Gianni Morbidelli, un collaudatore alla guida della Ferrari



Gianni Morbidelli nasce a Pesaro il 13 Gennaio 1968. Da tutti gli addetti ai lavori è considerato un ottimo collaudatore, e una delle più fulgide promesse dell'automobilismo italiano a cavallo fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.


Dopo lusinghieri risultati nel mondo dei kart, Gianni debutta nella Formula 3 italiana nel 1987 con il team Euroracing di Giancarlo Pavanello, e al suo primo anno di categoria chiude il campionato al sesto posto assoluto, ma vince il premio di miglior debuttante della stagione.


L'anno seguente passa alla Forti, dove ottiene una vittoria e il quinto posto nella classifica finale. Nel 1989, sempre con il team piemontese, Morbidelli centra il titolo di campione italiano vincendo sette gare su dodici, con quattro pole position e tre giri più veloci.


Questo invidiabile ruolino di marcia gli fa guadagnare le attenzioni dei top team della Formula 1, ma è la Ferrari la più lesta ad assicurarsi il giovane talento pesarese. Nel 1990 il team piemontese decide di fare il salto di categoria passando alla Formula 3000, ma la stagione di Morbidelli è altalenante, complice un motore non proprio all'altezza della situazione. Gianni riesce comunque a ottenere una vittoria e il quinto posto finale.


Contemporaneamente debutta in Formula 1 al volante della Scuderia Italia in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti, a Phoenix, mancando la qualificazione, e con quest'ultima correrà anche in Brasile, riuscendo a qualificarsi per la gara con il sedicesimo tempo in prova, mentre in gara termina al quattordicesimo posto.



Dopo aver concluso il campionato di Formula 3000, Giancarlo Minardi gli offre l'opportunità di correre le ultime due gare della stagione con una delle sue monoposto; Morbidelli accetta l'offerta, ma i risultati non saranno soddisfacenti a causa di due ritiri.


Ciononostante, riesce a convincere il manager romagnolo a confermarlo anche per la stagione successiva, che sarà la sua prima completa nella massima categoria. Il pesarese si mette in evidenza in varie gare, ottenendo come miglior risultato un settimo posto in Messico.


Ma è in Francia che darà il meglio di sé, poiché dopo una straordinaria qualifica conclusa con il decimo tempo, nonostante sia febbricitante, in gara è velocissimo e tiene lo stesso ritmo delle Benetton di Piquet e Moreno, fino alla toccata al tornante Adelaide all'ottavo giro con il tre volte Campione del Mondo che lo costringe al ritiro.



Essendo anche collaudatore della Ferrari, Morbidelli avrà la sua grande occasione di guidare la vettura di Maranello nell'ultima gara di Adelaide, dove sostituirà Alain Prost.


La gara è condizionata dal maltempo, pertanto verrà interrotta dopo soli quattordici giri: con il punteggio venne dimezzato, ottiene solo mezzo punto grazie al sesto posto finale.


L'anno dopo Morbidelli rimane alla Minardi, non ottenendo nessun punto mondiale.


Ma come migliori risultati ottiene un settimo posto in Brasile, e un ottavo sotto il diluvio di Magny-Cours, in Francia. Nonostante gli ottimi risultati, Gianni non ottiene la riconferma dalla Minardi, e la Formula 1 sembra un discorso chiuso.


Ma dopo un'annata disputata con l'Alfa Romeo nel campionato Turismo Italiano, Morbidelli ritorna in Formula 1 nel 1994 con la Footwork, ritrovando come compagno di squadra Christian Fittipaldi, che aveva già avuto al suo fianco in Minardi nel 1992.


Gianni firma il contratto con il team inglese solo pochi giorni prima dell'inizio del mondiale, e in Brasile ottiene una fantastica sesta posizione in qualifica, per poi venire tradito dal cambio dopo soli cinque giri. La stagione è complicata, visto la scarsa competitività della monoposto, ma il pesarese riesce comunque a ottenere tre punti iridati, frutto del quinto posto di Hockhenheim e del sesto in Belgio.


Grazie a questi ottimi risultati, Morbidelli ottiene la riconferma anche per la stagione successiva: nel 1995 corre nuovamente con la Arrows, con cui disputa la prima parte della stagione prima di essere licenziato per mancanza di denaro da parte del team, ed essere sostituito da Max Papis. Tornato per le ultime gare della stagione, Gianni ottiene il suo unico podio nell'ultima gara ad Adelaide, grazie ad un ottimo terzo posto.


Un piazzamento dovuto non solo alla sua accorta strategia di gara ma anche ai numerosi ritiri.



Per il 1996 Morbidelli non sarà pilota titolare, ma test driver della Jordan e contemporaneamente guiderà una BMW nel Campionato Italiano Turismo.


Agli inizi del 1997 Gianni torna in Ferrari in veste di collaudatore ma, in occasione del Gran Premio di Spagna, ritorna in Formula 1 guidando per la Sauber, dopo essere stato chiamato a sostituire Nicola Larini recentemente appiedato dal team elvetico.


Il suo ritorno sarà segnato dal grave incidente occorsogli in una sessione di test sul circuito di Magny-Cours. Gianni è fortunato a uscire illeso, ma dovrà saltare tre gare a causa della frattura al braccio.



Morbidelli rientra in Ungheria e rimane in Sauber fino alla gara del Giappone, corso a Suzuka, ma la sua ultima esperienza in Formula 1 termina senza punti.


La febbre dei motori è inevitabilmente viva nel cuore del pesarese, tanto che si dedica alle vetture Turismo. Nel 1998 vola in Gran Bretagna per disputare il campionato locale di Super Turismo con la Volvo S40, piazzandosi undicesimo nella classifica finale.


Poi, nel 2000 gareggia con la BMW nel campionato ETCC ottenendo il terzo posto finale.


Nel 2002 corre quattro gare del campionato ETCC, una gara del campionato ALMS, e quattro gare del campionato Europeo Super Diesel Challenge.


Nel 2003 gareggia nel Campionato Endurance Turismo, e l'anno successivo accetta la corte della Seat per prendere parte al campionato europeo turismo, seppur l'esperienza durerà solo poche gare.


Ma i successi più importanti della seconda fase della carriera di Morbidelli sono i tre campionati Italiani SuperStars, che vince al volante dell'Audi Rs4 e della BMW M3, e la serie Speedcar che vince nel 2009, davanti a Johnny Herbert.


Tanto per dimostrare che le vetture Turismo ormai sono parte integrante della sua seconda vita, nel 2014 Gianni disputa il mondiale con la Chevrolet Cruze, piazzandosi nono nel mondiale.


Il grande rammarico della carriera del pesarese è quella di essere stato sempre un pilota veloce, ma di non essere riuscito a dimostrare solo a sprazzi questa dote nella massima categoria motoristica. Se fosse stato aiutato da mezzi all'altezza della situazione, sicuramente la sua carriera avrebbe avuto uno sviluppo diverso.


Simone Centonze