Franco Cortese, il pilota che conquistò la prima vittoria della Ferrari

Aggiornato il: ago 15



Il 10 Febbraio 1903 a Oggebbio nasce Franco Cortese. Il suo nome è legato alla Ferrari, poiché è stato il primo pilota ad averla portata al debutto ed alla prima vittoria della sua storia, ed alla Mille Miglia, che lo vede al via ben quattordici volte.


Proprio nella corsa italiana fa il suo esordio il 27 Marzo 1927, dimostrando di avere le stimmate del campione. In coppia con Baronicini, al volante della Maserati del team Italia, Franco arriva ottavo. Soltanto alla sua seconda gara, alla Coppa Ciano è terzo, conquistando il primo podio della carriera.


Passa un anno e Franco torna alla Mille Miglia, sempre con il team Italia, che gli cambia il compagno di squadra affiancandogli Cucchia. Questa volta non riesce ad arrivare al traguardo, a causa di un problema tecnico che costringe i due piloti italiani a scendere dall’auto.


Queste prestazioni non passano inosservate, e nel 1929 l’Alfa Romeo ingaggia Cortese per disputare la Mille Miglia. Alla guida della 6C 1750 SS, in coppia con Guatta, va vicino a ripetere il piazzamento di due anni prima, tagliando il traguardo in nona posizione ad un'ora e dodici minuti dal vincitore e compagno di squadra Campari.


Franco ci riprova nella stagione successiva.


Affiancato questa volta da Ghersi arriva quarto, ottiene il miglior risultato fino a quel momento alla Mille Miglia completando il poker della Casa del Quadrifoglio, a cinquantotto minuti da Nuvolari. Tre mesi più tardi, ad inizio Luglio, partecipando alla prima gara all’estero la 24 Ore di Spa, ancora una volta dà sfoggio a tutto il suo talento, piazzandosi secondo in coppia con Iwanoski.


Nel 1931 Cortese punta tutto sulla Mille Miglia, ma rispetto all’anno precedente taglia il traguardo dodicesimo.


L'anno successivo, l'IRI acquista l'Alfa Romeo e decide di investire sulla produzione di serie, anziché nelle corse, affidando la completa gestione sportiva alla Scuderia Ferrari.


Nen frattempo, però, Franco potrà cancellare la delusione per il ritiro dalla XXIII° Targa Florio, dato che sarà in Francia per partecipare alla 24 Ore di Le Mans.


In coppia con Guidotti, i due partono forte e si portano subito in testa, dando vita nelle prime ore ad un bel duello con l’altra Alfa Romeo di Minola che proprio nel tentativo di togliergli il primo posto finisce fuori pista. I due italiani rimangono leader fino alle prime ore, quando nel suo turno Guidotti deve andare ai box per un problema al parabrezza, tornando in pista al terzo posto.


Nella notte un altro colpo di scena caratterizza la gara: anche i vincitori della passata stagione Lewis e Essendon hanno un problema tecnico, pertanto Cortese e Guidotti salgono in seconda posizione, mentre l’Alfa si riprende la leadership con Sommer e Chinetti.


Franco, insieme al compagno di squadra prova ad approfittare di Chinetti, non più in grado di dare il cambio a Sommer per la febbre, e a suon di giri veloci riducono lo svantaggio. Proprio quando l’aggancio sembra alla loro portata, alcuni problemi li costringono ad altre soste ai box.


Nonostante il tentativo disperato di rimontare, l’Alfa Romeo numero 11 taglia il traguardo in seconda posizione, a due giri da Sommer. Cortese, pur avendo visto la vittoria vicina, può essere soddisfatto dato che è riuscito dove tanti suoi colleghi avevano fallito, salire sul podio alla prima partecipazione alla 24 Ore di Le Mans.


Nel 1933, Cortese otterrà un buon secondo posto alla Mille Miglia, in coppia con Carlo Castelbarco, a ventisette minuti da Nuvolari.


Nei due mesi successivi, Franco si per centrare il bis alla 24 Ore di Le Mans, ma fin dall’inizio della gara, in coppia con Chiron, i due vengono rallentati da alcuni inconvenienti tecnici. Solo grazie allo stint dell’italiano, nella notte risalgono fino in seconda posizione, e dopo un problema alle primi luci dell’alba di domenica sull’auto di Nuvolari-Sommer, passano al comando.


Il colpo di scena arriva al mattino.


Cortese, superato alla sosta da Nuvolari, vuole riprendere la leadership, ma perde il controllo dell’auto a causa del cedimento di un pneumatico, ed è costretto al ritiro vedendo sfumare la possibilità di vincere per la prima volta la 24 Ore di Le Mans.


Dopo un anno sabbatico, nella quale Franco corre e vince la Targa Abruzzo, il piemontese torna alla Mille Miglia nel 1935 con un'Alfa della Scuderia Ferrari, in coppia con Francesco Severi, ma non ripete la prestazione del 1933, poiché giunge al traguardo soltanto all'ottavo posto.


Anche la successiva edizione del 1936 sarà negativa, poiché andrà incontro ad un ritiro, ma si ripete alla Targa Abruzzo, dove taglia il traguardo al primo posto.


Nella stagione successiva, Franco sarà nuovamente impegnato a tempo pieno nelle corse automobilistiche, e riuscirà a migliorare il piazzamento dell’edizione precedente alla Mille Miglia arrivando sesto. Il 1937 proseguirà classificandosi settimo al Gran Premio di Tunisia, ma la situazione cambierà alla Targa Abruzzo, dove non solo risale sul podio, ma torna nuovamente alla vittoria.


Contemporaneamente, assieme a Giovanni Lurani, Eugenio Minetti e Luigi Villoresi, Franco Cortese fonda la Scuderia Ambrosiana, chiamata così in onore al Santo patrono di Milano, Sant'Ambrogio, cui i colori delle vetture sono il nero e l'azzurro, colori sociali dell'Inter, squadra di calcio di Milano. La vettura utilizzata è una Maserati 6CM, con la quale Cortese debutta al II Gran Premio del Valentino, ritirandosi.


Dopo una serie di infelici risultati, Cortese conquisterà una nuova vittoria al Trofeo Val d’Intelvi, nel 1938, per poi ripetersi alla guida della Maserati sul Circuito di Varese. Il buon momento prosegue con la doppietta al Targa degli Abruzzi e la vittoria del campionato italiano vetture sport, mentre nell’ultimo impegno dell’anno, al Tourist Trophy, si ritira.


Nel biennio successivo, con la seconda guerra mondiale in corso, gli impegni di Franco saranno centellinati. Al circuito dell’Impero, nel 1939, con un'Alfa Romeo della Scuderia Ambrosiana, Cortese conclude al terzo posto, mentre in occasione della XIX Coppa Ciano, la XV° Coppa Acerbo, e la XXXI° Targa Florio, con la Maserati 4C, conquisterà il secondo posto.


Proprio l'impegno nell'isola siciliana sarà l'ultimo prima dello stop forzato, a causa della guerra, e di sei anni di inattività.


Ma quando nel 1946 risale in auto sulla Lancia Astura della Scuderia Ambrosiana, dimostrerà di non aver dimenticato come si guida, poiché vince due gare a Modena, e ottiene la terza vittoria stagionale sul circuito di Luino.


Queste prestazioni convincono Ferrari ad ingaggiarlo.


Enzo Ferrari aveva interrotto nel 1937 la collaborazione con l’Alfa, creando l’Auto Avio Costruzioni, e al termine del conflitto bellico decise di ricominciare a costruire auto da corsa, e chiedere a Cortese di occuparsi sia del collaudo delle sue auto, che del ruolo di corridore.


L’esordio del Cavallino avviene sul circuito di Piacenza. Durante la gara, dopo un incidente in prova, il secondo pilota della Scuderia di Maranello Giuseppe Farina pretende di cambiare auto, poiché convinto che quella del compagno di squadra fosse messa a punto meglio, ma Ferrari si rifiuta e lo manda via.


Questo forte gesto conforta Cortese, che inizialmente non era convinto del suo ingaggio.


Tuttavia, per un problema alla pompa della benzina, Franco sarà costretto al ritiro, ma dieci giorni più tardi ripagherà la fiducia di Ferrari.


Al Gran Premio di Roma, infatti, legherà il suo nome per sempre alla rossa, portandola per la prima volta alla vittoria, precedendo di undici secondi la Maserati di Barbieri.


Quella non è l’unica soddisfazione dell’anno, dato che salirà sul gradino più alto del podio anche a Vercelli e Vigevano, mentre a Varese calerà il poker. A Parma invece dovrà arrendersi per soltanto poco più di un secondo di ritardo da Tazio Nuvolari, ed accontentarsi di completare la doppietta della Ferrari.


Lo stesso piazzamento lo otterrà al Circuito di Pescara, giungendo al traguardo a 7.2 secondi dalla Stranguellini di Auricchio. L’unica delusione di questa stagione da incorniciare, arriverà nell’ultima gara, disputata sulle strade dove è cresciuto Enzo Ferrari, a Modena, poiché Cortese sarà costretto a chiudere l’anno con un ritiro.


Il 1948 invece sarà negativo.


Infatti Cortese non vedrà la bandiera a scacchi alla Targa Floro, alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Spa. Il primo piazzamento utile arriverà alla Aosta-Gran San Bernardo, giungendo quinto al traguardo, e lo stesso risultato lo otterrà a ferragosto sul Circuito di Pescara.


Nel 1949, i problemi d’affidabilità della Ferrari lo costringeranno ad un’altra stagione deludente, ritirandosi nuovamente alla Targa Florio e alla Mille Miglia. L’unica soddisfazione se la toglierà al volante della Bristol alla Coppa di Toscana, classificandosi ottavo, e collaudando la 125 F1, vale a dire il primo modello Ferrari di Formula 1, lungo la via Abetone, che da Maranello prosegue verso Modena.


Più tardi, con la Ferrari 166 F2, darà vita ad una delle sue più belle vittorie, al Gran Premio di Napoli. Qui dà vita ad una grande sfida con Moss, e taglia il traguardo in prima posizione, facendo esplodere i tifosi del Cavallino Rampante giunti in massa sul circuito di Posillipo.


Tuttavia, quest'ultimo biennio difficile convince Franco ad abbandonare la Ferrari, preferendo continuare a disputare alcune gare in singolo, o con la Scuderia Ambrosiana, con la quale tornerà a vincere a Pergusa e alla Targa Florio nel 1951.


Nel 1952 torna a bordo di un’Alfa Romeo, e come ventitré anni prima, al debutto stagionale taglia il traguardo in nona posizione al Giro di Sicilia.


Sulla falsariga delle ultime edizioni, le cose non andranno bene alla Mille Miglia, in cui è costretto a parcheggiare la 1900 lungo il percorso, ma Cortese si riscatterà al Circuito di Caserta, salendo sul podio ed arrivando secondo con una Frazer Nash, mentre alla successiva Targa Florio si ritira.


La stagione 1953 riparte come si era chiusa, non transitando sotto la bandiera a scacchi al Giro di Sicilia, mentre alla Mille Miglia che quest’anno decide di disputarla con la Fiat, non va oltre la quattordicesima posizione.


La delusione cresce al termine della Targa Florio, a seguito dell'ennesimo ritiro, ma è quando torna privatamente al volante di una Ferrari che Cortese darà la svolta al suo anno. Dopo l’ottavo posto alla 10 Ore di Messina, il pilota italiano vince sul Circuito di Senigallia, e sale anche sul podio arrivando terzo e secondo alla 12 Ore di Pescara ed al Trullo d’Oro.


Il buon momento viene interrotto nell’ultima gara stagionale al Supercortemaggiore, dove si ritira.


Anche l’inizio del 1954 sarà molto difficile.


Al Giro di Sicilia, come l'anno precedente, non riesce ad arrivare al traguardo, e con la Ferrari 500 Mondial è protagonista di un’altra Mille Miglia al di sotto delle sue aspettative, chiusa in quattordicesima posizione.


Delusione che si protrae anche al Gran Premio di Napoli, poiché è costretto a ritirarsi. Il riscatto arriva nella settimana successiva al Gran Premio di Bari, quando la Scuderia Maranello torna a fargli guidare la 166 MM/53 con cui termina al terzo posto, ripetendosi sul Circuito di Caserta.


Successivamente, salirò nuovamente sul podio il 4 Luglio 1954, dopo aver terminato al secondo posto il Gran Premio sul Circuito di Collemaggio. La stagione si chiude come era partita, con un sesto e un quinto posto alla 10 Ore di Messina e sul Circuito di Senigallia.


Nel 1955 il programma di Cortese sarà molto ridimensionato.


Tornando come due anni prima a guidare la Fiat, ottiene un insoddisfacente piazzamento alla Mille Miglia, dove giunge solamente al quarantaseiesimo posto, mentre quando sale al volante della Ferrari 750 Monza è quinto, facendo una buona prestazione alla SuperCortemaggiore, contrariamente a quanto accade alla Oulton Park International e nella Targa Florio, dove in entrambi i casi si ritira.


Anche l’anno successivo Franco non riuscirà ad essere competitivo alla sua ultima Mille Miglia, peggiorando con la Fiat il risultato dell’edizione passata, tagliando il traguardo in novantasettesima posizione.


La musica ancora una volta cambia nel momento in cui si siede su una vettura del Cavallino Rampante. Con la nuova Ferrari 500 Testa Rossa, nel giro di una settimana, sale sul gradino più alto del podio a Opatija, e fa il bis al Circuito di Caserta, dove conquisterà la sua ultima vittoria della carriera.


La Supercortemaggiore sarà ancora una volta stregata, chiudendola fuori dalla top ten in undicesima posizione, ma a metà Luglio cancella la delusione compiendo la sua ultima grande prestazione, salendo sul podio al Circuito di Reggio Calabria dove conquista la seconda posizione e il campionato per macchine con cilindrata 2 litri.


Franco Cortese terminerà la sua carriera con il Gran Premio corso a Innsbruck, dove giunge al traguardo in settima posizione, e si ritirerà con sedici vittorie, trentaquattro podi e quattro pole position all'attivo.


Seppure il pilota piemontese non viene ricordato come un pilota dal grande valore, rimarrà pur sempre inciso il suo nome nella storia quale vincitore della Mille Miglia, sua corsa del cuore, ma soprattutto per il suo ruolo di corridore che per primo ha portato al trionfo la Ferrari.


Massimiliano Amato

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