Ferrari F2005, squadra che vince non si cambia...ma si stravolge

Aggiornato il: giu 15



Anno 2005, la Ferrari è reduce dal suo quinto titolo Piloti consecutivo, e dal 1999 si aggiudica anche quello Costruttori. Una striscia infinita di successi, contrassegnati da domini incontrastati e totale rassegnazione da parte dei team avversari, consapevoli dello strapotere rosso e delle enormi difficoltà nel riuscire a interrompere la striscia di vittorie del Cavallino. La superiorità della F2004 lascia dunque presagire un 2005 all'insegna della scuderia di Maranello, ma il Circus viene scosso dalla FIA. La Federazione decide di introdurre novità regolamentari significative, le quali hanno inevitabilmente generato un'infinità di polemiche, perché con tali scelte si vannno a intaccare i punti di forza della nuova Ferrari, la F2005, gli stessi che hanno reso leggendarie e imprendibili le sue antenate. In men che non si dica, il clima si scalda: la FIA ha realmente modificato il regolamento per interrompere la marcia trionfale della Rossa?

La questione sicurezza

Al termine del 2004, su numerosi circuiti le monoposto segnano record impressionanti a livello di tempi sul giro, i quali rimarranno imbattuti per più di un decennio, a cui vanno aggiunte le velocità di punta superlative, spesso superiori ai 370 km/h.


Per quanto affascinanti, le velocissime monoposto del 2004 necessitano di una revisione, ideale per garantire i livelli di sicurezza imposti dalla FIA.

Su tale aspetto nessuno ha da ridire nulla. Tuttavia, le scelte prese della Federazione non arrivano a soddisfare pienamente tutti.

Novità legate all'aerodinamica, all'affidabilità e alle gomme

Dal punto di vista tecnico, le monoposto 2005 nascono con vistosi cambiamenti: l'alettone anteriore subisce un innalzamento pari a cinquanta millimetri, utile per ridurre il carico aerodinamico. Inoltre, il profilo estrattore posteriore è stato rimosso, contribuendo alla riduzione dell'efficienza delle monoposto, pari al 15%. Come se non bastasse, la FIA ha imposto nuove direttive per i propulsori, i quali devono coprire una distanza di 1500 chilometri, equivalente a due Gran Premi completi, il doppio rispetto al 2004. Questi aspetti mettono d'accordo tutti, e perfino Jean Todt si rivela favorevole alle modifiche pianificate per il 2005. Ciò che invece fa storcere il naso al Cavallino e ai media sono le imposizioni sulla gestione degli pneumatici, dato che il nuovo regolamento prevede un unico treno di gomme per qualifica e gara. Dal punto di vista della prestazione, è evidente che una normativa regolamentare del genere va contro la Ferrari, che da anni collabora con la Bridgestone per sviluppare pneumatici in grado di migliorare ulteriormente le prestazioni della vettura italiana. L'azienda nipponica è riuscita in questo intento, sviluppando nel 2004 gomme con fibre tessili, mettendo in secondo piano la durata delle gomme; in fin dei conti, il muretto box del Cavallino opta spesso per strategie con più soste rispetto ai team avversari, e la stretta collaborazione con Bridgestone influisce a far nascere gomme in grado di soddisfare appieno le strategie della Rossa.


Nel 2005, il fornitore nipponico di pneumatici, per adattarsi alle nuove norme della Federazione, deve rivedere completamente il progetto del proprio prodotto, lavorando duramente per ridurre il degrado sulla lunga distanza, a discapito della prestazione. Al contrario, tutte le altre scuderie di alta classifica, come McLaren, Renault, Williams, Bar e Toyota, montano pneumatici Michelin, e la Casa francese ha proprio puntato sullo sviluppo di coperture in grado di completare lunghe distanze con un degrado ridottissimo; in pratica, già al primo Gran Premio stagionale, tutte le squadre equipaggiate con le gomme Michelin arrivano alla bandiera a scacchi completando le qualifiche e la gara con un solo set, senza particolari problemi di gestione. Cercare di riequilibrare i valori in campo può rappresentare un aspetto positivo per lo sport in generale e per lo spettacolo, ma in questo caso tutti, tra FIA e gli altri team, sembrano aver dichiarato guerra alla Ferrari, con l'intento di metterla in enorme difficoltà. Regolamento controverso, ma la F2005 seguiva le orme della F2004?

Le gomme in Formula 1 hanno giocato sempre un ruolo determinante, ed eventuali modifiche regolamentari come quella del 2005 sono in grado di generare enormi vantaggi per alcuni team, e situazioni sfavorevoli per altri. La F2005 ha sicuramente subito delle forti ripercussioni, ma dal punto di vista tecnico come si presenta la monoposto del Cavallino?

Disegnata da Aldo Costa, la nuova nata di Maranello mostra un telaio più leggero e più rigido, appositamente ideato per rispondere alle necessità di rinforzare i pannelli laterali, incrementando così la resistenza alle più severe prove di crash test. Le novità interessano anche le pance e la zona dei deflettori, dato che le fiancate vengono riviste in funzione della nuova collocazione dell'impianto di raffreddamento, ed il cofano motore viene modificato, così come le appendici aerodinamiche sulle pance e gli scarichi, non più con la forma a periscopio. Inoltre, vengono eliminati i profili aerodinamici che accompagnano la parte terminale degli scarichi, ora inglobata quasi integralmente nella carrozzeria.


L'ala anteriore viene rialzata per rispettare le nuove norme regolamentari, ma nella parte centrale, ormai libera da qualsiasi vincolo, appare un profilo aggiuntivo basso, esteticamente non bellissimo, ma assai efficiente e funzionante.


La sospensione posteriore viene rivista, sia per migliorare il comportamento dinamico della vettura ottenendo di conseguenza la migliore efficienza possibile dagli pneumatici Bridgestone, sia per ottimizzare il rendimento aerodinamico della zona posteriore.


Anche il fondo della vettura viene ridisegnato sia per adattarsi alle nuove dimensioni del cambio, sia per essere conforme alle nuove regole. In fase di progettazione anche l'impianto frenante e l'elettronica subiscono notevoli cambiamenti rispetto alla F2004.

Non è chiaro quanto le gomme Bridgestone penalizzino la F2005, ma generalmente venne condivisa l'idea che la nuova monoposto del Cavallino non è all'altezza della mostruosa F2004, e la Renault R25 e la McLaren Mp4/20 sono monoposto di altissimo livello, ma con tutta probabilità, senza l'intoppo legato agli pneumatici, Schumacher avrebbe potuto ricoprire un ruolo di grande protagonista anche nel 2005, forse senza vincere il titolo, ma quantomeno evitando di rimanere per un anno intero nell'anonimato.


Motore modificato per migliorare gli attacchi


Il motore 055 deriva, per buona parte, dall'ultima versione dello 053 montato dalla F2004: le principali modifiche riguardano la posizione degli attacchi al telaio oltre che al cambio. Pur mantenendo la trasmissione collocata longitudinalmente, tutta la struttura del retrotreno viene modificata, per cercare di sfruttare al meglio le dimensioni del nuovo cambio in carbonio, ulteriormente ridotte rispetto al suo predecessore essendo realizzato in titanio e fibra di carbonio.


Visto che il nuovo regolamento sportivo in vigore impone l'utilizzo dello stesso propulsore per due Gran Premi consecutivi, l'obiettivo dei progettisti è quello di realizzare un motore in grado di mantenere un adeguato livello di prestazione, raddoppiando la percorrenza a disposizione. La Shell, inoltre, fornisce alla Scuderia delle benzine e dei lubrificanti appositamente preparati per tale scopo.

Una brusca battuta d'arresto

"Il mondiale quest’anno dipende dalle vostre scarpe".


Così si rivolge Luca Cordero di Montezemelo al grande capo della Bridgestone, Hisaho Saganuma, alludendo all'importanza che ricoprono le gomme. Ma come da aspettative, le coperture nipponiche non riescono ad adattarsi al regolamento 2005. Proprio per tale motivo, Ferrari precipita violentemente in un abisso, tramutandosi da dominatrice assoluta a team lontanissimo dalla vetta: la F2005 ottiene una sola pole, conquistata grazie a Schumacher, in Ungheria, e una sola vittoria, nel controverso Gran Premio degli Stati Uniti, quando tutte le scuderie equipaggiate con gomme Michelin decidono di boicottare la corsa per i problemi di sicurezza generati dagli pneumatici francesi sulla curva sopraelevata del circuito di Indianapolis.

Senza il discutibile episodio di Indy, probabilmente il Cavallino avrebbe concluso l'annata senza mai salire sul gradino più alto del podio.


Dopo un incoraggiante secondo posto ottenuto da Schumacher sul circuito di Imola, le attese per la nuova auto sono state disilluse dai successivi risultati, poco soddisfacenti se messi a paragone con i successi dell'anno precedente, che sembrano già lontani anni luce.


La F2005 raccoglie un secondo posto a Montréal e sul circuito dell'Hungaroring, e un terzo posto a Magny-Cours con Schumacher.


Ma la stagione successiva la Rossa riuscirà a reagire alla grande, ribaltando completamente le gerarchie che il 2005 ha stabilito.

Simone Pietro Zazza

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