#456 Ferrari F1-2000, la prima Rossa che garantisce il titolo a Schumacher!



Dopo ventun'anni di attesa, Michael Schumacher conquista il suo primo titolo con la Ferrari, il terzo della sua carriera dopo i due vinti con Benetton.

Dopo anni di dure battaglie contro Williams e McLaren, il Cavallino riesce a interrompere il digiuno: l'ultimo titolo Piloti della Rossa risaliva al 1979, stagione in cui a prevalere fu Jody Scheckter.

A Maranello hanno dovuto lavorare in grande per sovrastare la concorrenza agguerrita del duo McLaren-Hakkinen: per riuscirci, si è rivelata necessaria una monoposto affidabile e veloce come la F1-2000.

Numeri da capogiro


Ross Brawn la presenta come la prima nata della nuova galleria del vento, un'avveniristica struttura progettata dall’architetto Renzo Piano nella quale hanno preso forma le linee della F1-2000, una vettura che di fatto lancerà la Ferrari verso un'era di domini e successi incontrastati.

Il Presidente Luca Cordero di Montezemolo evidenzia fin da subito i grandi sforzi degli uomini in rosso, sia nel settore delle auto stradali, sia nelle competizione sportive: nell'entusiasmante anno 2000 il Cavallino conclude la stagione con entrambi i titoli vinti, stabilendo nuovi record personali. Oltre alle dieci vittorie, nove di Schumacher e uno di Barrichello, alle nove pole position e ai 170 punti iridati, la F2000 stabilisce il nuovo primato di punti ottenuti da un pilota Ferrari nell'arco di un singolo campionato, arrivando a quota 108.

Il team capitanato da Jean Todt si mostra maturo e impeccabile, e l'innesto nel team di Rubens Barrichello al posto di Eddie Irvine garantisce una maggiore stabilità all'interno della scuderia, portando quella serenità che mancava con il pilota irlandese.


Il lavoro a stretto contatto tra Byrne e i motoristi


La F1-2000 viene progettata da Rory Byrne, con l'intento di rispettare determinate esigenze tecniche: la riduzione dei pesi e l’abbassamento del baricentro, due aspetti che permettono alla monoposto di sfruttare a pieno il potenziale delle nuove gomme Bridgestone.


Byrne, inoltre, può lavorare a stretto contatto con i motoristi capeggiati dal'ingegner Paolo Martinelli.


L'obiettivo del progettista sudafricano è quello di disegnare una monoposto in grado di adattarsi perfettamente al motore, senza necessariamente puntare sulla potenza totale, ma bensì sfruttando l'efficienza che un'adeguata installazione del propulsore può garantire senza particolari problematiche.


L'obiettivo viene centrato in pieno: il V10 denominato 049 non ha più un’architettura a 80 gradi come le unità degli anni precedenti, ma l’allargamento dell’angolo fra le teste a 90 gradi garantisce un abbassamento delle testate di 25 mm, concedendo un vantaggio importante dal punto di vista aerodinamico, dato che questo porta ad una sostanziale riduzione della resistenza all’avanzamento.

I piccoli dettagli fanno la differenza


Apparentemente la F1-2000 non differisce molto dalla F399, ma sono i piccoli dettagli a rendere la prima Rossa del nuovo millennio un'auto eccellente. Prestando particolare attenzione su alcuni dettagli, è possibile notare i suoi punti di forza, come ad esempio il muso, che è rimasto alto grazie all'intuizione dell'ingegnere greco Nikolas Tombazis, il quale comprende, durante le sperimentazioni in galleria del vento, che un maggiore passaggio d’aria sotto la monoposto garantisce un'incremento del carico aerodinamico grazie all'estrazione dal diffusore posteriore.


Una filosofia completamente diversa dai rivale della McLaren, i quali, invece, optano per un musetto più basso rispetto anche alla MP4-15 del 1999.

Anche l’alettone anteriore, con due flap sovrapposti a forma di freccia, mostrano l’accurata ricerca aerodinamica voluta per la F1-2000, ma il tocco di classe di Byrne si nota soprattutto nelle finezze presenti sul telaio.

Ferrari privilegia la prestazione!

Secondo le nuove direttive imposte dalla FIA, nel 2000 le vetture devono essere caratterizzate da misure minime delle scocche per assicurare i massimi valori di sicurezza. Ma i tecnici del Cavallino preferiscono puntare su soluzioni che garantiscano il miglior livello prestazionale della F1-2000, attraverso la creazione di due nervature ai bordi della parte superiore della scocca, adeguandosi perfettamente al regolamento e garantendo un importante livello di penetrazione aerodinamica sul resto della superficie.



Le pance laterali sono ridisegnate in funzione della nuova posizione dei radiatori, mentre le protezioni intorno alla testa del pilota vengono scavate per liberare il passaggio dei flussi verso l’ala posteriore.


Infine, il cofano motore è più stretto, non solo per il V10 ribassato ma anche grazie allo spostamento del serbatoio dell’olio all’interno di quello della benzina.


L'insieme di tutti questi elementi porteranno a Maranello risultati strepitosi fin dai primi test a Fiorano. Infatti, la F1-2000 risulta fin da subito più veloce di ben due secondi rispetto alla F399.

La fine del digiuno


La bontà della F1-2000, unita al talento di Schumacher, fa si che la Rossa possa ottenere tre vittorie nei primi tre GP.

Ma il vero punto di forza della Ferrari è quello di sapersi adattare perfettamente alle condizioni difficili: in situazioni complicate la scuderia di Maranello riesce sempre a fare la differenza, adattandosi perfettamente alla condizioni meteorologiche e al traffico in pista.


Il muretto box della Ferrari, orchestrato da Ross Brawn, avrà l'abilità di intuire sempre la strategia migliore.

Tutti questi elementi contribuiscono notevolmente a riportare la Rossa sul tetto del mondo dopo ben due decenni, mandando in delirio l'ambiente Ferrari, che da tanto aspettava quel momento.

Simone Pietro Zazza

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