Ferrari Roma, un Cavallino tra passato e futuro



In un anno magico per l’azienda Ferrari, sono ben cinque le auto presentate nel 2019. L’ultima novità per la casa di Maranello rappresenta, al tempo stesso, sia un nuovo slancio verso il futuro, che uno splendido omaggio alla propria tradizione.


La Ferrari Roma, codice interno F169, è una Gran Turismo a motore anteriore a otto cilindri che si pone l’obiettivo di intercettare una nuova fascia di mercato per Ferrari, quello delle persone che richiedono auto meno urlate, meno vistose e più sfruttabili anche nel quotidiano. Potenziali clienti abituati a guidare SUV e berline tradizionali, perdendosi il divertimento che può, e deve, offrire un’auto di prestigio.



La Roma, prende il nome, come facilmente intuibile, dalla città capitale d’Italia e simbolo della Dolce Vita. Ferrari, in questa maniera, celebra il patrimonio artistico e culturale nazionale, ma sopratutto rievoca le suggestioni e le emozioni di un’epoca che ha segnato la storia.


Si parla del periodo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, caratterizzato da un clima leggero e spensierato, reso immortale dal mondo del cinema con film, attori e attrici, entrati nell’immaginario collettivo. Tra gli oggetti iconici dell’epoca, le auto da Gran Turismo si sono ritagliate un posto speciale: bellissime ed elitarie, guidate dai beniamini di allora, rappresentavano la rinascita e il successo nel secondo dopoguerra.


Ai tempi, il marchio più ambito e sognato, anche da chi era economicamente benestante, era la Ferrari, che stava già diventando un mito delle corse, e produceva auto leggendarie come la famiglia delle 250 GT.



Da questo periodo storico, la Roma trae ispirazione formale, rifacendosi all’immenso bagagliaio culturale che Ferrari è in grado di offrire e di offrirsi. Tuttavia, la squadra di stilisti non si è limitata ad una creazione in stile retrò, bensì re-interpreta le proporzioni e i contenuti che hanno reso immortali le Gran Turismo durante la Dolce Vita, attualizzando questi ingredienti al mondo del 2020.


La nuova Gran Turismo è elegante e prestazionale, e segue il filone stilistico nato con le SP Monza, trasferendo le caratteristiche salienti della berlinetta su un modello destinato a fare da apripista alla gamma Ferrari.


Lo stacco con il recente passato è netto: se dalla 458 Italia in poi il corso stilistico della Rossa è stato all’insegna della funzione e dei vincoli tecnici, spesso di natura aerodinamica, nella nuova V8 predominano eleganza, purezza e sobrietà, creando una netta divisione all’interno della gamma Ferrari, tra le auto a motore anteriore e le sport car a propulsore centrale.



La Ferrari Roma, di primo impatto, colpisce per la semplicità delle sue linee, tanto da risultare quasi minimalista. Il corpo vettura sembra un blocco monolitico lavorato per sottrazione, come avveniva per le sculture di Michelangelo, uno che a Roma ha lasciato un segno indelebile, e trasmette all’osservatore una sensazione di sensualità derivata delle proporzioni perfette, e dalla levigatezza delle superfici.


Questi elementi danno volume e sostanza ad un’automobile che sembra disegnata da un singolo tratto di matita: lineare, elegante, morbido ma al tempo stesso tonico e vigoroso, sapendo applicare i punti di forza delle Gran Turismo del passato in una vettura contemporanea.


Spicca la calandra-noncalandra: da sempre elemento storico e distintivo della Ferrari, questo particolare perde ogni riferimento formale con il passato, ma si unisce metaforicamente ai pannelli della carrozzeria, diventando una sorte di superficie porosa ideata per far entrare il quantitativo di aria strettamente necessario per il raffreddamento e nulla più.



Posizionata molto in basso, accentua l’effetto a naso di squalo, motivo stilistico e iconico delle Ferrari anni ’60 perché, nonostante l’estetica sia completamente innovativa, il richiamo alla tradizione non deve mai mancare su una Rossa. Osservando con più attenzione, tra le suggestioni evocative di questo elemento, si possono scorgere i tratti della calandra a trama rettangolare, come sulla 612 Scaglietti e la meno nota Ferrari Pinin.


Nella Ferrari Roma, gli esperti conoscitori del Cavallino Rampante avranno modo di apprezzare le infinite citazioni dei più prestigiosi modelli del passato, in particolare nella vista laterale: il trattamento delle superfici si ispira alle 250 GT degli anni '50, l’andamento delle linea laterale, sinuosa sui passa-ruota, e il taglio dei vetri ricordano quelli la 365 GTC/4, mentre il faro anteriore, visto di lato, ricorda la geometria della leggendaria 365 GTB/4, la Daytona. Il gioco delle somiglianze, anzi, dei discreti richiami stilistici non finisce qui: andamento della coda e le proporzioni rievocano la 456 GT, mentre il trattamento della parte bassa della fiancata è convessa, simile a quello della già citata 612 Scaglietti.


Eppure, la Roma ha un carattere e una presenza scenica molto forti e personali, senza cadere nell’effetto nostalgia. L’assenza di orpelli inutili e la levigatezza delle superfici esaltano l’impatto visivo dei fari: quelli anteriori, di forma futuristica, dispongono di tecnologia matrix LED, e proprio la striscia di led che taglia trasversalmente il proiettore dona dinamicità e fluidità all’insieme, riprendendo quanto già visto sulle SP Monza.



Passando ai fari posteriori, troviamo quattro gemme quasi nascoste dalla carrozzeria, come se fossero annegate, e spiccano soltanto quattro sottili strisce luminose, sempre a led, che sembrano appoggiate sulla linea superiore del chiaroscuro centrale, elemento stilistico che vivacizza la coda bassa e tronca.


Il posteriore è marmoreo, trasmette forza e tonicità con classe, e presenta una componente interessante per la sua doppia funzione estetica e funzionale. Alla base del lunotto, è montato un’alettone mobile, con tre differenti gradi di apertura in base alle velocità raggiunte, che si adagia perfettamente sulle morbide linee della Roma quando è in posizione di riposo, così da risultare invisibile.


Nella parte inferiore si trovano un grande estrattore e quattro scarichi che permettono di far capire come, per Ferrari, la ricetta per ingolosire nuovi clienti non è fatta solo di apparenza, seppur discreta, ma anche di sostanza.


Il concetto di prestazione viene ripreso sin dalla nuova impostazione degli interni che cambia la percezione visiva dell’abitacolo, ma senza dimenticare il protagonista principale: il guidatore.



Se la tradizione Ferrari impone che, per trasmettere sensazioni da pista, tutti gli strumenti siano rivolti verso il pilota, nella Roma è l’abitacolo stesso, nella sua architettura, a richiamare il mondo delle corse: i sedili sono annegati in due vasche separate da un vistoso tunnel centrale, un’evidente reinterpretazione delle sedute presenti sulle barchetta da gara.


Omologata come un 2+2, le sedute posteriori sono da considerarsi di fortuna, non a caso Ferrari la definisce una 2+, tuttavia, risulta ben collegata al bagagliaio per una migliore sfruttabilità degli spazi interni.


Grande è lo sviluppo riguardante la tematica digitale e alla HMI, Human Machine Interface. Proprio come sulla Ferrari SF90 Stradale, l’ergonomia progettuale ha realizzato gli interni secondo il principio di mani sulla volante e occhi sempre sulla strada, con una serie di comandi touch presenti sul sterzo e un grande schermo curvo da 16 pollici, dove è possibile accedere a tutte le informazioni riguardanti la vettura.



Anche il passeggero può essere coinvolto in questa esperienza di guida attraverso uno schermo da 8,8 pollici, mentre al centro un grande pannello touch consente di impostare climatizzatore, connettere il telefono e gestire la parte multimediale. Questo tablet, senza dubbio, è l’unico elemento che poteva essere integrato meglio all’ambiente circostante, mentre è doveroso rimarcare l’eccellente integrazione sia del raffinato dispositivo per le impostazioni del cambio automatico, ispirato al mitico cancelletto del cambio manuale delle Ferrari classiche, sia la nicchia dove appoggiare la chiave dell’auto, un oggetto che è un ottimo esempio di product design.


Materiali di prestigio arredano l’abitacolo in maniera tale da coniugare design, tecnologia e stile, come si conviene ad una Gran Turismo del Cavallino Rampante. Non solo design ma anche prestazione, questi i due ingredienti che Ferrari utilizza nella sua ricetta per attirare nuovi clienti.


In questo caso, il concetto di prestazione non si limita ai tempi sul giro o a potenze esagerate, ma si allarga e ingloba anche il piacere di guida, divertimento e sfruttabilità della vettura nel quotidiano.


Ritornando all’ala posteriore accennata in precedenza, oltre ad apprezzarne la discrezione visiva, è interessante capirne i principi di funzionamento, suddiviso in tre livelli di apertura in base al carico aerodinamico richiesto. Nel primo, l’ala è completamente nascosta nel lunotto, ed è studiata per situazioni di basso carico con velocità comprese tra lo 0 e i 100 Km/h. L’apertura automatica intermedia avviene a velocità comprese tra i 100 e i 300 Km/h, mentre l’inclinazione massima viene raggiunta in condizioni dove è richiesto il massimo carico aerodinamico, e quindi in condizioni di curva o in frenata.


Per la prima volta nel mondo GT, la Ferrari monta un pianale in grado di generare vortici.


Rimanendo sottopelle si passa alla scocca e al telaio, totalmente rivisti per migliorare rigidezza torsionale senza perdere comfort di marcia, con circa il 70% dei componenti nuovi rispetto a quelli utilizzati nella Portofino dalla quale deriva la Roma.


Il motore a 8 cilindri, facente parte della famiglia pluri-premiata F154, è un 3855 cm³ e dispone di 620 CV con un rapporto di 2,37 Kg/CV, il migliore della sua categoria.



In grado di superare i 320 Km/h, questo propulsore copre la distanza da 0 a 100 Km/h in 3,4 secondi, poiché è stato oggetto di ulteriori migliorie per diminuire l’effetto turbo-lag, ed avere così una migliore risposta sull’acceleratore. Nello specifico, le modifiche hanno riguardato i nuovi profili dell’albero a camme, e dei sensori che rilevano la velocità di rotazione della turbina.


Il Variable Boost Management, un software di gestione della coppia, consente di ottimizzare la spinta del propulsore in base al rapporto inserito, fornendo una coppia extra in settima e ottava marcia, oltre a permettere una riduzione dei consumi.


Sempre in ottica consumi ed emissioni, aspetto che pure un marchio sportivo come Ferrari deve considerare nel 2020, il GPG, Gasoline Particulate Filter, ha il compito di catturare il particolato derivante dalla combustione. Questo filtro è stato oggetto di profondi studi, ed ottimizzato per non compromettere il piacere di guida.


Rinnovato nella geometria, l’impianto di scarico esalta il rombo del propulsore V8, valorizzando il sound inconfondibile del Cavallino Rampante.


La Ferrari Roma, dalla Ferrari SF90 Stradale, eredita il cambio a doppia frizione con 8 rapporti, con l’aggiunta della retromarcia. Questo è montato sull’asse posteriore, per garantire una distribuzione dei pesi più efficiente, ottenendo inoltre una trasmissione meno ingombrante del 20%, e più performante a livello di coppia.



Particolare attenzione alla sfruttabilità e alla riduzione dei tempi di risposta hanno permesso di migliorare non solo la prestazione, ma sopratutto hanno incrementato la facilità di utilizzo, per un’esperienza di guida totale.


A semplificare la guida del pilota, che si trova al volante della Roma, ci pensano un baricentro basso e una serie di aiuti elettronici. Il cervello elettronico, che gestisce le informazioni del veicolo e si attiva quando è necessario, è il SSC, Side Slip Control, nella versione 6.0.


Questo sistema interviene sulla trazione attraverso il F1-Trax, sul differenziale elettronico con il software dedicato di terza generazione, e grazie all’SCM-E Frs controlla le sospensioni in maniera magnetoreologica.


Solo quando il manettino è in posizione Race, è disponibile il Ferrari Dynamic Enhancer, il cui scopo è quello di controllare e prevedere la dinamica laterale del veicolo durante la percorrenza e uscita di curva. Questa funzione lavora coordinandosi con il controllo di stabilità: tuttavia, a differenza di quest’ultimo, lo scopo di questo sistema è quello di garantire massimo il massimo divertimento alla guida, con un assetto più semplice da gestire e una maggior prontezza di risposta sull’acceleratore.



In conclusione, con l’ultima vettura nata a Maranello, Ferrari, pur esplorando mondi nuovi, riesce a trasferire ed a trasmettere il DNA del Cavallino Rampante su un prodotto che mescola in maniera sapiente passato e futuro, tradizione e innovazione, stile e tecnologia.


Auto da godersi a 360°, è in vendita a partire da 200.000 €.


Unico neo, anche se bisogna ammettere che questa è una nota da nostalgici, l’assenza del 12 cilindri, che avrebbe inserito di diritto la Roma tra le migliori Rosse della storia.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria berlinetta due porte

Posizione motore anteriore

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4656 mm

Larghezza 1974 mm

Altezza 1301 mm

Carreggiata anteriore 1562 mm

Carreggiata posteriore 1679 mm

Passo 2670 mm

Massa a vuoto 1472 Kg

Distribuzione pesi 50% anteriore 50% posteriore

Serbatoio 65 litri


Motore


Cilindrata 3855 cm³

Tipo F154, V8 65° bi-turbo

Alesaggio e corsa 86,5 x 82 mm

Rapporto di compressione 9,45:1

Distribuzione 4 valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa per bancata

Alimentazione iniezione elettronica diretta Bosch


Meccanica


Potenza 456 kW/ 620 CV a 750-7500 giri/minuto

Potenza Specifica 161 CV/litro (118 Kw/litro) e 197 nm/litro

Coppia 760 Nm a 3000-5750 giri/min

Cambio automatico Ferrari F1, 8 rapporti + RM, più differenziale autobloccante e doppia frizione


Telaio


Corpo vettura composto da più leghe leggere


Sospensioni anteriori ammortizzatori a controllo magnetoreologico

Sospensioni posteriori ammortizzatori a controllo magnetoreologico


Freni anteriori dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 390 x 34 mm, autoventilati e forati, con pinze a 6 pistoncini

Freni posteriori: dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 360 x 32 mm, autoventilati e forati, con pinze a 4 pistoncini


Pneumatici anteriori 245/35/8J

Pneumatici posteriori 285/35/10J


Cerchi 20" realizzati in lega leggera


Consumi ed emissioni


Emissioni 404 g/Km (low), 246 g/Km (mid), 220 g/Km (high), 235 g/km (extra high), 255 g/km (combinato)

Consumi 17,8 l/100 Km (low), 10,8 l/100 Km (mid), 9,7 l/100 Km (high), 10,3 l/100 Km (extra high)11,2 l/100 Km (combinato)


Prestazioni dichiarate


Velocità oltre 320 Km/h

Accelerazione da 0–100 km/h in 3,4 secondi, e da 0-200 km/h in 9,3 secondi


Luca Saitta

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