Ferrari California, la versatilità secondo Maranello

Aggiornato il: lug 8



Nata nel 2008, la Ferrari California ha il chiaro intento di diventare la prima Rossa davvero sfruttabile nel quotidiano, contribuendo allo sviluppo tecnologico e stilistico della casa di Maranello con soluzioni innovative.


Nonostante il Cavallino Rampante si stia affacciando in un segmento per lei inesplorato fino a questo momento, per il nome della sua prima cabrio-coupè si affida alla tradizione: con California si omaggia e celebra la 250 GT California del 1957.


La storia viene elogiata anche dai protagonisti e collaboratori dello sviluppo che si celano dietro la California: oltre a Ferrari, troviamo Pininfarina per stile e tecnologia relativa alla meccanica del tetto, mentre gli studi e la realizzazione del telaio sono svolti dal Centro di Eccellenza Scaglietti, da molto tempo controllato da Ferrari stessa.



Proprio il telaio è un componente fondamentale quando si tratta di auto scoperte, dato che, solitamente, per raggiungere una maggior rigidezza torsionale si traduce in un peso più elevato a scapito della dinamica di guida. In questo caso, Ferrari riesce ad ottenere le medesime performance e rigidezze strutturali del passato da un telaio costruito con otto differenti leghe di alluminio, dalle dimensioni e dal peso nettamente inferiori rispetto alle realizzazioni precedenti, circa 30 Kg, che, integrato con altri sistemi di natura elettrico-meccanica, permettono di migliorare il piacere e il divertimento di guida.


Anche il sistema di apertura e chiusura della capote, pur essendo formato da materiale metallico, risulta essere più leggero di tutti i precedenti modelli in tela costruiti a Maranello. Prezioso è il contributo di Pininfarina, la quale non soltanto da il contributo estetico, bensì anche progettuale, vista la maggior esperienza acquisita in questo campo nel corso degli anni.


Lo schema sospensivo è composto da triangoli sovrapposti all’anteriore, mentre al posteriore presenta un innovativo sistema multilink, ideato appositamente per la California, per ottenere una maggiore flessibilità longitudinale senza perdere in rigidezza e rigidità. Come optional è possibile per il cliente ordinare ammortizzatori a controllo magnetoreologico, che consentono tempi di risposta più reattivi favorendo il comportamento sportivo di questa Ferrari, quando richiesto.



Da chiusa, la capote retrattile, progettata in collaborazione con Pininfarina, gioca un grande ruolo aerodinamico con una deportanza pari a 70 Kg a 200 Km/h.


La carrozzeria torinese, nel dare forma alla vettura, si fa guidare all’immenso bagaglio storico e culturale che le due aziende condividono da decenni nel campo del design automobilistico.


Principale musa ispiratrice per la California è la già citata 250 GT California: non solo nella nomenclatura, ma anche nei tratti. Il frontale presenta fari a goccia, una larga calandra a sviluppo orizzontale, e sul cofano motore è presente un sfogo per far respirare il V8 che ricorda quello delle Gran Turismo di fine anni '50 e inizio anni '60.


I richiami non finiscono qui, poiché anche la fiancata riprende concetti già visti nella 250 GT California e li riadatta dopo quasi cinquant’anni: dalle tre feritoie di areazione collocate dopo la ruota anteriore, in realtà molto più piccole sulla nuova cabrio-coupè, inizia un taglio netto che percorre tutta la fiancata dando vita alla linea di cintura, alta, che sale sopra la maniglia della portiera e diventa linea di contatto con la coda e il parafango posteriore. Il tutto risulta armonioso ma anche muscoloso, ancor più esaltato dai giochi di luce che si formano grazie alle lavorazioni delle superfici concave e convesse presenti sulla carrozzeria.



La coda presenta fanaleria tonda con la gemma del proiettore che sembra incastonata e fusa con la lamiera del corpo vettura, mentre una fascia scura collocata ad altezza media ospita fari di servizio come retronebbia e retromarcia. Iconici i quattro terminali di scarico, divisi a coppie ma con disposizione verticale.


Appositamente studiata dagli ingegneri Ferrari, dagli scarichi esce la melodia del primo V8 montato anteriormente in posizione longitudinale.


Codice F136IB, il propulsore è un evoluzione di quello montato sulla famiglia della F430, di 4.297 cm³, interamente in alluminio, che eroga 460 CV a 7.750 giri/min con una coppia 485 Nm a 5.000 giri/min. Valori che permettono alla California di raggiungere i 100 Km/h in meno di quattro secondi, e di superare i 310 Km/h di velocità di punta certificano il DNA da purosangue della California.



Tuttavia, la Ferrari California riesce ad ottenere risultati importanti anche sotto il profilo dei consumi e delle emissioni grazie all’iniezione diretta di benzina, prima Ferrari nella storia, e ad un sistema di fasatura variabile, perché una Gran Turismo di quest'epoca, per raggiungere l’eccellenza non può puntare solo alla prestazione pura, ma dev'essere in grado di coniugare concetti, anche distanti tra loro, per un’esperienza di guida totale.


L’esperienza totale viene vissuta anche fuori dall’abitacolo, perché la California richiede una manutenzione minima per essere una Ferrari: se la coeva 599 Fiorano richiede trentun'ore di officina ogni 80.000 Km per tagliandi e revisioni, per questo modello ne bastano soltanto undici. Questo evidenzia il grande lavoro tecnico e progettuale per ottenere una vettura veloce e prestazionale, ma anche solida e versatile: in poche parole, una supercar equilibrata.


Importante innovazione è il sistema High Efficiency Low Emission, un programma elettronico di gestione che lavora su componenti di seconda fascia, come climatizzatore e luci, calcolando istantaneamente l’efficienza di questi impianti ed eventualmente spegnendoli in ottica di riduzione dei consumi.



Una volta calati nell’abitacolo la parola dominante è una sola: comfort. La California è pensata per il quotidiano e per i lunghi viaggi, quindi ricerca ergonomica e dei materiali sono il frutto di molte analisi per raggiungere il risultato finale.


Pelli pregiate e tocco artigianale trasmettono all’ambiente stile e sensazioni avvolgenti, abbinati ad aspetti tecnologici come le guide di regolazione delle sedute, mentre lo schermo touch-screen da 6,5" permettono ai passeggeri della California di godersi e viversi l’auto senza limitazioni d’utilizzo.


Questa ricerca della sfruttabilità la si nota anche nei dettagli. Il Bridge, realizzato in alluminio e posto tra le due sedute, oltre ad avere funzioni estetiche che si ricongiungono concettualmente ed esteticamente con il resto della gamma, è pensato per essere anche un comodo porta oggetti.


La configurazione è 2+2, che Ferrari chiama furbescamente 2+ data l’opportunità per i clienti di rinunciare ai due sedili posteriori e di sostituirli con una panchetta ottimamente rifinita in pelle, che diventa un vano aggiuntivo per le valigie integrando la capienza del bagagliaio pari a 340 litri, 240 se viaggiamo a cielo aperto.


Nel volante è presente il manettino, dispositivo derivato dal mondo della Formula 1 che permette ai guidatori di scegliere delle varianti di assetto per meglio adattarsi alla circostanze della strada, o lo stile di guida che si vuole adottare.



Per rendere l’auto fruibile anche nel quotidiano, il manettino lavora in coordinamento con il controllo di trazione F1-Trac e con il controllo di stabilità. Inoltre, è presente un sistema elettronico esclusivo per gli pneumatici, il TPMS, che ne controlla pressione e temperatura.


Durante la fase di sviluppo, la casa di Maranello usufruisce del contributo di un tester speciale. Infatti, un ruolo chiave nella messa in strada lo ha una leggenda della Formula 1 e del mondo Ferrari, Michael Schumacher.


Prodotta fino al 2014, con un lieve aggiornamento nel 2012, la Ferrari California è stata venduta in circa 8.000 esemplari, diventando una delle Rosse più vendute e apprezzate di sempre. La vettura riesce a trasmettere l’essenza più pura del concetto Gran Turismo secondo Ferrari, ovvero un’auto elegante ad alte prestazione, ma oltre a questi fattori classici integra una facilità di guida nel quotidiano davvero eccezionale, rendendola accessibile anche ad un’utenza meno esperta e che desidera approcciarsi al mondo del Cavallino Rampante in maniera graduale.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria cabrio-coupè, due posti

Posizione motore anteriore

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4563 mm

Larghezza 1902 mm

Altezza 1308 mm

Carreggiata anteriore 1630 mm

Carreggiata posteriore 1605 mm

Passo 2670 mm

Massa a vuoto 1630 Kg

Massa in ordine di marcia 1735 Kg

Distribuzione pesi 47% anteriore, 53% posteriore

Serbatoio 78 litri

Capacità vano bagagli 340 Litri, 240 a tetto ripiegato


Motore


Cilindrata 4.297 cm³

Cilindrata unitaria 537 cm³

Tipo F136IB, V8 90° ad iniezione diretta di benzina, anteriore, longitudinale

Alesaggio e corsa 94x77,4 mm

Rapporto di compressione 12,2:1

Distribuzione quattro valvole per cilindro

Potenza 338 kW/ 460 CV a 7.750 giri/minuto

Potenza Specifica 107 CV/litro (79 Kw/litro) e 113 Nm/litro

Coppia 485 Nm a 5.000 giri/min

Cambio automatico Ferrari F1, sette rapporti + RM, più differenziale autobloccante

Optional cambio manuale sei rapporto


Telaio


Corpo Vettura composto da più leghe leggere di alluminio

Sospensioni anteriori a triangoli sovrapposti

Sospensioni posteriori multilink

Freni anteriori dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 390 x 34 mm, autoventilati e forati, con pinze a sei pistoncini

Freni posteriori dischi carbo-ceramici Brembo da Ø 360 x 32 mm, autoventilati e forati, con pinze a quattro pistoncini

Pneumatici anteriori 245/40

Pneumatici posteriori 285/40

Optional pneumatici anteriori 245/35

Optional pneumatici posteriori 285/35

Cerchi 19", realizzati in lega leggera

Optional 20"


Consumi ed emissioni


Emissioni 305.6 g/km (combinato)

Consumi 13,1 l/100 Km (combinato)


Prestazioni dichiarate


Velocità 310 Km/h

Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,0 secondi, da 0 a 400 metri in 12,2 secondi, da 0 a 1000 metri in 21,1 secondi


Luca Saitta

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