Johnny Baldwin, la leggenda i cui sogni sono stati interrotti ad Indianapolis



Il 30 Marzo 1922 nasce a Sonora, negli Stati Uniti, Johnny Baldwin. Il giovane statunitense capisce di voler diventare un pilota guidando dei derivati dei kart, i midgets, adattati a correre su terreni diversi ed anche sugli anelli.


Proprio prendendo parte a queste gare, John viene soprannominato leggenda. Infatti, lo statunitense conquista 125 vittorie nei principali eventi della Bay Cities Racing Association, nove titoli di cui quattro su superficie indoor e cinque campionati mondiali, fra il 1952 ed il 1961.


Lo stesso successo Baldwin lo riesce ad ottenere quando passa alle corse sprint californiane, salendo per trenta volte sul gradino più alto del podio. Queste prestazioni colpiscono la Bardhal, che da un anno aveva chiuso un rapporto di collaborazione con la Ferrari, per la 500 miglia di Indianapolis.


Luigi Chinetti insieme al Drake, dopo i fallimenti delle edizioni precedenti, scelgono Baldwin per sviluppare la Ferrari 375 Indy dotata di un motore a sei cilindri e telaio Kurtis Kraft, a San Lazzaro negli stabilimenti della Osca.


Johnny pensa sia arrivata finalmente l’occasione della sua vita, e vuole dimostrare in una delle corse più importanti del mondo di essere un pilota completo, confermando tutte le aspettative che ci sono intorno a lui, viste le vittorie ottenute nelle altre categorie.


Invece, il pilota statunitense, e Giuseppe Farina, vedono pressoché immediatamente svanire le speranze di essere protagonisti, dato che ad Indianapolis durante le qualifiche si abbatte un temporale che allaga la pista, e costringe gli organizzatori a sospendere le sessioni.


Dopo vari rinvii le prove ufficiali vengono annullate, ed i due piloti della Ferrari, non avendo fatto segnare nemmeno un tempo utile, non si qualificano per la gara, che sarà vinta da Pat Flaherty davanti a Sam Hanks e Dan Freedland.


Se Johnny avrà la possibilità di tentare un nuovo assalto l’anno successivo, la stessa cosa non capiterà a Farina, che invece alla Gazzetta dello Sport aveva manifestato la sua voglia di tornare in America.


"Quanto ho imparato e visto qui, mi servirà l’anno prossimo, perché ho voglia di tornarci".


Non sarà così, e la Ferrari per tanti anni non tornerà ad Indianapolis, mentre Baldwin accetterà l’offerta della Kurtis Kraft per tentare il riscatto. Anche con la 500 Kurtis, Johnny non riuscirà ad essere competitivo, nonostante le condizioni del tracciato fossero migliori di quelle conosciute giorni prima, e non si qualificerà nuovamente.


Questa doppia delusione darà un brusco stop alla carriera di Baldwin, che negli ultimi anni parteciperà allo United States Auto Club. Johnny si ritira dalle competizioni nel 1966, ma fino al 1990 è rimasto legato al mondo dei motori, andando sui vari circuiti americani a vedere le gare.


Nonostante non sia riuscito a realizzare il sogno di disputare la 500 miglia di Indianapolis, Baldwin è sempre stato contento della carriera che ha fatto, in quanto è convinto di aver servito il suo Paese, ed aver rappresentato al meglio il suo sport.


Massimiliano Amato

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