Ferrari F8 Tributo, un otto cilindri che scalda l’anima!



Presentata al Salone di Ginevra del 2019, nel bel mezzo di un periodo florido per la casa automobilistica di Maranello, che da anni macina record di produzione, la Ferrari F8 Tributo rappresenta l’ultima evoluzione della berlinetta con motore centrale a otto cilindri.


Già dal nome si capisce come la Ferrari abbia voluto omaggiare la sua lunga tradizione, realizzando questa tipologia di vetture caratterizzate da un motore V8 in posizione centrale: un mito nel mito, nato nel 1975 con la 308 GTB.


In particolar modo, il tributo è per il propulsore F154, eletto per ben tre anni consecutivi, nel 2016, 2017 e 2018, il motore internazionale dell’anno, ed in quest'ultimo viene perfino riconosciuto come miglior propulsore del ventennio.


L’analisi non può che incominciare dal suo cuore, un motore V8 a doppia bancata di novanta gradi, bi-turbo IHI, da 3902 cm³, in grado di erogare 720 cavalli a 8000 giri/min, una potenza specifica di 185 cavalli per litro ed una coppia massima di 770 Nm a 3250 giri/minuto.


Il motore, denominato F154 CG, è il medesimo della 488 Pista, e rappresenta il V8 più potente mai realizzato dalla casa automobilistica di Maranello.


Per raggiungere tali prestazioni si attinge direttamente dall’esperienza della F1, utilizzando bielle in titanio, collettori di aspirazioni specifici dalla fluidodinamica ottimizzata, sensori volti a ridurre il turbo lag, e collettori di scarico in Incosel, una superlega austenitica a base di nichel-cromo.


L’impianto frenante è fornito dalla Brembo, composto da dischi in materiale carbo-ceramico, dotati di sei pistoncini per freno all’anteriore e quattro al posteriore, mentre le pinze hanno un design innovativo, allo scopo di ridurre il peso delle masse sospese.



Anche l’elettronica gioca un ruolo fondamentale sulla nuova berlinetta: infatti, per un’esperienza di guida totale, il conducente potrà alzare la seduta e migliorare il proprio livello di guida in relativa sicurezza, grazie all’utilizzo di programmi elettronici studiati dalla Ferrari stessa, tra cui il controllo di trazione e di slittamento laterale, denominato Side Slip Angle Control 6.1, e l’introduzione del sistema Ferrari Dynamic Enhancer, un programma che permette di controllare i drift, ora disponibile anche in modalità Race, nel consueto manettino posto sul volante.


A completare il comparto degli aiuti alla guida vi è anche l’Adaptive Performance Launch, che permette di ottimizzare la coppia in qualsiasi condizione di fondo stradale.


Un altro aspetto cardine del progetto è rappresentato dall’aerodinamica, che è in grado di garantire un 15% di carico in più rispetto alla precedente 488 GTB, in particolar modo grazie a studi concentratisi nella zona dell’S-duct, del diffusore, e dello spoiler posteriore.


L’aerodinamica condiziona, ovviamente, anche il design esterno della vettura.


Infatti, la squadra capitanata da Flavio Manzoni cerca di bilanciare i contenuti tecnici con elementi estetici in grado di dare una precisa identità alla vettura, senza però dimenticare la tradizione e la storia della Rossa di Maranello.


Il miglior esempio di questo bilanciamento tecnico stilistico è ben visibile nella parte frontale, dove il muso ricorda quello di uno squalo, e può essere scomposto in due elementi:


  • La componente superiore, disegnata in funzione dell’S-duct, affilata e minimalista, composta da fari a LED a sviluppo orizzontale che permettono di integrare in maniera molto pulita le prese d’aria

  • E la parte inferiore, che è più elaborata e votata alla funzione aerodinamica, senza in ogni caso perdere di fascino.


L’elemento centrale di supporto, che collega questi due componenti, ricorda quelli utilizzati nelle monoposto da Formula Uno, ma l’orgoglio storico del Cavallino Rampante non si ferma qui.


Sono tante le citazioni che ricordano i classici della Rossa, tra cui il lunotto posteriore realizzato in Lexan, caratterizzato da feritoie di sfogo per l’uscita dell’aria calda proveniente dal motore, che ricordano in maniera evidente le feritoie presenti sulla F40, ed il ritorno ai quattro fari tondi che richiama le forme della 308 GTB, mentre la disposizione, con i fari annegati nella carrozzeria, si rifà a quella utilizzata in passato nella F430.


Per quanto riguarda gli interni, si punta più su un’evoluzione, piuttosto che una rivoluzione: infatti, il cockpit ha la medesima impostazione delle berlinette a otto cilindri più recenti, utilizzata fin dai tempi della 458 Italia.


Gli aggiornamenti, invece, riguardano principalmente uno schermo touch screen da sette pollici per il passeggero, bocchette rotonde per l’aria, un volante di diametro ridotto, e il sistema di interfaccia di ultima generazione denominato Human Machine Interface.



Oltre a ciò, il volante è stato leggermente diminuito di dimensione rispetto ai modelli precedenti, allo scopo di aumentarne la precisione della guida, mentre il quadro comandi rappresenta perfettamente la filosofia che ha portato alla creazione della F8.


Parliamo di elementi classici, fusi dentro l’evoluzione tecnologica, con un tachimetro analogico, stretto tra due piccoli display, sui si visualizzano diverse informazioni relative alla guida.


Questo concentrato di tecnologia e stile si materializza in performance di primo ordine:


  • Da 0-100 Km/h in 2,9 secondi;

  • Da 0-200 km/h in 7,8 secondi;

  • E una velocità di punta di 340 Km/h.


Dati che certificano come la F8 Tributo sia la rappresentazione allo stato dell’arte del concetto di berlinetta a motore centrale ad otto cilindri, e un degno tributo, non solo nel nome, ad una dinastia di Cavallini che hanno segnato la storia del marchio di Maranello.


Nel settembre del 2019 debutta l’equivalente versione aperta, la Spider, che dispone di un hard top retrattile fino a 45 Km/h, e presenta una riduzione di peso pari a venti chilogrammi rispetto al precedente modello 488 Spider che è destinata a sostituire, mentre la meccanica risulta pressoché invariata.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria Berlinetta 2 porte

Posizione Motore centrale-Posteriore

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Ingombri (lunghezza x larghezza x altezza in millimetri) 4611×1979×1206

Carreggiata anteriore 1677

Carreggiata posteriore 1646 mm

Peso in ordine di marcia 1435 Kg

Serbatoio 78 litri

Bagagliaio 200 litri


Motore


V8 a 90° bi-turbo

Monoblocco in lega di alluminio

Testata in lega di alluminio

Distribuzione quattro valvole per cilindro, con doppio albero a camme in testa

Alesaggio e corsa 86.5x83.0 millimetri

Cilindrata 3902 cm³

Alimentazione: Iniezione Elettronica Diretta Bosch


Meccanica


Potenza 530 Kw/720 Cv a 8.000 giri/minuto

Potenza Specifica 1,85 Cv/itro

Coppia: 770 Nm a 3.250 giri/minuto

Cambio automatico Ferrari F1, doppia frizione a 7 rapporti + RM


Telaio


Freni anteriori con dischi carbo-ceramici Brembo CCM-R da 398 millimetri di diametro, autoventilati e forati, con pinze a sei pistoncini

Freni posteriori con dischi carbo-ceramici Brembo CCM-R da 360 millimetri di diametro, autoventilati e forati, con pinze a quattro pistoncini

Pneumatici anteriori 245/35 ZR 9.0 J

Pnaumatici posteriori 305/30 ZR 20 11.0 J

Cerchi da 20 pollici


Prestazioni dichiarate


Velocità massima 340 Km/h

Accelerazione da 0–100 km/h in 2,9 secondi, e da 0-200 km/h in 7,8 secondi


Luca Saitta

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