Il pagellone del GP del Canada: Il ritorno di Seb e della race direction!

Aggiornato il: feb 16



Buongiorno a tutti. Sebastian Vettel ha vinto il Gran Premio del Canada, ma purtroppo non si è trovato di fronte solo Lewis Hamilton come avversario. Un avversario ben più forte, con una macchina ben più performante, gli ha letteralmente rubato una vittoria. Si è aperto uno scenario in cui la Formula Uno non ha fatto certamente una bella figura, uno scenario in cui, ancora una volta, vi sono due pesi e due misure, e non a favore della Rossa. Ma a Maranello è comparsa la bandiera, come giusto che sia. Ora, però, vediamo chi sono gli eroi (positivi e negativi) del weekend canadese.


Voto 10 a Vettel. Pilota bollito, sopravvalutato, che non sa reggere la pressione, che sbaglia sempre, il problema della Ferrari, e via dicendo. Voi andate avanti così, mentre lui vi ripaga con un weekend da numero 1, facendo una pole stratosferica che ancora oggi non riesco a spiegarmi e vincendo una gara tiratissima davanti a un Hamilton che ne aveva chiaramente di più. E condivido pienamente anche il suo comportamento, quella voglia di farsi sentire, di dare un calcio a un sistema che gli ha portato via una vittoria nel modo peggiore. Una figuraccia da parte della Formula Uno, e pensare che ora potrebbe addirittura rischiare una nuova penalità...


Voto 9 a Ricciardo. Finalmente Renault, finalmente Daniel! Una qualifica superlativa e una gara senza mollare un millimetro, nemmeno nei confronti di chi ne ha chiaramente di più. Fa le spalle larghissime per provare a tenere dietro Bottas, e per poco non ci riesce anche...


Voto 8 a Verstappen. Altra dimostrazione che è un pilota diverso, più adulto, più maturo. Dopo essere rimasto fuori dal Q2 a causa dell'incidente di Magnussen, in gara corre con il coltello tra i denti ma senza buttar fuori nessuno e senza far danni. Chiude quinto, nella miglior posizione raggiungibile.


Voto 7 a Stroll. In Canada ottenne i suoi primi punti in carriera nel 2017. Una pista sulla quale si esalta, concludendo a punti al termine di un'ottima gara e stando davanti al compagno di squadra, non certo l'ultimo arrivato.


Voto 6 a Leclerc. Ottiene un altro podio, è vero. Ma in qualifica sbaglia il giro che (forse) lo avrebbe portato davanti a Hamilton, vanificando la possibilità di una prima fila tutta rossa. Subisce il compagno di squadra per tutto il weekend, ma è anche giusto così. Bisogna farne di strada per essere al livello di un quattro volte campione del mondo, e continuare a pomparlo in questo modo sicuramente non lo aiuta.


Voto 5 a Bottas. Il boscaiolo che non fa il boscaiolo. Un weekend in cui il buon Valtteri torna ad essere quello del 2018, anonimo e lontano anni luce dal compagno di squadra. In gara limita i danni e giunge ai piedi del podio, facendo segnare il giro veloce, ma da un pilota che guida questa Mercedes ci si aspetta molto di più.


Voto 4 a Grosjean. Va bene tutto, ma continuare a lamentarsi quando un pilota ti sorpassa no, soprattutto dopo che nello scorso appuntamento ti sei fatto infilare alla Rascasse.


Voto 3 a Toto Wolff. Incoerente, per dirla breve. Incoerente perché dopo Monaco 2016 non la pensava allo stesso modo. Incoerente perché dice di non mettere pressione ai commissari, che durante i gran premi svolgono un lavoro difficile, quando prima chiamava subito la direzione gara via radio senza vedere nemmeno mezzo replay dell'episodio. Potrei andare avanti, ma mi fermo qui.


Voto 2 a Gasly. Parte quinto, chiude ottavo dietro alle Renault e a Verstappen, che partiva molto più indietro. Ho detto tutto.


Voto 1 a chi critica (ancora) Vettel. Passatemi il termine, dopo una gara del genere è da imbecilli. Da molti definito il problema della Ferrari, a me sembra uno dei lati migliori della Rossa di quest'anno. Ottiene una pole e vince un gran premio senza avere la miglior macchina, e c'è pure chi lo critica? Forse voi sapete qualcosa che io e la redazione non sappiamo, e vi invito ad illuminarci.


Voto 0 alla direzione gara ed Emanuele Pirro. Se la Formula Uno ha fatto una brutta figura, la colpa è tutta dei commissari che sono riusciti ad ammazzare una gara finalmente da cuori forti e con due macchine diverse in lotta per la vittoria. Ancora una volta due pesi e due misure, lo si vada a domandare al Sig. Emanuele Pirro, presente in commissione a Montecarlo 2016, quando Hamilton chiuse a muro di proposito Ricciardo. Un episodio pressoché identico, con la differenza che Lewis era perfettamente in grado di controllare la sua monoposto, ma da cui seguì un "no further action". Ed ora aspettiamoci anche un'investigazione per il comportamento di Vettel a fine gara...


Il prossimo appuntamento sarà in Francia. Mi piacerebbe poter assistere ad una corsa simile a quella di Montreal, con più macchine diverse in lotta per la vittoria, in modo da favorire lo spettacolo. Ma l'imperativo sarà evitare altre figuracce come quella appena vista.


Alessandro Cappelli

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