenge, avente un motore capace di sprigionare ben 415 cavalli. Nel 2002, la 360 ha cominciato a gareggiare in campionati molto più prestigiosi, come la FIA GT e la leggendaria 24 Ore di Le Mans.



Il reparto corse clienti, per partecipare, produce venti esemplari di 360 Modena omologati dalla FIA, dotati di una carrozzeria ribassata e composta da fibra di carbonio, con un vistoso alettone posteriore, ed il motore viene ulteriormente potenziato, arrivando fino a 430 cavalli.


Per gareggiare contro le Porsche 911 GT3 RSR nel 2003, in collaborazione con Michelotto, la Ferrari decide di sviluppare la 360 GTC, capace di emettere 445 cavalli a 8750 g/m, anche grazie ad un peso ulteriormente ridotto, sceso a 1.100 kg.


Dal 2002 al 2005 viene invece fabbricata, in soli trenta esemplari, la 360 GT; essa nasce dalle basi dalla 360 Challange e viene affidata a piloti privati, che la utilizzano nel Campionato FIA GT.


SCHEDA TECNICA


Motore


Motore posteriore, longitudinale, 8V 90°

Alesaggio e corsa 85 x 79 mm

Cilindrata unitaria 448,29 cm³

Cilindrata totale 3586,20 cm³

Potenza massima 294 kW (400 CV) a 8500 giri/min

Potenza specifica 112 CV/l

Coppia massima 373 Nm (38 kgm) a 4750 giri/min

Distribuzione bialbero, 5 valvole per cilindro

Alimentazione iniezione elettronica Bosch Motronic ME7.3

Accensione: mono, elettronica statica Bosch Motronic ME7.3

Lubrificazione carter secco

Frizione monodisco


Telaio


Telaio tubolare in alluminio

Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice

Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice

Freni a disco

Cambio 6 rapporti + RM, manuale o elettroidraulico, F1

Sterzo pignone e cremagliera

Serbatoio carburante capacità 95 l

Pneumatici anteriori 215/45 ZR 18

Pneumatici posteriori 275/40 ZR 18


Carrozzaria


Berlinetta, due posti

Lunghezza 4477 mm

Larghezza 1922 mm

Altezza 1214 mm

Passo 2600 mm

Carreggiata anteriore 1669 mm

Carreggiata posteriore 1617 mm

Peso 1290 kg a secco


Prestazioni


Velocità massima oltre 295 km/h

Accelerazione 0-100 km/h 4,2 s

0-400 metri 12,6 s

0-1000 metri 22,9 s


Consumi ed emissioni


Ciclo Urbano ECE (Versione "Euro 2") 28,0 l/100 km

Ciclo Extraurbano EUDC (Versione "Euro 2") 12,0 l/100 k

Consumo Combinato ECE+EUDC (Versione "Euro 2") 17,9 l/100 km

Emissioni CO2 Combinato (Versione "Euro 2") 415 g/km


Simone Pietro Zazza

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