Ferrari 643 F1, un correttivo della 642 F1 non riuscito



Progettata a campionato già iniziato per sostituire la 642, rivelatasi poco competitiva e scarsamente affidabile, la nuova vettura denominata 643 non riesce tuttavia a riavvicinare la squadra italiana al vertice della categoria del Campionato del Mondo di Formula 1 del 1991.


La 643 F1 è l'ultima e la più estrema tra le monoposto sviluppate a partire dalla 640 del 1989. Sebbene sia un modello sufficientemente distinto dalla 642, sua vettura progenitrice, la 643 condivide con essa la denominazione alternativa di F1-91, in quanto anch'essa viene impiegata, come detto, nella stagione 1991.

Le più visibili differenze rispetto alla 642 sono di natura aerodinamica, infatti, a differenza della soluzione a becco di papero della vecchia monoposto e propria di tutti i progetti a partire dalla 640, il musetto della 643 adotta una carenatura rastremata, appuntita in avanti e più larga verso il corpo vettura, e dal profilo tondeggiante, quasi piana presso la centina dell'abitacolo e tendente a incurvarsi verso il basso nella sezione avanzata.


Tutta la parte anteriore della macchina, inoltre, viene rialzata da terra rispetto al vecchio modello: ciò al duplice scopo di evitare che l'ala anteriore toccasse il fondo sotto il peso del carico aerodinamico, sia di accrescere il flusso d'aria che s'insinua sotto la vettura e che viene convogliato all'estrattore posteriore.


I lati del muso adottano un insolito colore nero proprio della fibra di carbonio non dipinta, in sostituzione del tipico rosso corsa connotante il resto della livrea. Anche le pance laterali vengono profondamente ridisegnate, risultando più corte, larghe e basse rispetto a quelle in essere a bordo della 642, senza abbandonare del tutto il profilo a Coca-Cola.

Il motore a dodici cilindri della 643 si distingue da quello impiegato sulla progenitrice per l'alesaggio dei cilindri maggiorato, la ridotta corsa del pistone, e la cilindrata inferiore. Nonostante questo vanta in ogni caso una maggiore potenza, tale da migliorare il rapporto col peso del corpo vettura.


La stagione


Nonostante gli sforzi dei tecnici di Maranello, purtroppo la 643 non è in grado di superare i problemi telaistici, di obsolescenza e di affidabilità che affliggevano la 642.


Il debutto agonistico, sulla pista di Magny-Cours, circuito contraddistinto dal fondo stradale particolarmente regolare e levigato, è comunque promettente, giacché Prost si piazza secondo e Alesi quarto.

Come successo con la 642, però, nelle gare successive il distacco rispetto alle McLaren-Honda e alle Williams-Renault torna ad ampliarsi: il complesso telaio-sospensioni della 643 va infatti in crisi sui circuiti ricchi di saliscendi e generalmente in fase di frenata.


Già a partire dal Gran Premio di Gran Bretagna, corso sul circuito di Silverstone, la 643 comincerà a mostrare i suoi limiti, permettendo ad Alain Prost di cogliere soltanto il terzo posto finale, ma a oltre un minuto di distanza.


Anche ad Hockenheim la distanza è importante, tato che in qualifica le due Ferrari sono staccate per poco meno di due secondi dal poleman, ed in gara il solo Alesi riesce a giungere al traguardo al terzo posto, dopo che Alain Prost esce a seguito di un duello innescato con Ayrton Senna.


Dopo la disfatta in occasione del Gran Premio d'Ungheria, in Belgio Alesi è in testa alla corsa, se non fosse che al trentesimo giro cede il motore, lasciando la vittoria ad Ayrton Senna.


A Monza Alain Prost torna sul podio, grazie al terzo posto; risultato ripetuto anche sul circuito dell'Estoril, ma per mano di Jean Alesi. Nonostante l'enorme divario in qualifica, la Ferrari riesce ad ottenere un incoraggiante secondo posto a Jerez, in Spagna, grazie alla guida attenta di Alain Prost.



Nel frattempo, però, la situazione interna al team, già di per sé critica, si acerba anche a causa dell'insofferenza di Alain Prost, il quale trova la vettura molto lenta e difficile da guidare, lamentandosi in particolare per la fragilità degli ammortizzatori e la durezza dello sterzo.


Dopo un precedente licenziamento, ritrattato immediatamente prima della partenza per il Giappone da parte della Ferrari nei confronti di Alain Prost, il 20 Ottobre 1991, in un'intervista concessa al termine del Gran Premio del Giappone, durante il quale Alain parla di un problema allo sterzo che, essendosi piegato a seguito di un contatto funzionava male sulla sua vettura, paragonando lo sforzo da applicare sul volante a quella di un camion, la nuova dirigenza della Ferrari allontana il pilota francese, che nella gara conclusiva della stagione viene sostituito dal collaudatore Gianni Morbidelli.


A fronte di sei podi conquistati nelle dieci gare cui ha partecipato la 643, dei quali quattro con Prost e due con Alesi, la monoposto patisce otto ritiri, e solo in rare circostanze ha dato ai suoi piloti la possibilità di lottare apertamente per la vittoria (Magny-Cours e Spa), non riuscendo comunque a stabilire alcun giro veloce.

La monoposto accusa durante la stagione ben otto ritiri su dieci gare disputate, permettendo però alla Ferrari di conquistare altri cinque podi durante la stagione, di cui tre terzi posti nei Gran Premi della Gran Bretagna e Italia conquistati da Prost, che ottiene anche un secondo posto nel Gran Premio di Spagna, e due terzi posti in Germania e Portogallo conquistati da Alesi, per un totale di 39,5 punti iridati conquistati che, sommati ai 16 ottenuti dalla 642 permettono di conquistare il terzo posto nella classifica riservata ai costruttori a fine stagione.


Andrea Rasponi