Ferrari 642 F1, una vettura nata vecchia, sostituita dopo solo sei Gran Premi



La 642 nasce nel 1991 con il difficile compito di rimpiazzare la 641 che, dopo anni di crisi tecnica, aveva riportato la Scuderia Ferrari ad alti livelli di competitività nella massima categoria motoristica.

Il progetto risulta pertanto profondamente influenzato da quello della monoposto progenitrice; segnatamente la seconda variante, introdotta in occasione del Gran Premio di San Marino 1990.


Le differenze progettuali sono minime e in gran parte dovute alle modifiche del regolamento frattanto intervenute: vengono infatti ridotte le dimensioni delle ali, la potenza del motore 037 viene aumentata grazie all’utilizzo di un'elettronica di nuova concezione fornita dalla Magneti Marelli, e vengono spostati i serbatoi dei liquidi, ovvero carburante, lubrificante, e raffreddamento, dalle pance laterali alle spalle del pilota.

Il nuovo arrivo del pilota francese Jean Alesi, affiancato dal connazionale Alain Prost, presentano la 642 F1 al Mugello il 18 Febbraio 1991 all’autodromo internazionale del Mugello.


Un inizio di stagione zoppicante...


Il progetto è però da considerarsi nato vecchio, e non più adeguato ai tempi: nel mentre le altre squadre di punta, su tutte la Williams, presentano infatti vetture radicalmente innovative sia dal punto di vista meccanico che da quello aerodinamico.


A tale base problematica si sommano scelte di sviluppo nefaste: ad esempio lo spostamento dei liquidi provoca un innalzamento del baricentro della vettura, squilibrandone gravemente l'assetto e la distribuzione dei pesi; ciò, abbinato allo schema sospensivo adottato, anch'esso analogo e inalterato rispetto a quello dell'anno precedente, espone la monoposto a forti vibrazioni sull'asse anteriore.


In definitiva la competitività della monoposto ne risulta gravemente compromessa.


Nonostante ciò al debutto in pista, sul circuito di Phoenix, il progetto appare ancora competitivo: Alain Prost si piazza secondo alle spalle della McLaren MP4/6 di Ayrton Senna, mentre il suo compagno di squadra Jean Alesi, pur ritirandosi, segna il giro più veloce in gara.



Ma già a partire dal secondo appuntamento stagionale, in Brasile, i limiti della monoposto divengono tuttavia palesi: in tale gara la McLaren vince con Senna e conquista il terzo posto con Berger, separate dalla Williams FW14 di Riccardo Patrese, mentre la Ferrari deve accontentarsi del quarto posto di Prost e del sesto di Alesi, a notevole distanza.


Intuendo la necessità di intervenire sulla monoposto per renderla più competitiva, in vista della terza gara stagionale i tecnici di Maranello introducono pance laterali allungate nella parte posteriore e un airscope ingrandito, senza però ottenere risultati apprezzabili: a Imola Prost e Alesi non saranno mai competitivi e non riusciranno neppure a terminare la gara, poiché il primo esce di pista nel giro di ricognizione, mentre il secondo si ritira mentre tenta di sorpassare la Tyrrell 020 di Stefano Modena.


Dopo un ulteriore podio estemporaneo di Alesi a Monaco, e due prestazioni incolori in Canada e in Messico, dove la Ferrari non raccoglie alcun risultato, la vettura viene accantonata e sostituita da un nuovo modello, profondamente modificato nella scocca e nella fluidodinamica interna, denominato 643, che però non riuscirà risollevare le sorti stagionali del team.


La 642 viene utilizzata fino al Gran Premio del Messico, prima di venire sostituita dalla 643, concludendo la sua breve carriera con appena 16 punti conquistati e due podi.


Andrea Rasponi