Ferrari 400 Automatic, c'è sempre una prima volta per una Gran Turismo in abito da sera!



Nel 1976, dalle officine di Maranello nasce la Ferrari 400, una vettura atipica, spesso bistrattata e dimenticata dai puristi del marchio, ma che rappresenta un capitolo significativo nella storia del Cavallino Rampante, grazie al debutto di importanti innovazioni tecniche, senza tuttavia tradire il DNA del marchio.


Erede stilistica della Ferrari 365 2+2 GT4, la 400 ha l’arduo compito di trasferire la filosofia Ferrari nel segmento berlinette di lusso, scontrandosi con mostri sacri dell’automobilismo come Aston Martin, Mercedes e Maserati.


Il risultato ottenuto è soddisfacente, e non deve stupire sia la definizione di Enzo Ferrari, che descrive questa quattro posti una Gran Turismo in abito da sera, sia il fatto che la Ferrari 400 diventa l’auto di rappresentanza dei grandi industriali dell’epoca, come Gianni Agnelli e Sergio Pininfarina.


Sorge spontanea, tuttavia, la domanda su come si possa trasmettere il DNA Ferrari, fatto di auto da corsa sportive, in un segmento caratterizzato da grandi vetture di lusso e comfort, mezzi di trasporto pensati e progettati per affrontare lunghi viaggi autostradali a velocità di crociera.


In primis, il propulsore trasmette il suo essere un motore Ferrari.


Il 12 cilindri a V di 60° da 4823 cm³, alimentato da tre carburatori doppio corpo Weber 38 DCOE 110-111, con doppia bobina e due distributori d'accensione alloggiati nella parte posteriore del motore, in grado di erogare 340 CV, è un diretto discendente del Tipo 209 destinato alla 400 Superamerica, progettato da Gioacchino Colombo, storico ingegnere della Ferrari, nonché amico del fondatore.


Il codice interno all'azienda, relativo alla produzione della vettura, è F101 C080, e lo sarà fino al Novembre del 1979, quando si trasformerà in F101 D070 per via di un'importante implementazione tecnica, l’iniezione meccanica Bosch K-Jetronic.


E' tra l'altro interessante notare come sia stato affrontata questa trasformazione, dato che tale iniezione utilizza l’unità di dosaggio a sei cilindri per bancata, considerando il V12 come due motori gemellati e affiancati. Da questo aspetto tecnico, si sviluppa di conseguenza un propulsore veramente largo, ma grazie ad un gioco di simmetrie, e la posizione dei collettori di aspirazione, disegnati in maniera ordinata, il risultato estetico è notevole.


Per quanto riguarda le prestazioni, il passaggio da un’alimentazione a carburatori, trasformato poi in quello ad iniezione, farà perdere 30 cavalli, ma un successivo aggiornamento farà risalire la quota della potenza a 315 CV.


La tradizione delle GT del passato è ripresa e rispettata anche a livello telaistico: infatti, lo chassis della Ferrari 400 è realizzato da una serie di elementi tubolari in acciaio dalla sezione elittica. Entrambe le sospensioni sono indipendenti, a quadrilateri trasversali, dotate di molle elicoidali coassiali, e con ammortizzatori telescopici e barra stabilizzatrice.


Il retrotreno è impreziosito da dispositivi oleopneumatici auto-livellanti.


Particolare anche il ciclo produttivo diviso in due parti, poiché la carrozzeria viene disegnata, realizzata e rifinita in Piemonte da Pininfarina, mentre la meccanica nasce a Maranello. Ne si deduce dunque, che solo successivamente avviene l’unione tra le componenti meccaniche e telaistiche, negli storici stabilimenti della Ferrari.


La novità tecnica più innovativa e d’impatto è l’adozione, per la prima volta da parte della Ferrari, di una trasmissione automatica. La decisione proviene da Enzo Ferrari in persona, ed ha ragioni di natura tecnica e commerciali, tra cui il segmento di riferimento, e le richieste del mercato americano, che rappresenta per la casa automobilistica di Maranello la principale fonte di guadagno.


Nello specifico, la trasmissione automatica è un Borg Warner a tre rapporti più retromarcia, montato direttamente sul motore, affinato per evitare strappi alla guida e dare maggior fluidità di marcia.


Appena si entra all'interno dell’abitacolo, il lusso primeggia con rivestimenti in pelle Connolly che profumano l’ambiente, la consolle centrale che presenta gli alloggi del cambio automatico, delle cassette stereo, e le piccole leve per gestire aria condizionate e vetri elettrici.


Il volante è realizzato dall'azienda Momo, ed è formato da tre razze, minimalista ma ben distinto dal piccolo pulsante centrale del clacson: tondo e con lo sfondo giallo, caratterizzato dallo stemma del Cavallino Rampante ben in evidenza al centro.


La strumentazione principale è costituita dal tachimetro e dal contagiri, entrambi molto grandi, affiancati dai manometri, di forma leggermente più piccola, che indicano la pressione olio e la temperatura dell'acqua.


Gli strumenti secondari, invece, sono disposti al centro della plancia, ovviamente inclinati verso il guidatore.



A dispetto delle dimensioni e del peso generoso, quasi cinque metri di auto per 1800 kg, l’esperienza di guida è eccellente, come richiesto dal marchio Ferrari: aiutati dal lavoro del servosterzo, il guidatore, una volta messo al volante, apprezza subito la precisione di guida e la rigidità di assetto, senza tuttavia dover perdere il comfort richiesto dalla categoria, permettendo a questo modello di essere l’ammiraglia ideale per i lunghi viaggi autostradali e da crociera.


La berlina perfetta per guidare, e non farsi guidare da un autista.


Il mercato premia le scelte anticonvenzionali prese da Ferrari: a partire dal 1976, le 400 Automatic prodotte (telai da 19353 a 28261) sono 355, contro le 147 manuali, mentre gli esemplari di 400i automatiche (telai da 27987 a 55523) sono ben 883, contro i 422 della versione manuale.


Dal 1986, la Ferrari 400 Automatic verrà sostituita dal modello 412, evoluzione finale di questo ciclo di vetture caratterizzato da dimensioni generose e linee tese.


Una piccola curiosità riguarda il fatto che, nonostante fosse stata pensata per il mercato americano, la Ferrari 400 non verrà mai venduta ufficialmente oltreoceano, a causa delle stringenti normative anti-inquinamento statunitensi, nate in questo periodo storico, a seguito della crisi del mercato petrolifero.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria coupè, 2+2 posti

Posizione motore anteriore, longitudinale, V12 60°

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4810 mm

Larghezza 1796 mm

Altezza 1310 mm

Passo 2700 mm

Carreggiata anteriore 1470 mm

Carreggiata posteriore 1500 mm

Massa a vuoto del modello 400 di 1700 Kg

Massa a vuoto del modello 400i di 1830 Kg

Serbatoio 120 litri


Motore


Cilindrata 4823,16 cm³

Tipo v12 60°, anteriore, longitudinale raffreddato ad acqua,

Alesaggio e corsa 81x78 mm

Rapporto di compressione 8,8:1

Distribuzione bialbero, 2 valvole per cilindro


Alimentazione modello 400 Automatic, 6 carburatori Weber 38 DCOE

Alimentazione modello 400i Automatic, iniezione Bosch K-Jetronic


Meccanica


Potenza modello 400 Automati di 250 kW (340 CV) a 6.500 giri/min

Potenza modello 400i Automatic di 228 kW (310 CV) a 6.500 giri/min

Potenza Specifica modello 400 Automatic di 70 CV/Lt - 98 Nm/Lt400

Potenza Specifica modello 400 i Automatic di 64 CV/Lt

Coppia modello 400 Automatic di 471 Nm a 3.600 giri/min


Accensione modello 400 Automatic, mono, 2 spinterogeni a bobina e spinterogeno

Accensione modello 400i Automatic, mono, elettronica

Cambio automatico a 3 marce e RM, differenziale autobloccante


Telaio


Corpo Vettura in tubolare in acciaio

Sterzo formato da una circolazione di sfere con servosterzo


Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice

Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici, dispositivi oleopneumatici auto-livellanti, barra stabilizzatrice


Freni anteriori a disco ventilati, 302 mm

Freni posteriori a disco ventilati, 297 mm


Pneumatici anteriori 215/70 VR 15

Pneumatici posteriori 215/70 VR 15


Cerchi 15", realizzati in lega leggera


Prestazioni dichiarate


Velocità 240 Km/h


Accelerazione 400 Automatic da 0-100 km/h in 8,3 secondi, da 0-400 metri in 14,9 secondi, e da 0-1000 metri in 25,5 secondi


Accelerazione 400i Automatic da 0-400 metri in 16,4 secondi, e da 0-1000 metri 29,2 secondi.


Luca Saitta

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