Jacky Ickx, il "Pierino in terribile" vicecampione del mondo con la Ferrari



Come si definisce il talento di un pilota? È solamente una questione di numeri, o c’è di più?


La Formula 1 è da sempre il palcoscenico della velocità più importante al mondo e solo pochi, benedetti dal talento, possono aspirare a calcarlo. Jacky Ickx è indubbiamente fra questi, di cui però non è di certo solo il talento a colpire. In quanto a vittorie, probabilmente, non lo troveremo in cima alla lista, ma non è forse vero che un pilota è molto di più? Ickx infatti, durante gli anni trascorsi a bordo di vetture di ogni genere è stato un misto di versatilità, resilienza e sportività, unico nel suo essere.


Jacques, detto Jacky, Bernard Ickx nasce il 1º Gennaio 1945 a Bruxelles. Il Motorsport in casa Ickx è un’attività di famiglia, grazie al padre Jacques, rinomato giornalista sportivo e considerato uno dei precursori del motocross, e al fratello maggiore Pascale, aviatore di professione e pilota nel tempo libero. Poco propenso allo studio, fin da bambino Jacky si dedica agli sport motoristici, che in futuro diverranno infatti il suo lavoro.


La carriera di Jacky comincia a sedici anni nel motocross, a bordo di una Suzuki prima e di una Zundapp in un secondo momento. Questa prima esperienza, fondamentale nell'aiutarlo a mettere a punto uno stile di guida efficace, Io porterà in due anni ad aggiudicarsi il titolo di campione belga ed europeo nella categoria di classe 50 cc.


Il passo successivo avviene poi nel 1963, quando Ickx passa alle auto turismo, mettendosi alla prova con gare in pista ed in salita. Nonostante un debutto difficile, già alla seconda gara conquista la sua prima vittoria in salita, mettendo a segno altre ottime prestazioni durante il resto della stagione e guadagnando così un ingaggio fisso l'anno successivo per la Ford Belgium.


Durante la stagione partecipa per la prima volta alla 24 Ore di Spa, in coppia con Teddy Pilette, concludendo in quattordicesima posizione a causa di un cedimento meccanico; nonostante questo, però, la buona prestazione in gara gli vale la chiamata di Alan Mann, proprietario di un team di vetture turismo, per disputare alcune prove del Campionato Europeo.


E così nel 1965 Ickx corre sia per la Alan Mann Racing che per la Ford Belgium, gareggiando in pista, nelle scalate, e nei rally, confermando la sua versatilità alla guida.


L'ottima stagione è coronata dalla vittoria del titolo di Campione europeo turismo nella terza divisione, e Campione belga assoluto per vetture turismo. Questi trionfi non sono che l'inizio; l'anno successivo, infatti, oltre al fruttuoso impegno nella categoria turismo, Jacky effettua anche i primi test a bordo di monoposto. Proprio in questa stagione poi, ottiene la possibilità di testare per due volte un prototipo Ferrari e di gareggiare in Formula 2 ed in Formula 3 per il team di Ken Tyrrell, figura fondamentale per il suo sviluppo, in quanto gli concede la possibilità di fare esperienza e lavorare senza pressioni e pretese nei risultati.


Nell'intensa stagione 1966, che lo vedrà disputare una cinquantina di gare tra Europa, Stati Uniti d'America e Sudafrica, Jacky Ickx fa le prime esperienze al volante di vetture Sport prototipi e monoposto, continuando comunque il suo impegno con le vetture turismo che lo porteranno a vincere la prestigiosa 24 Ore di Spa, con una BMW 2000 TI condivisa con Hubert Hahne.


Nei primi mesi del 1966, l'ex pilota belga Jacques Swaters concede a Ickx la possibilità di gareggiare al volante di un prototipo Ferrari in occasione della 24 Ore di Daytona, ed in seguito, parteciperà anche alla 24 Ore di Le Mans al volante della Ford GT40. Nello stesso anno, grazie a un programma voluto da Elf e Matra per sostenere giovani piloti di lingua francese, in cui verranno inseriti anche Jean-Pierre Beltoise e Johnny Servoz-Gavin, Ickx ha la possibilità di gareggiare in Formula 2 con le monoposto francesi gestite, come detto, da Ken Tyrrell, con cui in precedenza aveva sostenuto un test in Ungheria al volante di una vettura turismo.


Nella sua prima stagione in monoposto Ickx ha come compagno di squadra Jackie Stewart, già affermato pilota di Formula 1, con cui in diverse occasioni condivide la macchina.


E al Gran Premio di Germania, Ickx fa il suo debutto in Formula 1 a bordo di una Matra del team Tyrrell: sul circuito del Nurburgring, Jacky si qualifica sedicesimo, ma in gara si ritira nel corso del primo giro.


A fine stagione il pilota belga verrà confermato da Ken Tyrrell, per continuare in Formula 2 con la sua squadra, e si accorderò con John Wyer per gareggiare con i prototipi nella stagione successiva.


Nel 1967 Jacky Ickx si impegna nel nuovo Campionato europeo di Formula 2 al volante delle Matra di Tyrrell. Nonostante la serie fosse frequentata anche da piloti di Formula 1 quali Jochen Rindt, John Surtees e Jim Clark, il pilota belga ottiene ottimi risultati, conquistando l'hat trick a Zandvoort e Vallelunga, giungendo terzo al traguardo al Nürburgring e Pergusa (dove Ickx viene contattato da Franco Lini, direttore sportivo della Ferrari, per entrare a far parte della Scuderia di Maranello nella stagione successiva), e riuscendo a diventare il primo Campione europeo della categoria.


Nel corso del 1967 il pilota belga si mette in luce anche in Formula 1, disputando un'ottima qualifica al Gran Premio di Germania, dove guida la solita Matra di Formula 2 segnando il terzo tempo, ed ottenendo il suo primo punto iridato al Gran Premio d'Italia, guidando una Cooper-Maserati, grazie al sesto posto finale.


Ed infine, con un prototipo Mirage vincerà anche la 1000 Chilometri di Spa.


Il 1968 è l'anno dell'approdo in Ferrari.


Dopo la scomparsa di Lorenzo Bandini, deceduto nel Maggio del 1967 a seguito delle ustioni riportate al Gran Premio di Monaco, Enzo Ferrari avrebbe voluto assumere Jackie Stewart per disputare la stagione successiva; non trovando un punto d'incontro con il pilota scozzese, la dirigenza della Scuderia Ferrari si accorderà con Jacky Ickx offrendogli uno stipendio annuale di 30.000 dollari per gareggiare in Formula 2 e Formula 1.


Il debutto in Sudafrica, nel giorno del suo ventitreesimo compleanno, è purtroppo sfortunato, ed in Spagna un inconveniente meccanico gli impedisce di di giungere al traguardo. Ma Jackie non demorde, e al terzo Gran Premio con la Ferrari sale sul podio grazie al terzo posto conquistato sul difficile circuito di Spa, in Belgio, grazie anche all'innovativo alettone montato sulla la monoposto.


Dopo aver ottenuto un incoraggiante quarto posto in Olanda, Ickx riesce ad aggiudicarsi la prima vittoria in Formula 1 in occasione del Gran Premio di Francia.


Sul circuito di Rouen, Ickx ottiene il terzo tempo in qualifica potendo quindi partire dalla prima fila, ma non è completamente soddisfatto della messa a punto della vettura. Il talento cristallino del pilota belga lo si potrà ammirare il giorno della gara.


Un'ora prima dell'inizio della gara, è previsto un giro del circuito a bordo di microvetture Ligier, per permettere ai piloti di salutare il pubblico, ma Jacky si disinteressa dei fan, preferendo invece scrutare il cielo che nel frattempo va addensandosi di nuvole.


Nonostante le previsioni meteorologiche sostengano che non ci saranno rovesci di pioggia, Ickx si impunta per avere montate le gomme da bagnato (le Firestone R125 scolpite a mano). Sia il direttore tecnico Mauro Forghieri, che Franco Gozzi, in questa circostanza direttore sportivo della Ferrari, cercano di dissuadere Ickx, che però rimane della sua idea perfino quando, prima della partenza, viene deriso dai concorrenti avversari.


Ma pochi istanti prima dell'inizio della gara, piove: Ickx ha avuto ragione, e vince il suo primo Gran Premio davanti a John Surtees e Jackie Stewart, portando alla Scuderia di Maranello la prima affermazione da due anni a questa parte: nell'occasione, a ventitré anni, sei mesi e sei giorni, diventa il più giovane pilota a trionfare al volante di una monoposto del Cavallino, un primato che resisterà per i successivi cinquantuno anni prima di essergli strappato da Charles Leclerc.



Con il successivo terzo posto conquistato in Gran Bretagna, Ickx guadagnerà la piazza d'onore nella classifica dei piloti. Ma non è finita: in occasione del Gran Premio di Germania centrerà la sua prima pole position, staccando il miglior tempo quando sul Nürburgring sta piovendo, migliorando di un minuto la prestazione ottenuta da Jim Clark nel 1967 (ad inizio stagione, sul circuito tedesco, Ickx era partito dalla pole anche con la Ferrari Dino 166 F2, in una gara non valida per il Campionato europeo).


Con il quarto posto finale, Ickx è ora distante solamente sette punti dalla vetta.


Una vittoria del Campionato Mondiale non è dunque da escludere, se non fosse che a Monza, rallentato da problemi all'impianto d'alimentazione, Jacky sbaglierà ad azionare l'alettone, che è manovrabile manualmente.


Giunto in rettilineo, Ickx non apre l'alettone, pertanto l'attrito rallenta la vettura. Dai box, Giulio Borsari, il suo meccanico, gli espone il cartello con la scritta alettone (in italiano) e volet (in francese) per cercare di indicargli l'inconveniente, ma il pilota belga non comprende l'indicazione e giunge solamente terzo al traguardo.


Quando mancano solo tre gare al termine, Ickx ha solo tre punti in meno rispetto a Graham Hill in campionato, ma i sogni di gloria si spengono in Canada, dove disputa delle buone prove, ma è costretto a rinunciare alla partecipazione alla gara a causa di un incidente causato dal bloccaggio dell'acceleratore, che gli procura la frattura di una gamba.


Inizialmente colpevolizzato dalla squadra per il suo stile di guida aggressivo, in seguito verrà scagionato da Giulio Borsari, che confermerà il problema all'acceleratore che lo stesso Ickx aveva già segnalato in precedenza, non venendo creduto.


Jacky tornerà a guidare in occasione del Gran Premio del Messico, ma si ritirerà al terzo giro a causa di un problema all'impianto d'accensione, e concluderà il suo primo Campionato del Mondo al quarto posto, totalizzando oltre il doppio dei punti dello sfortunato Chris Amon, che ottiene solo un podio e numerosi ritiri.


I difficili rapporti con la squadra, che gli valgono l'appellativo di Pierino la peste, e la volontà di correre anche nel campionato Sport, porteranno Ickx a fine anno ad accordarsi con la Ford per correre nel campionato Marche, e in Formula 1 con la Brabham, che è anch'essa sponsorizzata dalla Gulf, nella stagione 1969.


Jacky Ickx disputerà il mondiale 1969 con la squadra di Jack Brabham, di cui l'australiano è titolare e pilota, anche se ormai a fine carriera, ma fra i due non si instaurerà un buon rapporto.


Il pilota belga esordisce con la nuova squadra in occasione del Gran Premio del Sudafrica dove partirà dalle retrovie, mentre Brabham ottiene la pole position con tre secondi di vantaggio sul belga. La gara non sarà comunque fortunata, dato che Jacky sarà costretto al ritiro nel corso del ventesimo giro.


In Spagna Ickx concluderà in sesta posizione, su sei piloti arrivati al traguardo, con sette giri di ritardo per problemi alle sospensioni, poi sarà quinto in Olanda, e perderà la piazza d'onore in Francia commettendo un errore nel finale di gara che lo relegherà sul terzo gradino del podio.


le prestazioni diverranno gradualmente sempre migliori, e dopo il secondo posto ottenuto in Gran Bretagna, Ickx segna la pole position, il giro più veloce in gara e vince il Gran Premio di Germania, conquistando il suo primo hat trick in Formula 1 e il secondo posto nella classifica mondiale.


Rispetto all'anno precedente, Ickx giunge a Monza sì al secondo posto, ma senza alcuna velleità di vittoria del campionato, data la differenza di punti da Stewart, saldamente al comando della classifica con ventinove punti di vantaggio.


Al Gran Premio d'Italia, Ickx romperà il motore in prova e dovrà prendere il via della corsa dall'ultima fila. Il pilota belga gareggerà con un propulsore fornitogli da Frank Williams, che però si rivelerà poco potente, per poi ritirarsi per mancanza di carburante.


In Canada, dove sigla pole position e giro veloce, il pilota belga ingaggerà un duello con il nuovo Campione del Mondo, Jackie Stewart, ma le vetture entreranno in collisione e lo scozzese sarà costretto al ritiro, mentre Ickx conquisterà la seconda vittoria stagionale e ridurrà lo svantaggio nella classifica piloti.


In Messico, ultimo Gran Premio dell'anno, Jacky si classifica al secondo posto precedendo Brabham, partito dalla pole position, e conclude la stagione in seconda posizione.


Nel corso della stagione Ickx si dedicherà saltuariamente alla Formula 2, e con la Brabham salirà sul podio a Zolder e partirà in pole position al Reims, mentre al Gran Premio di Enna, valido per il Campionato europeo parteciperà con una De Tomaso, ritirandosi.


Il carattere fermo e deciso di Ickx lo si potrà notare anche nel corso del 1969, dato che in occasione della 24 Ore di Le Mans, a cui il belga partecipa a bordo di una Ford GT40, deciderà di camminare lentamente attraverso la pista verso la sua vettura, invece di correre come gli altri piloti, entrando poi nella sua auto e serrando attentamente le cinture prima di partire ultimo.


Prima della gara Jacky Ickx aveva dichiarato ai giornalisti che considerava pericolosa la tradizionale procedura di partenza, con i piloti che attraversano di corsa la pista per sedersi al volante delle proprie auto, allacciarsi rapidamente la cintura di sicurezza da soli e quindi prendere il via il più presto possibile, in quanto il pilota belga ritiene che non è possibile allacciare correttamente le cinture di sicurezza da soli, ma è necessario l'aiuto dei meccanici.


La tradizionale partenza stile Le Mans cadrà in disuso a causa dell'incidente avvenuto al primo giro della gara e, a partire dall'edizione 1970, i piloti partiranno essendo già saldamente legati ai propri sedili.


E, per la cronaca, Ickx vincerà la 24 Ore di Le Mans recuperando dall'ultima posizione.



In un finale drammatico caratterizzato da continui sorpassi e controsorpassi, Ickx riuscirà a battere Hans Herrmann per pochi secondi, poiché la Porsche 908 soffre di problemi ai freni. Jackie Ickx e Jackie Oliver vincono con la GT40 col telaio numero 1075, la stessa auto che aveva vinto l'anno precedente: questa è la seconda volta che la stessa auto vinceva per due anni di fila; in precedenza una Bentley Speed Six era riuscita nell'impresa nel 1929 e nel 1930, mentre anni dopo il team Joest Racing avrebbe ottenuto la stessa accoppiata due volte.


Ironia della sorte, dopo la gara Jacky Ickx avrà un incidente stradale vicino a Chartres durante il viaggio verso Parigi, il lunedì mattina. Un'automobile sbuca davanti alla sua Porsche 911, e la vettura di Ickx finisce con lo schiantarsi contro un palo. Ickx si slaccerà la cintura di sicurezza e uscirà incolume dai rottami della sua Porsche.


Sul finire del 1969, Enzo Ferrari contatta Jacky Ickx, a cui chiede di gareggiare con le sue macchine nella stagione successiva. La Scuderia Ferrari, da poco acquisita dal Gruppo Fiat, e il belga trovano un accordo economicamente vantaggioso, che prevede di gareggiare in Formula 1 e con i prototipi.


Amico di Jacques Ickx, padre del giovane pilota, Gianni Agnelli, presidente della Fiat, è l'artefice dell'accordo tra Ickx e Ferrari, che comunque aveva apprezzato l'ottima annata appena disputata dal pilota; in particolare Ferrari rimase colpito proprio dalla vittoria del belga nell'ultima edizione della 24 Ore di Le Mans con la Ford GT40.


Nella stagione 1970 Ickx avrà come compagni di squadra Clay Regazzoni, trentenne debuttante in Formula 1, e Ignazio Giunti, limitatamente ad alcuni Gran Premi. Il belga ripone grandi aspettative nella nuova Ferrari 312 B. La monoposto progettata da Mauro Forghieri, tradizionale per la parte telaistica ma dotata dell'inedito motore a 12 cilindri piatto denominato 001, si dimostrerà molto veloce, ma inizialmente poco affidabile.


Al debutto stagionale in Sudafrica, subito dopo la buona partenza dalla seconda fila, Ickx guadagna la seconda posizione per poi ritirarsi, dopo pochi giri, a causa di problemi al motore.


In occasione del Gran Premio di Spagna, disputato sul circuito di Jarama, Jacky si qualifica con il settimo tempo e parte dalla terza fila. Nel corso del primo giro, il belga viene urtato da Jackie Oliver, pilota della BRM con cui si era imposto nella 24 Ore di Le Mans dell'anno precedente; l'urto provoca un incendio in cui rimangono intrappolati entrambi i piloti. In seguito Jacky Ickx descriverà così quei drammatici momenti:


"Erano le fiamme la vera insidia. Al Gran Premio di Spagna 1970, a Jarama, la mia Ferrari si trasformò in un rogo perché Jackie Oliver mi colpì sul fianco. Eravamo appena partiti e i serbatoi erano pieni. Ricordo che ero circondato dal fuoco, che però non riusciva a raggiungermi grazie agli spruzzi di schiuma. Cercavo disperatamente di slacciarmi le cinture, per fuggire dall'auto e mettermi in salvo. Il guaio era che nell'impatto la scocca si era deformata e non riuscivo più a raggiungere il fermaglio. Così, quando l'estintore di bordo fu vuoto, ancora non ero riuscito a liberarmi".


"Quel liquido teneva le fiamme lontano dal corpo garantendo almeno dodici secondi di sopravvivenza. Ricordo che ero circondato dal fuoco, che però non riusciva a raggiungermi grazie agli spruzzi di schiuma".


"Ormai le fiamme mi avevano raggiunto ed io sapevo che non potevo contare su altri aiuti poiché nessuno poteva entrare in quel rogo senza una tuta di amianto. E a Jarama i commissari ne erano sprovvisti. Dovevo uscire da solo. Dopo circa venti secondi, quando già era iniziato il processo di asfissia, le mie dita riuscirono miracolosamente a slacciare e saltai fuori dall'abitacolo. La mia tuta bruciava. Ero una torcia umana. Non capivo dove andavo, la visiera del casco era fusa, io ero stordito. Feci una corsa cieca, cercando di realizzare la direzione della gara, ma rischiai di essere investito da altri piloti. Andò comunque bene. Sentii uno spruzzo violento colpire la tuta ormai in fiamme. Caddi a terra, avevo l'erba sotto di me".


"Ce l'avevo fatta".


Nonostante la paura, Ickx riesce ad attivare il sistema antincendio, a liberarsi dalle cinture di sicurezza e uscire dalla macchina; avvolto dalle fiamme e sotto shock, il pilota belga cerca di scappare lontano, passando tra le vetture in movimento, fin quando i commissari intervengono con l'estintore. Come anche Oliver, Ickx non riporta gravi conseguenze e torna subito alle gare.


Nelle successive prove di Monaco e Belgio Ickx non otterrà risultati importanti; terzo in Olanda, siglerà la pole position in Francia per poi ritirarsi in gara, come anche nel successivo appuntamento in Gran Bretagna. Nel contempo Jochen Rindt, grazie alla strepitosa Lotus 72, guadagna punti iridati che si riveleranno determinati a fine stagione.



In Germania Ickx ottiene nuovamente la pole position e perfino il giro più veloce, ma sarà battuto in gara da Jochen Rindt, saldamente in testa al mondiale. Jacky si rifarà in occasione del successivo Gran Premio d'Austria, dove vince precedendo il compagno Clay Regazzoni, riportando al successo la Ferrari che non vinceva dal 1968, quando proprio Ickx si impose in Francia.


Dimostrati notevoli progressi, la Ferrari si presenta con grandi ambizioni a Monza, dove perde la vita Jochen Rindt, leader del campionato; Ickx conquista la pole position ma nella gara, vinta da Clay Regazzoni, è costretto al ritiro per problemi meccanici.


Nonostante i molti punti accumulati da Jochen Rindt, con la sua scomparsa si riaprono le possibilità per il pilota della Ferrari di conquistare il titolo mondiale. Jacky Ickx vincerà il Gran Premio del Canada e risalirà al secondo posto nella graduatoria iridata, portandosi così a diciassette punti di ritardo da Rindt. Ma dopo aver segnato pole position e giro veloce sul circuito di Watkins Glen, terminerà soltanto quarto il Gran Premio degli Stati Uniti; tale risultato non gli consentirà di conquistare punti sufficienti per sorpassare in classifica Jochen Rindt, che diventerà così il primo e unico Campione del mondo postumo. Sulla vittoria del titolo da parte di Jochen Rindt, il belga dichiara in quest'occasione:


"Meglio così, non mi sarebbe piaciuto strappare il titolo a Jochen, che lo meritava pienamente".


Ickx concluderà il campionato imponendosi nuovamente nel Gran Premio del Messico, confermando il secondo posto in campionato davanti a Clay Regazzoni.


Attivo per l'ultimo anno nel Campionato europeo di Formula 2, che disputa con una BMW 270, il belga giunge terzo al traguardo nel Gran Premio del Mediterraneo e vince la gara di Tulln, oltre ad imporsi al Salzburgring, in una gara fuori campionato.


Per il campionato 1971, la Scuderia Ferrari, fiduciosa per la stagione che si avvia, designa Jacky Ickx come prima guida, affiancandolo al confermato Clay Regazzoni, e in alcuni Gran Premi da Mario Andretti. Nel corso della stagione, Jacky pilota la Ferrari 312 B, monoposto dell'anno precedente ma ancora competitiva, e la nuova 312 B2, in cui la squadra ripone molte ambizioni, dimostratasi subito veloce, soprattutto in qualifica, ma inaffidabile tanto da venire sostituita dal vecchio modello in alcune gare, verso la fine del campionato.


Dopo la tragica scomparsa di Ignazio Giunti, pilota dei prototipi Ferrari, la scuderia di Maranello diserta il primo appuntamento della stagione, il Gran Premio d'Argentina, gara extra-campionato. In seguito Ickx giunge ottavo in Sudafrica, dove vince Mario Andretti, e secondo in Spagna dopo avere segnato pole position e giro veloce; al Gran Premio di Monaco si qualifica con il secondo tempo per poi tagliare il traguardo in terza posizione, risultato che permette al belga di salire al secondo posto della classifica mondiale.



In occasione del Memorial Jochen Rindt, gara non valida per il mondiale, il belga disputa un'ottima prova ottenendo pole position, giro veloce in gara e vittoria finale, e la settimana successiva, otterrà il medesimo risultato nel Gran Premio d'Olanda, disputato con pioggia molto forte a Zandvoort, dimostrando ancora una volta le sue doti di guida sul bagnato.


La seconda parte della stagione si rivelerà molto negativa. Nonostante le buone qualifiche sarà costretto al ritiro per problemi meccanici in Francia e Gran Bretagna. Dopo una buona partenza dalla prima fila e un duello iniziale con Jackie Stewart, nel corso dei primi giri del Gran Premio di Germania si ritirerà in seguito a un'uscita di pista.


Ancora per problemi al motore, si ritirerà anche in Austria e in Italia, per poi giungere ottavo al traguardo in Canada, a due giri dal vincitore; dopo avere segnato il giro veloce, abbandonerà la gara negli Stati Uniti, ultima prova del Campionato del mondo in cui si piazzerà al quarto posto.


Ciononostante, a fine stagione rinnoverà il contratto con la Ferrari per continuare a correre sia in Formula 1 che con le vetture Sport prototipi. In Formula 1 la monoposto affidatagli è ancora la veloce e poco affidabile Ferrari 312 B2, sulla quale si lavorerà per migliorare le sospensioni, l'aerodinamica e il motore.


Jacky inizia la stagione 1972 con un terzo posto in Argentina, ma non otterrà punti nella successiva gara in Sudafrica. Partito male dalla pole position, segnerà il giro veloce in Spagna ma si dovrà accontentare del secondo posto al traguardo, dietro a un imbattibile Emerson Fittipaldi; secondo anche a Monaco con la pioggia, risultato che gli permetterà di raggiungere il secondo posto nella classifica iridata, si ritirerà poi in Belgio per noie all'iniezione.


Qualificato con il quarto tempo, in Francia Ickx sarà rallentato da una foratura e concluderà la gara all'undicesimo posto, mentre in Gran Bretagna si ritirerà nuovamente per problemi meccanici. Dominerà poi il successivo Gran Premio di Germania, conquistando la pole position, il giro più veloce e la vittoria sul difficile circuito del Nürburgring, ed ottenendo il suo quarto hat trik; sul traguardo precederà il compagno di squadra Clay Regazzoni.



Ritirato in Austria per problemi meccanici, il pilota belga partirà in pole nel Gran Premio d'Italia, dimostrando ancora una volta la sua immensa qualità di guida, ma si ritirerà a pochi giri dal termine per un guasto elettrico, subito dopo aver segnato il giro veloce.


Concluderà dunque il campionato al quarto posto, come nella stagione precedente, dopo aver portato a termine il Gran Premio del Canada nelle retrovie, a quattro giri dal vincitore, mentre conquisterà il quinto posto negli Stati Uniti, nell'ultima prova del Campionato conquistato da Emerson Fittipaldi.


Nonostante le due ultime annate non certo esaltanti, nel campionato 1973 Jacky Ickx prosegue la collaborazione con la Ferrari, alternandosi tra Formula 1 e prototipi, percependo uno stipendio di centoventi milioni di lire italiane.


Ickx inizia la stagione al volante della Ferrari 312 B2, ormai alla terza stagione iridata, disputando delle discrete qualifiche e ottenendo alcuni punti in Argentina e Brasile. Poi, ritiratosi in Sudafrica a causa di un incidente, al Gran Premio di Spagna porterà al debutto la nuova 312 B3, qualificandosi con il sesto tempo e concludendo la gara al dodicesimo posto, a sei giri dal vincitore, a causa di problemi ai freni.


Ancora per guasti meccanici, si ritirerà anche in Belgio e a Monaco.


La Ferrari proverà inutilmente di migliorare la competitività della monoposto ma Ickx non andrà oltre i piazzamenti a punti in Svezia e Francia, e l'ottavo posto in Gran Bretagna, dove si qualificherà con il diciannovesimo tempo.


Deluso dagli scadenti risultati della sua squadra, Enzo Ferrari sceglierà di non completare la stagione agonistica di Formula 1 e lascerà libero Jacky Ickx, il quale si dice disponibile a correre le rimanenti gare della stagione che la Ferrari avrebbe inteso eventualmente disputare.


Il belga, però, nel frattempo si accorda con la McLaren per partecipare al Gran Premio di Germania, al volante di una M23-Ford, al fianco di Denny Hulme e Peter Revson; qualificato in prima fila, salirà sul terzo gradino del podio, battendo gli occasionali compagni di squadra e ottenendo il migliore risultato della stagione, dimostrando di essere ancora competitivo.


Dopo che in Austria la Ferrari schiera una vettura profondamente modificata per Merzario, Ickx viene richiamato una tantum da Enzo Ferrari per il Gran Premio d'Italia, che concluderà all'ottavo posto, per poi partecipare senza successo al Gran Premio degli Stati Uniti con una ISO-Marlboro IR della prima scuderia di Frank Williams.



Ickx concluderà la sua ultima e difficile stagione con la scuderia di Maranello al nono posto della classifica, con solo dodici punti.


Per la stagione 1974 Jacky Ickx si accorda la Lotus, vincitrice del precedente mondiale costruttori, con il ruolo di seconda guida al fianco di Ronnie Peterson. Il rapporto con lo svedese, che lo batterà frequentemente, si rivelerà molto difficile e le monoposto di Colin Chapman risulteranno inferiori alle aspettative. Questa prima stagione con la scuderia inglese, iniziata con discrete ambizioni, segnerà l'inizio della parabola discendente per la carriera di Jacky Ickx nella massima serie.


Nel corso del campionato porterà in gara la veloce, ma ormai datata, Lotus 72 e la nuova e deludente 76, entrambe motorizzate Ford Cosworth. Ickx debuttò in gara con un ritiro al Gran Premio d'Argentina e sale sul terzo gradino del podio in Brasile. Successivamente, nel mese di Marzo partecipa alla Corsa dei Campioni a Brands Hatch, gara non valida per il mondiale: partito a metà schieramento, disputa un'ottima corsa, con pioggia battente e basse temperature, tagliando il traguardo in prima posizione, dopo avere segnato il giro veloce.


Tale risultato gli darà nuove motivazioni per il prosieguo della stagione che invece si dimostrerà, come detto, negativa: ritirato per problemi meccanici nei successivi cinque Gran Premi, arriverà undicesimo, a quattro giri dal vincitore, in Olanda e quinto in Francia.


Poi giungerà terzo all'arrivo in Gran Bretagna e quinto in Germania, e nelle ultime quattro gare, qualificato sempre con pessimi tempi, si ritirerà per incidenti e problemi alla monoposto, tranne in Canada, dove arriverà undicesimo con due giri di ritardo; concluderà il Campionato all'undicesimo posto, con soli dodici punti raccolti.


Nonostante le delusioni della stagione precedente, Jacky Ickx parteciperà al mondiale 1975 ancora con la Lotus. Confermato anche Ronnie Peterson, la scuderia inglese, che avrebbe dovuto realizzare una nuova monoposto, schiererà invece una evoluzione della Lotus 72, giunta ormai al sesto anno di gare. Ickx porterà a termine i primi Gran Premi della stagione, in Argentina, Brasile e Sudafrica, sempre fuori dalla zona dei punti, senza avere mai disputato una buona qualifica, ma otterrà poi il quarto posto in prova e in gara alla Corsa dei Campioni, non inserita nel calendario del Campionato del Mondo di Formula 1.


In occasione del Gran Premio di Spagna, le misure di sicurezza adottate nel Circuito del Montjuïc verranno ritenute inadeguate per un Gran Premio di Formula 1; i piloti della Grand Prix Drivers' Association sciopereranno minacciando di non gareggiare, mentre Jacky Ickx, con pochi altri non iscritti all'associazione, si dissocerà da questa scelta.


Dopo una difficile trattativa tra organizzatori e piloti, la corsa verrà comunque disputata, per poi essere interrotta anzitempo a causa del drammatico incidente di Rolf Stommelen, costato la vita a quattro spettatori; al momento della sospensione Ickx si trova in seconda posizione, pertanto salirà sul podio per l'ultima volta in carriera, ottenendo solo tre punti in quanto non era stata completata almeno la metà dei giri previsti.


Ottavo a Monaco, ritirato in Belgio per problemi ai freni, giungerà quindicesimo in Svezia a tre giri dal vincitore. Deluso dagli ennesimi ritiri per problemi meccanici in Olanda e Francia, si accorderà con la Lotus per interrompere in anticipo il loro rapporto, ritirandosi dal campionato ancora in corso.


Per la stagione 1976 Jacky Ickx accetterà l'offerta di Frank Williams, sostenuta economicamente dalla Marlboro, successivamente rilevata da uno dei finanziatori della squadra, che ne cambierà il nome in Wolf.


La Wolf-Williams FW05 si dimostra fin da subito una vettura deludente e poco performante, tanto che il belga partirà dalle retrovie senza mai inserirsi nelle posizioni di vertice sia in Brasile che in Sudafrica; dopo l'incoraggiante terzo posto alla Corsa dei Campioni, dove Ickx parte dalla quarta posizione, la situazione peggiorerà ulteriormente e, in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest, il pilota belga non riuscirà a qualificarsi, per la prima volta nella sua carriera.


Settimo in Spagna, mancherà nuovamente la qualificazione in Belgio e a Monaco; ancora fuori dalla zona dei punti in Francia e non qualificato in Gran Bretagna, a causa dei problemi di tenuta di strada della macchina, Ickx decide abbandonare la scuderia inglese. Dopo il Gran Premio di Germania, a cui non parteciperà, Jacky verrà chiamato dalla Ensign per sostituire Chris Amon, da poco ritiratosi; con la MN176, il pilota belga otterrà l'undicesimo tempo in qualifica in Olanda, migliore risultato dell'anno, ma si ritirerà in gara.


Decimo in Italia e tredicesimo in Canada, al Gran Premio degli Stati Uniti-Est, in seguito a un'uscita di strada e al conseguente scontro con le barriere, la monoposto si spezzerà prendendo fuoco nel retrotreno; il pilota, che verrà trasportato nel più vicino ospedale, con una ambulanza che dovrà perfino fermarsi a fare rifornimento, riporterà ustioni e fratture. Curiosamente, il conducente dell'ambulanza chiederà a Jacky se per caso non avesse il denaro sufficiente a completare l'acquisto del carburante.


Conclusa l'ennesima difficile stagione, Jacky Ickx si rende conto che la sua carriera in Formula 1 volge ormai al termine, proprio mentre nelle gare di durata è all'apice del successo. Inizialmente senza una squadra per la stagione 1977, il pilota belga parteciperà al Gran Premio di Monaco per sostituire Clay Regazzoni, e al volante di una Ensign MN177 si qualificherà con il diciassettesimo tempo, rientrando di poco nei piloti qualificati, che sul difficile circuito cittadino di Monte Carlo sono solo venti. In gara non andrà oltre la decima posizione, a due giri dal vincitore.


Per la stagione 1978 Ickx si accorderà nuovamente con la Ensign per disputare alcuni Gran Premi. All'International Trophy, gara non valida per il campionato, si ritirerà come nel successivo Gran Premio di Monaco; in Belgio taglierà il traguardo in dodicesima posizione, a sei giri dal vincitore, quindi si ritirerà in Spagna e non si qualificherà in Svezia. Gli scarsi risultati porteranno Jacky Ickx a lasciare la squadra che, in seguito, lo sostituirà con il debuttante Nelson Piquet.


Nel corso del campionato 1979, Jacky Ickx avrò nuovamente la possibilità di disputare alcuni Gran Premi, ma questa volta a bordo di una Ligier, anche se impegnato con i prototipi nel Campionato CanAm. Chiamato dal titolare della squadra, l'amico Guy Ligier, per sostituire Patrick Depailler, infortunatosi in un incidente con il deltaplano, Ickx affianca Jacques Laffite, e al volante della JS11 si ritira in Francia, per poi giungere sesto al traguardo in Gran Bretagna, conquistando il suo primo punto iridato dopo quattro anni.


Costretto al ritiro per una foratura in Germania, abbandonerà la corsa per problemi al propulsore in Austria. In seguito, partito dalle retrovie, al Gran Premio d'Olanda disputerà una buona corsa piazzandosi al quinto posto, favorito anche dai numerosi ritiri, e otterrà gli ultimi punti della carriera; ancora per problemi meccanici si ritirerà in Italia e Canada, per poi concludere il Gran Premio degli Stati Uniti-Est, ultima gara nella massima serie, ritirandosi dopo un'uscita di pista dovuta alla pioggia.


Alla fine della stagione, non trovando una squadra per partecipare al campionato mondiale 1980, si ritirerà definitivamente dalla Formula 1. Con otto vittorie e due titoli mondiali sfiorati in quattordici anni di attività, Jacky Ickx è considerato uno dei migliori piloti a non avere vinto il Campionato del mondo, al pari di Stirling Moss, Ronnie Peterson e Gilles Villeneuve.


Abbandonata la Formula 1 come pilota, Ickx è rimasto nell'ambiente per molti anni come direttore di gara del Gran Premio di Monaco, ed in tale veste presterà il suo servizio anche nell'edizione del 1984, funestata dalla forte pioggia che rende pericolosa la pista; pressato dagli organizzatori, Ickx darà ordine di sospendere la gara al trentunesimo giro, quando un giovane Ayrton Senna, al debutto sul circuito di Monte Carlo sta per raggiungere Alain Prost in testa al Gran Premio. Ickx giustificherà la decisione dicendo:


"Il Gran Premio poteva continuare, ma se si fosse verificato un grave incidente, avrebbero detto che ero un pazzo irresponsabile. Meglio bloccare la gara, perché la visibilità era inesistente, l'aderenza nulla".


Ciononostante, Ickx verrà accusato, tra gli altri, da Mauro Forghieri e Jean-Marie Balestre, di aver voluto agevolare Prost che guida una McLaren motorizzata Porsche, costruttore di cui Ickx è pilota nel Campionato del mondo endurance (continuando a correre fino al 1985, anno in cui, durante la 1000 Chilometri di Spa, è coinvolto nell'incidente che causerà la scomparsa di Stefan Bellof). E perfino Senna criticherà fortemente la decisione del commissario di gara, senza però ritenerla un favoritismo nei confronti del rivale francese. Per questo episodio il belga verrà momentaneamente sospeso dall'Automobile Club de Monaco, ente organizzatore del Gran Premio del quale era componente.


Jacky Ickx ovviamente non è conosciuto solo per le sue esperienze in Formula 1: infatti, un elemento che ha sempre accompagnato il pilota belga, anche durante gli anni spesi alla guida di una monoposto, sono le gare di endurance ed i rally. E se per i rally, è più una questione di divertimento, per quanta riguarda l'endurance invece, Jacky ha sempre saputo che quello era il suo posto. Nella sua carriera ventennale a bordo di vetture endurance, Jacky è infatti chiamato Monsieur Le Mans, appellativo pienamente guadagnato grazie a svariate vittorie sui circuiti della 24 Ore di Spa, Daytona e Sebring. Ickx vince la sua prima Le Mans nel 1969, mentre l’ultima vittoria la conquista nel 1982, oltre ad aggiudicarsi il Campionato Mondiale Endurance nel 1982 e 1983.



La carriera di Ickx s’interrompe definitivamente nel 2000, dopo centoventidue gare in Formula 1 in cui ha ottenuto venticinque podi e otto vittorie, e quindici partecipazioni alle 24 Ore di Le Mans, in cui trionfa per ben sei volte. Una carriera, seppur terminata in modo sfortunato nella Formula 1, sorprendente e soprattutto in grado di dimostrare pienamente il talento di Jacky, assieme alla grande versatilità di questo pilota.


"Un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia".


Con queste parole Enzo Ferrari descriverà il suo rapporto con il belga, proficuo ma non privo di attriti. Riconoscente ma spesso critico nei confronti del costruttore, per la gestione della scuderia e la scarsa presenza ai Gran Premi, ne giustificherà invece il comportamento duro e ambizioso, spesso contestato dai colleghi.


Molto famoso in Belgio, secondo un sondaggio della rete televisiva nazionale RTBF del 2013, Jacky Ickx è considerato il terzo migliore sportivo belga di sempre, preceduto da Eddy Merckx e Stefan Everts; in patria era stato precedentemente premiato con il Trofeo per il Merito sportivo nel 1968, quando era ancora agli esordi della carriera professionistica, e nominato Sportivo dell'anno nel 1982, quando ormai da pilota pilota affermato vince il Campionato mondiale endurance.


Già dal 2000 Ufficiale dell'Ordine della Corona, nel 2007 verrà insignito del titolo di Grand'Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo, la più alta onorificenza nazionale. Da Dicembre 2014 a Giugno 2015, a Bruxelles verrà poi allestita una mostra per celebrare il settantesimo compleanno di Jacky Ickx ed Eddy Merckx, concittadini e coetanei; oltre a motociclette, vetture turismo, monoposto e Sport prototipi guidati dal pilota nella sua lunga carriera, verranno esposti trofei, fotografie e il già citato casco bruciato nel rogo del Gran Premio di Spagna 1970.


Molti sono anche i riconoscimenti ricevuti da Ickx all'estero, in modo particolare in Francia e legati alla 24 Ore di Le Mans: nominato Pilota del secolo per la maratona francese, dal 16 Giugno 2000 Jacky diviene cittadino onorario di Le Mans, e nel centro della cittadina sarà presente, tra le impronte dei vincitori, una targa in bronzo a lui dedicata che ne riproduce il calco di mani e piedi.


Nel 2004 l'Automobile Club de l'Ouest gli assegnerà il trofeo Spirit of Le Mans come riconoscimento per le sei vittorie ottenute nella corsa francese, e in occasione del Festival Internazionale dell'Automobile di Parigi del 2012 verrò premiato con la Palma d'Oro. Per la lunga attività svolta come direttore di gara a Montecarlo, nel 2002 il Principe di Monaco lo nominerà Ufficiale dell'Ordine di San Carlo.


E sempre nel 2002 verrà inserito nella International Motorsport Hall of Fame di Talladega, negli Stati Uniti, dove sono iscritti i grandi nomi dell'automobilismo di tutti i tempi. In Italia, alla cerimonia dei Caschi d'oro del 2014, organizzati dalla rivista Autosprint, verrà premiato con il Casco Legend.


Anche nella cultura di massa Jacky Ickx è stato celebrato: alcuni libri trattano integralmente la sua biografia, mentre in altri gli vengono riservati capitoli o viene citato.


Inoltre, apparirà spesso nei fumetti di Michel Vaillant tanto che, per festeggiare il suo settantesimo compleanno, verrà pubblicato un cofanetto contenente sei volumi con tutti gli episodi che lo videro rappresentato.


Infine, le poste yemenite realizzeranno un francobollo per celebrare la sua prima vittoria alla 24 Ore di Le Mans, mentre quelle austriache uno inserito nella serie dedicata alle celebrità della Formula 1; altri due verranno emessi dagli Emirati Arabi, in due diverse collezioni sui piloti automobilistici.


Desirée Palombelli