Ferrari 512 S Modulo, un concept avveniristico in grado di vincere 22 premi di design

Aggiornato il: mag 30



Sportività, eleganza, innovazione: questi sono solo alcuni dei tanti elementi che accomunano le vetture prodotte dalla Ferrari, famose in tutto il mondo per caratteristiche uniche, le quali rendono il Cavallino un'istituzione dell'automobilismo mondiale.

Torniamo al Salone di Ginevra del 1970, dove, fra le tante presentazioni, spicca il concept di un modello del tutto futuristico, che a detta di molti ricordava un UFO: il prototipo in questione è la Ferrari 512 S Modulo, nata dalla mano del solito Pininfarina, il quale progetta tale vettura che, essenzialmente, deve fungere da oggetto di ricerca per gli studi aerodinamici.



Il concept della Ferrari 512 S Modulo, conosciuta più comunemente come Ferrari Modulo, a distanza di quasi cinquant'anni non sembra aver perso minimamente il suo fascino, ed anzi si potrebbe dire che è addirittura aumentato: basti pensare che nel 2019, presso il parco di Villa Erba, si è tenuto il Concorso d'Eleganza di Villa Este, e durante la tradizionale passerella, sono stati premiati i design più avveniristici, e all'appello non è mancata la Ferrari Modulo, eletta Most Exciting Design, ovvero il design più esaltante.

Tra l'altro la Ferrari 512 S Modulo, dopo pochi anni dalla sua presentazione, può vantare già ventidue premi di design, a dimostrazione che il concept piace, e neanche poco.



La Ferrari Modulo presenta numerose peculiarità, come le ruote coperte, l'abitacolo scorrevole e una stravagante forma a cuneo. Il disegno di Pininfarina viene ammirato e acclamato in tutto il mondo sin da subito, grazie alle soluzioni concettuali all’avanguardia e incredibilmente sofisticate: stando ad alcuni dati ufficiali, la vettura è stata progettata per raggiungere i 100 km/h in 3,1 secondi, con la possibilità di raggiungere i 354 km/h di velocità massima.


Oggi forse questi dati impressionano fino ad un certo punto, ma è giusto ribadire che il modello in questione risale a quasi cinquant'anni fa, e per l'epoca dati simili sono a dir poco spaventosi.



La Ferrari Modulo si contraddistingue non solo per la sua forma inconsueta, dotata di soluzioni graficamente speculari, ma anche per altre novità introdotte: la vettura, per esempio, non è dotata di portiere, ma tutto il parabrezza, compresa la parte anteriore del tetto e dei finestrini, dev'essere spostato manualmente in avanti, in modo da permetterne l'ingresso.


Questo sistema deriva dalla ricerca sull'accesso in vetture di altezza limitata, in questo caso specificatamente per le automobili che non superano un metro di altezza.


Anche gli interni presentano elementi del tutto avveniristici: i comandi sono disposti su una particolare sfera dotata di pulsanti rivolta verso il guidatore e posizionata alla sua sinistra. Nonostante la notevole larghezza della vettura, la distanza tra il sedile del guidatore e quello del passeggero è molto ravvicinata, e la leva del cambio è posizionata in asse col cruscotto.


Nonostante l'enorme successo riscosso a livello estetico, la 512 Modulo non entrerà mai in produzione, lasciando così l'amaro in bocca ai suoi tanti ammiratori.

Ma il sogno di vedere questo prototipo all'opera e perfettamente funzionante spinge James Glickenhaus, noto produttore cinematografico statunitense, nonché grande collezionista di automobili e possessore di un piccolo concessionario, ad acquistare nel 2014 il concept di una Ferrari 512 S Modulo da Pininfarina.


Fatto ciò, Glickenhaus, insieme al suo team personale, avvia un restauro della vettura, durato ben cinque anni, con l'intento di trasformarla in un'automobile operativa a tutti gli effetti.

Oggi, quello che sino a qualche anno fa non era altro che un semplice concept, è stato trasformato in un prototipo perfettamente funzionante, equipaggiato con un 5.0 litri V12 da 550 CV e 410 kW.


Sfruttando il sistema di scarico quadruplo posizionato sul retro, il sound della vettura risulta essere molto corposo e pesante.



Non è chiaro se la 512 Modulo di Glickenhaus riceverà mai la licenza per circolare regolarmente su strada, ma il suo proprietario l'ha già testata, togliendosi lo sfizio dopo cinque anni di duro lavoro, e consentendo al concept di Pininfarina di prendere vita.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria Coupé


Motore posteriore


Trazione posteriore


Lunghezza 4480 mm


Larghezza 2048 mm


Altezza 935 mm


Interasse 2400 mm


Carreggiata anteriore 1518 mm


Carreggiata posteriore 1511 mm


Frizione multidisco


Corpo vettura a doppio guscio con elemento componibili


Sterzo a cremagliera


Simone Pietro Zazza

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