Ferrari F50, un gioiello a quattro ruote!



Per festeggiare la ricorrenza del cinquantesimo anniversario dalla fondazione della Ferrari, la casa di Maranello decide di lanciare un esemplare con l’obiettivo di lasciare tutto il mondo a bocca aperta.


A questo scopo viene tratta ispirazione dall’esclusiva quanto meravigliosa Ferrari F40, nata anch’essa per festeggiare tale ricorrenza dieci anni prima. La Ferrari desidera che questo modello, che prende il nome di Ferrari F50, sia uno dei più esclusivi sul mercato.


Difatti, per decidere il numero di esemplari da produrre, viene effettuata un’indagine di mercato da cui risulta una previsione di 350 clienti, nel mondo, disposti ad acquistare tale capolavoro.


Il numero viene poi ridotto di una unità, portandosi così a 349 esemplari totali da produrre, rimanendo quindi fedeli alla regola del fondatore Enzo Ferrari, che sosteneva essere, il numero perfetto di produzione, pari ad un esemplare in meno rispetto al totale richiesto dal mercato; seguendo questo insegnamento, ogni esemplare acquisiva lo status di oggetto molto prezioso, da custodire con cura e gelosia, e dal valore inestimabile, quasi come fosse il collier di Maria Antonietta, o il bracciale Cartier di Wallis Simpson.


Tuttavia, l’indagine di mercato si rivela totalmente sbagliata in difetto, scatenando così una serrata lotta per aggiudicarsi un esemplare della F50 da parte di facoltosi collezionisti e acquirenti, arrivando in alcuni casi a spiacevoli episodi penalmente rilevanti; molti infatti sono i casi di furto di F50, trafugate da autorimesse super-protette somiglianti più ad un caveau, che molti esperti ritengono essere furti su commissione, ipotesi molto valorizzata dal fatto che sarebbe impossibile rimettere sul mercato una tale vettura senza destare sospetti.


Uno dei furti più eclatanti ha luogo nel 2003 in una concessionaria Ferrari a Philadelphia, dove un sedicente cliente, presentatosi con la scorta al seguito, si dileguò a bordo di una F50 dopo esserci salito per ascoltare il rombo del motore.


Tra l'altro, al momento del lancio vi è la possibilità di acquistare solamente un esemplare per ogni acquirente. E come se non bastasse, la Ferrari impone perfino il divieto di vendere la vettura prima dello scadere dei due anni dalla data di consegna, scongiurando speculazioni già avvenute negli anni precedenti con altre serie limitate, come ad esempio la Ferrari F40.


La vettura viene quindi prodotta tra il 1995 ed il 1997, e venduta al prezzo di 852.800.000 Lire, che in quegli anni sono tantissimi soldi, attestabili con la moneta odierna intorno ai 647.658,85 €.


Ma da dove ha origine l’idea di realizzare una vettura così ricercata?


La volontà nasce dal pensiero di Piero Ferrari, che desidera la realizzazione di una vettura stradale simile ad una Formula Uno. E così si decide sin da subito di equipaggiare la vettura con un motore 12 cilindri a V stretto 4,7 Litri, derivato direttamente dal propulsore che equipaggia l’elegantissima Ferrari 640 F1 di Mansell, nella stagione 1989.



Un motore che è più un vero gioiello di meccanica messo su strada, dato che la distribuzione è a cinque valvole per cilindro comandate da un doppio albero a camme in testa per ogni bancata, con bielle in titanio e lubrificazione a carter secco.


Portato da 3.498 cc a ben 4.698 cc, questo motore è capace di erogare una coppia pari a 470 Nm, con 520 cavalli sprigionati allo stratosferico regime di 8.500 giri al minuto, a cui è abbinato un cambio manuale a sei rapporti, che trasferisce la potenza alle ruote dell’asse posteriore.


Un motore potente però non basta e, per la prima volta su una Ferrari Stradale, il telaio è interamente realizzato in materiali compositi di carbonio e vincolato al gruppo motore-cambio tramite un telaio ausiliario, allo scopo di ottenere un’elevatissima rigidità strutturale pur mantenendo un peso molto ridotto, pari ad un totale di 1230 Kg, con una ripartizione dei pesi del 42 % sull’asse anteriore e il 58 % sull’asse posteriore.


La linea della vettura viene realizzata dalla Pininfarina, per opera di Pietro Camardella, designer che tra l’altro ha già lavorato a serie limitate come la Ferrari F40.


Lo studio stilistico impegna oltre 2.000 ore di lavoro in galleria del vento, permettendo di raggiungere elevati valori di deportanza sugli assali alle alte velocità, e ne consegue una linea particolarmente accattivante, a cui viene abbinato un impianto frenante appositamente progettato dalla Brembo volutamente sprovvisto di ABS.


Tutto ciò alla Ferrari però non basta ancora: questo modello come detto, deve lasciare tutti a bocca aperta, quindi la casa automobilistica di Maranello gioca una carta che nessuno si aspetta, ovvero rendere questa vettura una spider.



La Ferrari ha già dato prova di se con la F40, e nessuno si aspetta una spider così potente e performante, il che risulta una scelta vincente, che ne aumenta ancor di più l’esclusività e unicità con il tetto rigido asportabile.


Gli interni non sono eleganti ma sportivi, consoni al DNA di questa vettura. I sedili sono in pelle e prevedono delle spallature laterali per una migliore ergonomia sia del pilota che del passeggero, a cui seguono dei tappetini neri con un cavallino rosso Ferrari ricamato al centro di esso.


Il volante richiama un design sportivo, con il logo del cavallino rampante su sfondo giallo al centro, a cui seguono i vari contagiri e contachilometri analogici sul cruscotto.


L’interno vettura è quindi essenziale, e mira alla sola guida sportiva di quella che, come già descritto, è in tutto e per tutto una Formula Uno omologata per le strade pubbliche.


L’aggettivo che incarna maggiormente questa vettura è la brutalità con cui viene erogata la potenza, con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 3,87 secondi ed una velocità massima di 325 Km/h, che la rendono al di sopra di qualsiasi supercar concorrente nel mercato, e assumendo quello un più che appropriato nominativo di Hypercar degli anni ’90, dotata di coperture 245/35 ZR 18 all’anteriore e 335/30 ZR 18 al posteriore.


La vettura nata è un prodotto realizzato dai migliori artigiani, delle migliori aziende italiane, che rende così orgoglio non solo alla Ferrari ma anche all’intera industria italiana, che ancora oggi è molto ricercata vista la recente vendita di uno dei 55 esemplari di F50 con specifiche per le normative del mercato d’oltreoceano, per il prezzo di ben 1.295.000 $, equivalenti a 989.305 €, con all’attivo solamente 5.131 Km.


Nel Gennaio del 2020, è stato battuto all’asta il prototipo di sviluppo utilizzato da Ferrari, esemplare unico con all’attivo 2.253 Km; ancora non si conosco le cifre precise, ma girano voci per il quale il prezzo di vendita si aggiri intorno ai 3 milioni di dollari.


Dato il numero di clienti che richiedevano un esemplare di Ferrari F50, nel 1996 la casa di Maranello mise in cantiere il progetto F50 GT, ovvero una gran turismo destinata alle gare per derivate di serie che nell’emergente Campionato BPR Global GT Series avevano il loro punto di riferimento.


Nonostante i convincenti risultati riscontrati nei test in pista a Fiorano, il programma viene abbandonato in fretta, probabilmente per due motivi: concentrare tutti gli sforzi nella conquista del Campionato Mondiale di Formula Uno, ed a causa dei regolamenti per vetture GT che si prestavano ad progetti sempre più spinti.



Della Ferrari F50 GT furono costruiti e venduti solamente due esemplari oltre al prototipo, con la clausola che vieta di schierare la vettura in qualsiasi competizione automobilistica.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria: Berlinetta 2 porte


Posizione Motore: Centrale-Posteriore


Trazione: Posteriore


Dimensione e Pesi


Ingombri (Lunghezza x Larghezza in mm): 4.48 x 1.99


Carreggiata: Anteriore 1620 mm – Posteriore 1602 mm


MOTORE


12 Cilindri a V di 65 gradi


Monoblocco in ghisa


Testata in lega leggera


Distribuzione: 5 valvole per cilindro con doppio albero a camme per bancata


Cilindrata Alesaggio x Corsa: 85 x 69 mm; 4.698,5 cc


Alimentazione: Iniezione Bosch Motronic 2.7


MECCANICA


Potenza: 383 Kw / 520 CV a 8.500 giri/minuto


Potenza Specifica: 111 CV/Lt (81,52 Kw/dm3)


Coppia: 471 Nm a 6.500 giri/minuto


Accensione: Elettronica statica Bosch


Impianto Elettrico 12 V


Frizione: Bidisco a secco


Cambio: Manuale a 6 marce, RM, differenziale autobloccante


TELAIO


Corpo Vettura: Vasca in fibra di carbonio


Sterzo: a Cremagliera


Sospensioni anteriori: tipo push rod, montate su uniball, quadrilateri sovrapposti, molle elicoidali, ammortizzatori in tubi d'alluminio Bilstein con controllo elettronico dello smorzamento


Sospensioni posteriori: tipo push rod, montate su uniball, quadrilateri sovrapposti, molle elicoidali, ammortizzatori in tubi d'alluminio Bilstein con controllo elettronico dello smorzamento


Freni anteriori: dischi Brembo da Ø 355 mm, autoventilati e forati, con pinze in alluminio a 4 pistoncini


Freni posteriori: dischi Brembo da Ø 355 mm, autoventilati e forati, con pinze in alluminio a 4 pistoncini


Pneumatici: radiali tubeless Anteriori 245/35 ZR 18, Posteriori 335/30 ZR 18


Cerchi: 18"


PRESTAZIONI DICHIARATE


Velocità: 325 Km/h


Accelerazione: 0–100 km/h in 3,87 secondi; 1000m da fermo: 21,7 secondi


Andrea Rasponi

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