Ferrari Testarossa, la giusta combinazione fra innovazioni estetiche e pura potenza boxer

Aggiornato il: mag 30



Erede della 512 BBi, la Ferrari Testarossa prende il nome dalle vetture da competizione che negli Anni Cinquanta dominarono le corse in pista, ovvero le vetture sport 500 e 250 Testa Rossa.


Disegnato da Pininfarina, questo nuovo progetto colpisce fin da subito per la sua innovativa forma estetica, più grande rispetto alla versione precedente, contrassegnata da prese d'aria vistose posizionate sui lati dell'auto. La Testarossa, inoltre, monta quello che è il motore più potente equipaggiato su una vettura stradale di serie fino a questo momento, un 12 cilindri boxer evoluto, il quale può contare su quattro valvole per cilindro.


L’erede della serie Boxer è disegnata da Pininfarina, ma rispetto al modello precedente presenta delle variazioni evidenti, soprattutto dal punto di vista visivo, mantenendo alcuni tratti peculiari, come il motore il dodici cilindri boxer montato in posizione centrale, mentre viene abbandonato il profilo a cuneo affilato del frontale, ora sostituito da un muso dalla forma più arrotondata.



Il proseguimento verso la coda dei parafanghi anteriori propone uno stilema a linee parallele, divenendo così il nuovo tratto distintivo del modello Testarossa, estendendosi fino ai profondi pannelli porta, che crescono in ampiezza verso la fine della loro parte posteriore, unendosi con gli estesi parafanghi del retrotreno.


Sul pannello posteriore, le vetture prodotte a Maranello sono dotate di una coppia di gruppi ottici circolari, ma dopo dieci anni questa particolarità viene abbandonata, presentando sulla Testarossa una griglia di elementi orizzontali di color nero satinato, che copre tutto il pannello di coda, sotto la quale si trovano i gruppi ottici posteriori di forma rettangolare.


L'ampia carrozzeria posteriore e i profondi pannelli porta possono vantare dimensioni simili grazie alla presenza dei radiatori dell’acqua montati sui due lati, ai quali viene fornita l'aria, che serve per funzioni di raffreddamento, direttamente dalle opportune prese ricavate nelle portiere.



La griglia di colore nero opaco posta sul musetto non svolge una funzione specifica, se non quella di richiamare un tratto tipico della tradizione estetica tipicamente Ferrari, assieme alle luci di posizione e agli indicatori di direzione in un sol blocco, ed i gruppi ottici anteriori retrattili posti nella parte superiore del musetto.


La nuova posizione dei radiatori consente anche di aumentare lo spazio disponibile per i bagagli sotto il cofano anteriore, che nella serie Boxer è decisamente limitato. Rispetto alla 512 BBi, la carreggiata anteriore è aumentata di soli dodici millimetri; al contrario, quella posteriore subisce un incremento di ben centocinque millimetri.


Complessivamente, la vettura acquisisce una forma a cuneo, non tanto nel suo profilo, ma specialmente sul piano orizzontale.



Genera immediatamente reazioni contrastanti lo specchietto retrovisore esterno inserito sul montante del parabrezza della Testarossa, posizionato dalla parte del guidatore, al punto che si arriverà a sostenere che il lungo doppio supporto aerodinamico potesse rendere meno stabile la vettura, compromettendone la stabilità durante la guida.


Fra coloro che decideranno di acquistare questo modello, qualcuno opterà per aggiungere un'unità gemella sul montante lato passeggero.


Dal Salone di Ginevra edizione 1997, il singolo specchietto situato sul montante viene rimpiazzato da una coppia che ne richiama la linea, collocandola però sugli angoli inferiori dei finestrini. I corpi vettura sono assemblati su un telaio avente un passo di 2550 mm, con numero di riferimento interno F 110 AB 100. I primi esemplari sono numerati con i consueti numeri dispari, riservati esclusivamente alle vetture stradali, ma in seguito viene adottata la sequenza di numerazione continua.


La costruzione non si allontana dal tipico principio della Ferrari, progettando un telaio tubolare d’acciaio, con bracci di rinforzo incrociati e sotto-strutture per supportare il propulsore, le sospensioni e le parti accessorie. La carrozzeria viene realizzata prevalentemente in alluminio, con porte e tettuccio di lamiera d’acciaio.


Il modello è disponibile con guida sia a destra, sia a sinistra.



Dopo dieci anni, grazie alla Testarossa, il Cavallino torna a produrre una vettura che coinvolge anche il mercato statunitense, perché l'obiettivo posto a Maranello per questo nuovo progetto è quello di creare un’automobile in grado di affrontare tutti i mercati del mondo. Le ruote stradali di serie sono in lega leggera, con tradizionale forma di stella a cinque punte, inizialmente con un singolo bullone di fissaggio centrale su mozzo Rudge, in seguito sostituito da un sistema di fissaggio a cinque bulloni nel corso del 1988, anno in cui anche le finiture interne subianno delle variazioni.


La Testarossa è caratterizzata anche dal ritorno dei cerchi con misure diverse, 8J x 16 quelli anteriori, 10J x 16 quelli posteriori, mentre la ruota di scorta a ingombro ridotto è sistemata nel vano anteriore. I grandi freni a disco ventilati con doppio circuito idraulico e servofreno sono coperti dalle ruote. Tutte le sospensioni sono indipendenti, con bracci oscillanti, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici, doppi sul retrotreno.


Infine, l'auto è dotata di barre antirollio anteriori e posteriori.

Il motore, il primo dodici cilindri boxer in configurazione a quattro valvole per cilindro, posizionato sotto il cofano di una Ferrari stradale, mantiene la stessa cilindrata di 4943 cm³ della 512 BBi. Alesaggio e corsa sono rispettivamente di 82 mm x 78 mm, mentre il numero di riferimento interno è F 113 A 000.


Il propulsore può contare sui doppi alberi a camme in testa per bancata di cilindri mossi da cinghia dentata, ora controllata direttamente dall’albero motore e non tramite cascata d’ingranaggi come sui precedenti propulsori boxer. L’unità motrice con lubrificazione a carter secco è montata longitudinalmente in blocco con la trasmissione a cinque velocità, con una configurazione molto simile a quella già vista sui modelli Boxer.


E' inoltre presente un sistema d’accensione elettronica Marelli Microplex MED 120 B, e l’iniezione elettronica Bosch KE-Jetronic. La potenza dichiarata per le vetture progettate per il mercato europeo è di 390 cavalli per 6300 giri/minuto, mentre per quanto riguarda gli esemplari realizzati per gli Stati Uniti, i valori prestazionali sono più bassi, dato che la potenza è di 380 cavalli per 5750 giri/minuto.


Il modello rimarrà in produzione per sette anni, subendo solamente alcune piccole variazioni estetiche, fino a quando, al termine del 1991, sarà sostituito dalla 512 TR. Il numero di esemplari prodotti è di 7177 unità: la numerazione dei telai inizia con il n.53081 e termina con il n.91923.


E' inoltre curioso sapere che verrà disegnato e realizzato un esemplare unico in configurazione spider con tetto pieghevole per l’uso personale di Gianni Agnelli.

SCHEDA TECNICA Motore

Motore: posteriore, longitudinale, 12V 180° Alesaggio e corsa 82 x 78 mm Cilindrata unitaria 411,92 cm³ Cilindrata totale 4943,03 cm³ Rapporto di compressione 9,3 : 1 Potenza massima 287 kW (390 CV) a 6300 giri/min Potenza specifica 79 CV/l Coppia massima 490 Nm (50 kgm) a 4500 giri/min Distribuzione bialbero, 4 valvole per cilindro Alimentazione iniezione meccanica Bosch K-Jetronic Accensione mono, elettronica Marelli Microplex Lubrificazione con carter secco Frizione bidisco Telaio

Telaio tubolare in acciaio Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, doppie molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice Freni a disco Cambio 5 rapporti + RM Sterzo pignone e cremagliera Serbatoio carburante: capacità 120 l Pneumatici anteriori 225/50 VR 16 Pneumatici posteriori 255/50 VR 16

Carrozzeria

Tipo di carrozzeria berlinetta, due posti Lunghezza 4485 mm Larghezza 1976 mm Altezza 1130 mm Passo 2550 mm Carreggiata anteriore 1518 mm Carreggiata posteriore 1660 mm Peso 1506 kg a vuoto

Prestazioni

Velocità massima: 290 km/h Accelerazione 0-100 km/h in 5,8 secondi, 0-400 metri in 13,6 secondi, 0-1000 metri in 24,1 secondi

Simone Pietro Zazza

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