Ferrari F2002, la Rossa si aggiudica il titolo iridato con sei Gran Premi d'anticipo

Aggiornato il: mag 11



Con l'inizio del nuovo millennio, le gerarchie in Formula Uno si ribaltano completamente: la Ferrari, che per anni ha inseguito le rivali Williams e McLaren, torna al successo nel 2000 dopo una lotta serrata con la scuderia di Woking. L'anno successivo, il Cavallino Rampante passa dalla vittoria sudata al dominio assoluto, grazie alla formidabile F2001, una monoposto nata con soluzioni inedite e rivoluzionarie, che sono diventate fin da subito il riferimento per il Circus intero, le quali, nonostante i nuovi regolamenti ideati per far alzare i tempi sul giro delle vetture, consentono alla nuova Rossa di divenire fin da subito più veloce rispetto alla F1-2000, aspetto che lascia l'intero paddock a bocca aperta. Grazie anche alla guida da fuoriclasse di Michael Schumacher, il secondo titolo Piloti consecutivo per il Kaiser e la Ferrari arriva in Ungheria, con quattro Gran Premi d'anticipo. Al termine del 2001, è chiaro che la scuderia di Maranello gode di un vantaggio tecnico importante. Le rivali del Cavallino, tuttavia, puntano a ridurre il prima possibile il gap con la monoposto italiana, consapevoli dell'enorme difficoltà nel portare a termine una tale impresa. Vincere il titolo con quattro Gran Premi d'anticipo è una dimostrazione di forza incredibile, e con i team avversari agguerriti migliorarsi ancora risulta ancor più complesso, lasciando presagire un mondiale 2002 potenzialmente più combattuto. Nonostante ciò, ancora una volta è la Ferrari a ricoprire un ruolo di grande protagonista, e lo fa in modo schiacciante, perché la nuova monoposto, la F2002, consente a Schumacher di laurearsi nuovamente Campione del Mondo con ben sei gare d'anticipo.

La presentazione stupisce tutti

La F2002 lascia pochi dubbi fin dai primi chilometri percorsi: a bordo della nuova vettura, Schumacher sbriciola subito il record della pista di Fiorano, portando il nuovo limite a 58.620. I primi dati gelano fin da subito la concorrenza, perché mettono in luce la bontà della nuova nata di Maranello.

Alla presentazione, il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo la definisce come la Ferrari più bella di sempre, e nell'aria si respira una consapevolezza nei propri mezzi che lascia pochi dubbi su chi sia la scuderia da battere.

Detto in altre parole, la F2002 fa paura, perché con quei pochi chilometri macinati la vettura guidata da Schumacher e Barrichello ha già fatto parlare di sé, lanciando un chiaro segnale al Circus intero: il team campione in carica ha incrementato il proprio vantaggio, e chi sperava in un'annata combattuta e tirata rimarrà profondamente deluso.

Debutto posticipato


La F2002 scende in pista per la prima volta nel mondiale 2002 durante il terzo Gran Premio stagionale, quello del Brasile: per le prime due tappe Jean Todt e Ross Brawn decidono di puntare sull'ottima F2001B, la quale si dimostra molto competitiva sia in Australia che in Malesia. L'idea è quella di fornire più tempo alla squadra test, incaricata di risolvere piccoli problemi legati al rivoluzionario cambio in fusione di titanio, un’opera di tecnologia raffinatissima che ha consentito una miniaturizzazione del retrotreno a favore dell’aerodinamica e di prestazioni incrementate, il quale necessita, tuttavia, qualche miglioria sotto il punto di vista dell'affidabilità.



A differenza di quanto si possa immaginare, i problemi legati al nuovo cambio non hanno colto di sorpresa i tecnici del Cavallino, i quali, anzi, hanno previsto fin da subito la necessità di tempistiche superiori per poter mettere a punto il nuovo micro-cambio a sette marce con comando sequenziale e gestione elettronica, grazie al quale è stato ridisegnato l’intero posteriore. Nel complesso, la F2002 appare talmente avveniristica, al punto che fa sembrare vecchie le monoposto degli avversari.

La questione gomme

La McLaren decide di passare alle gomme Michelin, cercando di mascherare la netta differenza di prestazione ad armi pari con il Cavallino Rampante, rimasto fedele alla Bridgestone. A Maranello, l’idea è quella di restare l’unico team di riferimento dei fornitori nipponici, aspetto che comporta un vantaggio considerevole: stringere le relazioni con i tecnici Bridgestone mandando dei propri tecnici in Giappone, instaurando uno scambio informativo senza precedenti, creando così una sorta di collaborazione vera e propria tra Ferrari e la fornitrice di gomme nipponica, aspetto che ha inciso notevolmente in fase di progettazione. Non è un segreto ammettere che la F2002 sia stata pensata intorno alle gomme Bridgestone, le quali hanno aiutato il progettista Rory Byrne a esasperare i concetti della F2001.

Telaio alleggerito e motore sempre più al top

Il telaio, decisamente alleggerito, alloggia il motore 051, anch'esso notevolmente più leggero, limitato ai 92 kg di peso. Grande attenzione viene posta nell'ottimizzazione della distribuzione dei pesi e nell'abbassamento del baricentro, garantendo uno spostamento di 60/70 kg di zavorra per trovare il miglior bilanciamento della monoposto su ogni circuito del Mondiale.


Il V10, progettato da Gilles Simon e da Paolo Martinelli, mantiene livelli di affidabilità incredibili, pur garantendo sempre eccellenti valori di potenza (ben 850 cv a fine stagione), e come se non bastasse il propulsore italiano garantisce consumi molto bassi, fornendo quindi un vantaggio netto in termini di strategia di gara.

Un anno in parata, nel vero senso della parola


In diciassette appuntamenti stagionali, la Ferrari vince quindici volte, undici con Schumacher e quattro con Barrichello. Sono numeri spaventosi, che testimoniano e confermano le qualità della F2002, nata bene, senza punti deboli, e ricca di innovazioni uniche.


Il rendimento del Cavallino nel 2002 è unico, senza precedenti, e l'episodio che corona definitivamente un'annata da sogno arriva al Gran Premio di Francia: sul circuito di Magny-Cours, Schumacher e la Ferrari si aggiudicano il terzo Campionato Piloti consecutivo, il quinto in carriera per il fuoriclasse tedesco. Ciò che più impressiona è che il titolo arriva con sei gare di anticipo, nel mese di Luglio: si tratta di un risultato schiacciante, una prova di forza mostruosa, perché mai prima d'ora un pilota avevo chiuso la partita iridata con così largo anticipo. Non a caso, dopo la stagione 2002 la FIA opterà per modificare il sistema dei punteggi, cercando di assottigliare la differenza dei punti conquistati in un Gran Premio tra il primo classificato e il secondo. L'unica ombra della stagione in casa Ferrari riguarda l'episodio avvenuto in Austria, quando Jean Todt box impone a Barrichello di far passare Schumacher: il brasiliano, che fino a quel momento aveva condotto indisturbato, rallenta vistosamente a pochi metri dal traguardo, lasciando transitare il proprio compagno di squadra. L'episodio suscita forte contestazioni, vista sopratutto la superiorità della Ferrari.


Verso il termine del campionato, avviene un episodio ancor più incredibile.

Senza nessun ordine di squadra, Schumacher, leader fino a quel momento del Gran Premio degli Stati Uniti, sul circuito di Indianapolis, decide spontaneamente di rallentare e di far passare Barrichello, sempre a pochi metri dalla conclusione della corsa, restituendo il favore al compagno di squadra.

Senza volerlo, i due piloti della Rossa giungono al traguardo appaiati, separati da soli undici millesimi di secondo, dando vita così a una parata vera e propria, tutta rossa. Un'ulteriore dimostrazione di forza del Cavallino, talmente superiore da consentire ai propri piloti di scambiarsi le posizioni in pista a proprio piacimento, senza il minimo timore di essere sopravanzati dai team avversari.

Simone Pietro Zazza

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