Ferrari SF15-T, la prima monoposto dell'era Vettel



Con l'avvento dei motori ibridi, introdotti ufficialmente in Formula 1 nel 2014, le gerarchie all'interno del Circus cambiano drasticamente: la Red Bull, scuderia dominatrice dal 2010 al 2013, lascia spazio all'ascesa della Mercedes, determinata da una grandissima capacità nel saper sfruttare e interpretare al meglio i nuovi regolamenti. Nel corso dell'annata, oltre al dominio assoluto della Stella a Tre Punte, spiccano i team equipaggiati con i propulsori della Casa di Stoccarda, come Williams, Force India e McLaren, nessuno dei quali è in grado neanche lontanamente di contrastare lo strapotere delle Frecce d'Argento, riuscendo tuttavia a creare un interessante pacchetto di mischia alle spalle degli uomini in grigio. La stessa Red Bull, motorizzata Renault, non sono in grado di contenere la marcia inarrestabile delle W05, riuscendo tuttavia a prevalere sul gruppetto di centro-alta classifica, grazie alle ottime qualità telaistiche delle monoposto disegnate da Adrian Newey. Al contrario, l'avvento delle Power Unit ha comportato una situazione drammatica in Casa Ferrari: la F14T si rivela fin da subito lontana anni luce dai principali competitor, comportando una frattura definitiva dell'ambiente avviata già nel 2013: a fine stagione Fernando Alonso lascerà il team di Maranello, seguendo così le orme dell'ex Team Principal Stefano Domenicali, il quale saluta la Rossa dopo il Gran Premio del Bahrain del 2014, la terza tappa stagionale. Il trambusto causato dall'annus horribilis rappresenta una sorta di rivoluzione, determinata dall'arrivo nel 2015 del pluricampione del mondo Sebastian Vettel, nuovo alfiere del Cavallino al fianco di Kimi Raikkonen, e di Maurizio Arrivabene, al quale viene affidato il timone del muretto box della Rossa. E per la stagione del rilancio la scuderia italiana si presenta in pista con una monoposto decisamente più competitiva, un netto salto in avanti rispetto alla deludente F14T: la SF15-T.

Un evidente cambio di filosofia sull'anteriore

La SF15-T si presenta sicuramente con novità radicali rispetto alla vettura 2014, ma dal punto di vista tecnico la nuova nata del team di Maranello non rispecchia una rivoluzione totale: i tecnici del Cavallino non hanno accantonato completamente la F14T, fallimentare sotto vari punti di vista, ma non completamente da bocciare in tutte le aree della vettura. La parte sottoposta a un maggiore rinnovamento è quella anteriore, caratterizzata da un nuovo muso: quello della SF15-T risulta molto più lungo e schiacciato in punta.


Una filosofia che contrasta nettamente con quello precedente, piuttosto semplice nelle linee per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica. Anche la scocca ha subito modifiche significative: lo scalino è stato addolcito ed anche il telaio ha subito una variazione, indirizzata verso un leggero abbassamento del baricentro, utile per evitare forme troppo spigolose a vantaggio del libero scorrimento dei flussi.

La nuova sospensione anteriore

Il particolare più interessante, però, consiste nella sospensione anteriore, ancora di tipo pull-rod, che rappresenta un’evoluzione rispetto a quella montata sulla Mercedes W05, dalla quale evidentemente si ispira.


Il centro di rollio è notevolmente variato, grazie ai punti di fissaggio alla scocca collocati in una posizione più ribassata, con un angolo meno estremo della geometria dei braccetti.


La Ferrari ha inoltre allineato il braccetto superiore-anteriore ed il tirante di sterzo, provvedendo a racchiuderli in un’unica copertura, riprendendo una soluzione che tante gioie aveva regalato alla Sauber un paio d'anni prima. Il triangolo inferiore, invece, segue le linee lanciate dalla Mercedes nel 2014, caratterizzato da un inedito braccetto a diapason.

Invariate invece le prese d'aria utili per il raffreddamento dei freni, sfruttate anche come prese di alimentazione per mozzi soffianti, derivati direttamente dalla F14T. In seguito Ferrari introdurrà anche un nuovo concept dell'ala anteriore, caratterizzato da un flap curvilineo, una nuova paratia verticale sugli upper flap, un'arricciatura grande e dalla rimozione della pinna laterale.

Nel complesso, la nuova SF15-T vanta importanti novità rispetto alla F14T, compreso un assetto dell'auto decisamente più rake, ovvero con un fondo vettura inclinato, contraddistinto dall'estremità anteriore della monoposto in una posizione più ribassata rispetto a quella posteriore, utile per generare un valore superiore del carico aerodinamico. Come già accennato poc'anzi, le novità radicali viste sull'anteriore lasciano spazio a un posteriore molto più conservativo e simile alla F14T, rispetto alla quale si nota una nuova conformazione del cofano motore e della aperture al posteriore, utili per evacuare l'aria calda.

La stagione della riscossa

Per Ferrari l'obiettivo prefissato alla vigilia dell'annata 2015 è quello di accantonare immediatamente la stagione precedente, caratterizzata da soli due podi per il Cavallino, senza mai riuscire salire sul gradino più alto, riproponendo così uno zero per quanto riguarda le vittorie stagionali, un risultato catastrofico per la Rossa, in grado di centrare almeno una vittoria in campionato sin dal 1994. Fin da subito la SF15-T non delude le aspettative, e riesce in parte a ribaltare le gerarchie: oltre agli ottimi riscontri forniti dalle soluzioni introdotte, la nuova vettura della Rossa non risente più dei tanti problemi legati al motore, e il gap confrontato con i motorizzati Mercedes si riduce.

Sfruttando la propria unità motrice denominata 059/4, decisamente più evoluta rispetto alla versione 2014, forte di un turbo e di un compressore Honeywell più grandi ed efficienti, la SF15-T si aggiudica il ruolo di anti-Mercedes, scavalcando a livello di prestazioni Williams e Red Bull. Nel corso della stagione, più volte Vettel e Raikkonen riusciranno ad insidiare almeno una delle due Frecce d'Argento, sfruttando soprattutto le occasioni fornite da alcune disattenzioni degli uomini in grigio. Esemplare è la vittoria di Sebastian Vettel nel Gran Premio della Malesia, corso a Sepang: partito dalla seconda piazza, il tedesco, complice un'ottima strategia del muretto box, unito a un passo gara impressionante, riesce a tagliare il traguardo per primo, regalando così un successo alla Ferrari che mancava da quasi due anni, ottenuto nel 2013 a Barcellona con Alonso.


Al termine del campionato, il team di Maranello arriverà a collezionare tre trionfi conquistati con il pilota tedesco, e ben sedici podi, con tanto di Pole Position conquistata nel Gran Premio di Singapore, magistralmente messa a segno dal quattro volte campione del mondo. Nel complesso, la superiorità della Mercedes risultava ancora evidente, ma lo strappo con le Frecce d'Argento si era decisamente rimarginato. La SF15-T ha riacceso le speranze della Rossa, consapevole di non poter competere ancora alla pari con la scuderia anglo-tedesca, ma le W06 sono apparse meno lontane, pur sempre veloci e difficili da battere, ma non imprendibili; quel 2014 anomalo e avvilente appare già lontano anni luce.

Simone Pietro Zazza

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