Ferrari 500 F2, la prima vettura iridata del Cavallino Rampante



La Ferrari 500 F2 è una vettura di Formula 2 con cui la scuderia di Maranello compete nel Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1952 e nel 1953, trionfando in entrambe le edizioni. La vettura è protagonista di un primo collaudo a Bari, per poi debuttare ufficialmente in occasione del Gran Premio di Modena, disputato il 23 Settembre 1951, conquistando la vittoria al debutto con Alberto Ascari.


Un trionfo porta fortuna per la vettura che dominerà le successive due stagioni di Formula 2, con il pilota italiano Ascari che ottiene i due primi titoli mondiali per sé e per la Ferrari, con una superiorità che ben poche volte si è ripetuta fino alle stagioni a cavallo degli anni duemila.

La 500 F2 è la prima vettura del Cavallino Rampante ad essere concepita con un motore che non fosse il classico dodici cilindri: infatti, l’acronimo 500 rappresenta la cilindrata di 500 centimetri cubici per cilindro del motore, complessivamente quattro, con alesaggio e corsa pari a 90 x 78 millimetri.


Contesto storico

Alla fine del 1951, con il ritiro dell'Alfa Romeo dalle corse, la griglia di partenza della Formula 1 presenta poche vetture iscritte. Per questo motivo, prima dell'inizio della stagione 1952, la Federazione Internazionale dell’Automobile annuncia che per i due anni successivi sarebbe stato consentito correre con vetture di Formula 2, categoria che vede la partecipazione di scuderie come Gordini, Cooper, Maserati e la Ferrari stessa.


Una delle poche scuderie della Formula 1 preparata alle nuove esigenze è proprio la Ferrari, che già all'inizio del 1951 stava lavorando sulla nuova 500 F2.

Analisi Tecnica


Per venire incontro alle nuove esigenze dettate dal regolamento, i tecnici a Maranello decidono di non modificare il dodici cilindri utilizzato sulla 166 F2 e sulle precedenti Formula 1, ma di progettare da zero un inedito quattro cilindri con un frazionamento ritenuto più idoneo alla cilindrata di 2.000 cm³ e a quella di 2.500 cm³, che sarebbe entrata in vigore nel 1954 sotto l’attenta guida del progettista Aurelio Lampredi.


Già nella primavera del 1951 il motore da 2.000 cm³ è pronto per le prime prove al banco. I primi test rivelano, come sostenuto da Lampredi, la sua maggiore efficienza rispetto a un dodici cilindri di pari cilindrata: il nuovo motore possiede più coppia, pesa 45 chili in meno, ha un rapporto peso potenza migliorato del 15%, e può contare sul 65% in meno di parti in movimento.


La potenza generata è pari a 165 cavalli a 7.000 giri/minuto, arrivando addirittura 200 cavalli grazie ad alcune modifiche apportate nel corso del tempo. Il minore ingombro del motore rispetto ad un dodici cilindri permette inoltre di ottenere una migliore distribuzione dei pesi, grazie anche alla scatola del cambio - a quattro rapporti con differenziale - alloggiata sotto il sedile del pilota, e ai magneti disposti in prossimità dell'asse anteriore.


Il motore si completa di due assi a camme in testa, due carburatori a doppio corpo, mentre il telaio è composto da longheroni tubolari, freni a tamburo, sospensioni anteriori indipendenti con trapezi, e balestra trasversale, e posteriori comandate dal ponte De Dion.

Tralasciando il motore nei due anni che la vedranno protagonista del mondiale, la 500 F2 subirà pochissime modifiche. L’unica modifica importante consisterà in un muso allungato da usare nei circuiti veloci, per poter ottenere una migliore penetrazione aerodinamica. Ma a parte queste minime modifiche, la vettura non subirà mai cambiamenti profondi, trattandosi infatti di un oggetto equilibrato sia nella forma che nella sostanza.

La stagione 1952

L'esordio della 500 F2, come detto, avviene al Gran Premio di Modena del 1951, in una gara non valida per il mondiale di Formula 1, con al volante Ascari e Villoresi. Il primo conquista la vittoria davanti a José Froilán González, a bordo in quella occasione di una 166 F2, mentre il secondo è costretto al ritiro.


L'anno successivo le gare di precampionato sanciscono fin dall'inizio la superiorità della 500 F2, che vince con Ascari a Siracusa, Pau e Marsiglia, e si impone a Napoli con a bordo Giuseppe Farina. La stagione 1952 di Formula 1 si apre con il Gran Premio di Svizzera, al quale Alberto Ascari non partecipa in quanto impegnato a prendere confidenza con il circuito di Indianapolis e con la 375 Indy.

La gara inaugurale è comunque vinta da Piero Taruffi davanti a Rudi Fischer, entrambi su 500 F2.


Il resto della stagione per Alberto Ascari, sempre al volante della 500 F2, è un trionfo: il pilota milanese di impone in tutte le gare previste dal calendario, ovvero Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda e Italia.

A fine stagione, dietro al pilota milanese si piazzano, sempre su 500 F2, Farina, Taruffi e Rudi Fischer, pilota della Ecurie Espadon.


La stagione 1953


Il campionato 1953 segue la falsariga della stagione precedente, nonostante la Maserati sia diventata più competitiva grazie alla A6 GCM, che dispone di un propulsore più potente di quello della Ferrari, ma che nel suo insieme è inferiore per quanto riguarda la tenuta di strada e la frenata.


Nel 1953, la 500 F2 vince con Alberto Ascari i Gran Premi d’Olanda, Belgio, Gran Bretagna, e Svizzera, e con l’inglese Mike Hawthorn il Gran Premio di Francia.

L'unico appuntamento ufficiale che non vede la vittoria della 500 F2 è il Gran Premio d'Italia, disputato come di consueto a Monza, poiché Ascari e Farina sono coinvolti in un incidente alla curva parabolica all'ultimo giro, a causa di un doppiaggio.


Farina conclude comunque la gara in seconda posizione, davanti a Villoresi e Hawthorn, entrambi a bordo della 500 F2, dietro a Juan Manuel Fangio.

A fine stagione Ascari si laurea campione del mondo per il secondo anno consecutivo, davanti a Fangio, il solo pilota non Ferrari nelle prime cinque posizioni del mondiale.

A partire dal 1954 la Ferrari 500 F2 viene sostituita dalla 625 F1, andando di fatto in pensione dopo aver conquistato quindici vittorie, di cui quattordici valide per il campionato mondiale di Formula 1, otto doppiette, diciassette podi, nove giri veloci, tredici pole position, due titoli mondiali piloti e ben 118,5 punti iridati su diciassette gare, di cui sedici valide per il campionato mondiale di Formula 1.

Andrea Rasponi