Ferrari 312 F1, una vettura sfortunata tra le mani di Chris Amon



La Ferrari 312 F1 è la monoposto con la quale la Ferrari parteciperà ai Campionati del Mondo di Formula 1 tra il 1966 e il 1969.

Sin dal suo debutto questa vettura si dimostra più sfortunata che competitiva, tanto che in quattro anni di attività vincerà solo tre Gran Premi, di cui due nel 1966 e uno nel 1968. Per quanto partita tra le prime posizioni nella maggior parte delle gare, raramente riuscirà a terminare la corsa; il 1968 sarà comunque un anno storico, in quanto vedrà l'introduzione dell'alettone posteriore nel mondo della Formula 1 proprio con la Ferrari 312 F1.

La prima 312 del 1966 dispone di un motore derivato dalla Sport 275P del 1965, stretto discendente dei motori della 250TR del 1959-1960. La scelta è evidentemente di natura economica, dato che i regolamenti richiedono un ritorno ai 3000 centimetri cubici, e Ferrari decide di riprendere un vecchio motore rivisto per l'occasione. A questo viene associato un impianto di alimentazione indiretto della Lucas, poiché la Bosh chiede un appoggio finanziario alla Ferrari per proseguire gli studi di ricerca e sviluppo, cosa che la Casa di Maranello non può fare.


Malgrado l'elevata potenza nominale, pari a circa 360 cavalli, la macchina viene tuttavia penalizzata da un elevato peso minimo fissato a 600 chilogrammi, che ne riducono le potenzialità complessive della vettura.


La prima evoluzione si avrà in occasione del Gran Premio d'Italia del 1966, allorché il motore verrà dotato della testata a 36 valvole, con tre valvole per cilindro: due per l’aspirazione e una dedicata alla valvola di scarico, e la potenza passerà a 375 cavalli, come richiesto da Enzo Ferrari all'ufficio tecnico diretto dall'ingegner Mauro Forghieri.


Inoltre, il cambio di fornitura di pneumatici porterà la Ferrari ad impegnarsi attivamente sul circuito di Brands Hatch con Chris Amon per effettuare numerosi test di sviluppo.


Telai utilizzati


Nel 1966 vengono costruiti tre esemplari:


  • Chassis 010, usato in sette Gran Premi, è la vettura con cui Surtees si aggiudica il Gran Premio del Belgio 1966, oltre, all'esordio, il non titolato Gran Premio di Siracusa 1966. Con essa nella seconda parte di stagione corse Lorenzo Bandini.

  • Chassis 011, usato da Scarfiotti nel vittorioso Gran Premio d'Italia 1966. Disputò solo altre corse non valide per il titolo nel 1967.

  • Chassis 012, usato anche in alcune gare del 1967 da Mike Parkes con essa, si aggiudicò l'International Trophy 1967.


312/1967


Quattro gli esemplari (tutti con numerazione dispari) per questa vettura che esordì nella Race of Champions 1967 e che non colse nessuna vittoria nel 1967 né nel 1968:

  • Chassis 001: è la vettura con cui rimase ucciso Lorenzo Bandini a Montecarlo.

  • Chassis 003: Fu usata da Chris Amon nel 1967, da Jonathan Williams nel Gran Premio del Messico e da Jackie Ickx in quattro gare nel 1968.

  • Chassis 005: Usata prima da Scarfiotti (due gare), quindi da Amon, infine da Andrea De Adamich (Gran Premio di Spagna 1967 (non titolato), Gran Premio del Sudafrica 1968 e Race of Champions 1968.

  • Chassis 007: la vettura usata da Chris Amon a fine 1967 ed inizio 1968, quindi da Derek Bell alla Gold Cup 1968 e nel Gran Premio degli Stati Uniti 1968.


312/1968


Tre gli esemplari di questa vettura:


  • Chassis 009: è la vettura con cui la Ferrari tornò alla vittoria con Jacky Ickx nel Gran Premio di Francia 1968, fu poi usata da Bell, Amon e Pedro Rodríguez nel 1968-69.

  • Chassis 011: vettura utilizzata esclusivamente da Chris Amon nel 1968 (due secondi posti).

  • Chassis 015: usata da Jackie Ickx in tre gare nel finale della stagione 1968.

312/1969


Solo due esemplari costruiti di questa vettura, in un anno assai travagliato:


  • Chassis 017: utilizzato prima da Amon e poi da Rodriguez.

  • Chassis 019: oltre che i due piloti citati, è la vettura su cui avrebbe dovuto correre Ernesto Brambilla nel Gran Premio d'Italia 1969.


Stagione 1966


La Ferrari viene data per favorita fin dall'inizio della stagione, nonostante l'anno precedente le prestazioni non fossero state soddisfacenti. Il campionato 1966 non si apre nei migliore dei modi per la Ferrari, costretta a vedere ferma la propria vettura al sedicesimo giro nel corso del Gran Premio di Monaco.


Va meglio a Spa, dato che John Surtees riesce a conquistare la pole position e la vittoria già al secondo Gran Premio disputato con la nuova Ferrari 312 F1. Successivamente, però, l'inglese lascia la scuderia per alcuni dissidi, pertanto a Reims, in Francia, la nuova vettura viene affidata a Lorenzo Bandini, che conquista la pole position ma non conclude la gara.


Saltata la trasferta inglese, la Ferrari partecipa al Gran Premio d'Olanda e al Gran Premio di Germania con Mike Parkes e Lorenzo Bandini, che giungerà in entrambe le occasioni sesto al traguardo. Nel mentre, a metà stagione la scuderia cambierà anche fornitore di gomme, passando dalla Dunlop alla Firestone.


In occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, alla coppia Parkes-Bandini viene affiancato Ludovico Scarfiotti, che in prova segna il secondo tempo e si posiziona dietro al compagno di squadra inglese, che sigla la pole, ed in gara porta in trionfo la Ferrari.



Questo risultato riaprirebbe una flebile speranza per la Ferrari di vincere almeno il campionato del mondo dedicato ai costruttori, ma a Watkins Glen la rottura del motore impedisce a Bandini di difendere i colori nazionali, ed il titolo viene assegnato alla Brabham-Repco. Con nulla in più da dimostrare, Ferrari ritira le proprie auto e non partecipa all'ultimo Gran Premio stagionale in Messico.


Questo sarà comunque l'anno in cui la 312 F1 raccoglierà i maggiori successi, con un secondo posto finale in classifica costruttori.


Stagione 1967


Per la stagione 1967 la 312 F1 viene profondamente modificata: verranno adottati i cerchi in lega di magnesio a cinque raggi della Campagnolo, ed utilizzando la carrozzeria in fibra di vetro il peso minimo scenderà a 530 chilogrammi, mentre la potenza del motore verrà elevata a 390 cavalli.


Saltato il primo Gran Premio sudafricano, la Ferrari partecipa alla corsa monegasca, dove lo sfortunato Lorenzo Bandini perde la vita in un tragico incidente. In questo Gran Premio fa il suo debutto al volante della Ferrari Chris Amon, che giunge terzo al traguardo.



Al successivo Gran Premio d'Olanda, Chris Amon, Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti giungono rispettivamente quarto, quinto e sesto. La stagione prosegue tra alti e bassi, e a Spa l'unico pilota della Ferrari che riesce a conquistare dei punti grazie al quinto posto è Chris Amon. Dopo una battura d'arresto in Francia, sempre Chris Amon conquista un punto in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna.


Dopo una gara sfortunata sul circuito del Nurburgring, la Ferrari raccoglie un ulteriore punto sul circuito di Mosport, in Canada, grazie al sesto posto di Chris Amon. E' questo l'ultimo sussulto della Ferrari nella stagione 1967, dato che a Monza, a Watkins Glen e sul circuito di Hermanos Rodríguez non riesce a raccogliere ulteriori punti, chiudendo la stagione al quarto posto.


Stagione 1968


La 312 F1 verrà utilizzata ancora nel 1968, e gli aggiornamenti coinvolgeranno la maggiore profilatura del musetto e della carrozzeria, ma il grande problema della 312 F1 rimane il peso eccessivo del motore ed un impianto di raffreddamento che porta molta acqua in circolo, nonostante l'ingegner Rocchi abbia operato numerose modifiche portando la potenza a 410 cavalli a quasi 11.000 giri/minuto.


La grande novità sarà l'introduzione delle appendici aerodinamiche a partire dal Gran Premio del Belgio: in particolare l'alettone posteriore verrà dotato di comando idraulico, che consente al pilota di variare l'incidenza in funzione del tratto di pista percorso.


In Sudafrica la Ferrari raccoglie tre punti grazie al solo Chris Amon, che giunge al traguardo al quarto posto, ma già in Messico, grazie alla pole position conquistata dal pilota neozelandese, si intravede la bontà del progetto che con Ickx arriverà quasi a vincere il campionato.


Saltato il Gran Premio di Monaco, la Ferrari si presenta in Belgio con un innovativo alettone montato sulla la monoposto, ed ottiene la pole con Chris Amon. In gara, tuttavia, sarà Ickx ad ottenere un ottimo terzo posto.


Dopo aver ottenuto un incoraggiante pole position con Amon in Olanda ed un quarto posto con jacky Ickx, il pilota belga riesce ad aggiudicarsi la prima vittoria in Formula 1 in occasione del Gran Premio di Francia.


Sul circuito di Rouen, Ickx ottiene il terzo tempo in qualifica potendo quindi partire dalla prima fila, ma non è completamente soddisfatto della messa a punto della vettura. Il talento cristallino del pilota belga lo si potrà ammirare il giorno della gara.


Un'ora prima dell'inizio della gara, è previsto un giro del circuito a bordo di microvetture Ligier, per permettere ai piloti di salutare il pubblico, ma Jacky si disinteressa dei fan, preferendo invece scrutare il cielo che nel frattempo va addensandosi di nuvole.

Nonostante le previsioni meteorologiche sostengano che non ci saranno rovesci di pioggia, Ickx si impunta per avere montate le gomme da bagnato (le Firestone R125 scolpite a mano). Sia il direttore tecnico Mauro Forghieri, che Franco Gozzi, in questa circostanza direttore sportivo della Ferrari, cercano di dissuadere Ickx, che però rimane della sua idea perfino quando, prima della partenza, viene deriso dai concorrenti avversari.

Ma pochi istanti prima dell'inizio della gara, piove: Ickx ha avuto ragione, e vince il suo primo Gran Premio davanti a John Surtees e Jackie Stewart, portando alla Scuderia di Maranello la prima affermazione da due anni a questa parte: nell'occasione, a ventitré anni, sei mesi e sei giorni, diventa il più giovane pilota a trionfare al volante di una monoposto del Cavallino, un primato che resisterà per i successivi cinquantuno anni prima di essergli strappato da Charles Leclerc.



Con il successivo terzo posto conquistato in Gran Bretagna, preceduto da Chris Amon, Ickx guadagnerà la piazza d'onore nella classifica dei piloti. Ma non è finita: in occasione del Gran Premio di Germania centrerà la sua prima pole position, staccando il miglior tempo quando sul Nürburgring sta piovendo, migliorando di un minuto la prestazione ottenuta da Jim Clark nel 1967.

Con il quarto posto finale, Ickx è ora distante solamente sette punti dalla vetta.

Una vittoria del Campionato Mondiale non è dunque da escludere, se non fosse che a Monza, rallentato da problemi all'impianto d'alimentazione, Jacky sbaglierà ad azionare l'alettone, che è manovrabile manualmente.


Giunto in rettilineo, Ickx non apre l'alettone, pertanto l'attrito rallenta la vettura. Dai box, Giulio Borsari, il suo meccanico, gli espone il cartello con la scritta alettone (in italiano) e volet (in francese) per cercare di indicargli l'inconveniente, ma il pilota belga non comprende l'indicazione e giunge solamente terzo al traguardo.

Quando mancano solo tre gare al termine, Ickx ha solo tre punti in meno rispetto a Graham Hill in campionato, ma i sogni di gloria si spengono in Canada, dove disputa delle buone prove, ma è costretto a rinunciare alla partecipazione alla gara a causa di un incidente causato dal bloccaggio dell'acceleratore, che gli procura la frattura di una gamba.


Inizialmente colpevolizzato dalla squadra per il suo stile di guida aggressivo, in seguito verrà scagionato da Giulio Borsari, che confermerà il problema all'acceleratore che lo stesso Ickx aveva già segnalato in precedenza, non venendo creduto.


Jacky tornerà a guidare in occasione del Gran Premio del Messico, ma si ritirerà al terzo giro a causa di un problema all'impianto d'accensione, e concluderà il suo primo Campionato del Mondo al quarto posto, totalizzando oltre il doppio dei punti dello sfortunato Chris Amon, che ottiene solo un podio e numerosi ritiri.


Stagione 1969


L'ultima evoluzione del 1969 è caratterizzata dall'incremento di potenza a 436 cavalli a 11.000 giri/minuto, e dopo il Gran Premio di Spagna, dall'alettone posteriore fisso e di dimensioni ridotte. Passato Jacky Ickx alla Brabham, le sorti della scuderia sono affidate a Chris Amon, ma quest'ultimo se ne andrà a metà stagione, stufo della non competitività della sua Ferrari, e sarà sostituito da Pedro Rodriguez.


Il 1969 rappresenta l'anno peggiore per la 312, poiché verranno conquistati appena sette punti nell'intera stagione, record negativo per la Ferrari, il quale non si aggiudicherà alcuna vittoria e sarà molto spesso vittima di problemi meccanici, cui il più importante avverrà in Spagna dove Amon, partito secondo si ritroverà al comando del Gran Premio grazie agli incidenti delle due Lotus, ma si dovrà ritirare al cinquantaseiesimo giro per problemi al motore. Il miglior risultato sarà un terzo posto ottenuto con Chris Amon, in Olanda.


A Maranello comunque lo sviluppo della vettura si è già interrotto per concentrarsi meglio sulla prossima vettura, la Ferrari 312B. Pertanto, la vettura chiude la sua lunga carriera con ben trentotto corse all’attivo, sette pole e quattro giri veloci, e 95 punti iridati conquistati, prima di cedere il passo alla nuova Ferrai 312 B2.


Andrea Rasponi