José Froilán González, il pilota argentino che fece commuovere Enzo Ferrari



Il 5 Ottobre 1922 nasce José Froilán González. L’argentino aveva nel dna il mondo dei motori, in quanto era il figlio e un venditore di automobili, ed è proprio nel salone del padre e facendo le consegne per un seminario di preti, che scopre la passione per l’automobilismo.


Proprio quelle due esperienze, gli fanno decidere di aprire un’azienda di trasporti. Con gli utili della sua impresa si iscrive ad alcune gare di auto e moto, conquistando anche diverse vittorie. Il passo successivo fu grazie ad un finanziamento del governo argentino al team Equipo Argentina, in cui farà coppia con Fangio.


Anche in Formula 2 sarà protagonista, e nel 1949 a Reims guiderà una Ferrari F2 quella che qualche anno più tardi diventerà la sua futura squadra. Le prestazioni nelle categorie minori gli permettono nel 1950 di fare due grandi debutti.

Infatti la squadra di Achille Varzi gli fa fare a Monaco il suo esordio in Formula 1 al volante di una Maserati 4CLT. Nonostante la vettura del team italiano non si rivelerà competitiva, nelle qualifiche dà il primo assaggio del suo immenso talento, facendo segnare il terzo tempo alle spalle delle due Alfa di Fangio e Farina, ma il giorno dopo a causa di un incidente la sua gara durerà solo tre giri.

Un mese più tardi corre la 24 ore di Le Mans che per l’occasione ricompone il tandem González-Fangio, ma ancora una volta un guasto d’affidabilità alla T15S nel corso del novantacinquesimo giro non gli fa tagliare il traguardo.


Pur rimanendo in Francia, ma per correre il Gran Premio di Formula 1, González non ha miglior fortuna: dopo aver confermato le qualità sul giro secco, chiudendo le prove ufficiali ottavo, la pista di Reims si rivelerà nuovamente stregata, poiché l'argentino sarà costretto al ritiro a causa della rottura del motore.


Nel 1951 González disputa la prima gara valevole per il Campionato del Mondo di Formula 1 in Svizzera informa privata, con una Tablot Lago. L'argentino ottiene in qualifica un buon tredicesimo tempo, ma in gara è costretto ad abbandonare nel corso del decimo giro per un guasto alla pompa dell’olio. Nonostante i tanti ritiri, le sue prestazioni attirano le attenzioni del pubblico e di Enzo Ferrari, che intravede nelle qualità di guida nell’argentino la persona giusta per battere la sua ex squadra, l’Alfa Romeo.


Ferrari ancora una volta non sbaglia scelta, e l'argentino al debutto sulla Rossa nel Gran Premio di Francia ripaga subito la sua fiducia: nelle prove ufficiali è sesto accusando un distacco di oltre cinque secondi da Fangio, ma il giorno dopo in coppia con Ascari sale per la prima volta sul podio, tagliando il traguardo al secondo posto.


Questo avviene il 1° Luglio 1951.


Solamente tredici giorni dopo, González entrerà per sempre nella storia della Formula 1, e soprattutto della Ferrari.


A Silverstone, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, in qualifica si migliora, al punto che con il tempo di 1'43"4 conquista la sua prima pole precedendo il connazionale Juan Manuel Fangio di un secondo.


Il giorno dopo fra i due argentini va in scena un grandissimo duello: il giro decisivo sarà il trentanovesimo, quando al termine di una serie di sorpassi e controsorpassi, González supera Fangio e va in fuga, transitando sotto la bandiera a scacchi con cinquantuno secondi di vantaggio, conquistando per sé e per la Ferrari la prima vittoria in Formula 1, interrompendo il dominio dell’Alfa.



Fangio non è stupito di aver perso, ma anzi qualche giorno prima, quando aveva fatto provare la sua vettura a González per fargli conoscere il circuito, vedendolo guidare gli aveva anticipato quanto poi sarebbe successo in gara, cioè che avrebbe vinto il Gran Premio di Gran Bretagna.


Ovviamente, oltre a José, il più contento di tutti è Enzo Ferrari, che nel libro Ferrari 80 racconterà le emozioni contrastanti di quella giornata indimenticabile.


"Quando nel 1951 González su Ferrari per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la 159 e l’intera squadra dell’Alfa, io piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore, perché quel giorno pensai: io ho ucciso mia madre".

L'argentino si ripete in Germania: Ascari fin dalle qualifiche è determinato a ripristinare le gerarchie in casa Ferrari, e segna prima la pole, poi conquista la vittoria, ma González ottiene un ottimo terzo posto.


A Monza, González intravede la possibilità di laurearsi Campione del Mondo, seppur al termine delle prove ufficiali Fangio conquista la pole, mentre il connazionale segna il quarto tempo alle spalle di Ascari.

In gara i due ferraristi, complice il ritiro di Fangio, oltre a completare la doppietta della Ferrari, riducono il distacco a due e sei punti dal pilota dell’Alfa Romeo, riaprendo la corsa per il titolo che si deciderà nell’ultimo Gran Premio in Spagna.


I tre contendenti del mondiale sono anche i protagonisti delle ultime qualifiche dell’anno, con Ascari che fa la pole precedendo i due argentini. González parte bene, supera Fangio e si lancia alla caccia del compagno di squadra, ma ben presto entrambi pagano la scelta sbagliata delle gomme da parte della Ferrari.


Fangio ne approfitta per superare i due avversari, vincere la gara e laurearsi Campione del Mondo, mentre González, arrivando secondo e conquistando il quinto podio consecutivo, chiude il mondiale al terzo posto della classifica piloti.


L'argentino inizia bene anche la stagione 1952. Al volante della Ferrari 166 dell'Automóvil Club Argentino, in una gara non valevole per il Campionato del Mondo di Formula 1, il 13 Gennaio sale subito sul gradino più basso del podio nel Gran Premio di Interlagos, e la settimana dopo conquista la vittoria nel Gran Premio di Rio de Janeiro.


Ad Aprile si piazza sesto alla Goodwood Easter, per poi disputare l’unica gara del mondiale di Formula 1 a Monza, il 7 Settembre 1952, a bordo di una Maserati del team ufficiale: in qualifica González ottiene il quinto tempo, ed in gara è secondo dietro all’ex compagno di squadra Ascari.

Nella stagione successiva l'argentino torna a partecipare a quasi tutto il mondiale. Nella gara inaugurale del campionato, corsa a Buenos Aires, González ottiene un incoraggiante terzo posto sempre con una vettura del team ufficiale della Maserati.


Si ripete in Olanda, completando il Gran Premio nuovamente in terza posizione, alle spalle di Ascari e Taruffi. Il buon momento si interrompe a Le Mans, poiché al volante di una Lancia, ed in coppia con Biondetti, è costretto nuovamente al ritiro. Stesso epilogo in Belgio, poiché la sua gara dura soltanto tre giri, prima che un problema all’acceleratore lo costringa al ritiro.


Il riscatto arriva in Francia: scattato dalla quinta casella in griglia di partenza, l'argentino torna sul podio tagliando il traguardo in terza posizione, vicinissimo al vincitore Hawthoorn e al connazionale Fangio. A Silverstone riesce a fare meglio conquistando il secondo tempo in qualifica, ma in gara non si conferma ed è quarto dietro ad Ascari, Fangio e Farina.


González non prenderà parte agli ultimi tre appuntamenti del campionato, terminando il mondiale al sesto posto nella classifica piloti.

All'inizio del 1954 l'argentino lascia la Maserati per tornare in Ferrari; la seconda avventura con la Rossa parte subito con il piede giusto, e nel Gran Premio inaugurale per soltanto un decimo non ottiene la pole conquistata da Farina, ed in gara termina al terzo posto.

Durante la lunga pausa del Campionato Mondiale, González si cimenta nella disputa delle corse con auto sportive, ed al Silverstone International, oltre a conquistare la prima vittoria stagionale con la Ferrari, inizia a fare le prove generali in vista della disputa della 24 Ore di Le Mans.


In coppia con Trintignant, fin dalle prime fasi della corsa francese i due piloti sono protagonisti della gara, ed a mezzanotte sono in testa con due ore di vantaggio sugli avversari. Proprio quando il primo posto sembra oramai al sicuro, a poche ore dalla fine un problema complica i piani della Ferrari: quando risale in macchina per dare il cambio al compagno di squadra, González non riesce a ripartire. La Ferrari 375 Plus ha un problema al cablaggio; quando torna in pista, il pilota che lo precede deve recuperare soltanto tre minuti.



Un vantaggio che González riesce a conservare fino alla bandiera a scacchi, vincendo una delle gare più prestigiose del mondo.

Alla ripresa del Campionato Mondiale, in Belgio è quarto, mentre in Francia è costretto al ritiro.

Il riscatto arriva proprio sulla pista dove tre anni prima aveva ottenuto il primo successo con la Ferrari. Proprio come nel 1951, in qualifica perde il duello con Fangio per un secondo, ma domina la gara infliggendo un distacco di un minuto e dieci al compagno di squadra Hawthorn, ed un giro a tutti gli altri, e vince la sua seconda gara.



In Germania l'argentino riesce a rimanere in corsa per il titolo grazie al secondo posto ottenuto alle spalle di Fangio, e ottenendo la pole nelle prove ufficiali del Gran Premio della Svizzera pare possa riaprire il discorso relativo alla vincita del Campionato Mondiale. Ma Fangio vince la gara e si laurea Campione del Mondo, mentre González deve accontentarsi del secondo posto.


Nell’ultimo Gran Premio stagionale, mentre il connazionale fa un altro show dei suoi, l'argentino conquista il quinto podio stagionale, ed il secondo posto della classifica piloti con 25,14 punti.


Dal 1955 González diminuisce i suoi impegni, e disputa solo due corse.


Se nella 1000 chilometri di Buenos Aires non ha fortuna e si ritira, nelle qualifiche del Gran Premio d’Argentina González conquista la pole rifilando un distacco di mezzo secondo ad Ascari e Fangio, ed in gara, dandosi il cambio con Trintignant e Farina, conquista la seconda posizione finale.


A fine stagione si consuma il nuovo divorzio con la Ferrari.


Per la stagione 1956 González guiderà per la Maserati, ed esattamente al contrario dell’anno prima, giunge terzo nella 1000 chilometri di Buenos Aires e non porta a termine il Gran Premio d'Argentina a causa di un problema al motore. La stessa situazione si ripete nel Gran Premio di Gran Bretagna che disputa con la Vanwall: un altro inconveniente tecnico, questa volta alla trasmissione, lo costringe al ritiro.


L’anno successivo González prende parte al Gran Premio dell’Argentina con la Ferrari, dimostrando che l’età non ha scalfito il suo talento: al termine delle qualifiche è decimo, ma in gara, in coppia con De Portago, recupera cinque posizioni e concludono la gara al quinto posto.


Nel 1958 e 1959 l'argentino disputa soltanto la 500 mile Ragaela, che vince in entrambe le occasioni. Nel Gennaio del 1960, dopo tre anni di assenza, torna in Formula 1 per disputare il Gran Premio d’Argentina.


Nonostante la lunga assenza dal circus, al debutto segna l’undicesimo tempo nelle qualifiche, ed in gara transita sotto la bandiera a scacchi al decimo posto. Questo Gran Premio sarà ricordato come quello del saluto ai suoi tifosi, prima del definitivo ritiro.


Il 15 Giugno 2003, nella sua città a Arrecifes, all’età di novant'anni, González si spegne, ma le sue imprese e le sue vittorie rimangono ancora oggi nella mente degli appassionati di Formula 1, e nel cuore dei fan della Ferrari per quella vittoria del 1951 colta a Silverstone, che trasmise una profonda emozione ad Enzo Ferrari.


Massimiliano Amato