Ferrari 550 Maranello, la vettura Squalo dotata di motore anteriore e di sistema ASR



Una vettura stradale deve per forza avere un motore centrale? A Maranello l'obiettivo è quello di sfatare questo mito, dimostrando che la posizione del propulsore non incide sulla performance dell'auto. Il risultato? Il Cavallino presenta un gioiello chiamato Ferrari 550 Maranello, vettura con motore anteriore e ASR, la quale dimostra fin da subito le sue doti prestazionali, superiori e non di poco rispetto a quelle della F512M. Presentata ufficialmente nel 1996, la 550 Maranello stupisce sia per l'estetica, sia per l'efficienza, sia per la tecnologia offerta ai passeggeri.


Per oltre due decenni le Ferrari di serie con le prestazioni più estreme sono state progettate con il propulsore in posizione centrale, ma nel 1996 l’introduzione della 550 Maranello cambia completamente le carte in tavola. La Ferrari 550 Maranello, infatti, ha l’unità motrice in posizione anteriore come la 456 GT, sviluppato sfruttando i progressi tecnologici e le innovazioni introdotte su quest’ultima vettura, con l'obiettivo di ottenere prestazioni formidabili, unite a un comportamento stradale impeccabile.



La 550 Maranello fa il suo debutto ufficiale durante la manifestazione dedicata alla Ferrari che si svolse in Germania, sul circuito del Nurburgring, nel mese di Luglio del 1996. L'evento è organizzato esclusivamente per pubblicizzare la nuova automobile, e può contare sulla presenza dei due piloti ufficiali della Scuderia Ferrari, Michael Schumacher ed Eddie Irvine, i quali spingono al limite la nuova neonata sul leggendario tracciato tedesco. All'evento partecipano anche i due Campioni del Mondo Niki Lauda e Jody Scheckter, vere e proprie leggende della storia del Cavallino Rampante. L’estetica della carrozzeria, disegnata da Pininfarina, ricorda la già citata 2+2 456 GT. La vettura, tuttavia, presenta anche elementi peculiari dei modelli classici del Cavallino, come i doppi sfoghi per l’aria sui parafanghi anteriori che richiamano i capolavori degli anni sessanta 250 GTO e 275 GTB, mentre rispetto alla 456 GT la configurazione dei gruppi ottici posteriori è ancora più simile a quella utilizzata sulla favolosa 365 GTB/4 Daytona.



In ogni caso, nonostante la ripresa di dettagli caratteristici di altre vetture, il nuovo modello riesce a creare un'identità tutta sua, con un’ampia e poco profonda presa d’aria per il radiatore situata sul musetto, che unita allo spoiler anteriore le dà un aspetto da squalo affamato, pronto ad attaccare: ed è proprio questa la sensazione provata da coloro che la vedono avvicinarsi nei loro specchietti retrovisori.


Tuttavia, la Ferrari 550 Maranello, complessivamente, mostra un aspetto aggressivo che non convince fin da subito tutti gli appassionati, forse perché qualcuno si aspetta, dal punto di vista estetico, uno stile più risolutivo, non apprezzando immediatamente le linee a squalo.


Non pi può dire la stessa cosa delle prestazioni: pratica, dinamica e confortevole, con un grande spazio per i bagagli, la 550 regala performance e emozioni non diverse da quelle della famosa F40, rinominata il prototipo da corsa stradale, nata meno di dieci anni prima.



I progressi tecnologici compiuti in questi pochi anni, in particolare nel reparto sospensioni e nei sistemi di controllo della trazione computerizzati, hanno permesso alle automobili con motore anteriore di eguagliare senza problemi le doti di maneggevolezza tipiche delle vetture con propulsore centrale.

Una variazione rispetto alla F512M consiste nell’utilizzo di gruppi ottici anteriori coperti, di tipo omofocale ad alta intensità: ciò permette di non installare i proiettori retrattili, come sulla 456 GT, e dona alla 550 Maranello una linea omogenea ed equilibrata che rimane tale, indipendentemente dall’utilizzo delle luci o meno.

I corpi vettura sono montati su un telaio con un passo di 2500 millimetri, di soli cento più corto rispetto al modello 456 GT 2+2. La carreggiata anteriore è di 1632 millimetri, quella posteriore di 1586 millimetri. Il telaio è costruito facendo uso dei tradizionali tubolari d’acciaio, e incorpora le sotto strutture che supportano le parti meccaniche e della carrozzeria.



Il suo numero di riferimento interno è F133 AB. Il modello è disponibile, su richiesta, con guida a destra o normale, mentre lo sterzo con servo assistenza fa parte delle dotazioni di serie. Il corpo vettura è realizzato in lega leggera d’alluminio, saldata al telaio in acciaio con un materiale appositamente formulato, noto come Feran, che permette la saldatura tra due metalli diversi.


Il musetto e la coda sono realizzati di materiale composito preformato.

Le sospensioni sono tutte a ruote indipendenti con barre anti rollio anteriori e posteriori, mentre gli ammortizzatori possono vantare il controllo elettronico, con la possibilità di poter scegliere tra due modalità, Normale o Sport.


Il tutto è integrato nel sistema di controllo ASR, ovvero il controllo trazione.


Quando si sceglie il modo Normale, l'intelligenza elettronica della vettura si incentra sulla stabilità in rapporto alle condizioni stradali, riducendo la potenza alle ruote motrici mediante il sistema di gestione del propulsore, o facendo entrare in azione il dispositivo frenante ABS, il tutto per garantire la massima trazione.



Quando invece si sceglie il modo Sport, il computer della macchina lascia al guidatore la possibilità di controllare solamente con le proprie azioni la gestione dell'automobile.


La dotazione di serie prevede l’interno rivestito in pelle con sedili regolabili elettricamente e, dietro di essi, un’ampia piattaforma per i bagagli. L’equipaggiamento offre anche due airbag, l’aria condizionata, e un impianto stereofonico con lettore CD, oltre ai cristalli e ai retrovisori laterali, regolabili con comandi elettrici.


Su richiesta sono disponibili i sedili sportivi e una vasta gamma di accessori previsti dal programma di personalizzazione Carrozzeria Scaglietti, introdotto nel 1997, che concede ai clienti la possibilità di personalizzare a proprio piacimento la vettura, avvicinandosi alle varie esigenze individuali. Gli ammortizzatori regolabili sono dotati di controllo elettronico che monitora in tempo reale varie condizioni, come l’angolo di sterzata, la velocità, la frenata e l’accelerazione, ottimizzando la gestione in base alle varie situazioni di guida.


Lo sterzo è servo-assistito, Servotronic, con intervento variabile in funzione della velocità: ad andature lente il suo ausilio è evidente, e si riduce al crescere della velocità. I cerchi ruota in lega leggera di serie sono una rivisitazione del tradizionale disegno Ferrari, che richiama la forma di una stella a cinque punte, con eleganti razze convesse e fissaggio mediante cinque bulloni. Il diametro è di 18″, la larghezza del canale 8,5″ sull’asse anteriore e 10,5″ su quello posteriore.


L’impianto frenante è composto da quattro dischi ventilati con pinza in lega leggera a quattro pistoncini, munito di ABS a quattro canali e integrato con il sistema di guida ASR già menzionato in precedenza.



Il motore deriva dall’unità motrice progettata per la 456 GT, di cui mantiene la cilindrata. In questo caso, il nome del modello s’ispira alla cilindrata totale di 5,5 litri, da cui 550, e non più, come sulla 456 GT, al dato della cilindrata unitaria del singolo cilindro.


Il propulsore è un V12 a 65°, con una cilindrata totale di 5.474 centimetri cubici, alesaggio e corsa di 88x75 millimetri, quattro valvole per cilindro, doppi alberi a camme in testa per bancata di cilindri e lubrificazione a carter secco. Il blocco motore, le teste cilindro, la coppa e varie altre fusioni sono realizzate in lega leggera, le camicie dei cilindri vengono trattate al Nicasil e le bielle sono realizzate in lega di titanio.



Un sistema Bosch Motronic 5.2 gestisce l'accensione e l'iniezione, mentre l’impianto di scarico, realizzato in acciaio inossidabile, è a contro-pressione variabile. La potenza dichiarata raggiunge i 485 cavalli a 7.000 giri/minuto, ed infine il cambio di tipo transaxle è composto da sei rapporti più la retromarcia.

SCHEDA TECNICA

Berlinetta, due posti Lunghezza 4550 mm Larghezza 1935 mm Altezza 1277 mm Passo 2500 mm Carreggiata anteriore 1632 mm Carreggiata posteriore 1586 mm Peso 1690 kg in ordine di marcia Motore

Motore anteriore, longitudinale, 12V 65° Alesaggio e corsa 88 x 75 mm Cilindrata unitaria 456,16 cm³ Cilindrata totale 5473,91 cm³ Rapporto di compressione 10,8:1 Potenza massima 357 kW (485 CV) a 7000 giri/min Potenza specifica 89 CV/litro Coppia massima 569 Nm (58 kgm) a 5000 giri/min Distribuzione bialbero, quattro valvole per cilindro Iniezione elettronica Bosch Motronic M5.2 Accensione mono, elettronica statica Bosch Motronic M5.2 Carter secco Frizione monodisco

Telaio

Tubolare in acciaio

Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici a gas, barra stabilizzatrice Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici a gas, barra stabilizzatrice

Freni a disco Cambio a sei rapporti + RM Sterzo pignone e cremagliera Serbatoio carburante capacità 114 litri Pneumatici anteriori 255/40 ZR 18 Pneumatici posteriori 295/35 ZR 18

Prestazioni

Velocità massima 320 km/h Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi, da 0 a 400 metri in 12,5 secondi, e da 0 a 1000 metri in 22,5 secondi

Consumi ed emissioni

Ciclo urbano ECE (Versione Euro 2) 35,6 l/100 km Ciclo extraurbano EUDC (Versione Euro 2) 15,5 l/100 km Consumo combinato ECE+EUDC (Versione "Euro 2") 22,9 l/100 km Emissioni CO2 combinato (Versione Euro 2) 530 g/km

Ciclo urbano ECE (Versione Euro 3) 38,2 l/100 km Ciclo extraurbano EUDC (Versione Euro 3) 16,4 l/100 km Consumo combinato ECE+EUDC (Versione Euro 3) 24,4 l/100 km Emissioni CO2 combinato (Versione Euro 3) 558 g/km

Simone Pietro Zazza

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