Ferrari Superamerica, innovazione in edizione limitata



Debutta nel 2005, con solo 559 esemplari, l'ultima evoluzione delle Gran Turismo nate a partire dalla 550 Maranello: la Ferrari Superamerica è caratterizzata da una soluzione originale e innovativa, nata per trasformare in pochi secondi la vettura da chiusa ad aperta, e viceversa.


Il nome Superamerica è un doppio omaggio alla tradizione, sia del Cavallino Rampante sia della Pininfarina. Infatti, la nomenclatura celebra i modelli più esclusivi degli anni '60, realizzati in collaborazione con l’atelier torinese.


Il propulsore, pur mantenendo ben salde le radici storiche come la configurazione a 12 cilindri a V di 65°, la disposizione anteriore e longitudinale, l’ampio utilizzo di lega leggera per basamento e testa, le quattro valvole per cilindri, e i quattro assi a camme in testa, cresce di potenza fino a raggiungere i 540 cavalli a 7.250 giri/minuto. Un notevole balzo in avanti, se si considera che la 550 Maranello dispone di 485 cavalli, e la successiva 575 M ne ha 515.



In questa vettura ad edizione limitata, l’aumento di ulteriori venticinque cavalli sono stati ottenuti per merito di tre migliorie progettuali: un nuovo e più efficiente condotto di aspirazione, una nuova geometria dell’impianto di scarico, e un’ottimizzazione fluidodinamica dei condotti interno testa e del collettore di aspirazione.


Il cambio a sei marce, disponibile sia nella configurazione manuale con la caratteristica ghiera ad H, sia con l'opzione l’elettro-idraulica ispirata direttamente dal mondo della Formula 1, è montato nel retrotreno assieme al differenziale, per garantire il massimo rendimento dinamico e il miglior comportamento di guida grazie allo schema transaxle.


In questo modello è importante il ruolo coperto dall’elettronica, che riduce i tempi di cambiata fino a 180 millisecondi, mentre la centralina di origine Bosch gestisce iniezione multipla, corpo farfallato e le bobine di ogni singola candela.


Il guidatore può vivere sempre più emozioni simili a quelle provate dai piloti in pista grazie a due modalità di impostazione di controllo dinamico della vettura, Sport e Comfort: tuttavia, il vero salto evolutivo dal punto di vista dinamico lo compie con l’allestimento Handling GTC.



Il pacchetto include un assetto più rigido sia all’anteriore, del 35% rispetto alla configurazione standard, sia al posteriore, del 15%, cambiando la tipologia di molle a disposizione, oltre ad un nuovo scarico sportivo, ed un nuovo impianto frenante Brembo con disco in materiale carbo-ceramico, impreziosito dalle pinze verniciate di rosso.


Il telaio, realizzato in tubolare d’acciaio, richiede delle modifiche e dei rinforzi rispetto alla versione chiusa, interessando nel dettaglio la parte centrale della vettura, longheroni e pavimenti, oltre che i montanti del parabrezza.


Componente di maggior impatto, che caratterizza l’auto, è il tetto revocromico.


In un'epoca in cui i tetti a lamiera pieghevoli stanno iniziando ad essere molti diffusi, Ferrari tenta una terza via per affrontare il tema delle vetture scoperte, e lo fa in maniera innovativa e unica.


Realizzato su brevetto Fioravanti, uomo storico Pininfarina e matita di alcune Rosse famosissime come la 512, la 308, la 348, la 288 GTO, e la Testarossa, il tetto è realizzato in maniera tale che non deve mai essere riposto nel bagagliaio della vettura, permettendo alla Superamerica di cambiare configurazione in soli dieci secondi.



Il meccanismo ruota di 180° su un unico punto, presente sul lunotto posteriore, facendo da fulcro a tutto il movimento rotatorio. Il lunotto stesso si trasforma automaticamente in frangi-vetro quando la vettura è aperta, per tornare successivamente alla funzione originaria una volta chiuso il tetto. Inoltre, quest'ultimo si adagia e si integra perfettamente al cofano posteriore, e viene fissato attraversi blocchi automatizzati, garantendo pulizia e impatto estetico senza sacrificare il volume di carico del bagagliaio.


Innovativo è anche lo studio dei materiali che permette di produrre una tipologia di tetto che utilizza su larga scala materiali come la fibra di carbonio e il vetro in cristallo elettrocromico, rappresentando la prima applicazione in campo automobilistico.


Una serie di film annegati nel vetro contengono elettrodi sensibili alla luce e al calore, inseriti a loro volta in celle elettrochimiche. Sfruttando la sensibilità degli elettrodi stessi e la loro capacità di scambiarsi piccola quantità di carica elettrica, il conducente della vettura ha l’opportunità di regolare e filtrare la quantità di luce proveniente dal mondo esterno in cinque differenti modalità: da una condizione di massima trasparenza, del tutto paragonabile alla sensazione di viaggiare a cielo aperto, fino ad un'opzione maggiormente filtrante, dove solamente l’1% dei raggi solari passa attraverso l’abitacolo.



Ad auto spenta la Ferrari Superamerica imposta automaticamente il tetto nella modalità più filtrante, mentre la sicurezza, la pulizia e la manutenzione di questo componente è paragonabile a quella di un normale parabrezza, nonostante la grande difficoltà progettuale e tecnologica che si cela dietro a questo meccanismo, semplice solo all'apparenza.


Il tetto revocromico non è stato solamente una sfida di tipo tecnologica, ma anche di design. La perfetta integrazione stilistica di questo componente con il resto della vettura, rende la Ferrari Superamerica riconoscibilissima anche nel confronto interno con le altre Gran Turismo della famiglia Maranello.


La vista più caratterizzante è la fiancata, dove massicci montanti, oltre a fare da sostegno e rinforzo al cinematismo del tetto stesso, diventano un richiamo alla tradizione, ricordando per forma e trattamento superficiale i tipici montanti delle berlinette a motore centrale degli anni '80, come la 512, o la 308, non a caso disegnate da Leonardo Fioravanti.


Oltre al profilo filante e sinuoso, lo stile della Superamerica è impreziosito da un continuo contrasto tra linee toniche, muscolose ma trattate in maniera morbida ed elegante, un mix tra classe e sportività.



Al posteriore troviamo i fanali classici Ferrari, quattro elementi circolari, due per lato, formati da elementi concentrici, dove nella parte centrale, di colore bianco-trasparente, si trovano frecce e luci di retromarcia. Il Cavallino Rampante, cromato, è in bella mostra al centro del pannello verticale realizzato in fibra di carbonio, materiale che ha permesso di ottenere un bassorilievo, in tinta con la carrozzeria, dello stemma della Scuderia, dove alloggiare il leggendario logo.


Frontalmente, rispetto alla 575 M dalla quale deriva, la Ferrari Superamerica presenta un nuovo trattamento estetico delle palpebre dei gruppi ottici, e un nuovo disegno della presa d’aria presente sul cofano motore.


Dettaglio dal sapore racing i cerchi componibili da diciannove pollici, che si traduce in una velocità da 0 a 100 Km/h in meno di cinque secondi, una velocità massima di 320 Km/h, e il chilometro da fermo percorso in ventidue secondi.


Prestazioni che migliorano ancora di più con il rapido cambio tipo Formula 1.



Gli interni, pur mantenendo la stessa fisionomia delle restanti Maranallo, è messo in risalto dalle lavorazioni sartoriali, i materiali di pregio, e la cura costruttiva. I sedili in pelle traforata ricordano nella loro texture le sedute delle Gran Turismo del passato, e sono ulteriormente valorizzati dalla luminosità del tetto in cristallo, che raggiunge quasi un metro quadro di superficie.


Il prezzo di vendita, nel 2005, si attesta tra i 240.000 e i 250.000 euro, ma dopo quindici anni le quotazioni sono in costante crescita, con alcune vetture che sono rivendute a cifre doppie rispetto al costo di partenza.


Una piccola curiosità, riguarda il fatto che nel 2001 è stata costruita una versione aperta della Ferrari 550 Maranello: la 550 Barchetta. La versione scoperta di serie, se così la possiamo definire, è realizzata in solo 452 esemplari, contro i 559 della successiva evoluzione ad edizione limitata.


SCHEDA TECNICA


Spider due posti

Motore anteriore

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4550 mm

Larghezza 1935 mm

Altezza 1277 mm

Carreggiata anteriore 1632 mm

Carreggiata posteriore 1586 mm

Passo 2500 mm

Massa in ordine di marcia 1790 Kg

Serbatoio di 91 litri


Motore


Cilindrata 6748,36 cm³

Tipo V12 65°, anteriore, longitudinale

Alesaggio e corsa 89 x 77 mm

Rapporto di compressione 11,2:1


Distribuzione bialbero, quattro valvole per cilindro

Iniezione elettronica Bosch Motronic ME7

Accensione mono, elettronica statica Bosch Motronic ME7

Lubrificazione carter secco

Potenza 397 kW/ 540 CV a 7.250 giri/minuto

Potenza Specifica 94 CV/litro (69 Kw/litro) e 102 nm/litro

Coppia 588 Nm (60 Kgm) a 5.250 giri/min


Meccanica


Frizione monodisco

Cambio a sei rapporti + RM, manuale o elettroidraulico F1


Telaio


Tubolare in acciaio


Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici a regolazione elettronica, barra stabilizzatrice

Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici a regolazione elettronica, barra stabilizzatrice


Freni anteriori con dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 398, con pinze a 6 pistoncini

Freni posteriori con dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 360, con pinze a 4 pistoncini


Pneumatici anteriori 255/35/19

Pneumatici posteriori 305/30/19


Cerchi 19"


Consumi ed emissioni


Emissioni: 499 g/Km

Consumi Ciclo urbano 34,5 l/100 Km, ciclo extra-urbano 14,3 l/100 Km, ciclo combinato 21,8 l/100 Km


Prestazioni dichiarate


Velocità 320 Km/h

Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,25 secondi (4,20 s cambio F1), da 0 a 200 km/h in 12,30 secondi (12,25 s cambio F1), e da 0 a 1000 metri 22 secondi (21,90 s cambio F1)


Luca Saitta

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